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Anime perdute

Di

Editore: TEA

3.8
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 264 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8878183512 | Isbn-13: 9788878183513 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: M. Biondi

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
A sconvolgere la tranquilla esistenza di Aaron Greidinger, giornalista di successo, arriva un "fantasma" dal suo passato: Max Aberdam, un vecchio amico che aveva creduto morto nell'Olocausto. Max, seppur settantenne, non accetta di rinunciare alla vita e alla passione, passione che assume le forme della giovane Miriam. E fra i tre si innesca un perverso gioco di seduzione, in cui Max arriva a spingere Aaron tra le braccia di Miriam. Dal passato della donna affiora però un segreto terribile: ad Aaron la scelta se amarla o giudicarla.
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  • 3

    La storia parla di un triangolo tra due amici Max, Aaron (l'io narrante che si capisce essere l'autore) e Miriam una donna di 27 anni reduce da un campo di concentramento. L'io narrante ha 50 anni e M ...continua

    La storia parla di un triangolo tra due amici Max, Aaron (l'io narrante che si capisce essere l'autore) e Miriam una donna di 27 anni reduce da un campo di concentramento. L'io narrante ha 50 anni e Max 70. Altri lati meno importanti del poligono li ometto. Curioso il fatto che Singer sembra faticare a essere monogamo, ha una grande tendenza ai poligoni, e tutti i suoi personaggi desiderano dividere con lui la loro donna come segno di grande affetto e amicizia. Il fatto che Miriam ami due uomini è accettato senza discutere e anzi, la fa sembrare particolarmente generosa. La situazione sembrerebbe interessante, invece rispetto ad altri romanzi di Singer qui manca qualcosa, non c'è il solito tocco di genio e di colore, non c'è quella vivacità solita dei personaggi.
    Traspare dalle pagine il senso di colpa di chi è scampato al destino degli amici e famigliari nei campi di sterminio. Un senso di colpa tale da considerare un ebreo che ha fatto il kapo nei campi, che ha frustato altri ebrei e portato i bambini nelle camere a gas, migliore di chi è scampato all'orrore. Il fatto di narrare in prima persona di se stesso sembra inibisca Isaac e soprattutto gli toglie quella onestà intellettuale totale nel descrivere le situazioni che è la colla che lega il lettore alle sue pagine. Naturalmente è sempre il libro di un grande maestro, non è un brutto libro. In un certo senso esplora i confini tra amore e principi morali, un confine interessante. Però lo consiglio solo agli appassionati di Singer. A chi non lo conosce ancora consiglio La famiglia Moskatt, il mago di Lublino e la propietà.

    ha scritto il 

  • 4

    ++

    Mi ha letteralmente travolto. Bello dall'inizio alla fine. La storia ha il sapore di qualcosa di già letto nelle numerose pagine scritte sull'Olocausto e sugli ebrei, ma qui l'autore, nonché protagoni ...continua

    Mi ha letteralmente travolto. Bello dall'inizio alla fine. La storia ha il sapore di qualcosa di già letto nelle numerose pagine scritte sull'Olocausto e sugli ebrei, ma qui l'autore, nonché protagonista, ci aggiunge un insolito punto di vista. Non c'è commiserazione per la razza trucidata ma una sorta di presa coscienza che la storia di una generazione è ormai finita, in una terra sconosciuta, in un'America che ha sempre il potere di farti sentire ancora un emigrante. Singer raccoglie le testimonianze, in un giornale yiddish, e scrive racconti grazie ai pochi superstiti che si spingono fin nel suo ufficio per confidarsi; ritrova così conoscenti, amici dimenticati, da qui si crea un fitto intreccio di storie e di relazioni personali divertenti (Miriam è la vera eroina di questo romanzo).
    Lapidario in molte sue considerazioni, con una punta di cinismo- o forse di profonda rassegnazione- non cade mai nel vittimismo. Degno, davvero, di grande ammirazione.

    ha scritto il 

  • 4

    1) Non dobbiamo giudicare nessuno, solo sforzarci di capire. Siamo sotto la lente anche noi.
    2) Il libero arbitrio è l'unico strumento per godersi il viaggio.

    Perle da Baci Perugina, ma con la scrittu ...continua

    1) Non dobbiamo giudicare nessuno, solo sforzarci di capire. Siamo sotto la lente anche noi.
    2) Il libero arbitrio è l'unico strumento per godersi il viaggio.

    Perle da Baci Perugina, ma con la scrittura di Singer gustiamo molto più che un po' di cioccolato.

    ha scritto il 

  • 0

    Devo dire mi è parso un pò chiuso nella profondissima cultura ebraica, che se pur molto affascinante, non lascia spazio a una vita al di fuori di essa. Eccentrici i protagonisti e bellissimi gli scena ...continua

    Devo dire mi è parso un pò chiuso nella profondissima cultura ebraica, che se pur molto affascinante, non lascia spazio a una vita al di fuori di essa. Eccentrici i protagonisti e bellissimi gli scenari della New York "per bene". Nel complesso piacevole e rilassante.

    ha scritto il 

  • 4

    Ancora una volta un libro di ambientazione ebraica e ancora una volta rimango affascinata ed attratta da questo mondo e dalle proprie vicende e trascorsi. Un libro a dir poco avvincente e coinvolgente ...continua

    Ancora una volta un libro di ambientazione ebraica e ancora una volta rimango affascinata ed attratta da questo mondo e dalle proprie vicende e trascorsi. Un libro a dir poco avvincente e coinvolgente.
    "...La vita è un esperimento nel laboratorio divino della libertà..."

    ha scritto il