Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Anima mundi

Di

Editore: Rizzoli (BUR Rizzoli. I romanzi di Susanna Tamaro)

3.1
(778)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Catalano , Francese

Isbn-10: 8817039772 | Isbn-13: 9788817039772 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

Ti piace Anima mundi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un romanzo di formazione che segue la crescita interiore del giovane Walter, un ragazzo che attraversa fuoco, terra e vento per conoscere se stesso. Ma prima deve fare i conti con il suo passato, una famiglia senza amore, un padre violento e la tragica fine di un amico allontanato col tempo. Reso forte da un'amicizia profonda, Walter decide di lasciare la sua piccola città per Roma, dove trova tutt'altro da quello che si aspetta: la grande capitale è un mondo crudele e spietato. Il tempo trascorso lì lo svuoterà, lasciando un senso di isolamento nel suo cuore. Finché dopo dieci anni di silenzio non arriva una lettera del suo vecchio amico che lo strappa dal suo torpore: la testimonianza del tragico declino di una vita che è tutte le vite, segnata da una visione estrema del mondo e le sue atroci conseguenze. Da un imprevisto incontro, Walter conoscerà non solo la speranza ma un nuovo sguardo sull'universo.
Ordina per
  • 4

    Una Susanna Tamaro diversa da quella che mi aspettavo, ma comunque di piacevole lettura.

    Dal libro:

    Crescere non vuol dire dimenticare quello stato, ma riacquistarlo. Ritrovare il nostro sguardo originario.

    Cos'è l'amore: è attenzione.

    ha scritto il 

  • 5

    ognuno in qualche modo cerca se stesso da qualche parte

    Fuoco è il pensiero che brucia nella mente di Walter, un adolescente cresciuto tra i silenzi di una famiglia senza amore. Fuoco è la voce di Andrea, che per lui è ben più di un amico, è la sua voce interiore, la sua finestra sul mondo. Proprio questa amicizia dà a Walter il coraggio necessario pe ...continua

    Fuoco è il pensiero che brucia nella mente di Walter, un adolescente cresciuto tra i silenzi di una famiglia senza amore. Fuoco è la voce di Andrea, che per lui è ben più di un amico, è la sua voce interiore, la sua finestra sul mondo. Proprio questa amicizia dà a Walter il coraggio necessario per lasciare la piccola città dov'è nato, approdare a Roma e reinventarsi una vita. Terra è il suolo poco docile, quello della capitale, città caotica e complessa, angolo di un paradiso apparente, preludio di un vuoto dei corpi e dell'anima che è veramente difficile controllare. Vento è una lettera dell'amico-maestro che arriva dopo un'assenza di dieci anni. Si apre a Walter il percorso dell'amico sprofondato, scivolato dalle certezze cristalline...

    ha scritto il 

  • 4

    Walter era nato presto, troppo presto. Se fosse nato più tardi, suo padre avrebbe utilizzato le vie più moderne della genetica. Avrebbe riempito un modulo con tante crocette, una accanto a “maschio”, una vicino a “buona salute”, una terza accanto a “comunista”, una quarta accanto a “non finocch ...continua

    Walter era nato presto, troppo presto. Se fosse nato più tardi, suo padre avrebbe utilizzato le vie più moderne della genetica. Avrebbe riempito un modulo con tante crocette, una accanto a “maschio”, una vicino a “buona salute”, una terza accanto a “comunista”, una quarta accanto a “non finocchio”. Suo padre si riteneva così perfetto da non riuscire a immaginare neanche lontanamente che Walter avrebbe potuto essere qualcosa di meno di una sua fotocopia. Lui era il massimo ed il figlio dovevo essere uguale a questo massimo. Gli esseri umani, più di ogni altra cosa, hanno paura della diversità e, malgrado ciò, continuano a mettere al mondo dei figli. Ma un figlio, per forza di cose, è sempre diverso. Se i figli vanno bene, sono del padre, se invece non funzionano, restano per tutta la vita un'appendice della madre. Walter era cresciuto nel terrore. Crescendo nel terrore aveva imparato che, alla fine, anche il terrore viene a noia. Sognava sempre che un giorno, all'improvviso, succedesse qualcosa di diverso. Non succedeva mai. Non ricordava un solo istante del suo passato in cui, fra quelle quattro mura, ci fosse stato qualcosa di simile alla felicità. Per tutto il tempo delle scuole medie aveva pensato solamente al vuoto. Al vuoto e a ciò che c'era e non c'era dietro. Erano stati pensieri velati di tristezza, e malinconia. Alle volte passava pomeriggi interi in camera sua a guardare fuori dalla finestra. Fissando il vuoto succedeva persino che si mettesse a piangere e quel pianto in qualche senso era una specie di consolazione. Andava così lontano nei suoi pensieri che non riusciva più a trovare la strada per tornare indietro. Si sentiva solo e gli pesava. Nella solitudine si chiedeva perché vedesse cose che nessun altro vedeva. Walter scuoteva le cose perché vi apparisse uno spiraglio di verità. Lo aveva sempre fatto. Si era sempre e soltanto occupato di quello che avevo dentro. Ciò che stava intorno, gli era piuttosto indifferente. Le domande che si faceva non riguardavano mai nulla di concreto. C'erano delle incongruenze nella realtà, da queste era ossessionato, le persone parlavano in un modo e si comportavano in un altro. Suo padre aveva lottato per un mondo migliore e in lui non c'era niente di eroico, di esemplare. Odio e disprezzo erano l'alone che si portava appresso. Pensava spesso che con un po' di fortuna genetica sarebbe diventato alto come suo padre, altrettanto forte. Allora avrebbe potuto finalmente pararsi davanti a lui e dirgli: “Ti odio”. L'odio era il sentimento che provava nei suoi confronti da quando aveva memoria di se stesso. Per gran parte dell'infanzia credeva di essergli stato completamente indifferente. Qualche volta un fastidio, questo sì, ma non altro. Dei bambini dovevano occuparsi le donne, gli uomini subentravano in un secondo momento. Era un pacco ordinato per corrispondenza, il contenuto doveva essere conforme a ciò che era scritto sul catalogo, se era diverso, bisognava rispedirlo al mittente. Da un giorno all'altro, avrebbe voluto cancellare il suo passato. Si vergognava di tutto ciò che era stato. Della sua bontà, della sua arrendevolezza, del fatto che “ringraziando il cielo, non dava nessun pensiero”. Non gli era costato nessuno sforzo. Essere silenzioso e gentile faceva parte della sua natura, era un modo per vivere, spendendo meno energie. Nella testa aveva pensieri tremendi, eppure diceva sempre: “Sì, signora maestra”. Non era il primo della classe, neanche il secondo o il terzo. Primeggiare era comunque uno spreco idiota di energie. Tuttavia era indicato a dito. Le mamme e le maestre dicevano: “Guardate Walter come non dà fastidio”. Ma dal momento in cui aveva preso coscienza del suo esistere, non aveva fatto altro che interrogarsi, si faceva domande a cui nessuno poteva rispondere. La saggezza forse è solo non chiedersi niente e lui non era saggio, non lo era mai stato. Aveva compreso che, nella sua casa, c'era una bomba che non era ancora esplosa. Era sepolta sotto tonnellate di detriti. Quei detriti erano le parole non dette. Era la bomba il vero cuore della casa, quello che adesso li teneva uniti e un giorno forse li avrebbe fatti esplodere. Alle persone troppo sensibili accade spesso una cosa strana. Crescendo, diventano le più crudeli. Da qualche parte, dentro di noi, c’è un interruttore. A seconda del bisogno, attacca e stacca la corrente del cuore.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia abbastanza interessante ma senza picchi particolari, non riesce a coinvolgere più di tanto. Linguaggio scarno e piatto, molte digressioni inutili, fini a se stesse.

    ha scritto il