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Antechrista

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Publisher: Faber and Faber

3.7
(1249)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) French , Spanish , Italian , Catalan , Dutch , Latvian , Czech

Isbn-10: 0571224849 | Isbn-13: 9780571224845 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Book Description
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  • 3

    “Antichrista”: un titolo che già anticipa il senso di un racconto che ancora una volta presenta la personalità multiforme della sua autrice. Protagoniste due giovani donne: Christa ragazza bella, brillante, libera, intelligente e terribilmente bugiarda, contrapposta all'amica Blanche, mite, timid ...continue

    “Antichrista”: un titolo che già anticipa il senso di un racconto che ancora una volta presenta la personalità multiforme della sua autrice. Protagoniste due giovani donne: Christa ragazza bella, brillante, libera, intelligente e terribilmente bugiarda, contrapposta all'amica Blanche, mite, timida e bruttina che inizialmente vede nell'amica l'esempio luminoso e brillante da seguire e che gradulmente si accorge come dietro quella facciata si celi una vera Antichrista. Ma chi sarà la vincitrice finale di un rapporto vittima-carnefice che degenera sino a una guerra dichiarata del male contro il bene? Una storia incentrata sul rapporto sadico (e masochistico) di due adolescenti che ha dichiaratamente diversi elementi autobiografici. Un libro che ha qualche elemento che manca, cioè resta comunque bello, ma risente di qualche mancanza. Blanche segue il suo modello, Christa, che non è poi altro che l’altra faccia di ogni essere umano, l’altro lato nascosto che si racchiude dentro tutti noi; c’è una parte di cui siamo consapevoli, sempre, e delle parti di cui all’apparenza impariamo bene – con il tempo – ad ignorarne l’esistenza. Questo rapporto diviene carnale, di crescita, d’indagine: «A sei anni, spogliarsi non è nulla. A ventisei, è ormai una vecchia abitudine. A sedici anni, spogliarsi è un atto di una violenza insensata. “Perché mi chiedi questo, Christa? Sai cosa significa per me? Lo pretenderesti, se lo sapessi? È proprio perché lo sai che lo pretendi? Non capisco perché ti obbedisco”». Da leggere, anche perché come sempre la Nothomb ci mostra i sentimenti, senza tanti infingimenti, ce li sbatte in faccia.

    “[...] una delle gioie della mia vita di adolescente consisteva nella lettura: mi sdraiavo sul mio letto con un libro e diventavo il testo. Se il romanzo era bello, mi trasformavo in lui. Se era mediocre, trascorrevo comunque delle ore meravigliose a godere delle cose che non mi piacevano e a sorridere delle sue occasioni mancate. La lettura non è un piacere sostitutivo. Vista dall’esterno, la mia esistenza era scheletrica; vista dall’interno ispirava quello che ispirano gli appartamenti il cui unico mobilio è una biblioteca sontuosamente stracolma di libri: l’ammirazione gelosa per chi non si sovraccarica del superfluo e trabocca del necessario”

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  • 3

    "L'infelicità serve a qualcosa: io, per esempio, avevo recuperato la mia stanza e il mio diritto alla lettura. Non avevo mai letto tanto come in quel periodo: divoravo libri, sia per compensare le carenze passate sia per affrontare la crisi imminente. Chi crede che leggere sia una fuga è all'oppo ...continue

    "L'infelicità serve a qualcosa: io, per esempio, avevo recuperato la mia stanza e il mio diritto alla lettura. Non avevo mai letto tanto come in quel periodo: divoravo libri, sia per compensare le carenze passate sia per affrontare la crisi imminente. Chi crede che leggere sia una fuga è all'opposto della verità: leggere è trovarsi di fronte il reale nella sua massima concentrazione, il che, stranamente, è meno spaventoso che avere a che fare con le sue eterne diluizioni."

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  • 4

    Avendo all'"attivo" la lettura di 10 libri della Nothomb, (e intendo continuare...) penso che la sua filosofia di vita si condensi in una frase presente in questo libro:
    "Se mi ero lasciata ingannare, era perché per lo spazio di un istante avevo amato. - Sono di quelli che amano e non di quelli c ...continue

    Avendo all'"attivo" la lettura di 10 libri della Nothomb, (e intendo continuare...) penso che la sua filosofia di vita si condensi in una frase presente in questo libro: "Se mi ero lasciata ingannare, era perché per lo spazio di un istante avevo amato. - Sono di quelli che amano e non di quelli che odiano - dichiara l'Antigone di Sofocle. Niente di più bello è mai stato detto."

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  • 4

    Cara Amélie, mi piaci!

    E rieccoci con la cara Nothomb!
    Dopo Acido solforico e Cosmetica del nemico, Antichrista.
    Blanche, una timida, impacciata, solitaria 16enne, fa amicizia con il suo alter ego, una ragazza già inserita in società e benvoluta da tutti, che si rivelerà ben presto una minaccia pe ...continue

    E rieccoci con la cara Nothomb! Dopo Acido solforico e Cosmetica del nemico, Antichrista. Blanche, una timida, impacciata, solitaria 16enne, fa amicizia con il suo alter ego, una ragazza già inserita in società e benvoluta da tutti, che si rivelerà ben presto una minaccia per lei e la sua famiglia. (No, nessun killer e nessun furto!) Christa è una manipolatrice, una bugiarda e un'arrivista. Moine e smancerie non le sono mai naturali, ma frutto di un atteggiamento precalcolato. In poche pagine si impara a conoscerla, anticiparla e odiarla. Ci si sente impotenti, le violenze perpetrate da Christa ci arrivano dirette allo stomaco. Ancora una volta, l'autrice riesce nel suo intento: trasmettere disagio.

    said on 

  • 3

    "Sognavo l'integrazione, anche solo per poi concedermi il lusso della disintegrazione"

    Antichrista mi pare davvero il romanzo emblema della Nothomb: nel suo doppio volto vedo prendere carne l'ambivalenza che mi impedisce sistematicamente di esprimere un giudizio, che sia positivo o negativo, coerente e deciso. Non ho ancora capito (e temo, a questo punto, che non lo capirò m ...continue

    Antichrista mi pare davvero il romanzo emblema della Nothomb: nel suo doppio volto vedo prendere carne l'ambivalenza che mi impedisce sistematicamente di esprimere un giudizio, che sia positivo o negativo, coerente e deciso. Non ho ancora capito (e temo, a questo punto, che non lo capirò mai) se mi piaccia veramente o no (e intanto continuo a macinare libri), ma una cosa è certa: la Nothomb è la sua stessa nemica. Altro che Antichrista. In questo brevissimo e quanto mai esile romanzo, l'autrice mette sotto i riflettori i conflitti dell'adolescenza femminile, incarnandoli nella figura sfuggente di Christa/Antichrista, prototipo ed archetipo della migliore amica/nemica che pare essere una banale costante nella vita non solo scolastica delle adolescenti contemporanee. Preso così, alla leggera, Antichrista sarebbe un pessimo romanzo, che narra una storia trita e ritrita: abbiamo la solita protagonista immatura e inconsapevole, vergine, introversa, brutta, affiancata a un'altra che ne è l'esatto opposto. Una trama da teen movie statunitense. Che per la Nothomb diventa palcoscenico privilegiato di uno scontro dialettico e allegorico (in modi non dissimili, ma per me più insoddisfacenti, dello scontro-confronto tra le due protagoniste femminili di Acido solforico). Con uno spiccato gusto post-moderno mi immagino perfettamente una trasposizione teatrale di questo romanzo: scenario minimalista, quasi assente, due protagoniste quasi anonime, totale assenza di azione, solo due ragazze che parlano. Visto così forse avrebbe un certo effetto, letto sotto forma di romanzo, insomma. Il punto è che la Nothomb dimostra di saper scrivere, e tuttavia scrive male. Perché, è chiaro, è evidente, un romanzetto come questo è tutto cerebrale, è pensato, ragionato: eppure alla fine mi chiedo lo stesso, se è davvero pensato così attentamente come può essere scritto così male? E con ciò intendo una scrittura che nel suo voler essere minima, quasi invisibile, è sciatta e scialba. Personaggi detestabili, trama surreale. Per non parlare di Christa di cui non sappiamo mai niente (eppure, per una volta, io vorrei davvero passare dentro la testa di tutte le Christa del mondo). Mi incuriosisci, cara Amelie, ma non mi convinci mai.

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  • 1

    Ce roman est hélas mauvais. C'est une histoire très simpliste avec des personnages superficiels et développements prévisibles. Je suis déçue.

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  • 5

    Brevissimo romanzo dalla trama apparentemente banale, da assumere tutta d'un fiato. Ma la Nothomb ci dispensa il suo immenso talento letterario in pillole, creando delle situazioni descritte da ritmi serrati ma dalle quali, anche a libro finito, non ci si riesce a distaccare facilmente. Il suo st ...continue

    Brevissimo romanzo dalla trama apparentemente banale, da assumere tutta d'un fiato. Ma la Nothomb ci dispensa il suo immenso talento letterario in pillole, creando delle situazioni descritte da ritmi serrati ma dalle quali, anche a libro finito, non ci si riesce a distaccare facilmente. Il suo stile è travolgente ma raffinato, la si potrebbe definire una spadaccina della penna e la sua brillantezza e acutezza mentale ci fanno stupire ad ogni pagine. Davvero piacevole.

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  • 3

    L’adolescenza è sempre una via crucis

    E se interviene Christa, meglio detta dalla timida protagonista Blanche “Antichrista”, a sottrarti casa, genitori, affetti e ogni piccola sicurezza, nonché persino la tua stanza, non può che peggiorare!
    Due ragazze all’Università: Blanche complessata e solitaria, Christa solare e invadente, si ri ...continue

    E se interviene Christa, meglio detta dalla timida protagonista Blanche “Antichrista”, a sottrarti casa, genitori, affetti e ogni piccola sicurezza, nonché persino la tua stanza, non può che peggiorare! Due ragazze all’Università: Blanche complessata e solitaria, Christa solare e invadente, si ritrovano a dividere la stanza e a scoprire che l’amicizia era solo una messa in scena per esaltare il proprio io dell’antagonista, bugiarda patologica e dalla doppia faccia.

    La vena molto ironica della scrittura pungente della Nothomb questa volta mi ha un tantinello irritata, soprattutto nel vedere il comportamento acritico dei genitori di Blanche verso la loro pupilla Christa. Prevedevo tregenda, una conclusione squallida, invece mi è piaciuto il modo di uscirne di tutti ed anche la puntualizzazione finale che ci ricorda che comunque vada, tutto fa esperienza.

    In conclusione: molto rapido, carino senza troppe pretese per passare un paio di orette nella scrittura bella. Della Nothomb preferisco ai romanzi gli scritti (parzialmente) autobiografici, che trovo più divertenti e canzonatori.

    This opera by Mmorgana is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

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  • 4

    Mio primo Nothomb. Bella sorpresa: ho apprezzato la prosa, morbida e ugualmente pungente. Ho riso a piú tratti: sagace! Peccato per il finale. Come dire... "un po' così".

    said on 

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