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Antéchrista

By Amélie Nothomb

(171)

| Paperback | 9782253113393

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Book Description

Avoir pour amie la fille la plus admirée de la fac, belle, séduisante, brillante, enjouée, audacieuse ? Lorsque Christa se tourne vers elle, la timide et solitaire Blanche n’en revient pas de ce bonheur presque écrasant. Elle n’hésite pas à tout lui Continue

Avoir pour amie la fille la plus admirée de la fac, belle, séduisante, brillante, enjouée, audacieuse ? Lorsque Christa se tourne vers elle, la timide et solitaire Blanche n’en revient pas de ce bonheur presque écrasant. Elle n’hésite pas à tout lui donner, et elle commence par l’installer chez elle pour lui épargner de longs trajets en train.
Blanche va très vite comprendre dans quel piège redoutable elle est tombée. Car sa nouvelle amie se révèle une inquiétante manipulatrice qui a besoin de s’affirmer en torturant une victime. Au point que Blanche sera amenée à choisir : se laisser anéantir, ou se défendre.
Comptons sur la romancière de Stupeur et tremblements (Grand Prix du roman de l’Académie française) et de Robert des noms propres pour mener à son terme cet affrontement sans merci, et nous donner du même coup un livre incisif, à la fois cruel et tendre, sur les douleurs de l’adolescence.

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    “Antichrista”: un titolo che già anticipa il senso di un racconto che ancora una volta presenta la personalità multiforme della sua autrice. Protagoniste due giovani donne: Christa ragazza bella, brillante, libera, intelligente e terribilmente bugiar ...(continue)

    “Antichrista”: un titolo che già anticipa il senso di un racconto che ancora una volta presenta la personalità multiforme della sua autrice. Protagoniste due giovani donne: Christa ragazza bella, brillante, libera, intelligente e terribilmente bugiarda, contrapposta all'amica Blanche, mite, timida e bruttina che inizialmente vede nell'amica l'esempio luminoso e brillante da seguire e che gradulmente si accorge come dietro quella facciata si celi una vera Antichrista. Ma chi sarà la vincitrice finale di un rapporto vittima-carnefice che degenera sino a una guerra dichiarata del male contro il bene? Una storia incentrata sul rapporto sadico (e masochistico) di due adolescenti che ha dichiaratamente diversi elementi autobiografici.
    Un libro che ha qualche elemento che manca, cioè resta comunque bello, ma risente di qualche mancanza. Blanche segue il suo modello, Christa, che non è poi altro che l’altra faccia di ogni essere umano, l’altro lato nascosto che si racchiude dentro tutti noi; c’è una parte di cui siamo consapevoli, sempre, e delle parti di cui all’apparenza impariamo bene – con il tempo – ad ignorarne l’esistenza. Questo rapporto diviene carnale, di crescita, d’indagine: «A sei anni, spogliarsi non è nulla. A ventisei, è ormai una vecchia abitudine. A sedici anni, spogliarsi è un atto di una violenza insensata. “Perché mi chiedi questo, Christa? Sai cosa significa per me? Lo pretenderesti, se lo sapessi? È proprio perché lo sai che lo pretendi? Non capisco perché ti obbedisco”».
    Da leggere, anche perché come sempre la Nothomb ci mostra i sentimenti, senza tanti infingimenti, ce li sbatte in faccia.

    “[...] una delle gioie della mia vita di adolescente consisteva nella lettura: mi sdraiavo sul mio letto con un libro e diventavo il testo. Se il romanzo era bello, mi trasformavo in lui. Se era mediocre, trascorrevo comunque delle ore meravigliose a godere delle cose che non mi piacevano e a sorridere delle sue occasioni mancate.
    La lettura non è un piacere sostitutivo. Vista dall’esterno, la mia esistenza era scheletrica; vista dall’interno ispirava quello che ispirano gli appartamenti il cui unico mobilio è una biblioteca sontuosamente stracolma di libri: l’ammirazione gelosa per chi non si sovraccarica del superfluo e trabocca del necessario”

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    Jack said on Oct 17, 2014 | Add your feedback

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    "L'infelicità serve a qualcosa: io, per esempio, avevo recuperato la mia stanza e il mio diritto alla lettura. Non avevo mai letto tanto come in quel periodo: divoravo libri, sia per compensare le carenze passate sia per affrontare la crisi imminente ...(continue)

    "L'infelicità serve a qualcosa: io, per esempio, avevo recuperato la mia stanza e il mio diritto alla lettura. Non avevo mai letto tanto come in quel periodo: divoravo libri, sia per compensare le carenze passate sia per affrontare la crisi imminente. Chi crede che leggere sia una fuga è all'opposto della verità: leggere è trovarsi di fronte il reale nella sua massima concentrazione, il che, stranamente, è meno spaventoso che avere a che fare con le sue eterne diluizioni."

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    angiolina said on Jun 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Avendo all'"attivo" la lettura di 10 libri della Nothomb, (e intendo continuare...) penso che la sua filosofia di vita si condensi in una frase presente in questo libro:
    "Se mi ero lasciata ingannare, era perché per lo spazio di un istante avevo amat ...(continue)

    Avendo all'"attivo" la lettura di 10 libri della Nothomb, (e intendo continuare...) penso che la sua filosofia di vita si condensi in una frase presente in questo libro:
    "Se mi ero lasciata ingannare, era perché per lo spazio di un istante avevo amato. - Sono di quelli che amano e non di quelli che odiano - dichiara l'Antigone di Sofocle. Niente di più bello è mai stato detto."

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    Klimta said on May 27, 2014 | Add your feedback

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    Cara Amélie, mi piaci!

    E rieccoci con la cara Nothomb!
    Dopo Acido solforico e Cosmetica del nemico, Antichrista.
    Blanche, una timida, impacciata, solitaria 16enne, fa amicizia con il suo alter ego, una ragazza già inserita in società e benvoluta da tu ...(continue)

    E rieccoci con la cara Nothomb!
    Dopo Acido solforico e Cosmetica del nemico, Antichrista.
    Blanche, una timida, impacciata, solitaria 16enne, fa amicizia con il suo alter ego, una ragazza già inserita in società e benvoluta da tutti, che si rivelerà ben presto una minaccia per lei e la sua famiglia.
    (No, nessun killer e nessun furto!)
    Christa è una manipolatrice, una bugiarda e un'arrivista. Moine e smancerie non le sono mai naturali, ma frutto di un atteggiamento precalcolato. In poche pagine si impara a conoscerla, anticiparla e odiarla.
    Ci si sente impotenti, le violenze perpetrate da Christa ci arrivano dirette allo stomaco.
    Ancora una volta, l'autrice riesce nel suo intento: trasmettere disagio.

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    Janpy [Scemo chi non legge] said on May 12, 2014 | Add your feedback

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    Non saprei... è un libro che è rimasto impresso nella mia mente, ma non mi è piaciuto particolarmente...

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    Ellis_4733 said on Mar 27, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    "Sognavo l'integrazione, anche solo per poi concedermi il lusso della disintegrazione"

    Antichrista mi pare davvero il romanzo emblema della Nothomb: nel suo doppio volto vedo prendere carne l'ambivalenza che mi impedisce sistematicamente di esprimere un giudizio, che sia positivo o negativo, coerente e deciso. Non ho ancora capi ...(continue)

    Antichrista mi pare davvero il romanzo emblema della Nothomb: nel suo doppio volto vedo prendere carne l'ambivalenza che mi impedisce sistematicamente di esprimere un giudizio, che sia positivo o negativo, coerente e deciso. Non ho ancora capito (e temo, a questo punto, che non lo capirò mai) se mi piaccia veramente o no (e intanto continuo a macinare libri), ma una cosa è certa: la Nothomb è la sua stessa nemica. Altro che Antichrista.
    In questo brevissimo e quanto mai esile romanzo, l'autrice mette sotto i riflettori i conflitti dell'adolescenza femminile, incarnandoli nella figura sfuggente di Christa/Antichrista, prototipo ed archetipo della migliore amica/nemica che pare essere una banale costante nella vita non solo scolastica delle adolescenti contemporanee.
    Preso così, alla leggera, Antichrista sarebbe un pessimo romanzo, che narra una storia trita e ritrita: abbiamo la solita protagonista immatura e inconsapevole, vergine, introversa, brutta, affiancata a un'altra che ne è l'esatto opposto. Una trama da teen movie statunitense. Che per la Nothomb diventa palcoscenico privilegiato di uno scontro dialettico e allegorico (in modi non dissimili, ma per me più insoddisfacenti, dello scontro-confronto tra le due protagoniste femminili di Acido solforico). Con uno spiccato gusto post-moderno mi immagino perfettamente una trasposizione teatrale di questo romanzo: scenario minimalista, quasi assente, due protagoniste quasi anonime, totale assenza di azione, solo due ragazze che parlano. Visto così forse avrebbe un certo effetto, letto sotto forma di romanzo, insomma.
    Il punto è che la Nothomb dimostra di saper scrivere, e tuttavia scrive male. Perché, è chiaro, è evidente, un romanzetto come questo è tutto cerebrale, è pensato, ragionato: eppure alla fine mi chiedo lo stesso, se è davvero pensato così attentamente come può essere scritto così male? E con ciò intendo una scrittura che nel suo voler essere minima, quasi invisibile, è sciatta e scialba. Personaggi detestabili, trama surreale. Per non parlare di Christa di cui non sappiamo mai niente (eppure, per una volta, io vorrei davvero passare dentro la testa di tutte le Christa del mondo).
    Mi incuriosisci, cara Amelie, ma non mi convinci mai.

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    Tancredi said on Feb 10, 2014 | 5 feedbacks

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