Anna Karenina

Di

Editore: Garzanti Libri

4.4
(8816)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 832 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Chi tradizionale , Chi semplificata , Tedesco , Francese , Catalano , Olandese , Svedese , Sloveno , Portoghese , Ceco , Greco

Isbn-10: 8811370132 | Isbn-13: 9788811370130 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto , Altri , Tascabile economico , eBook , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Centro della vicenda è la tragica passione di Anna, sposata senza amore a un alto funzionario, per il brillante ma superficiale Vronskij. Parallelo a questo amore infelice è quello felice di Kitty per Levin, un personaggio scontroso e tormentato al quale Tolstoj ha fornito i propri tratti. "In Anna Karenina è rappresentata - scrive Natalia Ginzburg - la colpa come ostacolo, anzi come barriera invalicabile al raggiungimento della felicità." Tra i primi lettori il libro ebbe Dostoevskij che così ne scrisse: "Anna Karenina è un'opera d'arte assolutamente perfetta. Vi è in questo romanzo una parola umana non ancora intesa in Europa... e che pure sarebbe necessaria ai popoli d'Occidente."
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  • 5

    Io di Anna me ne sono innamorata

    Io di Anna me ne sono innamorata, come ha fatto Vronskj, fin dalla sua entrata in scena, sul vagone del treno...
    C'ho messo parecchio per arrivare alla fine del libro, ho tardato mesi a finirlo perché ...continua

    Io di Anna me ne sono innamorata, come ha fatto Vronskj, fin dalla sua entrata in scena, sul vagone del treno...
    C'ho messo parecchio per arrivare alla fine del libro, ho tardato mesi a finirlo perché per mancanza di tempo riducevo la lettura agli ultimi barlumi di lucidità, sdraiata a letto, poco prima di addormentarmi, ma non sono riuscita ad abbandonarlo, nonostante quelle poche pagine per volta. Non sono stata capace a metterlo da parte, lasciandolo in sospeso come mi è successo con altri libri che si mostravano fin dall'inizio molto più avvincenti e leggeri.
    E' fantastica la capacità di Tolstoj di farti entrare in ognuno dei personaggi che ha creato, fartene sentire la vibrazione dell'animo e farti entrare nella loro intimità...
    Mi preparo alla lettura di "Guerra e pace".

    ha scritto il 

  • 5

    1000 pagine? Sono poche. Capolavoro di complessa semplicità

    Attratto e al tempo stesso ostilmente sospettoso verso qualunque opera osannata dai più, ho acquistato e cominciato (procrastinandone la lettura) a leggere Anna Karenina di malavoglia col proposito di ...continua

    Attratto e al tempo stesso ostilmente sospettoso verso qualunque opera osannata dai più, ho acquistato e cominciato (procrastinandone la lettura) a leggere Anna Karenina di malavoglia col proposito di vituperarlo velenosamente appena si fosse mostrato sopravvalutato, inconsistente, noioso o avesse recato qualsivoglia segno di bruttezza. E dopo un iniziale smarrimento provato dinanzi all'indefettibile solerzia con cui Tolstoj segue il suo perfetto stile realista, sono stato assorbito totalmente dalla lettura. Semplicemente la vita e la morte, con tutto ciò che ci sta in mezzo, scorre tra queste pagine. Con sensibilità ed acume, ed un talento psicoanalitico tanto stupendamente diretto e schietto che si compone di gesti e sguardi e intramezzi descrittivi di cristallina chiarezza che nulla hanno a che fare con i moderni manierismi psicologici profusamente dettagliati, Tolstoj s'accosta ad una donna piena di vita inaspettatamente colpita dalla passione, o ad un possidente terriero che soffra pene d'amore, di eccessiva consapevolezza di sé e crisi esistenziali, o un marito ingannato professionalmente irreprensibile la cui mente viene progressivamente sconvolta dal tradimento, o chiunque altro della parata di individui che l'autore non descrive solamente, ma impersona vestendone la pelle e restituendocene un ritratto tanto veritiero e vivido da costringere il lettore stesso a parteggiare prima per l'uno e poi per l'altro. Ed è vero che l'autore buontempone s'abbandona spesso a sentimentalismi, ma gli si perdona tutto ad uno che consegni al mondo una tale opera d'arte.

    ha scritto il 

  • 5

    Anna è una donna moderna che prende ciò che vuole? potrebbe essere la nonna di Odette de Crecy? Oppure è una bigotta schiacciata da una colpa che oggi le sarebbe perdonata anche dal suo confessore? E' ...continua

    Anna è una donna moderna che prende ciò che vuole? potrebbe essere la nonna di Odette de Crecy? Oppure è una bigotta schiacciata da una colpa che oggi le sarebbe perdonata anche dal suo confessore? E' una creatura di passaggio: il momento in cui il bruco diventa farfalla? Comunque un capolavoro assoluto. Leggere certi autori contemporanei acclamati per un paio di romanzetti meno insulsi della media, dopo aver letto Tolstoj, è come farsi la barba con un coltello arrugginito dopo aver usato un Gillette a 5 lame lubrificate.

    ha scritto il 

  • 4

    Vivere è una ricerca senza fine

    Citando Tolstoj, per vivere, per essere, bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. La calma ...continua

    Citando Tolstoj, per vivere, per essere, bisogna struggersi, turbarsi, battersi, sbagliare, ricominciare da capo e buttare via tutto, e di nuovo ricominciare e lottare e perdere eternamente. La calma è la vigliaccheria dell’anima.

    Anna Karenina, un'immensa tela che intreccia infiniti temi e riflessioni, come robusti fili multicolore. Ecco, io l'avrei sfoltito, questo intreccio, nel tentativo di mantenere una forma più essenziale, meno barocca, preservando quella snellezza narrativa di cui a volte ho sofferto la mancanza. Mi sarei concentrato sul dramma amoroso di Anna, con tutti i suoi annessi e connessi (gelosia, fedeltà, famiglia, matrimonio, passione, desiderio), sulla crisi esistenziale-morale di Levin, in continua ricerca del senso ultimo dell'esistenza, e sull'imperante ipocrisia della società perbenista. Tutto il resto (la vita agraria e urbana, il progresso scientifico, la fede religiosa, il lavoro impiegatizio, la servitù della gleba, e via così in un turbinio di materiale indubbiamente interessante, ma pur sempre un turbinio di materiale) l’avrei serbato per un altro romanzo. O forse due.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo spirito.

    Tolstoj è furbo, perché seleziona i propri lettori a monte. Dietro quell'apparente maestosità si nascondono trame molto popolari impregnate di spiritualità e conflitti interiori che altro non sono se ...continua

    Tolstoj è furbo, perché seleziona i propri lettori a monte. Dietro quell'apparente maestosità si nascondono trame molto popolari impregnate di spiritualità e conflitti interiori che altro non sono se non lo specchio di quelli presenti nello scrittore. Stile estremamente godibile, mai volutamente complesso ma al contempo totalmente equilibrato tra lo scorrere della storia e l'infinita pesantezza del dramma interiore che dilania uno dei protagonisti, il principe Levin, tra il nichilismo e la fede. Tolstoj è un tornado di difficoltà interiori, di continui duelli tra la mondanità e l'ascetismo, la sazietà e la fame, l'amore e l'odio che in questa veste riempiono il mondo dell'uomo Tolstoj di una visione quasi manichea dei sentimenti. Dio o niente, Pieno o Vuoto, felicità o dolore. Non ho personalmente nelle corde i racconti morali ed Anna Karenina mi è sembrato invece proprio questo. Uno straordinario romanzo morale in cui lo scrittore esprime una scelta, seppur tra mille tormenti, molto chiara. Se non credo, vivo nella proiezione della morte. A nulla serve sperare negli altri se poi dentro non si trova qualcosa che giustifichi tutto ciò che esiste, a partire da sé stessi.
    Ciò che rende speciale la morale è il concetto secondo cui la fede stessa dovrà avere un origine, molto meno eterea, ma legata al filo rosso dei rapporti personali. Vivere nell'amore per l'altro ma non sfociando nell'amore egoistico, che poi è ciò che avrebbe condannato proprio Anna Karenina.
    L'epilogo della protagonista non sembra tanto una condanna alla sua condotta morale, quanto all'origine ed alla natura stessa dell'amore per Vronskj. Amore fine a sé stesso, non proiettato verso l'altro.
    Insomma, questo romanzo è straordinario nella sua completezza, ma resto dell'idea che il suo contraltare Dostoevskij abbia qualcosa in più, seppur meno coinvolto in prima linea. E' forse vero che D. affronta le grandi questioni in maniera quasi professorale, a differenza di Tolstoj che pare emanare esperienza empirica in ogni riga. Tuttavia mi è sembrata chiara la maggiore resistenza nel tempo del modo in cui D. ha raccontato, della poetica di quest'ultimo.

    ha scritto il 

  • 3

    Un classico

    è una lettura che si DEVE fare, e che coinvolge anche... ma fino ad un certo punto. E' stato un pò "Odi et amo", confesso che verso la fine supplicavo che si ammazzasse il prima possibile

    ha scritto il 

  • 3

    una sfida

    Finalmente finito!!!! Il rapporto con questo libro è stato conflittuale, l'ho iniziato, poi mollato lì, poi ricominciato dall'inzio, poi arenata nuovamente....ma finalmente sono arrivata alla fine! In ...continua

    Finalmente finito!!!! Il rapporto con questo libro è stato conflittuale, l'ho iniziato, poi mollato lì, poi ricominciato dall'inzio, poi arenata nuovamente....ma finalmente sono arrivata alla fine! Inizialmente volevo leggerlo per curiosità, trasformatasi poi in sfida con me stessa per arrivare alla fine. Non sò bene cosa pensare, la figura di Anna è senza alcun dubbio odiosa, Levin è il mio preferito e queste sono le uniche due certezze che ho. Non ho una opinione precisa e questo mi fà riflettere poichè si tratta di un classico che ha attraversato i secoli!

    ha scritto il 

  • 0

    Un testo unico nel panorama della letteratura mondiale e russa in particolare. L'autore lo conclude in un momento di grande impegno religioso della sua vita e Anna ne è vittima e complice, ma resta un ...continua

    Un testo unico nel panorama della letteratura mondiale e russa in particolare. L'autore lo conclude in un momento di grande impegno religioso della sua vita e Anna ne è vittima e complice, ma resta una delle figure più belle mai scritte che insegna a vivere.

    ha scritto il 

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