Anni Falanke ri ji

yi ge Youtai shao nu duo bi Nacui jun po hai de jing li

By

4.1
(13696)

Language: 繁體中文 | Number of Pages: 224 | Format: idBinding_ | In other languages: (other languages) English , Spanish , German , Chi simplified , Galego , French , Italian , Dutch , Japanese , Catalan , Portuguese , Slovenian , Greek , Russian , Swedish , Croatian , Danish , Czech , Afrikaans , Hungarian , Basque

Isbn-10: 9620818121 | Isbn-13: 9789620818127 | Publish date: 

Also available as: Others , Paperback

Category: Biography , Fiction & Literature , History

Do you like Anni Falanke ri ji ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Sorting by
  • 5

    È e rimarrà sempre un grande documento storico.
    Oltre a questo fa tenerezza ed emoziona riconoscervi talvolta i germi di un talento letterario, sia pur in erba, che verrà purtroppo spezzato, con ignor ...continue

    È e rimarrà sempre un grande documento storico.
    Oltre a questo fa tenerezza ed emoziona riconoscervi talvolta i germi di un talento letterario, sia pur in erba, che verrà purtroppo spezzato, con ignoranza, nel mucchio di altre innumerevoli vite.

    Una delle frasi che più impressionano in questo diario è:

    “Non credo affatto che la guerra sia soltanto colpa dei grandi uomini, dei governanti e dei capitalisti. No, la piccola gente la fa altrettanto volentieri, altrimenti i popoli si sarebbero rivoltati da tempo. C’è negli uomini un impulso alla distruzione, alla strage, all’assassinio, alla furia, e fino a quando tutta l’umanità, senza eccezioni, non avrà subito una grande metamorfosi, la guerra imperverserà: tutto ciò che è stato ricostruito o coltivato sarà distrutto e rovinato di nuovo; e si dovrà ricominciare da capo.” (3 Maggio 1944).

    Sia pur con la semplicità e la sacra ingenuità della sua età è commovente una tale consapevolezza in una ragazzina, che per di più si sviluppa in una situazione di totale isolamento, senza confronti con il mondo esterno. Questi sono concetti sui quali pari meriti si soffermano intellettuali quali Primo Levi (con ben altri strumenti intellettuali ovviamente) e che tutt’oggi, nella nostra contemporaneità sono di un’attualità spaventosa.

    said on 

  • 3

    Defiantly a classic novel of young girl who is forced to live in solitude in a attic. This book is very moving and allows the reader to grasp the concept of evil that man is able to conduct against h ...continue

    Defiantly a classic novel of young girl who is forced to live in solitude in a attic. This book is very moving and allows the reader to grasp the concept of evil that man is able to conduct against his fellow man,

    said on 

  • 4

    Anne Frank - Diario

    Cos’è in fondo il Diario di Anna Frank? Il diario di una ragazzina, niente di più niente di meno. Ed è esattamente qui che sta la bellezza di questo libro: nel fatto d’essere il semplice e diario di u ...continue

    Cos’è in fondo il Diario di Anna Frank? Il diario di una ragazzina, niente di più niente di meno. Ed è esattamente qui che sta la bellezza di questo libro: nel fatto d’essere il semplice e diario di una adolescente.

    Ciascuno di noi leggendo queste pagine capisce immediatamente di cosa si tratta: è quanto di più quotidiano può accadere in qualsiasi delle nostre case: una ragazzina che va a scuola, che hai i suoi sogni, le sue giornate, la sua vita insomma.

    Rende con plastica e concretissima vicinanza cosa è che il grande male dell’Europa nel secolo scorso è andato a scardinare e distruggere: la preziosissima normalità dell’esistere. Come un destino infinitamente più grande di noi e violentissimo può spazzar via le ore fatte di nulla di ciascuno, di una ragazzina per esempio, con le sue piccole grandezze d’inizio adolescenza.

    Già…fatte di nulla. Quanto vale il nostro nulla, il nulla di Anna Frank? Infinito secondo me. Il bello di questo libro, è tutto qui, nel racconto semplice, semplicissimo, di come l’uomo possa esser capace di distruggere un nulla di incalcolabile valore, il nostro nulla, cioè un intero mondo: il nostro.

    said on 

  • 5

    Bellissimo ed emozionante

    Emozionante ed introspettivo! Tutti, prima o poi, dovrebbero non semplicemente leggerlo, ma immergervisi! Di molti romanzi, anche se belli, col passare del tempo della trama ci si dimentica (almeno in ...continue

    Emozionante ed introspettivo! Tutti, prima o poi, dovrebbero non semplicemente leggerlo, ma immergervisi! Di molti romanzi, anche se belli, col passare del tempo della trama ci si dimentica (almeno in parte). Difficilmente, penso, possa avvenire con il Diario di Anne Frank. Fotografia chiarissima di quello che comportava vivere nascosti per evitare di essere deportati: tensioni, contrasti, terrore, speranza.
    Struggente provare ad immaginare cosa avrà dovuto provare Anne al momento dell'arresto dopo aver assaporato l'illusione che, forse, si stava avvicinando la fine di quel periodo buio. Sensazione che, a mio avviso e meglio di ogni altra, la fa comprendere la lettura di uno degli ultimi pensieri scritti nel diario: "Adesso sono speranzosa, adesso finalmente va bene! Sì, davvero, va bene! Notizie fantastiche! E' stato fatto un attentato a Hitler, e nemmeno da comunisti ebrei o capitalisti inglesi, ma da un generale tedesco di pura stirpe germanica"

    said on 

  • 5

    Lo sapevo che sarei caduta in un abisso di tristezza.
    Ho aspettato tanto a leggere questo libro, ho aspettato apposta perché non mi sentivo mai pronta, può sembrare stupido ma per me è così.
    Non mi se ...continue

    Lo sapevo che sarei caduta in un abisso di tristezza.
    Ho aspettato tanto a leggere questo libro, ho aspettato apposta perché non mi sentivo mai pronta, può sembrare stupido ma per me è così.
    Non mi sentivo pronta ad affezionarmi così tanto a un personaggio, o meglio, a questa fantastica scrittrice che avrebbe meritato molto di più di quello che le ha riservato il destino.
    Grazie Anne.

    said on 

  • 4

    "Siamo qui rinchiusi, isolati dal mondo, pieni di paura e pensieri, soprattutto negli ultimi tempi, perché, noi che ci vogliamo bene, dovremmo stare divisi? Perché in questo periodo non dovremmo bacia ...continue

    "Siamo qui rinchiusi, isolati dal mondo, pieni di paura e pensieri, soprattutto negli ultimi tempi, perché, noi che ci vogliamo bene, dovremmo stare divisi? Perché in questo periodo non dovremmo baciarci? Perché dovremmo aspettare di avere l'età giusta? Perché dovremmo chiedere il permesso?"

    Ho fatto l'errore due volte, in vita mia, di non terminare mai questo bellissimo diario. Stavolta mi sono imposto di terminarlo e sono tanto triste. La testimonianza diretta è qualcosa che fa sempre male e quel "QUI FINISCE IL DIARIO DI ANNE" mi ha solo fatto immaginare le ipotetiche reazioni della ragazzina quando, con la sua famiglia, è stata scoperta nella sua clandestinità.

    Non c'è molto da dire. Di certo non è un capolavoro, se proprio sentiamo il bisogno di esprimere un opinione formalistica. Ha altro in sé, come dicevo: la testimonianza. L'orrore della seconda guerra mondiale che partorisce i suoi corvi portatori di male su città dall'apparenza tranquilla. Mi ricordo che in una pagina del 1944, Anne afferma addirittura di preferire che una bomba si schianti sull'alloggio purché sopportare un altro giorno di attesa verso la fine o verso la cattura.

    E, in quanto testimonianza, forse ci è più utile per capire cosa cozzava con ciò che la società avrebbe potuto frenare: i desideri di una ragazzina, le sue aspirazioni di carriera, quei semplici sogni adolescenziali, e tanta, tantissima schiettezza.

    said on 

  • 3

    "Io non penso a tutte le miserie, ma a tutta la bellezza che ancora rimane."

    Con l'arrivo del 27 gennaio, ho finalmente deciso di leggere il famoso Diario di Anne Frank per celebrare la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell'Olocausto. Il Diario è un testo che t ...continue

    Con l'arrivo del 27 gennaio, ho finalmente deciso di leggere il famoso Diario di Anne Frank per celebrare la Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell'Olocausto. Il Diario è un testo che tenevo sul comodino da tantissimo tempo, ma temi come questi bisogna affrontarli con il giusto spirito e fin'ora avevo sempre rimandato, quindi sono contenta di essermi finalmente dedicata a questa lettura.
    Come sempre trovo molto difficile dare un voto a simili testi, vi chiedo quindi di prendere le mie 3 stelle con le pinze e lo stesso vale naturalmente per il mio parere che, purtroppo, non è positivo come speravo. Fin dai primi capitoli, infatti, non ho fatto che lamentarmi di questa lettura. Con il Marito, con le amiche, con chiunque l'avesse già letto.. e ho continuato a farlo fino all'ultima pagina. Il che in un certo senso è positivo, perché pur non essendomi piaciuto particolarmente è un testo che mi ha portato a ragionare e a intavolare discussioni interessanti su argomenti più o meno profondi, purtroppo però non posso dire che la lettura mi abbia soddisfatta. La colpa probabilmente è mia, a forza di sentirne parlare avevo messo questo libro su un piedistallo aspettandomi grandi emozioni e tanta commozione.. tutte cose che non ho trovato. Ed è piuttosto ovvio, visto che la giovane Anne ha tenuto questo diario tra i suoi 13-15 anni, rinchiusa nell'Alloggio Segreto, tagliata fuori dal mondo. Ciò che appuntava quindi non riguardava la Guerra e il dolore, ma semplici stralci della sua vita che, detesto dirlo così, ma non trovo altre parole adatte, ho trovato poco interessanti. Il difetto e il pregio più grande del Diario è proprio di essere, semplicemente, il diario di un'adolescente. Ho trovato qualche passaggio che mi è piaciuto e in alcuni punti Anne, nonostante la giovane età, ha dato prova di avere una mente brillante e di saper scrivere, ma al di là di questo ho fatto fatica ad appassionarmi.. le pagine in cui raccontava dei bisticci tra gli ospiti dell'Alloggio Segreto sono diventate venti, cinquanta, e poi duecento. Di tanto in tanto Anne sfoga sul Diario anche le paure e non posso negare che da queste righe traspaia la sofferenza, ma tranne in qualche rara eccezione la ragazzina ha preferito confidare al suo diario delle piccolezze: un litigio, la cotta per un ragazzo, capricci e la difficoltà di diventare adulta in quello spazio ristretto. C'era tutto un mondo nascosto in quelle stanze e in una situazione del genere la scrittura deve aver portato grande sollievo ad Anne in quei due anni di reclusione, ma non posso dire di essermi commossa o emozionata più di tanto, ecco. Credo che il Diario sia un testo importante e interessante, come testimonianza diretta di chi durante la Guerra aveva la possibilità di tenere un resoconto costante di ciò che succedeva, ma Anne era giovane e non aveva contatti con l'esterno, quindi no, a costo di passare per un'insensibile, devo ammettere di non aver trovato i suoi scritti particolarmente intensi o struggenti come invece - erroneamente - immaginavo.

    Nonostante tutto io ancora credo che la gente sia davvero buona nel proprio cuore. Io semplicemente non posso costruire le mie speranze su basi fatte di confusione, infelicità e morte.

    La famiglia Frank è diventata un simbolo delle vittime dell'Olocausto ed è un fortuna che il Diario non sia andato perso, penso però che mi sarebbe interessato di più conoscere la loro storia visitando la casa di Anne, trasformata in museo, oppure leggendo altri romanzi a loro dedicati di cui non conoscevo l'esistenza e scritti da persone che hanno conosciuto Anne in momenti più o meno critici della sua vita e che sono poi sopravvissute alla Guerra, due esempi sono Si chiamava Anne Frank, di Miep Gies e Gli ultimi sette mesi di Anne Frank, di Willy Lindwer, che leggerò sicuramente.
    Più di così mi viene difficile dire qualcosa.. è un argomento davvero delicato da affrontare, ma forse per me che amo i romanzi forti - soprattutto se tratti da storie vere - questo Diario è stato un po' troppo debole, se mi passate il termine. Mi aspettavo più orrore e sentimenti forti, ciò che invece mi ha resa triste è stato conoscere passo per passo i personaggi conoscendo già il loro destino. Non me la sento di parlarne male naturalmente, al contrario, immaginavo semplicemente una lettura diversa. Sono comunque contenta di aver letto uno dei testi più famosi sull'argomento, farò tesoro di alcune frasi scritte da Anne che, bisogna riconoscerlo, era davvero una persona piena di iniziativa. Se le fosse stata data la possibilità di vivere sarebbe diventata una grande donna. Ma in fondo, che io lo abbia trovato commovente oppure no, l'importante è che ancora oggi se ne parli, e che il suo Diario ci impedisca di dimenticare.

    said on 

  • 5

    Ho riletto il diario di Anne Frank finalmente in versione integrale e devo dire che mi è piaciuto tanto come quando l'ho letto a 13 anni. Anne è davvero una ragazza speciale, mi sono di nuovo affezion ...continue

    Ho riletto il diario di Anne Frank finalmente in versione integrale e devo dire che mi è piaciuto tanto come quando l'ho letto a 13 anni. Anne è davvero una ragazza speciale, mi sono di nuovo affezionata a lei. Quanto avrei aver potuto leggere il diario integrale 30 anni fa...Altri tempi...Lei invece era già moderna, intelligente, fantastica!

    said on 

  • 5

    Se a questa donna fosse stata data la possibilità di vivere avremmo avuto una grandissima scrittrice

    Di recente mi sono accorta che nello scaffale anobiano mancava il Diario. Una mancanza simile è imperdonabile. La mia copia Einaudi del Diario è un reperto archeologico ormai: le pagine si sono ingial ...continue

    Di recente mi sono accorta che nello scaffale anobiano mancava il Diario. Una mancanza simile è imperdonabile. La mia copia Einaudi del Diario è un reperto archeologico ormai: le pagine si sono ingiallite, le orecchiette segnafrasi campeggiano sovrane all'interno del libro, la copertina è scolorita, dal basso è diventata un mix tra il giallo e il verde salvo conservare un pò di blu nella parte alta. La foto di Anna Frank in copertina è ancora più in scala di grigi di quanto non lo fosse al momento dello scatto. Di tempo ne è passato sopra questo libro, dire che è vissuto è usare un eufemismo, mi ha accompagnato in tutti i traslochi che ho fatto ed è uno di quei libri che ho riletto un'infinità di volte.
    Il mio primo incontro con Anna è avvenuto alle scuole elementari, l'olocausto si studia a scuola, ringraziando il cielo, e da brava bambina curiosa ho comprato il libro. Piccolo aneddoto personale. E' da poco passato l'ennesimo anniversario della Giornata della Memoria e la libreria è stata invasa da mamma e bambini che, su consiglio scolastico, cercavano il diario. Alla vista dell'unica edizione esistente, quella Einaudi mi hanno guardata e mi hanno chiesto "Signorina, scusi, ma non c'è un'edizione ridotta per bambini?". Il mio shock è stato duplice: innanzitutto è un diario, la raccolta delle impressioni, sensazioni, vissuto di una ragazza nell'Olanda occupata dai nazisti. Come si può pensare ad un'edizione ridotta? In secondo luogo, edizione ridotta per bambini? Non stiamo parlando di fantascienza, di classici (anche se a modo suo lo è diventato), l'ignoranza, perchè è questo di cui si sta parlando qui, l'ignoranza ha raggiunto livelli inaccettabili e sempre più bassi. Tornando a quanto detto sopra, l'ho letto per la prima volta a 10 anni. Anna Frank quando inizia il suo diario era appena più grande e l'ho sentita quasi come una coetanea, tutta la vita davanti, piccole preoccupazioni legate al mondo scolastico, ai regali per il compleanno, ai sogni che si hanno e tutto di botto questo finisce. I sogni sono visibili solo da una finestrella che può essere aperta solo di notte, quando la città è deserta e nessuno può vederti, le giornate si tramutano in un lento pelare patate, piselli o quello che capita, la vita si riduce ad un camminare in punta di piedi, a diventare quasi dei gatti dal passo felpato, per non farsi sentire dall'ufficio da basso, la famiglia diventa quasi un peso insopportabile costretti a convivere e condividere poco spazio con degli estranei. Eppure nel riportare le sue riflessioni Anna ci parla con freschezza, con tutto l'ardore della sua adolescenza, ci sono i momenti di sconforto ma subito alla pagina dopo sono sostituiti da un aneddoto buffo, da una gioia di vivere nonostante tutto incontenibile ed inesauribile.
    Il diario è qualcosa che sicuramente un qualsiasi bambino di dieci anni non può capire nella sua interezza, nella sua profondità, nel suo spessore di documento, non solo personale, valvola di sfogo, ma anche e soprattutto storico. La genuinità di questa ragazza è tangibile in ogni parola, la consapevolezza del suo lavoro, del suo scrivere non solo per se stessa ne danno il ritratto di una ragazzina estremamente matura e consapevole. La sua capacità di scrittura di coinvolgere chi legge anche a distanza di anni è notevole. Ho letto il diario a più riprese nel corso degli anni e ogni volta rimanevo sempre più colpita dalla maturità e dalla consapevolezza. Se ad Anna Frank fosse stata data la possibilità di vivere, diritto irrinunciabile di ciascun essere umano, avremmo avuto sicuramente una delle più grandi scrittrici del XX secolo. I suoi sogni invece si sono ridotti come il mio libro, a carta stampata ingiallita dal tempo ma sono sicura che la forza evocativa di quelle pagine resterà ad imperitura memoria nei secoli.
    Quasi quasi me lo rileggo.

    said on 

Sorting by
Sorting by