Angelize

Di

Editore: Fabbri

3.7
(71)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 350 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8845198685 | Isbn-13: 9788845198687 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Essere un angelo è terribile. Non provi emozioni, non puoi toccare, mangiare, amare. Per questo molti di loro cominciano a desiderare la vita terrena per provare quello che non hanno mai sperimentato nell’eternità. Per liberarsi
dalla condizione eterea hanno solo un mezzo: uccidere un essere umano che prenderà il loro posto. Un gruppo di vittime, però, non si è rassegnato a questo poco invidiabile destino e ha trovato il modo di reincarnarsi in corpi nuovi
che sono una via di mezzo tra angeli e uomini.
Di nuovo sulla terra, questi angeli bastardi vorrebbero soltanto ricucire i pezzi di vite bruscamente interrotte, finire gli studi, ritrovare amori perduti. Come Haniel, privo di regole e affamato di sesso, che “indossa” ora il corpo di
una ragazza. O come Hesediel, che cerca di far capire alla donna che ama che è tornato dalla morte, e che adesso è in grado di guarire da qualsiasi ferita.
Ma gli angeli “puri”, quelli che non hanno mai ceduto alla tentazione della carne, sono in caccia, armati di spada e fuoco celeste, decisi a spazzar via le abominazioni. Per sopravvivere gli “angeli bastardi” dovranno dar battaglia a forze molto più grandi di loro e prepararsi a terribili sacrifici…
L’esordio fulminante di un’autrice capace di ribaltare le convenzioni del genere.
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  • 4

    Angelize è un romanzo pubblicato nel novembre del 2013 – arrivo sempre puntuale alle novità, come potete ben vedere – ed è contemporaneo a tantissimi altri libri che trattano lo stesso argomento, chi ...continua

    Angelize è un romanzo pubblicato nel novembre del 2013 – arrivo sempre puntuale alle novità, come potete ben vedere – ed è contemporaneo a tantissimi altri libri che trattano lo stesso argomento, chi bene e chi no (filone angelico poporno vi dice niente? Ecco). Ci tengo subito a precisare che Aislinn non scrive quel genere di libri, anzi.
    Prima ancora che il filone urban fantasy che riguarda gli angeli sbarcasse in libreria, io già ne ero una fan non dico accanita ma entusiasta. Da brava telespettratrice, nonché fan affezionata, di Supernatural non potevo non apprezzare Angelize, dove gli angeli non sono esseri di affascinante e irresistibile bellezza che fanno breccia nei cuori di idiote e verginee donzelle, ma sono cazzuti guerrieri. Come, appunto, dovrebbero essere intesi da tutti. Gli angeli, signori miei, sono soldati di un esercito e sono qualche volta sono anche cattivi, chi più e chi meno. E uccidono, eccome se uccidono!, sia le persone che altri angeli.
    E in Angelize gli angeli sono guerrieri e ammazzano la gente. Ed è per questo che sento il bisogno di procurarmi il secondo volume quanto prima e di inserirlo, a sbafo, nella lista dei libri da leggere il prima possibile. Andiamo con ordine però, perché cercare di spiegare qualcosa di questo romanzo senza incorrere in clamorosi spoiler – o in vicende personali – non è cosa semplice e ho bisogno di calma e concentrazione.

    Partiamo con qualche accenno alla trama. Gli angeli sono esseri incorporei e invisibili e, in quanto tali, non possono interagire con il mondo reale: non possono toccare o spostare gli oggetti, non sentono la pioggia sul viso, l'erba bagnata sotto i piedi, l'odore del mare, il sapore del caffè. Non possono fare nulla di quanto, invece, è concesso agli esseri viventi. Solo portando gli esseri umani a togliersi la vita possono reincarnarsi e far sì che l'umano di turno prenda il loro posto. Questo è quanto è successo ai protagonisti di Angelize: Hesediel, Haniel e Rafael. Fregati dagli angeli, adesso sono costretti a una vita eterea. C'è un altro modo, però, che permetterebbe a Hesediel, Haniel e Rafael di reincarnarsi e tornare sulla Terra ed è loro offerto – con toni invitanti e melliflui – dalla Dea, una divinità che vive all'interno del Cimitero Monumentale ed è sempre accompagnata da un fauno.
    Tutto sembrerebbe andare per il verso giusto, più o meno. Perché, mentre Haniel si reincarna nel corpo di una ragazzina, Hesediel e Rafael sono riusciti a riacquistare il loro corpo, cosa che li spinge a ricucire i pezzi della loro vita prima della morte. Ma c'è un ma. Niente è come sembra.
    Secondo gli angeli "puri", che hanno ben preciso in mente un disegno divino, l'esistenza dei mezzi angeli è superflua e inutile, nonché in un certo senso offensiva: non sono angeli e non sono esseri umani, costituiscono dunque un abominio.
    Questo è il motivo per cui si scatenerà una guerra vera e propria tra gli angeli puri, che cercano – dal canto loro – di mantenere "pulita" la razza, e mezzi angeli che, invece, vittime di un destino non desideravano, cercano solo di sopravvivere.

    Ho apprezzato moltissimo che Aislinn abbia deciso di ambientare il romanzo a Milano perché credo che sia una città italiane che meglio si presta al genere urban fantasy, per i colori, il clima e la struttura sia del centro storico ma anche (e soprattutto) della periferia.
    Inoltre, ho trovato piacevole e interessante scoprire della vita dei personaggi poco a poco anche se, lo ammetto, avrei preferito che ci fossero più dettagli sulla vita di alcuni personaggi secondari. Non mi lamento, però, perché probabilmente verrà loro dedicato più spazio nel secondo volume.
    Dimentico, a volte, che non è possibile avere tutto e subito soprattutto quando la storia si sviluppa in più volumi – come in questo caso. A questo romanzo, in poche parole, non manca niente: buona dose di legnate – che a me piacciono sempre –, colpi di scena, bei personaggi, personaggi stronzi e soprattutto ottimo finale, che ti fa desiderare di avere a portata di mano la seconda parte.

    Altro aspetto da non dimenticare e che io ho apprezzato in particolar modo è la scelta di Aislinn di utilizzare tre punti di vista differenti per la narrazione – quelli di Haniel, Rafael e Hesediel appunto. Trovo che questa tecnica renda il romanzo più avvincente e coinvolgente, oltre a far sì che il lettore conosca ogni personaggio in modo più approfondito.
    Ora, io non lo so se Aislinn si guarda Supernatural, ma io che lo guardo ed è senza dubbio alcuno una delle mie serie tv preferite non potevo che amare anche Angelize.

    Recensione tratta dal mio blog: http://librangoloacuto.blogspot.it/2015/09/recensione-angelize.html

    ha scritto il 

  • 4

    Angeli veri, umani, capaci di amare, odiare e far amare il lettore!

    IL BIONDO, IL MATTO E L'INVOLONTARIO EROE (Angelize e Angelize II - Lucifer, di Aislinn)

    Angelize e Angelize II sono un dittico, due storie complementari, strettamente intrecciate, con il primo volum ...continua

    IL BIONDO, IL MATTO E L'INVOLONTARIO EROE (Angelize e Angelize II - Lucifer, di Aislinn)

    Angelize e Angelize II sono un dittico, due storie complementari, strettamente intrecciate, con il primo volume che ci presenta i personaggi principali e l'ambientazione in cui si muovono e il secondo che approfondisce alcuni aspetti della loro (nuova) esistenza, collegando le varie sottotrame fino all'adrenalinico confronto finale. Parlarne senza rovinare la sorpresa a chi non ha letto i libri non è facile, poiché molti colpi di scena compaiono inaspettatamente tra le pagine dei romanzi, ma cercherò di dare qualche assaggio, un aperitivo letterario, per stimolare gli appassionati del genere.

    Quale genere? Per quanto non ami la categorizzazione dei libri, che li fa apparire più come prodotti da supermercato che non come il frutto dell'incessante lavoro di un artista, è indubbio che Angelize e Angelize II siano due romanzi urban fantasy, dove infatti le due componenti (ambientazione urbana, e contemporanea aggiungerei, e la presenza del sovrannaturale, angeli e demoni in questo caso) fanno da padrone, incanalando la trama in una direzione ben precisa. Una trama che, per quanto complessa, non divaga mai, non scivola verso passaggi inutili ma rimane sempre concentrata sugli accadimenti e sui sentimenti dei personaggi in campo, i due elementi su cui l'autrice dimostra il suo talento narrativo: accadimenti, perché veramente è una storia ricca di azione (c'è spazio per battaglie, morti, rinascite, incontri d'amore, serate nella movida milanese, fraintendimenti, sguardi d'intesa e silenzi che parlano più delle parole, il tutto condito dalla giusta dose di mistero e mitologia angelica), e al tempo stesso sentimenti, in quanto le emozioni di questi angel(izzat)i sono scandagliate e approfondite in maniera ottimale, anche grazie a un uso interessante della lingua (attuale, moderna, vitale) e all'alternanza dei punti di vista dei personaggi.

    Ma chi sono questi personaggi? Nel titolo ne ho indicati tre, il biondo (Rafael), il matto (Haniel) e l'involontario eroe (Hesediel) che di fatto sono i protagonisti di entrambi i romanzi, a cui, nel secondo volume, vanno ad aggiungersi anche Mikael e Uriel. Personaggi a tutto tondo, i cui pensieri e sentimenti traspaiono dai capitoli a loro dedicati, ma anche dalle loro azioni, dal modo in cui reagiscono alle situazioni, da quello che non dicono e lasciano intuire. Personaggi umani, ben distanti dall'immagine stereotipata degli angeli con le alucce dorate che abbiamo o possiamo avere (e, di fatto, non sono propriamente angeli, ma angelizzati, come scopriamo leggendo!), personaggi che, come gli esseri umani, faticano nei loro rapporti interpersonali. Personaggi, infine, che faticano a essere vivi, del resto "incarnarsi non significa" necessariamente vivere. Lo imparano presto e lo imparano a loro spese, sbagliando, cadendo, trascinandosi nel fango, tra l'inconsistenza della loro esistenza e i rimpianti accumulati, ma riuscendo comunque a rialzarsi e a reagire. Storditi, feriti, nel corpo e nell'anima, ma mai vinti.

    Rafael, dei tre, è il più composto, quello che cerca di mettere ordine nel caos del mondo e della sua vita, quello che non vorrebbe combattere se non fosse costretto e che cerca sempre una soluzione per salvare il salvabile. Generoso, gentile, forse un pò ingenuo, incapace di credere che al mondo esista così tanto male, incapace di ammettere che la sua stessa stirpe (o comunque i suoi "superiori") possano commettere il male, lui che credeva che "gli angeli fossero stati creati per amare gli esseri umani". Un tempo, da umano, si chiamava Giacomo, aveva i suoi amici, la sua vita, una prospettiva di carriera, e anche l'amore. Poi tutto era cambiato, la vita travolta da un camion, e adesso fatica ad adattarsi alla nuova realtà. Vacilla, ma non crolla. Trova la sua ancora di salvezza nel nuovo mondo, proprio nel matto con cui è così difficile interagire.

    Haniel, il matto, appunto. Il personaggio più difficile da definire, forse perché lui stesso odia le categorizzazioni, stretto nei panni (scomodi, tra l'altro!) di chi cerca di inquadrarlo e decidere la sua vita. Ammetto che all'inizio l'avrei preso a calci per le sue risposte a cavolo e quell'attitudine da lupo solitario che lo porta a tenere gli altri a distanza, poi, nel corso dei romanzi, ho imparato ad apprezzarlo e a capire che dietro quella maschera rude con cui guarda il mondo esiste un'anima che soffre, anche se non vuole ammetterlo. Un'anima che, per quanto dica di fregarsene, di non volersi far coinvolgere, per quanto tenti di coprire i suoi veri sentimenti dietro litri di birra, vomito, scenate in pubblico, silenzi e bugie, è viva e ha un disperato bisogno di amare e sentirsi amata.

    Hesediel, infine, è l'eroe involontario, quello che forse più di ogni altro viveva bene la sua vita terrena e che tenta di recuperarla, ricercando le persone perdute, a dispetto di quanto la sua presenza possa sconvolgere la loro vita. E' anche quello che cerca di ancorarsi alla realtà, di non farsi coinvolgere dalle guerre tra angeli, ma che poi, alla fine, si ritrova a guidare la resistenza degli ibridi (o mezzi angeli) contro Mikael e i suoi. Determinato, sfodera l'animo del guerriero, coinvolgendo anche gli indecisi a seguirlo nella guerra contro "i pennuti", addestrandoli, preparandoli, pianificando strategie, canalizzando tutta la rabbia e lo smarrimento che covano dentro.

    Dovessi paragonarli ai personaggi della mia serie animata preferita, direi che Rafael, Haniel e Hesediel sono Andromeda, Phoenix e Pegasus dei Cavalieri dello Zodaico!

    E, proprio come i Cavalieri dello Zodiaco, combattono la loro quotidiana battaglia contro il male. Ma chi, o cosa, è il male? Difficile definirlo, soprattutto in un contesto in cui la volubilità umana è entrata a contatto con l'integralismo degli angeli, insinuandosi, loro malgrado, nelle loro granitiche convinzioni e corrodendole. Almeno quelle di qualcuno di loro. Altri, invece, non cambieranno mai, risoluti nel loro agire, fino alla fine. Sullo sfondo di questa guerra intestina alla schiera degli angeli, Lucifero ride soddisfatto, mettendo in atto un piano diabolico (da vero trickster!) per recuperare il suo antico potere. E la Dea? La Dea guarda e si diverte.

    Una parola, infine, sull'ambientazione urbana. Milano è, possiamo dire, un personaggio a cui Rafael e gli altri si appoggiano, un'entità con cui (e in cui) sono costretti a vivere. Qualcuno volentieri, qualcuno senza troppa voglia. E' come una Dea, e come tale incontra sentimenti diversi da parte dei suoi sudditi: qualcuno la ama, qualcuno la odia, qualcuno muta il suo atteggiamento, senza riuscire comunque a fuggirne. "Fredda, veloce, indifferente come una coltellata", piena di gente che corre, lotta e discute. Ma comunque la loro città. La città degli Angeli. Con tutti i suoi segreti, i luoghi che solo loro possono raggiungere, la chiesa di San Michele, il Cimitero Monumentale.

    dal mio blog: http://imondifantastici.blogspot.it/2015/05/il-biondo-il-matto-e-linvolontario-eroe.html

    ha scritto il 

  • 4

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/07/angelize.html

    Haniel, Rafael ed Hesediel sono angeli. O meglio, lo erano prima che la Dea facesse loro un’offerta irresistibile: potersi incarnare nu ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2015/07/angelize.html

    Haniel, Rafael ed Hesediel sono angeli. O meglio, lo erano prima che la Dea facesse loro un’offerta irresistibile: potersi incarnare nuovamente nel loro corpo. Infatti, l’esistenza da angelo per un umano non è per niente piacevole: gli angeli non provano alcuna sensazione, non hanno senso del tatto, si ritrovano a vagare per le città senza poter riposare, smettere di pensare, senza poter fare nulla.
    Un essere umano, però, non diventa angelo per caso, ma a causa di un inganno perpetrato dagli angeli puri, creature arroganti e sprezzanti, che si ritengono tanto superiori agli uomini. Eppure proprio tra quegli esseri così perfetti all’apparenza, ce ne sono stati alcuni che hanno deciso di incarnarsi e per farlo hanno dovuto ingannare un essere umano spingendolo alla morte.
    È così che Haniel e gli altri sono diventati angeli e vengono considerati degli errori dai puri rimasti, sebbene la colpa di tale scambio sia proprio dei primi che hanno deciso di abbandonare l’esistenza angelica. E quando Haniel e tutti gli altri compagni accettano l’offerta della Dea e si incarnano nuovamente nei propri corpi (ad eccezione del povero Haniel che si ritrova a vestire i panni di una ragazza), gli angeli puri arrivano a considerarli dei veri e propri abomini e iniziano a dar loro la caccia.

    Angelize mi ha conquistata fin dal prologo, merito sicuramente anche della voce sferzante di Haniel, per il quale ho un debole. Ho divorato le pagine, tanto da finirlo in due giorni (con tanto di urlo al termine, su cui ritornerò più avanti).
    L’ambientazione è tutta italiana: i personaggi si muovono in una Milano cupa e grigia, che fa da scenario perfetto alla lotta angelica.Apprezzo sempre quando le vicende si svolgono su suolo italiano, perché è più familiare come ambientazione, la sento più vicina. Inoltre, mi esalta l’idea di potermi facilmente recare a Milano, camminare per le sue strade e immaginare gli angeli che non posso vedere.
    Aislinn ha uno stile pulito e privo di eccessivi fronzoli, descrittivo al punto giusto. È coinvolgente e porta a divorare il libro senza sosta. Ed è anche capace di dare voce in modo perfetto ai diversi personaggi, dando a ciascuno una ben definita personalità.
    Infatti, per tutto il romanzo si alternano tre punti di vista: Haniel, Rafael e Hesediel. E li ho messi rigorosamente in ordine di preferenza, sebbene la differenza di apprezzamento non sia poi così tanta.
    Sono tutti e tre caratterizzati davvero bene, ognuno ha una personalità che si riesce a percepire subito nei vari capitoli.
    Haniel è il personaggio imprevedibile, che non sai mai come si comporterà, che sembra forte se contrapposto a Rafael, ma nasconde in realtà molte fragilità. Ha sofferto tanto il povero Hani (e se mi sentisse chiamarlo così penso che rischierei la vita).
    La parte divertente è stata ricordarsi che Haniel si è reincarnato nel corpo di una ragazza. Puntualmente rimuovevo questo piccolo particolare e me lo immaginavo nella forma maschile, per poi leggere dialoghi che mi facevano tornare in mente che esteriormente era una ragazza.

    *quello che più o meno avveniva nella mente di Ang*

    Rafael invece è il buono, quello che cerca di fare la cosa giusta e di mediare; la sua soluzione è la diplomazia, il dialogo. E ci prova sin dall’inizio, nonostante sia l’unico a volerlo fare. Ho adorato questo suo cercare di evitare la battaglia, perché è più o meno come avrei ragionato io. E poi è davvero dolce, vien voglia di coccolarlo. *abbraccia il biondo*
    È molto legato ad Haniel e, sebbene sembri che l’unico davvero affezionato sia Rafael, in realtà il rapporto non è così a senso unico.

    (Sì, mi sto sbizzarrendo con le gif in questa recensione e, sì, loro sono la mia OTP di Angelize. Deal with it.)

    E poi c’è Hesediel, colui che suo malgrado si ritrova a guidare questa sgangherata banda di mezzi angeli, o almeno quelli che accettano di adeguarsi al piano. Tra i tre, Hesediel è quello che ha ancora una persona a cui tiene in vita, che non ha dimenticato e vorrebbe riprendersi per poter riacquistare una sorta di normalità: Elena. Sarò sincera, a me Elena sta antipatica e non mi piaceva nemmeno la coppia formata da loro (nei ricordi di Hesediel era evidente che fossero male assortiti). Però ho tifato per loro solo perché Hesediel ci teneva tanto.
    Ho particolarmente apprezzato la rivisitazione della figura degli angeli. Non solo perché sono creature cupe e poco benevole, ma anche per la questione dell’incarnazione, di come debbano ingannare e peccare per poter vivere da esseri umani. Una versione oscura che si adatta perfettamente all’ambientazione molto dark.
    E anche la questione del Dio e della Dea è davvero affascinante, vien voglia di farsi raccontare a parte tutta la teologia di base del romanzo, perché è qualcosa di davvero splendido. Non voglio scendere nel dettaglio, altrimenti vi toglierei il piacere di scoprire da soli chi siano queste divinità.
    Avrei altro da aggiungere ma il rischio di spoiler è troppo, quindi devo trattenermi. Non posso nemmeno nominare un personaggio che mi ha intrigata parecchio (anche se ho come il sentore che vorrò pestarlo nel seguito), dato che appare circa a metà libro.
    Un ultimo apprezzamento: nonostante sia il primo della duologia, e sebbene l’epilogo lasci intendere che i giochi non sono finiti e si prospetta un problema ancora più grande di quello risolto, il romanzo è perfettamente concluso.
    Anche se necessito di uno sfogo in merito: il finale è puro sadismo. Non me l’aspettavo, devo ammetterlo, e mi ha fatta soffrire davvero tanto. Confido nel fatto che Aislinn si farà perdonare nel seguito, potrei inferocirmi altrimenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche gli angeli uccidono

    Sono stata incuriosita molto da questa lettura, attratta dall'idea di un capovolgimento delle convenzioni legate agli esseri angelici. Aislinn ha saputo creare una storia davvero originale, davvero in ...continua

    Sono stata incuriosita molto da questa lettura, attratta dall'idea di un capovolgimento delle convenzioni legate agli esseri angelici. Aislinn ha saputo creare una storia davvero originale, davvero inconsueta, senza sforare mai nel blasfemo, anzi gettando una luce più "terrena" anche tra gli alati.
    Davvero una bella impresa.

    ha scritto il 

  • 5

    Un convincente gruppo di angeli di serie B si aggira per la metropoli, in una storia avvincente e ben raccontata, e il lettore imparerà presto che è meglio non dare troppe cose per scontate. Efficace ...continua

    Un convincente gruppo di angeli di serie B si aggira per la metropoli, in una storia avvincente e ben raccontata, e il lettore imparerà presto che è meglio non dare troppe cose per scontate. Efficace lo stile. Il romanzo va molto oltre i limiti che caratterizzano molta produzione urban fantasy, e potrebbe interessare anche ai non appassionati al genere.

    ha scritto il 

  • 3

    L'idea su cui è imperniata la storia è interessante, lo stile apprezzabile. Mi è sembrato che alla storia manchi un po' di grandezza e di respiro rispetto al tema, anche in termini di ambientazioni, e ...continua

    L'idea su cui è imperniata la storia è interessante, lo stile apprezzabile. Mi è sembrato che alla storia manchi un po' di grandezza e di respiro rispetto al tema, anche in termini di ambientazioni, e i battibecchi tra i protagonisti hanno a mio parere troppo spazio.

    ha scritto il 

  • 4

    http://nicholasedevelyneildiamanteguardiano.blogspot.it/2014/06/recensione-angelize-di-aislinn.html
    Ho apprezzato molto questo libro, soprattutto per lo stile con cui è scritto: schietto, spietato (in ...continua

    http://nicholasedevelyneildiamanteguardiano.blogspot.it/2014/06/recensione-angelize-di-aislinn.html
    Ho apprezzato molto questo libro, soprattutto per lo stile con cui è scritto: schietto, spietato (in senso buono) e diretto, senza tanti fronzoli.
    All'inizio è descritta la situazione in cui lo spirito di un uomo si trova nel corpo di una ragazza. Mi ha fatto troppo divertire! Ho avuto un momento di smarrimento perché non ho capito subito il motivo, però pian piano la trama si è sviluppata con una facilità indescrivibile. Complimenti all'autrice!
    Ho adorato la parte in cui compaiono la Dea e il fauno che pian piano prende le sembianze di un satiro, rivelando l'identità di Lucifero. La sua storia è appena accennata, ed è diversa dal solito accostamento al Lucifero "diavolo" (spero che il suo personaggio venga ripreso nel secondo libro). Durante la lettura mi è sembrato quasi di stare all'interno del libro e vedere tutto con i miei occhi: l'atmosfera era tangibile e soprattutto originale nel suo genere. Mi è piaciuta anche l'ambientazione gotica della chiesa dove avviene lo scontro "finale" tra angeli puri, rimasti soli dopo la morte del Dio Maschio (poi divenuti caduti per il peccato compiuto) e gli ibridi creati dalla Dea. Bella l'idea dei mezzi angeli ibridi: non sono né angeli né umani, ma sono una specie di nuova creazione, sospesi tra le due categorie.
    I personaggi sono ben delineati: i miei preferiti sono Rafael e Haniel. A dire il vero quello che mi è rimasto più simpatico è Haniel. Dietro il suo carattere burbero e scontroso, sono sicura che in fondo (in un piccolo angolino) nasconda un cuore d'oro. Mi è dispiaciuto per Rafael alla fine. Spero che Aislinn inventi qualcosa per portarlo indietro! :( E' questo il bello dei libri no? Un personaggio non ha esaurito il suo compito fino a quando non è l'autore (autrice in questo caso) a deciderne le sorti. Fin quando esiste la fantasia, tutto è possibile, soprattutto con l'inchiostro a disposizione.
    Le storie dei personaggi, inoltre, sono inserite nel corso del racconto: il lettore può conoscerle tramite i ricordi che i mezzi angeli vedono tramite delle visioni che si insinuano nelle loro menti dopo essersi inavvertitamente sfiorati. Quindi c'è una conoscenza continua dei personaggi durante l'elaborazione della trama e non si esaurisce dopo le prime pagine.
    Sono impaziente di leggere il seguito!

    ha scritto il 

  • 1

    Forse mi sono persa qualcosa per strada...

    Forse mi sono persa qualche passaggio importante, forse avrei dovuto leggere l'inizio con più intensità...
    Fatto sta che mi sono auto-imposta di finirlo, dovevo per rispetto dell'autrice.
    Detto questo ...continua

    Forse mi sono persa qualche passaggio importante, forse avrei dovuto leggere l'inizio con più intensità...
    Fatto sta che mi sono auto-imposta di finirlo, dovevo per rispetto dell'autrice.
    Detto questo, non ne faccio una colpa della scrittrice, ma ho trovato questo libro luuuuuungo.
    Normalmente si ha una "lentezza" iniziale per mettere in luce i vari personaggi ed ambienti,per fare capire a chi legge come-dove-chi-perchè-quando-cosa...ma oltre questo stop, ci vuole la partenza che non ho percepito.

    ha scritto il 

  • 2

    Ho seguito il consiglio dell'amica Bookaholic e ho letto un paio di libri, con angeli protagonisti, ambientati a Milano, la mia città natale.

    Essere un angelo, al contrario di quanto pensino la maggio ...continua

    Ho seguito il consiglio dell'amica Bookaholic e ho letto un paio di libri, con angeli protagonisti, ambientati a Milano, la mia città natale.

    Essere un angelo, al contrario di quanto pensino la maggior parte di noi umani, è una cosa straziante: non puoi sentire, odorare, toccare, provare sentimenti. E' questa la motivazione che spinge alcuni di loro, chiamati d'ora in avanti bastardi, ad impossessarsi di corpi umani per vivere le nostre vite terrene e provare così i nostri sentimenti. Ma dovranno ben presto fare i conti con gli angeli puri, quelli che non hanno ceduto alla tentazione della carne e sono rimasti fedeli ad un'ideologia di purezza eterna. La battaglia ha inizio, ma non sempre gli immortali risultano veramente tali.

    Tutta la parte legata alla spiegazione dell'albero genealogico degli angeli - serafini, cherubini, troni, arcangeli, angeli e via dicendo - è stata fin troppo prolissa tanto che, ammetto, mi ha distratto dalla storia principale.

    ha scritto il 

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