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Ansichten eines Clowns

(Methuen's Twentieth Century German Texts)

By

Publisher: Routledge

4.2
(5797)

Language:English | Number of Pages: 340 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , German , Portuguese , French

Isbn-10: 0423512900 | Isbn-13: 9780423512908 | Publish date:  | Edition 1

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
Includes the full German text, accompanied by German-English vocabulary. Notes and a detailed introduction in English put the work in its social and historical context.
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  • 5

    È un libro che mi ha suscitato le emozioni più disparate. Il cliché del clown malinconico qui perde tutto il suo stereotipo in quanto è una malinconia permeata di rabbia politica e anti clericale, contro il perbenismo dei famigliari e dei conoscenti ma è anche permata da una struggente storia d'a ...continue

    È un libro che mi ha suscitato le emozioni più disparate. Il cliché del clown malinconico qui perde tutto il suo stereotipo in quanto è una malinconia permeata di rabbia politica e anti clericale, contro il perbenismo dei famigliari e dei conoscenti ma è anche permata da una struggente storia d'amore. Reputo questo libro un assoluto capolavoro.

    said on 

  • 5

    Un grande affresco del dopoguerra tedesco

    Non tutti i libri di Boell sono convincenti; a volte la tristezza che li pervade (peraltro inevitabile, già che l'ambientazione è quella della Germania del dopoguerra) è insostenibile.
    Non in questo caso: il libro è un piccolo gioiello: poeico e delicato, ma anche fortemente critico verso i ...continue

    Non tutti i libri di Boell sono convincenti; a volte la tristezza che li pervade (peraltro inevitabile, già che l'ambientazione è quella della Germania del dopoguerra) è insostenibile.
    Non in questo caso: il libro è un piccolo gioiello: poeico e delicato, ma anche fortemente critico verso il capitalismo rampante e verso le persone troppo "regolari".

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Solo il giullare ha la capacità e il privilegio di smascherare e ridicolizzare l'ipocrisia della corte. 

    All'inizio non provavo empatia con questo clown che mi sembrava arrogante nel suo giudicare le vite altrui. I compromessi, la falsità, il moralismo, niente di apprezzabile certo, ma mi chiedevo: chi si crede di essere questo ragazzo con questo suo orgoglio cocciuto fino all' arroganza? 
    Mi ...continue

    All'inizio non provavo empatia con questo clown che mi sembrava arrogante nel suo giudicare le vite altrui. I compromessi, la falsità, il moralismo, niente di apprezzabile certo, ma mi chiedevo: chi si crede di essere questo ragazzo con questo suo orgoglio cocciuto fino all' arroganza? 
    Mi ci è voluto parecchio per capire la nota stonata. Era tutta quella frustrazione, non il dolore per il perduto amore, ma esattamente frustrazione. Accusa il mondo intero di avergli strappato l'amata, come fosse un oggetto che può essere rubato. Lui è nel profondo il clown, il pagliaccio, il saltimbanco, il matto del mazzo di carte, l'unico che può dirsi libero davvero dalle convenzioni sociali, dai doveri e dal rispetto per l'autorità, l'unico fuori dalle regole. L'unico che indossando la maschera può dire tutta la verità, mentre i comuni mortali a viso scoperto devono sempre mentire. Eppure questo clown ha perso la sua libertà,  ed  è diventato schiavo dell'amore prima e dell'ossessione poi. A causa dell'amore per una donna che si dice credente, che preferisce l'ipocrisia di una unione socialmente accettabile all'amore vero, il protagonista perde il suo status di libero clown e diventa semplicemente un mendicante. 

    said on 

  • 5

    La purezza di una devozione amorosa

    Tutti i protagonisti dei libri di Böll che ho letto sono degli Innocenti. Vivono il mondo nella purezza, la stessa purezza che leggiamo nella vita dei bambini. Sono dei Puri. E per questo Autentici.


    "Opinioni di un clown" è un libro sulla malinconia. Il malinconico Hans Schnier ripercorre ...continue

    Tutti i protagonisti dei libri di Böll che ho letto sono degli Innocenti. Vivono il mondo nella purezza, la stessa purezza che leggiamo nella vita dei bambini. Sono dei Puri. E per questo Autentici.

    "Opinioni di un clown" è un libro sulla malinconia. Il malinconico Hans Schnier ripercorre la storia del suo amore con Maria, per la quale prova una devozione più pura e concreta, sensibile di qualsiasi devozione religiosa possano mostrare cristiani o protestanti.

    L'amore nella sua forma più essenziale e commovente. Stupendo.

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  • 5

    -Ma cerca di capirmi- supplicò lui.
    -Maledizione- esclamai -ti capisco. Ti capisco anche troppo bene.-
    -Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?- domandò Leo.
    -Sono un clown- risposi -e faccio collezione di attimi. Ciao.- e riattaccai.

    Ambientato a Bonn nei primi a ...continue

    -Ma cerca di capirmi- supplicò lui.
    -Maledizione- esclamai -ti capisco. Ti capisco anche troppo bene.-
    -Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?- domandò Leo.
    -Sono un clown- risposi -e faccio collezione di attimi. Ciao.- e riattaccai.

    Ambientato a Bonn nei primi anni sessanta, il canto tragico, arrabbiato e malinconico di un teatrante ateo che dichiara guerra al mondo. All'establishment cattolico ipocrita, alla ricca borghesia industriale conformista, agli intellettuali miopi, ai borghesi autoindulgenti, alla Germania che ha rimosso troppo in fretta le cupe ombre del nazismo e, in fondo, anche alla sua coerenza, che lo sprofonda nella solitudine e nella miseria, appena riscaldato dalla maschera austera di una dignità ormai svalutata.
    Universale requisitoria contro le ipocrisie dell'uomo.

    said on 

  • 2

    Opinioni è una parola grossa... diciamo pure lamenti che sanno di autocommiserazione e che hanno l'abitudine di non portare a niente. Mi è quasi giunta l'eco di un giovane, disperato Werther...
    Insomma, che i clown non mi facessero ridere era già cosa assodata; ora so che non mi fanno neppu ...continue

    Opinioni è una parola grossa... diciamo pure lamenti che sanno di autocommiserazione e che hanno l'abitudine di non portare a niente. Mi è quasi giunta l'eco di un giovane, disperato Werther...
    Insomma, che i clown non mi facessero ridere era già cosa assodata; ora so che non mi fanno neppure piangere.

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  • 5

    Malinconico Pierrot

    " Opinioni di un clown" è un bellissimo romanzo indubbiamente malinconico. Permeato di una tristezza asciutta che non cede all'errore di scivolare nel patetico vittimismo. Tra le sue pagine aleggia l'aria rarefatta di un tenero sentimento che traspare grazie ad una scrittura coinvolgente e ...continue

    " Opinioni di un clown" è un bellissimo romanzo indubbiamente malinconico. Permeato di una tristezza asciutta che non cede all'errore di scivolare nel patetico vittimismo. Tra le sue pagine aleggia l'aria rarefatta di un tenero sentimento che traspare grazie ad una scrittura coinvolgente e netta, un linguaggio essenziale e mirato.

    Dopo un infortunio al ginocchio, Hans Schnier è fisicamente impossibilitato a continuare la carriera di clown. Rientrato a casa, in seguito allo spiacevole incidente, comincia a rimuginare su quanto accaduto. Da una riflessione, portata avanti con trasporto emotivo e senza spicciole ipocrisie, se ne diramano altre. Dalla sua condizione di uomo al rapporto con la propria famiglia, dalla Germania borghese, che tenta di rialzarsi dopo la guerra, allo spirito anticlericale che lo anima e lo accompagna per tutta la durata del suo pensare. Ma soprattutto, il ricordo febbricitante e continuo che non gli concede alcuna tregua è quello per Maria, la donna che lo aveva abbandonato per incomprensioni e divergenze di carattere esclusivamente religioso.

    Quello di Hans è un monologo di amarezze in cui descrive una logorante solitudine indotta da perdite importanti. Quella della sorella, della fidanzata, quella di una madre dalla mitezza ingannevole, che lo aveva ripudiato senza mai nascondere la sua espressione di trionfo nell'apprendere la sventura capitata a suo figlio. Hans mendicherà sui gradini della stazione di Bonn senza perdere la propria dignità e lasciando a noi la visione della vita come il sorriso amaro e triste di un malinconico Pierrot.

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  • 4

    Clown: attore comico, non iscritto nei registri di nessuna chiesa


    Eppure Hans Schinier non è per niente comico! Un clown che lascia dietro di sé una scia di tristezza e malinconia non l' avrei pensato. In genere questo stato emotivo è studiato per strappare l' applauso, ma in Hans è ...continue

    Clown: attore comico, non iscritto nei registri di nessuna chiesa

    Eppure Hans Schinier non è per niente comico! Un clown che lascia dietro di sé una scia di tristezza e malinconia non l' avrei pensato. In genere questo stato emotivo è studiato per strappare l' applauso, ma in Hans è uno dei mali che lo affliggono per natura.
    Allora, cosa vuole questo clown un po' atipico?
    Hans vuole ascolto, vuole raggiungere le nostre orecchie; vorrebbe strappare la comprensione per lo stato precario in cui si trova affettivamente e professionalmente.
    E così in poche ore ci rende partecipi di tante cose. I ricordi di un passato di difficili e complicati rapporti familiari si affollano mescolati ad un presente di fragilità fisica e psicologica.
    Hans deve affrontare un abbandono dolorosissimo e un allontanamento dalle scene: l' uno e l' altro vissuti come un trauma a cui tenta disperatamente di porre rimedio.
    Il primo abbandono prende la piega di una ossessione, ma è anche l' occasione per lanciare un atto di accusa provocatorio alla società post-nazista, alla Chiesa, soprattutto quella cattolica.
    L' effetto è dirompente!
    Da istrione, duro diretto impudente ironico irritante tagliente e cinico, quanto si vuole, Hans con la sua maschera di biacca, la voce incrinata, gli occhi umidi smaschera l' incoerenza, le bugie, la morale bigotta, gli accomodamenti ai cosiddetti "principi dell' ordine" che molti derogano secondo un personale tornaconto.
    Disvela l' arroganza del potere rampante, dei voltagabbana, degli opportunisti che nuotano nella doppiezza.
    Da lui tutti vogliono che si adegui ad un falso perbenismo e rinunci ai suoi principi che non contemplano forme di compromesso.
    Lo possiamo accusare di essere un testardo, un egoista, ma non di essere una persona incoerente!
    Quindi è meglio fidarsi di un clown miscredente che di tanti falsi penosi imbarazzanti spregiudicati "buffoni" che recitano secondo convenienza appuntandosi sul petto con orgoglio, come fossero decorazioni, i trucchi sleali, volgari delle loro ipocrisie.
    Poco o nulla è cambiato e mi sembra che si possa condividere l' espressione cara ad Hans: Se la nostra epoca dovesse meritare un nome dovrebbe chiamarsi l' epoca della prostituzione.

    said on 

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