Annus Mirabilis

Di

Editore: Neri Pozza

3.8
(731)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 334 | Formato: Paperback

Isbn-10: 887305935X | Isbn-13: 9788873059356 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesca Diano

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
1666: la peste da Londra arriva a Eyam attraverso un pezzo di stoffa. E la trasporta fino alla casa di Anna Frith, una servetta vedova con due bambini, che in cambio di qualche soldo ospita un giovane sarto innamorato di lei. Manipolando la stoffa, il sarto diventa la prima vittima della terribile malattia. Attraverso la voce e lo sguardo di Anna, assistiamo al drammatico e incalzante susseguirsi degli eventi. Dalle preghiere, gli abitanti di Eyam passano alle pratiche magiche e poi alla crudele caccia alle streghe, in un innarrestabile crescendo di ottusità e superstizione.
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  • 3

    è una bella storia, ben scritta, avvincente. Dentro c'è tutto:la serva e il suo signore, la peste , la strega e le sue erbe, il dolore e il coraggio e infine l'amore, la speranza e il lieto fine. ...continua

    è una bella storia, ben scritta, avvincente. Dentro c'è tutto:la serva e il suo signore, la peste , la strega e le sue erbe, il dolore e il coraggio e infine l'amore, la speranza e il lieto fine.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Deludente il finale

    Questo libro mi sarebbe piaciuto moltissimo se avesse mantenuto le promesse: la prima parte è scritta benissimo, con la giusta dovizia di particolari storici e un ottimo tratteggio dei personaggi. Ma ...continua

    Questo libro mi sarebbe piaciuto moltissimo se avesse mantenuto le promesse: la prima parte è scritta benissimo, con la giusta dovizia di particolari storici e un ottimo tratteggio dei personaggi. Ma piano piano scivola via nella noia e nella ripetitività, ma quel che mi ha colpita negativamente è stata soprattutto la parte finale, con la fuga di Anna e il rifugio in un paese musulmano...dopo una serie di vicende insostenibili come il suo rapporto col rettore. Un vero peccato per come era cominciata la lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Un romanzo quasi gotico, basato su fatti storici e costellato da una parata di disastri, dolori, sofferenze e malattie. La protagonista è Anna, una serva con spirito nobile ed idee democratiche che st ...continua

    Un romanzo quasi gotico, basato su fatti storici e costellato da una parata di disastri, dolori, sofferenze e malattie. La protagonista è Anna, una serva con spirito nobile ed idee democratiche che stranamente a 18 anni sa leggere correntemente e sembra intrappolata in una classe sociale sbagliata in un secolo sbagliato. Fin dall'incipit Anna racconta il suo mondo con tenere pennellate romantiche inverosimilmente moderne che mal si addicono al suo status: Un tempo amavo questa stagione. La legna accatastata vicino alla porta, l'odore intenso della linfa che parla dalla foresta. Il fieno raccolto, dorato nella luce del tardo pomeriggio.
    Il libro è ben scritto ma l'ambiente ricreato è artificioso. Sembra che l'autrice abbia fatto pochi sforzi per entrare nella mentalità delle persone di quell'epoca. Il finale è sbrigativo e improbabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo ispirato da una storia vera,scritto con profonda gentilezza e rispetto anche dove la natura umana diventa incomprensibile.Anna,la protagonista,un esempio di bontà di umanità di caparbietà e ...continua

    Un romanzo ispirato da una storia vera,scritto con profonda gentilezza e rispetto anche dove la natura umana diventa incomprensibile.Anna,la protagonista,un esempio di bontà di umanità di caparbietà e di crescita anche in condizioni estreme e dolorose.Un libro che mi ha molto arricchita.

    ha scritto il 

  • 4

    piacevolmente sorpresa nel leggere questo romanzo: mi aspettavo il "solito" storico, di quelli che apprezzo per il loro essere per me cosi riposanti, e invece ha superato tutte le aspettative per la r ...continua

    piacevolmente sorpresa nel leggere questo romanzo: mi aspettavo il "solito" storico, di quelli che apprezzo per il loro essere per me cosi riposanti, e invece ha superato tutte le aspettative per la ricchezza del linguaggio, la veridicità dei dettagli, l'anlisi dei personaggi compiuta attraverso i loro gesti più che le loro azioni e non manca il colpo di scena.
    E pilogo un po' affrettato, ma del resto quella è altra storia... Chapeau

    ha scritto il 

  • 4

    Ho un debole per i romanzi storici ambientati nella campagna inglese. Esercitano su di me un'attrazione sottile ma potente e mi entrano nella testa in silenzio. Poi ogni tanto sento il profumo dell'er ...continua

    Ho un debole per i romanzi storici ambientati nella campagna inglese. Esercitano su di me un'attrazione sottile ma potente e mi entrano nella testa in silenzio. Poi ogni tanto sento il profumo dell'erba, di terra, di verde. Sento il bisogno di cogliere tra le parole un accento diverso e di creare nella mia testa immagini di un paese che non è il mio, ma che è così nitido, preciso, da essermi familiare.
    Da circa un anno Annus Mirabilis mi strisciava sotto pelle e mi chiamava. Appena ho letto la prima frase della trama È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo e isolato villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra ho ceduto alla tentazione.
    Esattamente come dice la sinossi, il romanzo si apre su un piccolo quanto pittoresco villaggio inglese. Troppo in alto per essere considerato campagna, troppo in basso per essere un borgo di montagna, Eyam si trova nel mezzo e una via di mezzo sono i suoi abitanti. Ci sono i minatori, i contadini e gli allevatori, ci sono i nobili con la loro sfarzosa dimora che da lavoro a molte donne del villaggio e il nuovo rettore con la moglie, entrambi di ottima estrazione sociale e di grande cultura.
    Diverse classi sociali, diverse età, diversi ruoli, tutti racchiusi in Eyam. Allo scoccare del 1666 in questo piccolo e sperduto paese, lontano dalla Londra ricca di persone e di vita, lontano anche dal più vicino paesello, arriva la peste. Arriva nascosta da un bel viso, da delle belle mani, travestita da sarto con gli occhi azzurri e i capelli biondi, di buon carattere e ben educato. Arriva come un'illusione di vita nuova e si infiltra nelle trame della società di Eyam mietendo vittime indiscriminatamente, distruggendo il sottile equilibrio del villaggio e mettendo a durissima prova chi, giorno dopo giorno, rimane indenne.
    L'autrice si è basata sulla vera storia di Eyam, prendendo spunto dalla vicenda realmente accaduta della peste e da ciò che i suoi abitanti decisero di fare. Su suggerimento del rettore, uomo ben visto da tutti e rispettato per la sua rettitudine e per la sua giustizia, gli abitanti decisero di isolarsi spontaneamente dal resto del mondo, chiudendo le strade in entrata e in uscita per evitare il propagarsi del morbo.
    Ma cosa può accadere in un piccolo villaggio di 350 anime quando la morte arriva silenziosa e stermina intere famiglie, rovina le persone e le cambia totalmente. Cosa succede se sai che non hai modo di scappare, che potresti morire da un giorno all'altro e che nessuno, nemmeno Dio può proteggerti?
    Annus Mirabilis è la storia di quei personaggi, di quegli uomini, donne e bambini che dovettero convivere con la decisione di essere sacrificati per il bene comune, ed è la storia di come il coraggio si possa manifestare in tanti piccoli modi.
    La voce narrante che racconta la storia è quella di Anna, una giovane donna che racchiude in sé la sofferenza e il cambiamento di tutta la popolazione di Eyam. Anna è sposata con un minatore, ha due bei bambini e lavora salturariamente come cameriera; sebbene povera la sua è una vita tranquilla, prevedibile, sicura, una vita che non le dispiace vivere e che le regala momenti di felicità. Quando il marito muore dopo il crollo della sua miniera, Anna mette in affitto una stanza per raccimolare del denaro e presto si trova a condividere casa, figli e cibo con George Viccars, il sarto. Nell'esatto momento in cui Anna si rende conto che George ha la peste la sua decisione è quella coraggiosa quanto incosciente di stargli vicino e curarlo. A dispetto dell'istinto di autoconservazione Anna, e molti come lei, si prendono in carico il compito di seguire chi rimane solo, chi ha perso tutto e tutti e chi non ha nessuno a cui stringere la mano mentre sta per morire.
    Affiancati ad Anna ci sono Elionor e il rettore Mompellion a formare un trio unito contro la malattia, contro l'indifferenza, l'ignoranza e la solitudine, ed insieme vivono un cambiamento che li porterà a mettere in discussione ogni cosa, persino le loro convinzioni.
    La Brooks - autrice che ha vinto un Pulitzer - riesce ad unire l'accuratezza storica all'emozione della narrazione romanzata, creando una storia che appassiona in quanto storia vera, accaduta realmente, e che coinvolge il lettore grazie alla costruzione di personaggi semplici e umani, con una caratterizzazione capace di soprendere fino all'ultima pagina.
    Sono molto contenta di aver assecondato la mia mania e di aver letto Annus Mirabilis e probabilmente - prima o poi - leggerò altri romanzi di questa autrice. Nel frattempo mi segno Eyam come tappa nel prossimo viaggio inglese, per una visita all'insegna della storia e del romanzo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Inghilterra, 1666. L'anno dell'incendio di Londra. E della peste. In un villaggio di campagna, il contagio viene portato dal sarto londinese George Viccars, arrivato da Londra per morire sul paglieric ...continua

    Inghilterra, 1666. L'anno dell'incendio di Londra. E della peste. In un villaggio di campagna, il contagio viene portato dal sarto londinese George Viccars, arrivato da Londra per morire sul pagliericcio della casa di Anna Frith, vedova di Sam con due figli piccoli.
    Da quella casa parte il contagio, veicolato dalle vesti pregiate che Viccars ha cucito per gli abitanti del villaggio, che sulle prime non danno ascolto al suo consiglio di bruciare tutto.
    Questa, come tutte le tragedie, mette in evidenza le meschinità umane; e anche gli atti di generosità e abnegazione più alti. Come dice il prete, Mompellion, a un certo punto, quella tragedia li trasformerà tutti in eroi, che lo vogliano o meno.
    È un atto eroico la decisione di isolarsi volontariamente dagli altri villaggi, per evitare di spargere il contagio, tanto quanto è un atto meschino la fuga della famiglia più eminente del paese, proprio per evitare il contagio mortale.
    Anna, da timida vedova di campagna, diventa una guaritrice indispensabile al villaggio, e un sostegno per lo stesso pastore, che in fondo poi non è così irreprensibile e immacolato come ha sempre pensato di essere.
    Sapendo che la storia del villaggio che decide di isolarsi per non diffondere il contagio è vera, e che molti dei personaggi citati nel libro sono realmente vissuti, anche se con nomi diversi, e hanno realmente fatto quello che viene raccontato nel libro (per esempio lo scavafosse troppo avido, che seppellisce un uomo vivo per impossessarsi dei suoi beni), questo romanzo diventa anche uno spaccato dell'umanità coinvolta nella tragedia, e della società del tempo, con le sue contraddizioni e le sue gerarchie talvolta assurde.
    Devo ammettere che il finale mi ha stupito, non avrei mai pensato che Anna finisse in quella città, contenta di esserci, lei che alle imposizioni sociali del suo villaggio aveva sempre storto il naso.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo storico tratto da una storia vera, che racconta la peste in un villaggio inglese nel 1666.
    L'autrice riesce a immergerci in un'epoca lontana raccontando le piccole e semplici cose quotidiane i ...continua

    Romanzo storico tratto da una storia vera, che racconta la peste in un villaggio inglese nel 1666.
    L'autrice riesce a immergerci in un'epoca lontana raccontando le piccole e semplici cose quotidiane in un contesto terribile.
    Non dimentichiamo che l'isolamento volontario del villaggio è documentato storicamente e definito "eroico".
    Asse portante è l'amicizia tra Eleonor, la moglie del reverendo Michael e Anna, la domestica che nel libro racconta in prima persona.
    Gran libro con finale inaspettato, a sorpresa, anomalo........

    ha scritto il 

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