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Anna Karenina vol. I

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Biblioteca Romantica Mondadori)

4.3
(744)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 653 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000132217 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Ossip Felyne

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Paperback , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Un capolavoro.

    Un mio professore delle superiori mi consigliò questo libro dicendo: "Mi ha cambiato la vita". E così è stato anche per me. Dopo la maturità sono stata rapita dalle pagine di questa meraviglia. La figura di Anna è bellissima, ma l'interiorità di Aleksei Aleksandrovič Karenin mi ha rapita, conquis ...continua

    Un mio professore delle superiori mi consigliò questo libro dicendo: "Mi ha cambiato la vita". E così è stato anche per me. Dopo la maturità sono stata rapita dalle pagine di questa meraviglia. La figura di Anna è bellissima, ma l'interiorità di Aleksei Aleksandrovič Karenin mi ha rapita, conquistata e affascinata.

    ha scritto il 

  • 5

    "Anna Karénina" di Lev Nikolàevic Tolstòj

    Anna Karénina, un grande classico, di cui si è già detto probabilmente tutto, era nella mia "lista d'attesa" di lettura da molto tempo. Il romanzo è bellissimo, Tolstoj sempre grandissimo... ma quanto mi ha disturbato il personaggio di Anna stessa... -_- (e son sicura che proprio questo sentiment ...continua

    Anna Karénina, un grande classico, di cui si è già detto probabilmente tutto, era nella mia "lista d'attesa" di lettura da molto tempo. Il romanzo è bellissimo, Tolstoj sempre grandissimo... ma quanto mi ha disturbato il personaggio di Anna stessa... -_- (e son sicura che proprio questo sentimento doveva, nell'ottica dello scrittore, suscitare!). La Karénina è una donna a me odiosa, senza carattere, schiava di se stessa prima che della passione o dell'amore. Terribilmente insoddisfatta di quello che consegue e di quello che possiede già, in termini affettivi, si trascina da sé verso il baratro. Non riesco a provare alcun sentimento nei suoi confronti... mi ha soltanto infastidito. Anna non rappresenta una donna "moderna" (considerando quale significato tale termine possa avere in relazione al contesto storico cui si riferisce il romanzo) ma è assolutamente inserita nella convenzionalità della società privilegiata cui appartiene. Tolstoj senza mezzi termini scrive che molti aristocratici (donne e uomini) avevano storie extra-coniugali, l'adulterio era comunque largamente praticato e tollerato se nascosto in società. Anna non chiede fermamente e direttamente il divorzio al marito (il quale da parte sua preferisce comportarsi da vile su tutta la linea), si sente colpevole ma nello stesso tempo ha ripugnanza di lui. Anche nei confronti dei figli Anna è ambigua: quando inizia la relazione con Vronskj sa di mettere a rischio il suo rapporto col figlio, ma non decide... si fa sopraffare dalla passione e lascia che le cose vadano da sè... Dopo la nascita della seconda figlia, avuta da Vronskj, Anna è costretta a lasciare la casa coniugale e quindi anche il primogenito: l'allontanamento la getta nella disperazione più totale ma per la bambina, che porta con sé, non prova affetto e nemmeno se ne occupa. Il suicidio non ha nulla di spirituale, ma è la sola soluzione di fronte alle convenzioni sociali del tempo. Il romanzo in questione ha due personaggi principali, co-protagonisti, anche se il titolo ne omaggia uno soltanto, che entrano in relazione tra di loro per una serie di circostanze pressoché fortuite (ovviamente predisposte da Tolstoj affinché ci appaiano tali): Anna e Lévin. Attorno a queste due figure si dipana, direi per contrasto abbastanza netto, la linea narrativa del libro. Le occasioni di "incontro" tra di esse sembrano a prima vista luoghi tipicamente teatrali: un ballo, una cena, le corse ippiche, gli spettacoli all'opera... Tolstoj però è magistrale e rende queste occasioni luoghi del verosimile, caratteristica principale di tutta la sua produzione letteraria. L'altro co-protagonista è dunque Lévin, un aristocratico che si occupa dei suoi possedimenti in campagna e che fugge preferibilmente la vita mondana. Si occupa personalmente del raccolto, della semina, lavora accanto ai contadini che sono alle sue dipendenze. Da questo contatto con il lavoro, con la vita semplice e dura della campagna, Lévin trae una grande forza spirituale, che lo solleva, per così dire, rispetto ai suoi pari sociali. Pur essendo un'opera principalmente descrittiva, un capolavoro del Realismo, Anna Karénina è - come del resto le altre opere di Tolstòj - pervasa da un qualche cosa di metafisico, di fuggevole. Il messaggio ultimo è sempre la ricerca del bene tra gli uomini, nonostante la vita terrena sia piena di ostacoli a tale conseguimento. E Lévin, per gran parte del tempo della narrazione, cerca di capire perché gli altri credano in Dio, perché a lui non sia possibile credere e basta... Occorre un avvenimento fuori dall'ordinario (ma mica troppo in effetti ^_^), che non consiste nemmeno nella straziante morte dell'amato fratello Nicolaj, per trovare o ri-trovare la "fede". Nelle ultime pagine Tolstoj accenna dunque più chiaramente all'elemento trascendente, e a me pare lo faccia anche in relazione alla guerra imminente contro i turchi: è, il suo, un punto di vista anti-interventista, che ben si inserisce nella prospettiva della non-violenza e della possibilità, o speranza, o utopia, di raggiungere il bene terreno.

    http://lanostralibreria.blogspot.it/2014/01/impressioni-su-anna-karenina-di-lev.html

    ha scritto il 

  • 4

    Meglio tradì che mai...

    Bello. Punto e basta. Certo l'amore, la ruota che fa girare il mondo, ma anche una profonda analisi sul senso della vita: spiritualità o concretezza, il primato del fare, l'organizzazione della società. C'è davvero tanto dentro questo romanzo: è tutto tranne che un polpettone!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho notato che quest'anno non ho letto nemmeno un mattonazzo.
    Occorre rimediare.


    Update al 8/12/2013: non ho fatto una grande scelta di mattonazzo, non è che mi stia entusiasmando molto. Inoltre dato lo scarso tempo a disposizione concluderlo per quest'anno è impossibile quindi il nuovo obi ...continua

    Ho notato che quest'anno non ho letto nemmeno un mattonazzo. Occorre rimediare.

    Update al 8/12/2013: non ho fatto una grande scelta di mattonazzo, non è che mi stia entusiasmando molto. Inoltre dato lo scarso tempo a disposizione concluderlo per quest'anno è impossibile quindi il nuovo obiettivo è: finire il primo volume per Natale.

    ha scritto il 

  • 3

    ANNA KARENINA è un classico della letteratura. Ci ho messo parecchio tempo prima di leggerlo, era lì nella mia libreria ed ogni volta che mi avvicinavo per scegliere un volume da leggere lo guardavo ma poi non mi decidevo mai forse per il numero non certo esiguo di pagine (divise in due volumi). ...continua

    ANNA KARENINA è un classico della letteratura. Ci ho messo parecchio tempo prima di leggerlo, era lì nella mia libreria ed ogni volta che mi avvicinavo per scegliere un volume da leggere lo guardavo ma poi non mi decidevo mai forse per il numero non certo esiguo di pagine (divise in due volumi). Ho iniziato a leggerlo a inizio Febbraio e a metà Marzo ho finito solo la prima parte. Chiamatemi eretica ma certi libri fanno passare proprio la voglia di leggere. Per quanto riguarda la storia non discuto, i personaggi poi sono descritti in maniera minuziosa, forse troppo, i loro caratteri li si capisce già dalle prime apparizioni ma sono lo dovizia di particolari, di descrizioni di ogni azione che annoiano il lettore (almeno me). Non posso dare un’opinione totale avendo letto solo metà opera ma per questa prima parte il voto è 3 su 5.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi dispiace molto averlo abbandonato ma non riuscivo più ad andare avanti. La lettura è difficoltosa a causa dei lunghi nomi in russo, che non abbreviati creano confusione (non capivo mai chi stesse parlando...) e rendono impossibile la memorizzazione dei personaggi, salvo eccezioni (Kitty). Inol ...continua

    Mi dispiace molto averlo abbandonato ma non riuscivo più ad andare avanti. La lettura è difficoltosa a causa dei lunghi nomi in russo, che non abbreviati creano confusione (non capivo mai chi stesse parlando...) e rendono impossibile la memorizzazione dei personaggi, salvo eccezioni (Kitty). Inoltre il racconto è molto lento e monotono. Forse in futuro lo riprenderò.

    ha scritto il 

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