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Anni interessanti

Autobiografia di uno storico

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.0
(42)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 491 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817000671 | Isbn-13: 9788817000673 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Daniele Didero , Sergio Mancini ; Curatore: Brunello Lotti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , History , Non-fiction

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Descrizione del libro
L'autobiografia di Eric Hobsbawm è un'introduzione al secolo più straordinario, appassionante e allo stesso tempo catastrofico della storia. Nato ad Alessandria d'Egitto nel 1917, cresciuto prima a Vienna e poi a Berlino, formatosi intellettualmente nella Cambridge rossa degli anni Trenta, al King's College, dove riuscì a entrare grazie a una borsa di studio, Hobsbawm è rimasto fedele agli insegnamenti di Marx anche negli anni delle abiure e delle sconfessioni.
Molto più di una semplice narrazione di eventi, il suo racconto è un viaggio tra i luoghi e le epoche che questo grande interprete del Novecento ha attraversato da osservatore partecipe e privilegiato: dall'America del jazz alla Russia del comunismo reale, dall'Europa della sinistra al Terzo Mondo dei movimenti di liberazione. E ci consegna una profezia sul nuovo "secolo americano".
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  • 3

    Sì, è un genio, non lo si può negare. Fa ridere, entusiasma, rende interessanti anche i giochi politici del minimo partito comunista britannico.
    Però è lungo, eternamente lungo. La Storia dev'essere proprio una passione, per riuscire ad arrivare alla fine.

    ha scritto il 

  • 5

    When I get older I will be stronger

    Tutti noi ricordiamo un qualche personaggio fantasy (sì, è una mia teoria che va presa per buona). Eric Hobsbawm ricorda un po' Morla. Avrà duecento anni, sa tutto sul passato, ha una brutta opinione dei giovani e una visuale leggermente pessimistica della storia. In passato mi ero già rotta la t ...continua

    Tutti noi ricordiamo un qualche personaggio fantasy (sì, è una mia teoria che va presa per buona). Eric Hobsbawm ricorda un po' Morla. Avrà duecento anni, sa tutto sul passato, ha una brutta opinione dei giovani e una visuale leggermente pessimistica della storia. In passato mi ero già rotta la testa su qualche suo brano, non esattamente scorrevole. Erano tutti brutti presupposti, dato che io sono giovane, ignorante, moderatamente ottimista e lettrice di romanzetti; ho fatto bene a ignorarli, perché il libro è interessantissimo.
    Come evidenziano le critiche (non ultima quella di Perry Anderson, in "Spectrum") è un'autobiografia che di personale ha poco. Alla fine del libro non si capiscono bene i perché della militanza politica protratta per decenni, non si sa nulla della vita affettiva dell'autore, nulla delle letture che ha fatto, nulla sulla vocazione di storico. L'esatto opposto di una biografia esistenzialista. Gli interessano di più i grandi contesti (tratto comune rispetto alle sue storie generali dell'800 e '900) rispetto alle interiorità, sue e degli altri "personaggi" della sua vita. Ne risulta un insieme di splendidi quadri, e meno ne sai più li apprezzi; non senti il dolore per la truffa di avere acquistato il mondo di Hobsbawm anziché la sua vita, perché sei troppo soddisfatto per quel che vedi.
    La sensazione è quella di avere a che fare con una mente talmente vasta da vedere e dare un senso a perdita d'occhio. Lo stile riflette quest'ordine mentale, con ogni paragrafo che è una scatola cinese ognuno dei cui strati contiene decine di informazioni. L'unico fastidio è dato dalla cesura tra gli ultimi capitoli (tematici) e il resto del libro (che va in ordine cronologico).
    Sembra che Hobsbawm abbia impiegato i tanti anni concessigli da Dio, o da chi per lui, a tentare di diventare onnisciente. A costo di diventare simili a Morla, mi sembra un ottimo modo di invecchiare.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ho comprato dopo aver letto "il secolo breve" e non mi ha deluso. Hobsbawm ci racconta la sua vita, dalla nascita nell'anno della rivoluzione russa, fino alla fine del '900, rivendicando comunque di essere sempre e per sempre marxista. Di solito le autobiografie non mi piacciono, ma in questo c ...continua

    L'ho comprato dopo aver letto "il secolo breve" e non mi ha deluso. Hobsbawm ci racconta la sua vita, dalla nascita nell'anno della rivoluzione russa, fino alla fine del '900, rivendicando comunque di essere sempre e per sempre marxista. Di solito le autobiografie non mi piacciono, ma in questo caso la bellezza sta nel raccontare il novecento attraverso la propria vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Una visione storica del 900 meravigliosa, non nel contenuto ma nei modi in cui è stata espressa.
    L'autore ci fa capire l'atmosfera che c'era nella contrapposizione storica tra comunismo e capitalismo, e come il PCUS dettava le linee guida di tutti i partiti comunisti mondiali, ottimo libr ...continua

    Una visione storica del 900 meravigliosa, non nel contenuto ma nei modi in cui è stata espressa.
    L'autore ci fa capire l'atmosfera che c'era nella contrapposizione storica tra comunismo e capitalismo, e come il PCUS dettava le linee guida di tutti i partiti comunisti mondiali, ottimo libro, e un grande personaggio, l'autore.

    ha scritto il