Ansichten eines Clowns

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Verleger: Mentor-Verlag

4.2
(6072)

Language: Deutsch | Number of Seiten: 64 | Format: Paperback | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , Italian , Portuguese , French

Isbn-10: 358065313X | Isbn-13: 9783580653132 | Publish date: 

Auch verfügbar als: Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Payaso ácido y ateo

    Novela redactada en primera persona, que por medio de opiniones, recuerdos y charlas telefónicas, el personaje principal (un artista de profesión payaso y ateo), nos muestra a una Alemania ruda y crue ...weiter

    Novela redactada en primera persona, que por medio de opiniones, recuerdos y charlas telefónicas, el personaje principal (un artista de profesión payaso y ateo), nos muestra a una Alemania ruda y cruenta, que todavía no puede reponerse del todo, luego del holocausto nazi y la segunda guerra mundial. Una Alemania que a pesar de haber sufrido, todavía debe convivir con pensamientos de extrema y con una iglesia opulenta y de mente cerrada.
    El personaje realiza su relato siempre con una gran carga de humor ácido y sarcástico, remarcando lo mejor y peor de su pasado, pero siempre escondiendo en sus líneas una gran melancolía.
    Dura crítica a la religión y a la Alemania conservadora.

    gesagt am 

  • 5

    La solitudine, l'amarezza, il rancore caustico, l'insensatezza della "civiltà" industriale, lo squallore delle camere d'albergo, lo squallore morale dei cattolici, l'ironia feroce. A volte ho faticato ...weiter

    La solitudine, l'amarezza, il rancore caustico, l'insensatezza della "civiltà" industriale, lo squallore delle camere d'albergo, lo squallore morale dei cattolici, l'ironia feroce. A volte ho faticato a seguire il filo. Atroce e straziante. Dovrei smetterla di leggere questi libri. Ma come si fa?

    gesagt am 

  • 3

    Questa storia è il resoconto della vita di un uomo, un piccolo compendio dei risvolti più tragici e passionali di quella che oggi verrebbe definita un'esistenza "borderline". Il titolo si fa già garan ...weiter

    Questa storia è il resoconto della vita di un uomo, un piccolo compendio dei risvolti più tragici e passionali di quella che oggi verrebbe definita un'esistenza "borderline". Il titolo si fa già garante del tesoro che le pagine schiudono: non vi è una precisa direzione narrativa, né tantomeno una morale da svelare. Il clown che parla a se stesso - e di se stesso - ripete incessantemente il gesto di confrontarsi con uno specchio che, per il lettore, è soprattutto metaforico. Egli continua ad analizzare il suo profilo di uomo squattrinato e solitario, riservato e stravagante, e nonostante questo non fa che proseguire la disperata ricerca delle ragioni per le quali l'amore della sua vita, Maria, lo abbia abbandonato. Hans Schnier non chiede nulla alla vita, se non di riavere indietro l'unico motivo per il quale le sue giornate continuano ad essere strazianti: sua moglie.

    I ritmi della narrazione si alternano senza mai stravolgere il quadro complessivo, arrivando persino a un grado di lentezza quasi asfissiante; tuttavia è proprio questa - a mio parere - l'intenzione di Böll: richiamando gli scheletri del passato storico tedesco, si racconta il flusso incessante di pensieri di un clown. Ma non un clown qualsiasi: qui a parlare è un emarginato per scelta, un refrattario dell'agiatezza e di quel lusso che il suo cognome avrebbe potuto garantirgli. Tutto sommato un libro profondamente emotivo e di una spietata sincerità.

    gesagt am 

  • 4

    "Tutti sanno, cioè, che un clown dev'essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì non arrivano."

    gesagt am 

  • 5

    Ambientato nella Germania del ’62 e precisamente a Bonn, Hans Schnier, clown di professione, non riesce a farsi una ragione che Maria, il suo grande amore lo abbia lasciato. Questo si ripercuote sui s ...weiter

    Ambientato nella Germania del ’62 e precisamente a Bonn, Hans Schnier, clown di professione, non riesce a farsi una ragione che Maria, il suo grande amore lo abbia lasciato. Questo si ripercuote sui suoi disastrosi spettacoli e sulla sua vita sociale, Hans depresso e incapace di adattarsi, vede attorno a sé solo ipocrisie e falsità. Disperato cade nel baratro sostenendo sempre senza sosta le sue convinzioni.
    Heinrich Böll rivela il clawn dietro la maschera, scava a fondo nell’anima dell’artista e ci mostra un uomo infelice, che non nasconde la sua solitudine e il suo abbandono.
    In attesa di essere letto da anni questo libro amaro, il libro di un clown che ha perso il sorriso.

    gesagt am 

  • 5

    Niente filtri, nessuna voce fuori campo, Boll non ha nessuna intenzione di indorarci la pillola. Ci dà solo un clown che ci offre la sua realtà, la sua verità, che non ci racconta tutta la storia; un ...weiter

    Niente filtri, nessuna voce fuori campo, Boll non ha nessuna intenzione di indorarci la pillola. Ci dà solo un clown che ci offre la sua realtà, la sua verità, che non ci racconta tutta la storia; un perdente fra i vincenti, un vincente tra i perdenti. Di loro ci racconta la falsità, la prostituzione, l'avidità, l'ingenuità, la purezza; un mondo di cui il suo occhio limpido non sopporta la vista: è insofferente, è schietto, vede troppo, ama troppo. Il clown Boll si rivolge direttamente all'ipocrita borghesia del post dopoguerra e le urla in faccia: non vi lascerò dimenticare quello che è successo, non vi perdonerò quello che avete fatto, vi spoglierò del cappotto di ipocrisia di cui vi siete vestiti. L'anima brucia e continuerà a bruciare. Dio se ho amato questo libro!

    gesagt am 

  • 4

    Hans Schnier è un clown che, pur avendo varie possibilità nel suo repertorio, da qualche tempo ormai non diverte e non fa ridere più. Forse la colpa è di Maria, la donna a cui è sentimentalmente legat ...weiter

    Hans Schnier è un clown che, pur avendo varie possibilità nel suo repertorio, da qualche tempo ormai non diverte e non fa ridere più. Forse la colpa è di Maria, la donna a cui è sentimentalmente legato e dalla quale è stato abbandonato anche per ragioni legate alla sua fede cattolica, oppure la colpa è da ricercarsi nella sua avversione per la mentalità ipocrita di una società borghese e conformista i cui protagonisti "con tutta la loro banalità, [sono] stupidi come tutte le marionette che si toccano mille volte il colletto ma non riescono mai a scoprire il filo che li muove". Senza un soldo e senza alcuna intenzione di adeguarsi alle false convenzioni e al bigottismo dominante, dopo avere elemosinato aiuti, soprattutto economici, a conoscenti e famigliari, tra solipsismo filosofico ed isolamento narcisista, matura la scelta forte di mettersi a suonare la chitarra alla stazione ferroviaria di Bonn, aspettando dai passanti l'obolo di qualche monetina. Un epilogo triste, intriso di pessimismo e di avversione verso gli altri, ma forse anche una disperata punizione freudiana comminata a se stesso e alla sua incapacità di comprendere il mondo circostante. Siamo negli anni Sessanta e il contesto politico e sociale è quello della Germania che, tra rinascita post-bellica e miseria economica, appare protesa verso un collettivo riscatto dal fardello storico del nazismo. Un libro controverso e criticato, una lettura aspra ma utile; non un capolavoro.

    gesagt am 

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