Anna Karenina

Di

Editore: Fabbri Editori

4.4
(9286)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Svedese , Sloveno , Portoghese , Ceco , Greco

Isbn-10: A000099170 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Altri , Tascabile economico , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
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    Difficile recensire un libro del genere, con lo status che si porta dietro.
    Sicuramente non è un libro facile, ci sono interi capitoli dedicati alla gestione della campagna russa o pagine su pagine de ...continua

    Difficile recensire un libro del genere, con lo status che si porta dietro.
    Sicuramente non è un libro facile, ci sono interi capitoli dedicati alla gestione della campagna russa o pagine su pagine dedicate alle votazioni. Personalmente ho trovato di una lucidità e modernità devastante le pagine dedicate alla maternità e al matrimonio.

    ha scritto il 

  • 2

    Ogni lettore è un lettore a modo suo. E' innegabile la mastodonticità del capolavoro del realismo russo ed europeo ma forse proprio per la preziosità descrittiva di un mondo lontano da me non ne ho co ...continua

    Ogni lettore è un lettore a modo suo. E' innegabile la mastodonticità del capolavoro del realismo russo ed europeo ma forse proprio per la preziosità descrittiva di un mondo lontano da me non ne ho colto in profondità la ricchezza e da farmi preferire decisamente Dostoevskij. Ma ovviamente è una questione di gusti.

    ha scritto il 

  • 0

    Due relazioni che sono rispettivamente una controcanto dell'altra.
    Travolgente e tormentata quella di Anna (arcinoto l'epilogo tragico).
    Lasciarsi andare completamente, gettando alle spalle sovrastrut ...continua

    Due relazioni che sono rispettivamente una controcanto dell'altra.
    Travolgente e tormentata quella di Anna (arcinoto l'epilogo tragico).
    Lasciarsi andare completamente, gettando alle spalle sovrastrutture inutili, è il suo grandissimo gesto.
    Ma...
    Le incomprensioni, attribuire ciò che è proprio all'altro, avere la presunzione di pensare per due, portano a un letale logorio.
    La levità diviene pesantezza.
    Un rapporto affettivo si muta in peso a causa di quanto vi si è messo dentro e non si vuole abbandonare.
    Anna e Vronskij, innamoratissimi entrambi, non riescono, lei soprattutto, a comprendere l'importanza di ciò che da una storia, dialettico incontro di due persone diverse, si tira fuori.
    Inevitabile la fine.
    Mentre l'altra coppia continua in crescendo.
    Opera capolavoro e manuale.

    ha scritto il 

  • 4

    Mondo (fortunatamente) perduto

    Il libro è stato diverso dalle aspettative... legate anche alle recensioni di anobii: avevo letto di capolavoro e/o di noia e pesantezza. Non ho ritrovato nulla di questo. Innanzitutto è un romanzo pi ...continua

    Il libro è stato diverso dalle aspettative... legate anche alle recensioni di anobii: avevo letto di capolavoro e/o di noia e pesantezza. Non ho ritrovato nulla di questo. Innanzitutto è un romanzo pieno di cose, persone, eventi, personaggi, con poco spazio alla noia. L’opera è il frutto dell’abilità grandiosa di uno straordinario scrittore, che sa tenere insieme decine di storie, personaggi, vicende. La struttura narrativa complessiva è di ottima fattura, non c’è bisogno di dirlo, tuttavia non mi aspettavo un romanzo d’amore di questo tipo: sospiri, sguardi, balli, principesse, toilette, baciamani. Gli scenari dell’alta nobiltà moscovita e pietroburghese della metà dell’Ottocento danno un senso di lontananza immensa, di mondo perduto, sommato al fatto che io non subisco il fascino di questi contesti. Insomma nessuna noia, ma una certa insofferenza forse anche per il ruolo femminile piuttosto passivo, tutto legato al favore maschile, all’attesa che lui ti inviti al ballo, che abbassi lo sguardo in un certo modo, che tocchi la mano in quell’altro modo...la donna in quest’opera è un fiore prezioso e abbastanza inutile, molto decorativo, che per essere valorizzato deve essere colto da un uomo. E questo nonostante la figura di Anna mostri una certa libertà di scelta (in fin dei conti se ne va con l’amante e nessuno la lapida per questo). Però non l’ho trovata trasgressiva, ma perfettamente inserita, vittima della società a cui appartiene. Alla fine mi è parsa una donna annoiata che per sfuggire ad un mondo insulso deve illudersi che esista il grande amore. Una volta che si accorge che forse la realtà non è una favola, non le rimane più nulla, perché la società non le offre nulla (perché è in sé vuota, non per discriminazione verso la donna). C’è un passaggio nel quale Anna stessa ammette che tutte le paturnie ossessiva che ha verso Vronskij sono possibili solo grazie all’immenso tempo libero che non sa come riempire! Mah, ho fatto fatica. Ho insomma sentito una distanza siderale con la società di Tolstoj. Mi ha interessato poco, mi è parsa roba veramente di due secoli fa, non ci trovo quell’universalità senza tempo di Dostoevskij. Mi ha irritato abbastanza questo mondo di nobili russi tutti presi da feste, etichette, stupidaggini formali, amorazzi vari frutto della noia, corse di cavalli e caccia alla volpe: se penso che la masse contadine russe alla metà dell’Ottocento erano a livelli di miseria terribile, che la servitù della gleba è abolita solo nel 1861, cioè pochi anni prima degli eventi narrati (siamo negli anno settanta dell’Ottocento). Vien proprio da dire “viva la rivoluzione bolscevica che ha fatto piazza pulita di questa classe parassita di privilegiati incarnazione dell’ingiustizia sociale”. Tolstoj fu un personaggio complessissimo, molto tormentato, sensibile ai problemi sociali, persino vicino alle masse contadine (nonostante fosse un nobile), può darsi ci fosse una volontà di denuncia sociale in quest’opera. Tuttavia io non l’ho colta, a dire il vero. La figura di Anna non mi ha preso, non è stata capace, ai miei occhi, di stagliarsi sopra al quadro sociale disegnato da Tolstoj e di diventarne fonte di denuncia.

    ha scritto il 

  • 5

    < < < "Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse il romanzo fin dalla prima pubblicazione, definendolo «un romanzo frivolo dell'alta società[4]», secondo lo scrittore russo Fëdor Michajl ...continua

    < < < "Sebbene la maggior parte della critica russa stroncasse il romanzo fin dalla prima pubblicazione, definendolo «un romanzo frivolo dell'alta società[4]», secondo lo scrittore russo Fëdor Michajlovič Dostoevskij «Anna Karenina in quanto opera d'arte è la perfezione... e niente della letteratura europea della nostra epoca può esserle paragonato[5]». La sua opinione fu condivisa da Vladimir Vladimirovič Nabokov, che lo definì «il capolavoro assoluto della letteratura del XIX secolo[6]».>>> (WIKI)

    Tutto (o quasi, per i capolavori il "tutto" non esiste, se ne scopre sempre qualche angolatura) e' stato detto/scritto per questo capolavoro.

    Riletto a distanza di decenni appare in diversa prospettiva, ovviamente al meglio, analisi ed introspezione nell'animo umano e nella societa'/storia dell'epoca.

    ha scritto il 

  • 5

    Qualsiasi scrittore, aspirante o provetto che sia, venderebbe l'anima al diavolo per potersi dire autore di Guerra e Pace, ma ne gioirebbe brevemente, giusto il tempo per rammaricarsi di non averne un ...continua

    Qualsiasi scrittore, aspirante o provetto che sia, venderebbe l'anima al diavolo per potersi dire autore di Guerra e Pace, ma ne gioirebbe brevemente, giusto il tempo per rammaricarsi di non averne un'altra d'avanzo da barattare con Anna Karenina.

    ha scritto il 

  • 1

    Non ce la posso fare!!!

    La prima volta che ho letto questo libro ero al liceo e mi era stato consigliato da una professoressa: magari ero immatura ma ogni volta che lo prendevo in mano mi saliva un'ansia impressionante... e ...continua

    La prima volta che ho letto questo libro ero al liceo e mi era stato consigliato da una professoressa: magari ero immatura ma ogni volta che lo prendevo in mano mi saliva un'ansia impressionante... e l'ho odiato.
    La seconda volta l'ho letto per l'esame di Letteratura russa all'università, uno degli ultimi esami... credo il terzultimo! Anche questa volta un nervoso che ho provato soltanto in rare occasioni.
    Magari non era ancora il momento per me di leggerlo e rileggendolo in futuro potrei apprezzarlo... ma sinceramente non ne ho assolutamente voglia!

    (Si, ok, è un capolavoro e tutto... ma io non ce la posso fare! Mai odio fu così profondo nei confronti di un libro!)

    ha scritto il 

  • 5

    Dieses Buch habe beim dritten Anlauf sehr geschätzt. Am Anfang ist es langweilig.
    Je mehr man liest, desto besser wird es. Ich empfehle jedem sich durch die ersten 100 Seiten durchzukämpfen und dann w ...continua

    Dieses Buch habe beim dritten Anlauf sehr geschätzt. Am Anfang ist es langweilig.
    Je mehr man liest, desto besser wird es. Ich empfehle jedem sich durch die ersten 100 Seiten durchzukämpfen und dann weiter zu lesen. Tostoj beschreibt alles wunderbar, man hat das Gefühl die Leute persönlich zu kennen.

    ha scritto il 

  • 4

    Donne

    Ma come fa, pensavo mentre leggevo. Come fa Tolstoj. A capirle tutte così bene: Anna, Kitty, Dolly. L'amante-star dell'alta società che vuole finalmente "vivere", la sposina dalla mente semplice, la m ...continua

    Ma come fa, pensavo mentre leggevo. Come fa Tolstoj. A capirle tutte così bene: Anna, Kitty, Dolly. L'amante-star dell'alta società che vuole finalmente "vivere", la sposina dalla mente semplice, la madre di famiglia tradita che tiene in piedi la baracca a qualsiasi costo. Le capisce dentro alle viscere del cuore e del corpo, dietro alle palpebre chiuse, nelle menzogne della lingua e della mente. E i rapporti con gli uomini... la sfida, la lotta, il rancore, la gelosia, il perdono, l'odio. L'amore. Gli uomini, via, è più facile, e poi Levin E' Tolstoj. Non me ne capacito di sta cosa delle donne. Però mi ricordo che avevo letto che lui ne sapeva qualcosa di vita di coppia. Vado a leggere di Tolstoj. Del suo matrimonio. Della moglie Sonja, che lo sposa quando ha 18 anni e lui 34 ed è già senza denti ma è un genio, e gli dà 13 figli su 16 gravidanze, e fin da subito è morbosamente gelosa e passano la lunghissima vita coniugale a litigare, odiarsi, rappacificarsi, scagliarsi i figli uno contro l'altro, tentare suicidi, fughe, tutti i ricatti sentimentali del manuale della coppia moderna, fino all'ultimo (letteralmente) respiro. E lei, nel frattempo, copia a mano, più e più e più volte con cura certosina i suoi romanzi, e poi ne scrive anche uno suo. Ecco, allora mi sa che ho capito.

    ha scritto il 

  • 3

    Parlare di determinati libri non è mai una cosa facile, specialmente se si tratta di classici, c’è sempre da parte de lettore un timore reverenziali verso questi capisaldi.
    Ho letto questo libro bello ...continua

    Parlare di determinati libri non è mai una cosa facile, specialmente se si tratta di classici, c’è sempre da parte de lettore un timore reverenziali verso questi capisaldi.
    Ho letto questo libro bello ciccione ( edizione cult 1030 pagine) pensando di ritrovarmi un libro pesante e lento , invece l ho letto in circa tre settimane e sebbene alcune parti le abbia trovate lente per il 90% direi che scorre bene. Ci sono molti livelli di lettura al di la della storia in se, per esempio la religione e la politica, il come mantenere le apparenze sia più importante dell’essere davvero. Se da una parte ho capito Anna come donna intrappolata in un matrimonio che non le piaceva e quindi la sua “ribellione” a questo dall’altra l ho odiata profondamente come madre. Capisco che l’autore sia partito con l’intenzione di condannare Anna come peccatrice nei confronti del marito e capisco anche che nel contesto storico una come lei abbia fatto scalpore, ma davvero come madre non riesco a giustificarla in nulla. Da parte di ogni personaggio c’è sempre un’ambivalenza di sentimenti che li spinge tra l’essere loro stessi e il fatto di dover essere come la società ci si aspetta che siano. Un altro personaggio che ho detestato è Vronskij che se all’inizio mi era piaciuto per il suo essere un po’ “faccia di tolla” mi è caduto completamente sul finale. Il marito di Anna poi, se da una parte spinto da sentimento cristiano dall’altra l’ho trovato davvero superficiale e abbietto. In definitiva gli unici che salvo sono Levin e Kitty che mi sono apparsi i più realistici e umani. Ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi perché mi hanno permesso di capire bene il contorno alla storia narrata.
    La nota assai dolente per chi come me non mastica i russi è questa : nell edizione Cult ci sono parecchi errori di battitura e le parole che non sono tradotte dal russo non hanno una spiegazione in italiano.

    ha scritto il 

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