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Anna Karenina

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Nuovi Oscar classici)

4.4
(8597)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1052 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Svedese , Sloveno , Portoghese , Ceco , Greco

Isbn-10: 8804539046 | Isbn-13: 9788804539049 | Data di pubblicazione:  | Edizione 22

Traduttore: Ossip Felyne , Annelisa Alleva ; Curatore: Igor Sibaldi ; Postfazione: Vladimir Nabokov

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Tascabile economico , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità." Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente."
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  • 3

    non credo mi avvicinerò, ancora una volta, alla letteratura russa. lo stile è fluido, scorrevole, ma porca miseria quanto si dilunga lo scrittore. descrive i vizi "peccaminosi" dell'alta società russa ...continua

    non credo mi avvicinerò, ancora una volta, alla letteratura russa. lo stile è fluido, scorrevole, ma porca miseria quanto si dilunga lo scrittore. descrive i vizi "peccaminosi" dell'alta società russa. con un pizzico di filosofia politica e religiosa, a rendere le cose ancora più pesanti. 3 stelle. non sono due solo per lo stile.

    ha scritto il 

  • 5

    come un lettore ignaro

    Questo Tolstoj va sicuramente tenuto d'occhio. Qui si cimenta in un romanzo lunghissimo, oltre 800 pagine, popolato di personaggi di cui segue le vicende con meticolosità straordinaria. Anche se le pa ...continua

    Questo Tolstoj va sicuramente tenuto d'occhio. Qui si cimenta in un romanzo lunghissimo, oltre 800 pagine, popolato di personaggi di cui segue le vicende con meticolosità straordinaria. Anche se le parti che forse toccano di più sono quelle più emotivamente forti della morte del fratello di Levin e delle ultime ore della protagonista, lo scrittore esprime tutta la sua potenza nella narrazione calma e avvolgente.
    Molto interessante il dualismo tra la protagonista e Levin, tra la passione mondana e il lavoro agricolo. Un po' pesanti le riflessioni religiose, specie nel finale.
    Ecco, se ci possiamo permettere dei suggerimenti a Tolstoj per un suo prossimo romanzo: sicuramente continui con una narrazione maestosa e ampia, e quindi anche lunga in numero di pagine e ricca di personaggi, si mantenga e anzi si accentui il dualismo di ambientazione tra la passione e la vita, sostituendo alla campagna qualcosa di più forte... per il titolo, suggeriamo qualcosa che esprima già questo dualismo, tipo "Amore e Morte", oppure ancora meglio "Pace e Guerra" (anche se già temiamo i discorsi sulla storia umana che si sentirà in dovere di propinarci alla fine della narrazione...).

    ha scritto il 

  • 4

    Bello, bello, bello!!! Un classicone che ancora mi mancava, ma che sono contenta di aver letto. Anna è una donna dei giorni nostri, eroina ma allo stesso tempo umana e non priva di colpe. E' vero: è l ...continua

    Bello, bello, bello!!! Un classicone che ancora mi mancava, ma che sono contenta di aver letto. Anna è una donna dei giorni nostri, eroina ma allo stesso tempo umana e non priva di colpe. E' vero: è lungo, pieno di personaggi che fanno da contorno e spostano il punto centrale della storia, molto descrittivo, ma se così no fosse non sarebbe uno dei libri più conosciuti al mondo dal quale hanno tratto tantissime versioni cinematografiche!

    ha scritto il 

  • 5

    il libro più bello che abbia mai letto in vita mia, è diventato il mio libro preferito di sempre. Con questo ho detto tutto. Qualsiasi parere al riguardo risulterebbe riduttivo per un tale capolavoro. ...continua

    il libro più bello che abbia mai letto in vita mia, è diventato il mio libro preferito di sempre. Con questo ho detto tutto. Qualsiasi parere al riguardo risulterebbe riduttivo per un tale capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico della letteratura russa

    Molto bello, vale la pena leggerlo.Anche se devo ammettere che alcune parti le ho trovate dispersive dalla storia in sé e per sé, e fondamentalmente non considero Anna la protagonista del libro ma Lev ...continua

    Molto bello, vale la pena leggerlo.Anche se devo ammettere che alcune parti le ho trovate dispersive dalla storia in sé e per sé, e fondamentalmente non considero Anna la protagonista del libro ma Levin, le cui vicende e pensieri hanno avuto maggior risalto. Nonostante questo sono rimasta subito affascinata dal personaggio di Anna, soprattutto all'inizio della storia e l'ho capita. L'ho capita anche nella parte finale dove ad alcuni può risultare antipatica. La sua gelosia, la sua mania nel piacere agli uomini, i suoi sbalzi d'umore. Mentre Vronskij non mi ha fatto una grande impressione, mi ha lasciata completamente indifferente.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelline all'opera in sé.
    Inevitabile il paragone con Dostoevskij, per me inarrivabile.

    Zero stelline a questa edizione, con una traduzione ancora più tragica della vita della stessa Anna Kare ...continua

    Quattro stelline all'opera in sé.
    Inevitabile il paragone con Dostoevskij, per me inarrivabile.

    Zero stelline a questa edizione, con una traduzione ancora più tragica della vita della stessa Anna Karenina. Errori grammaticali e refusi in quantità industriale, e un italiano che forse andava bene nell'800, ma non nel 2015. Terribile.

    ha scritto il 

  • 3

    troppo lungo e dispersivo

    Probabilmente la penso solo io così, perchè tutti quelli che l'hanno letto l'hanno apprezzato. L'ho trovato davvero troppo lungo, molto descrittivo(a me i libri così non piacciono)e poi troppi persona ...continua

    Probabilmente la penso solo io così, perchè tutti quelli che l'hanno letto l'hanno apprezzato. L'ho trovato davvero troppo lungo, molto descrittivo(a me i libri così non piacciono)e poi troppi personaggi o meglio gli stessi personaggi chiamati in 3/4 modi diversi in me hanno creato molta confusione e molta difficoltà a finirlo. Infatti ci ho messo 2 mesi (intervallando altri libri per distarmi). visto che non lascio mai un libro a metà ho letto il 50% del libro in 5 giorni ma autocostringendomi a finirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Grande classico, intramontabile e imperdibile, che vale la pena leggere. Anna, nonostante una mia inziale antipatia verso di lei , e’ una donna forte e debole nello stesso tempo, ha un forte legame ...continua

    Grande classico, intramontabile e imperdibile, che vale la pena leggere. Anna, nonostante una mia inziale antipatia verso di lei , e’ una donna forte e debole nello stesso tempo, ha un forte legame col figlio, avuto da Karenin , dal quale pero e’ legata da un’infelice matrimonio. Seguendo il suo cuore, cede alla passione per Vrònskij, malgrado debba separarsi dall'amato figlio, ignorando la sua dignità in società.
    Ma questa separazione la tormenterà sempre assieme alla colpa di aver tradito il marito, e di averlo abbandonato pubblicamente non volendo comparire in società con il suo amante. Vronski j, personaggio che non sono riuscita ad apprezzare, troppo cinico e freddo, invece non puo’ fare a meno di frequentare l’alta societa’ e lei, per non perdere l'uomo che ama, ha bisogno di occupare un posto al suo fianco proprio in quella società che la rifiuta e la disprezza. Tutto questo tormento , annientera’ la vita di Anna, distruggendo il rapporto che ha con l’uomo che ama, e disperata e rosa dalla gelosia concludera’ la sua esistenza suicidandosi sotto le ruote di un treno.
    Parallelamente alla vicenda di Anna e Vronskij , si snoda quella tra Levin e Kitty. Lui , mi e’ piaciuto tantissimo, un’uomo burbero nei modi, ma dolce e generoso al tempo stesso. Il forte amore che ha per Kitty lo porta a cambiare radicalmente la sua vita ma soprattutto I suoi ideali religiosi. Grazie a lei mette la sincerita’ alla base della sua esistenza, costruendo con la donna che ama un rapporto solido. , Kitty e Lévin, al contrario di Anna e Vrònskij, riusciranno a costruire una vita familiare felice.

    Il romanzo racconta la passione, , l'amore per i figli, la gelosia, la paura, i problemi che da sempre affliggono le persone. E’ un bellissimo spaccato della societa’ russa dell’epoca descritta magnificamente da un grande autore.
    CURIOSITA’ che ho trovato nel web:

    Si crede che il personaggio di Anna si ispiri a Maria Hartung, la figlia maggiore del poeta russo Aleksàndr Puškin. Sin dalla sua prima pubblicazione il romanzo fu stroncato dalla critica russa che lo definì "un romanzo frivolo dell'alta società". Il personaggio di Lévin rappresenta l'autore stesso sia per alcuni episodi autobiografici (come la dichiarazione attraverso un gioco di parole che Lèvin fa a Kitty e il fatto che abbia obbligato la moglie a leggere i suoi diari, prima di sposarlo) e per il fatto che il primo nome di Tolstoj è "Lev".
    Nel 2004 il libro diventò un best-seller negli Stati Uniti dopo che la giornalista Oprah Winfrey lo consigliò nel corso del suo programma televisivo

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Pensavo fosse amore e invece era un treno

    L’opinione che da sempre imperversa nelle questioni amorose e in genere nella filosofia di vita per cui meglio rischiare e quindi vivere appieno i piaceri dell’esistenza che trascorrere il tempo tranq ...continua

    L’opinione che da sempre imperversa nelle questioni amorose e in genere nella filosofia di vita per cui meglio rischiare e quindi vivere appieno i piaceri dell’esistenza che trascorrere il tempo tranquilli ma, secondo i più, spenti (in parole povere il più sintetico e popolare “ogni lasciata è persa”) non mi ha mai convinta del tutto, anzi, quasi per niente. Anche perché spesso la sento chiamare in causa quando qualcuno tenta di convincere qualcun altro a fare qualcosa che non vuole o non ha interesse a fare.
    Detto questo, ho provato a riflettere sul personaggio di Anna Karenina e di immaginarmela nel suo tiepido rapporto matrimoniale con un uomo sposato molto giovane e senza amore; un uomo abbastanza rigido e asettico, ma tranquillo e di sani principi, dal quale non aspettarsi colpi di testa e sorprese sgradite. Un uomo che la onora, le lascia tutto sommato una certa libertà di movimento, che la ama a modo suo.
    Anna sembra una donna serena, stimata e rispettata, dalle numerose qualità. Bella, intelligente, madre esemplare; un esempio di virtù da prendere a modello e di cui godere la compagnia.
    Poi arriva Vronsky, che lei tenta di respingere (seppur senza troppa convinzione) e che le fa capire (o la convince di?) quanto invece la sua vita sia vuota di emozioni, di amore e di passione. Ed ecco che lei sceglie di soddisfare la sua sete di Vita, cede e abbandona tutto per vivere appieno il suo amore contravvenendo alle regole non scritte della società pietroburghese; ma questo le costerà il rispetto di sé stessa e degli altri, la renderà una persona peggiore ai suoi stessi occhi, la porterà lentamente al gesto che tutti conosciamo.
    E allora la domanda è: vale la pena lasciarsi andare senza valutare serenamente le conseguenze e prima di essere certi di poterle affrontare? Vale la pena farlo quando il prezzo da pagare è l’annullamento umano e in questo caso addirittura fisico di se stessi?
    La risposta non la so dare. Io penso di no, ma una cosa la so per certo: a volte è impossibile scegliere. Come nel caso della Karenina, che è stata travolta senza possibilità di evitare l’impatto.

    Ma i tipi di amore di cui parla questo libro sono anche altri.
    C’è quello teneramente litigioso di Levin e Kitty; il rassegnato matrimonio di Dolly con Stiva, fratello di Anna, traditore cronico della consorte e pure dissipatore beni; ci sono gli amori perduti di Sergej Ivanovic (fratello di Levin) e di Varen’ka (amica di Kitty), che potrebbero unire le loro solitudini ma non ne hanno il coraggio; e l’amore tra la prostituta Mar’ja Nikolaevna e Nicolaj, l’altro fratello di Levin che la disprezza ma ha bisogno di lei perché malato.

    E poi ci sono molti altri temi, come la considerazione mediocre della donna da parte dell’uomo, una considerazione espressa più volte da vari personaggi (Le donne sono la principale pietra di inciampo nell’attività di un uomo. È difficile amare una donna e fare qualcosa. C’è un solo mezzo per amare comodamente e scansare gli ostacoli, e questo mezzo è il matrimonio) e che ancora oggi non mi sembra del tutto superata da alcuni.

    Oppure la questione della fede, che leggiamo sotto varie forme. Quella naturale di chi è nato e cresciuto credente e tale rimane per la vita. Quella di chi la raggiunge per riscattarsi dalla perdita della dignità e il disprezzo degli altri (Karenin); quella di chi, fugacemente in un momento di disperazione, spera nella grazia (Nikolaj, allo stadio terminale della malattia). E infine quella di chi come Levin vi trova il senso della vita stessa altrimenti per lui inspiegabile e non degna di essere vissuta, e con esso ritrova la gioia dell’esistenza e della condivisione. Mi piace il modo ragionato con cui ci arriva, e forse lo invidio un po’ perché trova quella pace interiore necessaria all’accettazione delle umane questioni, pur restando ancorato alla vita concreta e reale. Almeno, questa è l’impressione che ne ho ricevuto.

    Un romanzo lungo e faticoso, ma pieno di emozioni e di grandi temi. Persino la riforma agraria descritta nei particolari, benché noiosa, offre qualche motivo di interesse nelle considerazioni diverse dei proprietari nei confronti dei contadini, della terra, del modo di coltivarla e nelle diverse sensibilità sui destini di chi lavora duro e di chi ne raccoglie i frutti.
    Senza dubbio un “mattone” che vale la pena di leggere.

    ha scritto il 

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