Anna di Green Gables

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

4.4
(856)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Polacco , Francese , Chi tradizionale , Portoghese

Isbn-10: A000110441 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback , eBook

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
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  • 4

    Classico ritrovato!

    4 stelle stiracchiate
    Anna dai capelli rossi. Un classico della letteratura ormai mondiale, un libro però non proprio facile da trovare. Certo, Anna la conoscono tutti grazie alla serie animata, ma il ...continua

    4 stelle stiracchiate
    Anna dai capelli rossi. Un classico della letteratura ormai mondiale, un libro però non proprio facile da trovare. Certo, Anna la conoscono tutti grazie alla serie animata, ma il libro a differenza di tanti altri classici è sempre rimasto in secondo piano. Io però l’ho recuperato, perché i classici non hanno età!
    Woow che libro! L’autrice ha impregnato le pagine di una vitalità esplosiva, a volte esagerata, ma bella, lenitiva, pura e gioiosa come solo l’animo di una bambina di 11 anni, orfana, ma con un’immaginazione fuori dal comune, può essere.
    Anna trova nelle figure di Marilla e Matthew, le figure genitoriali che da sempre cercava. Marilla è austera, asciutta, pratica, aiuta Anna a trovare l’equilibrio giusto, la sprona a contare fino a 10, a non abbandonarsi troppo alle sue irresistibili fantasie. Matthew è timidissimo, insicuro e riservato eppure gli basta passare un po’ di ore con la bambina per innamorarsene all’istante. E Anna? Anna è un concentrato di intelligenza, immaginazione, fantasia, cocciutaggine e testardaggine. Ha le idee chiare, ma sogna ad occhi aperti ed è distratta, romantica e incline alla rabbia. È una bambina libera che la vita non ha piegato e non piegherà mai fortunatamente. I suoi dialoghi sono sognanti, ricchi di metafore, sono anche troppo lunghi e si, lo ammetto, Anna è riuscita anche ad irritarmi! È petulante! Ma come si fa a non amarla lo stesso?
    Anna riporta in vita sia Matthew che Marilla, è la medicina contro la loro solitudine, è il balsamo che rende più belle e lucenti le loro giornate. Gli ultimi due capitoli sono veramente toccanti!
    Mi piacerebbe che la BUR traducesse tutti i volumi di questa serie, la storia di Anna merita di essere letta tutta!

    ha scritto il 

  • 3

    “Dopo tentare e vincere, la cosa migliore è tentare e fallire”

    Matthew e Marilla Cuthberth sono due fratelli che vivono in una fattoria in Canada. Ormai avanti con gli anni, decidono di rivolgersi all’orfanotrofio locale per chiedere un ragazzo che li aiuti con i ...continua

    Matthew e Marilla Cuthberth sono due fratelli che vivono in una fattoria in Canada. Ormai avanti con gli anni, decidono di rivolgersi all’orfanotrofio locale per chiedere un ragazzo che li aiuti con il faticoso lavoro nei campi.
    A causa di un disguido arriva però Anna, una ragazza di undici anni magra, esile, dai lunghi capelli rossi ed espressivi occhioni verdi.
    Le titubanze iniziali dell’anziana coppia vengono presto scacciate dall’esuberanza e dalla contagiosa voglia di vivere della ragazza che porterà una ventata di freschezza non solo nella loro casa, ma in tutto il piccolo paese di Avonlea, chiuso nei suoi pregiudizi.
    Ho amato molto la versione animata di Isao Takahata, un cartone molto dolce e delicato proprio come questo romanzo, vitale come la piccola Anna, che con la sua contagiosa simpatia e la sua fervida immaginazione riuscirà ad allontanare i tanti pregiudizi di una società chiusa e ottusa nei confronti delle donne, soprattutto se hanno avuto la sfortuna di nascere povere e con i capelli rossi(che si sa, un tempo venivano considerate come le figlie del demonio).
    Un libro poetico, delicato, “vivo” come le tante descrizioni dei bellissimi paesaggi canadesi che evocano nella mente del lettore degli splendidi acquarelli.
    Consigliato ai ragazzi, ma anche agli adulti, soprattutto a coloro che hanno perso per sempre la voglia di sognare.

    ha scritto il 

  • 4

    Perché piace nonostante gli anni

    Molti di noi conoscono questa storia dall'anime trasmesso in televisione, quando al posto di maghette, creature bizzare e quanto altro, molto spesso a farla da padrone erano storie tratte da romanzi d ...continua

    Molti di noi conoscono questa storia dall'anime trasmesso in televisione, quando al posto di maghette, creature bizzare e quanto altro, molto spesso a farla da padrone erano storie tratte da romanzi di formazione.
    Anna dai capelli rossi è uno di quei classici che ti rimane dentro, rivisto con molto piacere più e più volte, ed è stato quindi naturale comprarlo quando me lo sono vista negli scaffali della libreria, nella sezione dedicata ai ragazzi.
    E sono stata felice di scoprire che, eccetto qualche rara modifica, non vi sono differenze sostanziali con l'anime giapponese.

    Anna dai capelli rossi è uno di quei romanzi di formazione che ti fa apprezzare il quotidiano.
    La protagonista non compie chissà che incredibili imprese, ma si limita a crescere secondo i ritmi del suo tempo, colorando però la sua esistenza con quel carattere così particolare che piano piano matura.
    Non è triste, tutt'altro: cerca sempre di trovare il lato positivo delle cose, creando un mondo a sua misura, trovando una sua dimensione. Il suo rapporto con i due fratelli Culthbert parla di anime che in fondo si sono trovate, di come le esistenze di tutti e tre abbiano tratto giovamento da quello strano errore all'orfanotrofio. Soprattutto Marilla matura tantissimo, per quanto il ruolo di educatrice non le sia andato a genio nella prima parte della storia.

    Anna mi piace perché non esce fuori dagli schemi del suo tempo, non in maniera irrimediabile.
    Certo ha la grande fantasia che spicca nel placido mondo di Avonlea, ma non pretende di spezzare la sua condizione di ragazza del suo tempo. Forse al lettore moderno la grande presenza della religione, le ambizioni tutto sommato ristrette delle ragazze e così via potrebbero far storcere il naso. Tuttavia riflettono quel mondo di più di un secolo fa, dove una giovane orfana riesce a realizzarsi e a crescere serena.

    Piacevole da leggere, dolce, tenero... forse non ha la stessa fama di piccole donne, ma merita veramente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Imaginación

    Ana es una niña única, creativa y luchadora. Muy divertida en su primera parte mientras Ana es una niña. El final se precipita un poco y es bastante predecible, pero no le quita encanto a la verdad de ...continua

    Ana es una niña única, creativa y luchadora. Muy divertida en su primera parte mientras Ana es una niña. El final se precipita un poco y es bastante predecible, pero no le quita encanto a la verdad de Ana, que lucha por ser ella en un mundo que no va a su favor.

    ha scritto il 

  • 5

    "Noi siamo oggi immersi nel banale, siamo soffocati dall'ovvio, sentiamo e vediamo sempre le stesse cose, e in più sprechiamo moltissimo.
    Anna è padrona del suo universo fino al punto di volerlo ribat ...continua

    "Noi siamo oggi immersi nel banale, siamo soffocati dall'ovvio, sentiamo e vediamo sempre le stesse cose, e in più sprechiamo moltissimo.
    Anna è padrona del suo universo fino al punto di volerlo ribattezzare, assegna nuovi nomi, i suoi nomi, a laghi, torrenti, alberi, prati perché vive contro la banalità e fa tesoro di ogni sensazione."

    Antonio Faeti
    ***
    Ieri notte sono tornata a casa un po' scocciata, nonostante nel mio "dolce" paesino ci sia aria di festa, per me c'è soltanto tristezza e ripetitività nel gesti, nelle cose, nei rapporti con gli altri. Ho sentito il bisogno di tuffarmi altrove e non esiste un posto migliore di Green Gables, quella casa che ha dato tanto amore alla piccola Anna e di riflesso anche a me. Non mi importa di apparire stupida ai saccenti, ma vi confesso che ho pianto come una bambina con tanto di singhiozzi. Questo classico è così ricco di bellezza e di fantasia, ti fa amare la vita nelle sue sfumature, nelle cose che non vediamo più: dal sole che sorge e tramonta all'albero in fiore...
    Anna ha una forza vitale incredibile ed un intelligenza spiccata, la sua fantasia è piena di magia, di amore per la natura, di gioia di vivere. Assapora tutto ciò che c'è da apprezzare, dall'affetto di chi le sta vicino all'alternarsi delle stagioni. Il suo modo di amare è pulito, sincero, non opprime ma dona incondizionatamente ed è ricco di gratitudine, di riconoscenza per quella coppia di fratelli che l'ha amata dal primo istante come fosse una figlia, un dono del cielo.
    Non è facile spiegare a parole quello che questo libro rappresenta per me, sono anni che non verso una lacrima leggendo, questa volta è diverso, questa volta ho incontrato una nuova amica e si chiama Anna Shirley. Provo una certa malinconia ma sono felice di potere leggere gli altri libri che la vedono protagonista e consapevole di poter ritornare qui quando voglio...
    Leggete Anna di Green Gables e soprattutto fatela conoscere ai vostri figli perché come dice ancora Antonio Faeti:

    " Il rischio che oggi si corre è quello di fare libri tutti uguali, secondo le regole non del mercato dei libri, ma delle merendine. Anna ci cattura con il suo vitalismo e con la sua unicità. Stiamo diventando troppo uguali, cerchiamo di preferire un colore di capelli che segnala la stranezza, la solitudine, l'irregolarità, l'irriverenza, quella che non si nutre di parolacce ma di moti dell'animo."

    ha scritto il 

  • 5

    Anna Shirley, orfana undicenne, piomba per caso nelle vite dei fratelli Matthew e Marilla. E da quel giorno niente è più come prima: il timido Matthew si apre, conquistato dall'allegria di Anna, la bu ...continua

    Anna Shirley, orfana undicenne, piomba per caso nelle vite dei fratelli Matthew e Marilla. E da quel giorno niente è più come prima: il timido Matthew si apre, conquistato dall'allegria di Anna, la burbera Marilla si addolcisce. Ma è l'intera Avonlea a cambiare, a migliorare. Non mancano giorni tristi, ma Anna sa trarre il meglio da ogni difficoltà. Anche la scelta finale, che oggi sembra un enorme sacrificio, viene compiuta con serenità, come se fosse la cosa più normale al mondo.

    Conoscevo solo il cartone animato, ma ho scoperto che questo è solo il primo libro di una serie (che non vedo l'ora di leggere). Anna è simpatica, forte, la si può considerare un modello. Un'eroina, di quelle vere, che si cala completamene nella quotidianità e regala al mondo positività. E come non sorridere pensando alla sua fantasia e alla sua capacità di immedesimazione? Il titolo originale è Anne of Green Gables, Anna dei Verdi Abbaini, dal nome della fattoria dove vive.
    http://www.youtube.com/watch?v=WHZ8XZv54CI

    Commento 2015: Letto per la prima volta qualche anno fa, in questi giorni avevo bisogno di coccolarmi con un libro allegro e familiare...missione riuscita, cara Anna!

    * Mi addolorerebbe molto sapere che la mamma non era contenta di me, perché non è vissuta a lungo dopo la mia nascita. Morì di febbre quando avevo appena tre mesi. Avrei voluto che fosse vissuta abbastanza da poterla chiamare "mamma". è una delle parole più dolci che esistano.
    * "Lei non può immaginare che le cose siano diverse dalla realtà?" disse Anna spalancando tanto d'occhi. "No." "Oh!" E Anna sospirò profondamente. "Lei signorina...cioè Marilla...lei non sa quello che perde."
    * "è bello tornare a casa e sapere che quella è la tua casa. Io amo Green Gables e mai avevo amato un posto, prima d'ora. E nessun posto è mai stato veramente una casa per me. Oh, Marilla, sono così felice! In questo momento potrei pregare senza nessuna fatica." Qualcosa di caldo, di tenero sbocciò nel cuore di Marilla, forse il desiderio di una maternità mai vissuta. L'intensità di quella sensazione le fece quasi paura e si affrettò a neutralizzarla aggrappandosi al suo senso morale. "Se sarai buona sarai sempre felice Anna. E non ti sembrerà affatto duro recitare le preghiere." "Recitare le preghiere non è la stessa cosa che pregare."
    * Il vetro magico è stupendo, lo ha trovato Diana nel bosco dietro al suo pollaio. Riflette tanti piccoli arcobaleni che non hanno avuto il tempo di crescere.
    * "Ti concentri troppo sulle cose, tu" disse Marilla, sospirando. "E prima o poi avrai grosse delusioni." "Aspettare una cosa è bello quasi quanto averla a portata di mano! Puoi non ottenerla, ma nessuno può toglierti la gioia di immaginare che l'avrai. La signora Lynde dice: 'Felici coloro che non si aspettano niente dalla vita, così non avranno delusioni.' Ma io credo che sia peggio non sperare in niente che avere qualche delusione ogni tanto."
    * Penso che il biancospino sia l'anima dei fiori morti volati in paradiso.
    * Come se la cava la gente senza fantasia, quando si rompe qualche osso?
    * Se non puoi essere proprio allegra, cerca almeno di essere più allegra che puoi.
    * "Se fossi stata il ragazzo che desideravate ora potrei aiutarti e renderti più piacevole la vita, Matthew. Sai, mi sarebbe piaciuto essere un ragazzo per questo, se non altro." "Be'...be'...io preferisco te a una dozzina di ragazzi" e Matthew strinse forte la mano di Anna. "Eh, sì, proprio così, non dimenticarlo mai. Non è stato un ragazzo, vero, a vincere la borsa di studio per l'Avery? No, è stata una ragazza, sissignori, proprio la mia ragazza di cui sono tanto orgoglioso." Matthew fece un sorriso appena abbozzato mentre Anna entrava nel cortile. Lei si scolpì nella memoria quel timido sorriso, lo rivedeva mentre, quella sera, seduta davanti alla finestra aperta, pensava al passato e sognava il futuro.
    * L'orizzonte di Anna si era ristretto dalla natte in cui si era seduta davanti alla finestra dopo il ritorno dalla Queen's, ma se il sentiero da percorrere era stretto, lei sapeva che lungo di esso sarebbero sbocciati i fiori di una quieta felicità. Avrebbe provato il piacere di un onesto lavoro e le gioie di una profonda amicizia; sarebbero rimasti infatti la luminosità della sua fantasia e il suo ideale mondo fatto di sogni. E poi, c'era sempre una svolta, lungo la strada.

    ha scritto il 

  • 2

    http://nuemiel-mundos.blogspot.com.es/2015/05/ana-la-de-tejas-verdes.html

    Cuando era bien pequeña, mi abuela me regaló dos libros de Ana, por desgracia no se dio cuenta de que había comprado el 2 y el 5, por lo que no quise leerlos hasta poder tener el primero; nunca lo enc ...continua

    Cuando era bien pequeña, mi abuela me regaló dos libros de Ana, por desgracia no se dio cuenta de que había comprado el 2 y el 5, por lo que no quise leerlos hasta poder tener el primero; nunca lo encontré. La oportunidad de conocer a la niña surgió cuando publicaron la nueva edición Ana la de las tejas verdes. Lo empecé con mucha ilusión, pero tengo que admitir que no estoy hecha para este tipo de historias...

    Lo que sí me gustó fue conocer la vida cotidiana en un pueblecito canadiense del siglo XX. ¡Anda que no han cambiado las cosas! Las mujeres se dedicaban a ser buenas esposas y amas de casa, no debían leer libros porque distraían de las labores hogareñas. La educación sólo estaba al alcance de unos pocos y se pueden apreciar los distintos cánones de belleza de la época, las mujeres rechonchas y con hoyuelos eran las más hermosas mientras que tener pecas o el pelo rojo se consideraba la peor de las suertes.

    A pesar de todo, Ana me calló gorda casi desde el principio. Me puso de los nervios su continua tendencia a fantasear por todo, los dramas que montaba por cada cosita que ocurría a su alrededor, que hablara hasta por los codos y su tendencia a exagerarlo todo. No niego que la niña fuera alegre y animara a todos cuantos la conocían, pero también bastante cansina. Imagino que este libro fue rompedor en su momento porque muestra ciertas situaciones que en esa época serían extrañas.

    Una pena que no me haya gustado, con las ganas que tenía de leer el resto... Tal vez el problema ha sido que soy mayor para este tipo de libros, pero sospecho que hubiera pensado lo mismo aunque lo hubiera leído con 12 años.

    Saludos ;)

    ha scritto il 

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