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Andy Warhol era un coatto

Vivere e capire il trash

Di ,

Editore: Castelvecchi

3.7
(106)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 121 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8886232225 | Isbn-13: 9788886232227 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Altri

Genere: Art, Architecture & Photography , Non-fiction , Da consultazione

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un saggio che dà un'istruzione immediata sull'approccio al trash declinato in maniera abbastanza trash, il che ne fa un'opera freschissima, nonostante i riferimenti piuttosto datati. Ad ogni modo un ...continua

    Un saggio che dà un'istruzione immediata sull'approccio al trash declinato in maniera abbastanza trash, il che ne fa un'opera freschissima, nonostante i riferimenti piuttosto datati. Ad ogni modo un libro da leggere e da diffondere fra gli amici.

    ha scritto il 

  • 3

    Tommaso Labranca scrive bene ed è persona intelligente. Questo libro risale al 1994 e cerca di spiegare il trash e di "sdoganarlo" rispetto alle critiche degli intellettuali saccenti: se non che. lo ...continua

    Tommaso Labranca scrive bene ed è persona intelligente. Questo libro risale al 1994 e cerca di spiegare il trash e di "sdoganarlo" rispetto alle critiche degli intellettuali saccenti: se non che. lo stesso Labranca a volte..... La cosa migliore, ma che può essere apprezzata solo dagli "over ... anta", è il capitolo dedicato all'enciclopedia "I quindici", un classico per i bambini anni '60.

    ha scritto il 

  • 3

    Titolo molto accattivante, ma ben presto si capisce la sòla: l'Autore vuole sdoganare il trash ammantandolo di purezza, contro la spocchia dell'intellettualismo; in realtà, con questa operazione ...continua

    Titolo molto accattivante, ma ben presto si capisce la sòla: l'Autore vuole sdoganare il trash ammantandolo di purezza, contro la spocchia dell'intellettualismo; in realtà, con questa operazione lui si dimostra più snob degli snob. Perché se è vero che non c'è nulla di più odioso dei canoni estetici imposti dalla classe colta e culturalmente egemone, d'altra parte scrivere un trattato su ciò che ha il timbro del “popolare” (o “popolano”) inevitabilmente snatura quel poco di spontaneo (molto poco) che ancora può esservi.

    Senza dire che il trash nel frattempo ha raggiunto livelli inimmaginabili all'epoca del libro (anni '90), e ormai permea le nostre esistenze senza che noi neppure ci se ne accorga. Perciò, che ognuno si tenga le sue pecche, e le indossi con disinvoltura senza parlarne troppo. O mica penserete che basti leggere libri per restare immuni dalla burinaggine?

    ha scritto il 

  • 3

    Mi piace che ci sia qualcuno che mi ricorda che non c'è assolutamente niente di male ad amare il Crispy Bacon o Claudio Baglioni (non in quest'ordine). Viene sviluppata l'idea che molto spesso i ...continua

    Mi piace che ci sia qualcuno che mi ricorda che non c'è assolutamente niente di male ad amare il Crispy Bacon o Claudio Baglioni (non in quest'ordine). Viene sviluppata l'idea che molto spesso i nostri gusti vengono condizionati da un gruppo di intellettuali allineati che decidono cosa sia sano o meno guardare impedendo una sana crescita di un proprio gusto personale. Dal trash al junk al kitsch le categorie vengono analizzate con allegria. Il meglio di sè Labranca l'ottiene quando cita casi 'di studio', dalla Carrà a Warhol, e va bene cosí, lo si segue divertiti. Peró peró la teoria imbarca acqua... Come la mettiamo coi cinepanettoni? Urge aggiornamento, questo testo è del 1994...!

    ha scritto il 

  • 4

    Riflessione estetica sul trash, fornendone finalmente una definizione matematica. Divertente e breve saggio sul trash scritto da un autore che non tratta l'argomento con superiorità ma fondendosi e ...continua

    Riflessione estetica sul trash, fornendone finalmente una definizione matematica. Divertente e breve saggio sul trash scritto da un autore che non tratta l'argomento con superiorità ma fondendosi e contaminandosi.

    ha scritto il 

  • 3

    Quattro stelline sulla fiducia (ricordo poco), meno una perchè a forza di sdoganare il trash, il kitsch e il camp aumenta lo schif e poco altr.

    Sottoprodotto non indifferente poi, che il fine ...continua

    Quattro stelline sulla fiducia (ricordo poco), meno una perchè a forza di sdoganare il trash, il kitsch e il camp aumenta lo schif e poco altr.

    Sottoprodotto non indifferente poi, che il fine esteta, contemplato Er Monnezza o compulsato freneticamente il vuaccaesse de Quel Gran Pezzo dell'Ubalda, si dedica a ben altro, la casalinga di Voghera invece (moglie del postino di Vigevano - non lo sapevate?) udito il fine esteta magnificare i Pùh, si convince che fa bene e non si schioderà più da lì.

    Il primo magnaccia della storia? Facile! Putankamen.

    Così imparate a venire a leggere qui, del trash e del cash.

    ha scritto il 

  • 3

    Simpatico, peccato che di tutte le trashate scritte qui non ricordi nulla perchè nel 92 (anno della pubblicazione del libro) ero solo una bimbetta di pochi anni :( (Se quest'uomo scrivesse un ...continua

    Simpatico, peccato che di tutte le trashate scritte qui non ricordi nulla perchè nel 92 (anno della pubblicazione del libro) ero solo una bimbetta di pochi anni :( (Se quest'uomo scrivesse un aggiornamento ci inserirebbe Moccia e Twilight. Sicuro come la morte.)

    ha scritto il