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Annalena Bilsini

Di

Editore: Fratelli Treves

3.4
(34)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 286 | Formato: Copertina rinforzata per biblioteche | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
noisbn
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  • 1

    brutto, proprio. ci si chiede perché ho preso una grazia deledda. sulla bancarella dell'usato c'erano solo gialli e romanzi rosa. ho pensato, in fondo è un premio nobel e sono sopravvissuta a "canne al vento", di cui peraltro non conservo alcuna memoria. uno stupido errore, questo libro non merit ...continua

    brutto, proprio. ci si chiede perché ho preso una grazia deledda. sulla bancarella dell'usato c'erano solo gialli e romanzi rosa. ho pensato, in fondo è un premio nobel e sono sopravvissuta a "canne al vento", di cui peraltro non conservo alcuna memoria. uno stupido errore, questo libro non merita di esistere.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi dispiace, mi dispiace veramente doverlo ammettere , ma questo romanzo mi ha lasciato piuttosto freddo , quasi indifferente .
    Non vi ho ritrovato , infatti , la stessa intensità delle altre opere di questa grande scrittrice da me lette sinora come se il solo fatto di averlo ambientato in una c ...continua

    Mi dispiace, mi dispiace veramente doverlo ammettere , ma questo romanzo mi ha lasciato piuttosto freddo , quasi indifferente . Non vi ho ritrovato , infatti , la stessa intensità delle altre opere di questa grande scrittrice da me lette sinora come se il solo fatto di averlo ambientato in una collocazione geografica diversa , più opulenta della sua amatissima e poverissima Sardegna , avesse potuto affievolire in lei quella forza , quella straordinaria potenza narrativa così efficacemente espressa in altre occasioni . Cosicchè questa narrazione , che esalta l’importanza catartica del lavoro al di sopra di ogni cosa e che si avvale di tanti personaggi sui quali emerge la figura pregnante della capostipite Annalena , nonostante una consolidata eleganza stilistica non è riuscita questa volta a catturarmi sino in fondo .

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel ritratto di una famiglia contadina guidata da una vera matrona rurale. Tra speranze e pretese di emancipazione sociale, amori e illusioni, odi, affetti e rancori familiari, l'epopea dei Bilsini si inserisce perfettamente nella cornice agreste tessuta dall'autrice. Un breve romanzo con il q ...continua

    Un bel ritratto di una famiglia contadina guidata da una vera matrona rurale. Tra speranze e pretese di emancipazione sociale, amori e illusioni, odi, affetti e rancori familiari, l'epopea dei Bilsini si inserisce perfettamente nella cornice agreste tessuta dall'autrice. Un breve romanzo con il quale passare un paio di giornate di lettura in campagna nel tentativo di coglierne quello spirito "rurale" che la modernità, nel bene e nel male, ha finito per spazzare via.

    ha scritto il 

  • 3

    Annalena è un donna con 5 figli maschi e una situazione economica disastrosa, eredità di vecchi sprechi famigliari. Il racconto si concentra sul duro lavoro della campagna alla ricerca di un riscatto dalla miseria, lavoro che si aggruma intorno alla figura di Annalena, una specie di razdora sard ...continua

    Annalena è un donna con 5 figli maschi e una situazione economica disastrosa, eredità di vecchi sprechi famigliari. Il racconto si concentra sul duro lavoro della campagna alla ricerca di un riscatto dalla miseria, lavoro che si aggruma intorno alla figura di Annalena, una specie di razdora sarda, e sulle agitazioni sentimentali di un figlio, Pietro, tra cognata, sorella di cognata, figlia di un amico di famiglia, tra passione e interesse economico... Forse meno bello di altri suoi testi, ma molto interessante la parte del lavoro della terra come forma di affermazione di libertà sociale ….

    ha scritto il 

  • 3

    In Annalena Bilsini come in altri romanzi ambientati fuori dalla Sardegna,non trovo la Deledda che io ho sempre apprezzato , che miha trasmesso emozioni ,ma una Deledda noiosa e poco creativa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Annalena Bilsini è vedova e a capo di una famiglia che comprende cinque figli maschi, un zio Dionisio, la nuora Gina e due nipotini. Il secondogenito, Pietro, è nell'esercito. La famiglia ha la possibilità di affittare un nuovo fondo a delle buone condizioni, vi si trasferisce, e trascorre l'inve ...continua

    Annalena Bilsini è vedova e a capo di una famiglia che comprende cinque figli maschi, un zio Dionisio, la nuora Gina e due nipotini. Il secondogenito, Pietro, è nell'esercito. La famiglia ha la possibilità di affittare un nuovo fondo a delle buone condizioni, vi si trasferisce, e trascorre l'inverno lavorando duramente la terra, da molto tempo abbandonata. Il loro obiettivo è di ripristinare la loro situazione economica, in notevole declino a causa degli sperperi della generazione precedente. L'inverno è particolarmente freddo, e sembra che possa distruggere i frutti del loro lavoro. Per Natale, però, la tanto attesa neve arriva a proteggere le colture.

    Durante la cena di Natale, inattesamente Pietro torna a casa in licenza, accompagnato dalla giovane sorella di Gina, Isabella. Pietro prova a sedurre Gina, malcontenta del suo matrimonio, ma lei gli resiste. Annalena sembra accorgersene, ma la faccenda viene taciuta da tutti. Per sviare i sospetti, Pietro decide di fidanzarsi con Isabella, la cui famiglia è benestante.

    Nella primavera le coltivazioni della famiglia sono molto buone, e il ricavato può permettere loro di pagare il fitto della terra e acquistare altri capi di bestiame. Il padrone, il ricco commerciante di scope Urbano Giannini, diventa un amico di famiglia, colpito particolarmente dalla forza d'animo di Annalena. Il suo matrimonio è in crisi, la moglie è sull'orlo della pazzia, e la sua unica figlia Lia ha intenzione di diventare monaca...

    ha scritto il