Like Angela prende il volo?
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Book Description
Angela ha sedici anni, una splendida impreparazione alla vita ed è andata atrovare il padre. Lui è un fisico, ha una nuova famiglia, parla sempre e solodel suo lavoro, del laboratorio, degli esperimenti sulla distorsione deltempo. Ed è proprio il tempo che lega i personaggi e leContinue
Book Details
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(37)
- Libri Italiani
- Others 136 Pages
- Edition: 2
- ISBN-10: 8807015706
- ISBN-13: 9788807015700
- Publisher: Feltrinelli
- Pub date: Jan 01, 2000
Prices Change currency & sellers
| ISBN | Edition | List | Sale | Seller |
|---|---|---|---|---|
| 9788807015700 | Others | €12.91 | €10.32 | IBS.IT |
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CARNE AL FUOCO
Un’adolescente che come una dannazione è da tutti gli adulti considerata più matura della sua età, infatti ha già capito che avere figli è l’unica spiegazione dell’essere figli, e ha già raggiunto l’età in cui si vede la frattura tra il modo in cui hanno visto il mondo i nostri padri e il ... (continue)
Un’adolescente che come una dannazione è da tutti gli adulti considerata più matura della sua età, infatti ha già capito che avere figli è l’unica spiegazione dell’essere figli, e ha già raggiunto l’età in cui si vede la frattura tra il modo in cui hanno visto il mondo i nostri padri e il modo in cui lo vedono i figli vent’anni dopo. Una sedicenne che prima perde la verginità e poi scopre l’amore. La seguiamo quasi per mano fino ai vent’anni, poi con un lungo ‘volo’, anche oltre, quando, realizzando il sogno del padre, è diventata un’importante ricercatrice proprio nello stesso ambito, la fisica. E’ lei l’Angela del titolo. Il padre l’ha abbandonata da piccola, ma all’inizio del libro la invita a raggiungerlo: lei spera di recuperare la figura paterna e il loro rapporto, spera di vivere una seconda volta, ma tornerà a essere figlia unica pressoché orfana.
Un padre che ha abbandonato la moglie e la figlia Angela quand’era piccola, un padre che ha lasciato prima di farsi lasciare e andando via ha lasciato la porta aperta e da lì non ha più smesso di entrare il freddo. Se ne è andato perché il suo lavoro è più importante di ogni cosa: è un fisico, un ricercatore con il pallino di fermare il tempo, di fuggire dal tempo. Si è fatto una nuova famiglia in Inghilterra, cerca Angela, la chiama a sé, non per offrirle una seconda vita insieme, ma per annunciarle che sta per morire di cancro, e, in sostanza, per abbandonarla di nuovo. Ma chiede ad Angela di non parlarne con nessuno, di tenere il segreto.
E poi, l’amico del padre, ex studente di fisica, attualmente imprenditore costruttore, in crisi d’età, che riesce più o meno a risolvere. È lui l’io narrante, che cuce i pezzi della storia , e diventa anche narratore delle vicende di Angela, una strana sensazione in questo racconto che passa dalla prima alla terza persona su basi molto precarie.
Uno strano triangolo.
Olmo, l’amico, ha cinquanta anni ed è in crisi col suo matrimonio, ama la moglie, ma non si toccano più, la pelle s’è asciugata, il contatto è solo verbale: passano uno a fianco al piacere dell’altro come due ombre che si attraversano nel buio. Il grande scienziato, Guido, gli affida la figlia prima di morire, “seguila, proteggila,” e Olmo promette: ma poi si accorge che il giovane virgulto è femmina, e come figlia ‘adottata’ è molto attraente, e comincia a fare dei pensieri su di lei, e vorrebbe combatterli, ma allunga una mano, e la tira indietro prima che sia troppo tardi.
Parla e ragiona come un vecchio in punto di morte, anche se ha cinquanta anni e sta bene in salute e la morte è ben lungi dal presentarsi. E’ in fase di bilanci esistenziali, di rimpianto del tempo andato, con gli anni ai ragazzi sognatori e innamorati che eravamo sono subentrati i ragionieri, ed è un disastro ci dice.
C’è un lungo carteggio tra Guido, il papà di Angela, e Olmo: sono lettere vecchie di almeno vent’anni – ma siccome Angela vuole leggerle, e poi le legge anche la moglie di Olmo, a noi vengono propinate in tutta la loro estensione, niente ci viene risparmiato: in queste lettere il progetto di costruire una macchina del tempo, di annullare il tempo, di creare un buco nero che lo faccia sparire è enucleato più di quanto io abbia gradito.
Ci sono troppi temi in questo romanzo, troppi fili, troppe trame: troppa carne al fuoco - e come spesso succede in casi così, molto rimane irrisolto.
Infine, Enrico Palandri ha tutta l’intenzione di farci piangere, ci spinge con insistenza sul bordo del lacrimatoio, ce la mette proprio tutta a strapparci i singhiozzi - un po’ come quei cantanti che in questo paese prosperano numerosi (e d’istinto penso a Baglioni, ma potrei citarne molti altri).
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