Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Anime attardate - La tragedia della Musa

Racconti d'autore, 44

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.7
(52)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 76 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Novella Mercuri

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Anime attardate - La tragedia della Musa?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
L'arrivo della lettera di divorzio costringe Lydia, in Italia con l'amante, ad affrontare il proprio futuro: meglio la libertà o un nuovo matrimonio? Sacrificare la reputazione o l'indipendenza?
Per Mary la vita è una dolorosa rinuncia: musa di un famoso poeta, gli dedica la giovinezza, ignorando la natura dei suoi reali sentimenti.
In due racconti eleganti e profondi, il difficile equilibrio tra le aspirazioni del singolo e il rispetto delle convenzioni sociali.
Il tormento dei protagonisti, creature ricche di passioni anche intellettuali, sempre in lotta contro il pregiudizio. Sullo sfondo, l'amore per il nostro Paese, i paesaggi lacustri, il fascino di Venezia.
Ordina per
  • 3

    Anime attardate: 3 stelle e 1/2 Mentre è in viaggio in Italia con il suo amante, Lydia riceve i documenti relativi al suo divorzio. Questi creano una situazione di tensione e nervosismo in Lydia, ...continua

    Anime attardate: 3 stelle e 1/2 Mentre è in viaggio in Italia con il suo amante, Lydia riceve i documenti relativi al suo divorzio. Questi creano una situazione di tensione e nervosismo in Lydia, che deve decidere se sposare l'uomo che ama per avere l'approvazione della società, o rimanere libera poiché tra loro esiste già un forte legame anche se non riconosciuto legalmente.

    La tragedia della musa: 3 stelle Lewis Danyers è un giovane appassionato di poesia che un giorno conosce Mary Anerton, la Musa che ha ispirato i sonetti del famoso poeta Vincent Rendle. Frequentando la donna, Lewis scopre una realtà diversa da quella che tutti credevano...

    In entrambi i racconti viene messo in evidenza il tormento dei protagonisti, divisi tra il desiderio di essere accettati dalla società e la volontà di seguire i propri sentimenti. Belli e scorrevoli.

    ha scritto il 

  • 3

    bella scoperta!

    eh sì,perchè io "L'età dell'innocenza" n l'ho mica letto:) quindi anime attardate 4 e 1/2. credo molto autobiografico e modernissimo La silvia del secondo dev'esser quella di Leopardi.ma credo di ...continua

    eh sì,perchè io "L'età dell'innocenza" n l'ho mica letto:) quindi anime attardate 4 e 1/2. credo molto autobiografico e modernissimo La silvia del secondo dev'esser quella di Leopardi.ma credo di nuovo che il rapporto tra EW e H.James sia lì però più noioso questo,3-

    media 3 +++

    ha scritto il 

  • 4

    "Danyers sentiva che, quando parlava di queste cose, lei non era una mera eco del pensiero di Rendle. Se la sua identità era sembrata fusa con quella di lui, era perché pensavano allo stesso modo, ...continua

    "Danyers sentiva che, quando parlava di queste cose, lei non era una mera eco del pensiero di Rendle. Se la sua identità era sembrata fusa con quella di lui, era perché pensavano allo stesso modo, non perché egli avesse pensato per lei. I posteri tendono a considerare le donne cantate dai poeti come pioli ai quali essi hanno appeso le loro ghirlande. Ma la mente della signora Anerton era come un fertile giardino nel quale, inevitabilmente, l'immaginazione di Rendle aveva messo radici ed era fiorita" (La tragedia della Musa).

    Adoro Miss Wharton!

    ha scritto il 

  • 4

    Una volta Cortázar ha detto che là dove il romanzo vince ai punti, il racconto deve vincere per knock out La grande sfida di uno scrittore e' proprio il racconto che, come diceva Cesare Pavese, ha ...continua

    Una volta Cortázar ha detto che là dove il romanzo vince ai punti, il racconto deve vincere per knock out La grande sfida di uno scrittore e' proprio il racconto che, come diceva Cesare Pavese, ha la stessa naturalita' del respiro. Non si pensa.

    ANIME ATTARDATE Pag 12-13 Lydia non divorzia da Tillotson finchè non aveva incontrato Gannett. Pag 13 La madre Sig.ra Tillotson temeva le idee non meno di uno spiffero nella schiena. Pag 14 Prima di incontrare Gannett la vita era monotona egli l'aveva fatta sembrare come una stampa di Crvikshank. Pag 15 Nel ripudio del marito l'aveva virtualmente gettata nelle braccia di Gannett è così che il mondo vedeva la cosa. La cosiddetta riabilitazione legata ad un matrimonio del genere era l'unica vergogna. Pag 16 Paura di considerare Gannett strumento della propria liberazione. Pag 21 Gannet "la vita è fatta di compromessi" "La vita da cui siamo fuggiti". "non sapevo che fossi fuggiti per fondare un nuovo sistema morale. Pensavo che l'avessimo fatto solo perchè ci amavamo". Pag 22 Gannett "Nelle convezioni si può credere o meno, ma finchè governano il mondo è solo approfittando della loro protezione che si può raggiungere un Modus Vivendi". "Ma i fuori legge hanno bisogno di un modus vivendi?". Nulla è più sconcenrtante per un uomo dei processi mentali di una donna che sta cercando di spiegare razionalmente le proprie emozioni. Pag 33 Nello stesso albergo di Lydia e Gannett c'è Lord Revenna e la Sig.ra Cope protagonisti di una fuga romantica che aveva dato scalpore nell'alta società londinese. Pag 42-43 "Non vedi l'ironia? Queste persone, autentici prototipi delle persone insopportabili dalle quali tu mi ha portato via, con la stessa limitata visione della vita, la stessa moralità repressiva, le stesse caute piccole virtù e gli stessi timidi piccoli vizi mi sono aggrappata a loro, ho fatto del mio meglio per compiacerle. Pag 44 Il matrimonio serve a tenere due persone separate l'una dall'altra. A volte penso che due che si amano possono essere salvati dalla follia solo dalle cose che si vengono a frapporre (figli, doveri, parenti). Pag 50-51 Lydia pensa di fuggire poi sposa Gannett. Pag 63 parla del ruolo della donna PAg 67 Solo una donna infelice riesce a mantenere il riserbo. Ha passato la vita dedicata alla letteratura e ha perso l'amore.

    ha scritto il 

  • 0

    "..hai mai letto qualcosa della Wharton?.." "..no!.." "... allora devi leggere questo...è bellissimo!! " "...tu hai letto questo libro? e quando?.." "...no, io non l'ho letto, ma mi hanno detto che ...continua

    "..hai mai letto qualcosa della Wharton?.." "..no!.." "... allora devi leggere questo...è bellissimo!! " "...tu hai letto questo libro? e quando?.." "...no, io non l'ho letto, ma mi hanno detto che è bellissimo!!..."

    Paolo...quanto mi sei mancato!!

    ha scritto il 

  • 4

    Del vivere a schema libero.

    È stato un bellissimo incontro questo con Edith Wharton, il mio primo. Da tempo desideravo leggerla e da anni, sicuramente da quando ho visto il bel film di Martin Scorsese, «L'età ...continua

    È stato un bellissimo incontro questo con Edith Wharton, il mio primo. Da tempo desideravo leggerla e da anni, sicuramente da quando ho visto il bel film di Martin Scorsese, «L'età dell'innocenza» mi guarda dallo scaffale della mia libreria. Così quando lunedì sono andata a comprare in edicola l'ennesimo volumetto dei Racconti d'Autore de Il Sole 24 ore, e mi sono accorta che questa settimana era dedicato alla Wharton, ho deciso di iniziarlo immediatamente. Non sapevo neanche che la Wharton fosse stata incoraggiata alla scrittura, come leggo nella quarta di copertina, e quindi per certi versi considerata sua allieva, da Henry James. Quell'Henry James che ultimamente ho incontrato parecchio, da «Il Carteggio Aspern» a «La bestia nella Giungla» a «Washington Square», e che ho deciso di centellinare, nonostante la vastissima produzione mi rassicuri sul fatto che non finirò mai di leggerlo e che molte tra le sue opere siano comunque sempre da rileggere, per lasciarlo decantare dentro di me, come un buon whisky che migliora con il passare degli anni. E poi è arrivata lei, Edith Wharton, che come una ventata improvvisa si è manifestata in tutta la sua elegante e tormentata femminilità. L'altro volto di Henry James, il punto di vista opposto. Nel primo racconto, «Anime Attardate» - in originale Souls Belated -, un titolo bellissimo ma del quale non sono ancora riuscita a cogliere pienamente il significato, la storia tra Lydia ed il suo amante, in viaggio per l'Italia, non è che il pretesto per analizzare e cercare di demolire le convenzioni sociali intorno alle quali ci muoviamo. Anzi, piuttosto le convenzioni sociali che si muovono intorno a noi e che ci avvolgono fino a stritolarci progressivamente. A scatenare il disagio e l'insofferenza di Lydia, che fino a quel momento ha goduto della propria libertà e del proprio entusiasmo, è l'arrivo dei documenti che sanciscono il suo divorzio. È finalmente libera. Ma libera di fare cosa, di sposarsi nuovamente per legarsi all'uomo che ama? Ma perché legarsi convenzionalmente all'uomo che ama se già tra loro esiste un legame intenso che prescinde da quello dei documenti? Per cercare l'approvazione delle persone che li circondano, o per riacquistare un posto in società? Mentre scrivo mi viene in mente Anna Karenina, ed il suo dramma di donna fuori dalle regole, donna che perde il diritto ed il suo posto nel Salotti nello stesso momento in cui decide di seguire il suo cuore oltre ogni convenzione, fino ad esserne annientata, e mi vengono in mente tutte le volte che decidiamo di far seguire ad una gravidanza non programmata un matrimonio riparatore, oppure ad una convivenza o ad un lungo fidanzamento un matrimonio non desiderato; solo perché le regole del vivere civile ce lo chiedono, in qualche modo ce lo impongono e noi non riusciamo ad opporci o forse siamo talmente assuefatti da non riuscire a vedere un'altra strada. E poi c'è l'altro racconto, «La Tragedia della Musa», un'altra sorpresa. Perché in questo racconto, più che nell'altro, Henry James è presente, omaggiato, citato tra le righe. Ci sono un uomo appassionato di poesia e letteratura, un famoso poeta ormai morto da cinque anni autore degli acclamatissimi Sonetti a Silvia - chissà se questa invece è una citazione leopardiana? - una donna, Mary, che è stata la giovane Musa del poeta scomparso, e Venezia, che fa da sfondo, elegante, noncurante, crudele come una vita trascorsa nell'attesa. Mi è sembrato non solo di leggere un omaggio esplicito a «Il Carteggio Aspern» - che è del 1888 mentre i due racconti della Wharton sono del 1899 - ma anche, di rileggere «La bestia nella Giungla» - che pure è successivo essendo stato scritto nel 1903 - non più dalla parte di John, ma da quella di May. Un'altra May, certo, ma comunque la stessa vicenda, quella di una donna che è disposta a rinunciare ad una parte di sé per divenire parte di un altro. Ma a quale prezzo?

    «Avevano raggiunto quel memorabile punto di ogni rapporto sentimentale in cui, per la prima volta, l'uomo sembra ottuso e la donna irrazionale.» (Anime Attardate)

    «Dopo un po' anche questo fuoco si spense e fui lasciata sola con il mio passato. Sola - completamente sola; perché lui non era mai stato veramente con me. L'unione intellettuale adesso non contava più nulla. Era stato un rapporto tra anime, mai mano nella mano. E non c'erano piccole cose quotidiane con cui ricordarlo.» (La tragedia della Musa)

    «Anime Attardate» e «La tragedia della Musa» sono tratti dalla raccolta «Pienezza di vita. Racconti italiani».

    ha scritto il