Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Antichi maestri

Commedia

By Thomas Bernhard

(449)

| Paperback | 9788845909443

Like Antichi maestri ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Ogni due giorni, un vecchio signore si siede nella sala Bordone della Pinacoteca di Vienna e guarda un celebre quadro di Tintoretto. Quell'uomo ha molto del genio, in un Paese che non tollera i geni ( " Il genio e l'Austria non sono compatibili" legg Continue

Ogni due giorni, un vecchio signore si siede nella sala Bordone della Pinacoteca di Vienna e guarda un celebre quadro di Tintoretto. Quell'uomo ha molto del genio, in un Paese che non tollera i geni ( " Il genio e l'Austria non sono compatibili" leggeremo qui). Che cosa cerca? Qualcosa che non indovineremmo mai e che solo in un romanzo di Bernhard può diventare tema centrale: cerca i difetti dei capolavori( " Il tutto e il perfetto non li sopportiamo"). Quel vecchio signore, che conosce l'arte come nessuno - e ne trasmette i segreti a un guardiano del museo, devoto fino all'identificazione- , sa anche vedere la minaccia che si nasconde nell'arte, nella pretesa oppressiva del capolavoro. Nulla è più rischioso che osservare " a fondo" un capolavoro. Tanto maggiore la gravità dello sguardo, tanto più squassante il riso convulso che ci coglierà mentre continuiamo a ripeterci certe celebrate parole, come se dietro il significato più alto si spalancasse ancora un vortice di insensatezza. Questa la donnée di Antichi Maestri, uno dei romanzi ultimi di Thomas Bernhar( è apparso nel 1985), e anche uno dei libri dove egli si è spinto più in là, in una vera terra di nessuno fra l'arte e la vita, una terra abitata dalla lucidità, dalla disperazione, del lutto per un amore perduto. Come in una confessione testamentaria, Bernhard parla non solo di ciò che la pittura - e la musica, la letteratura, la filosofia - sono, ma di ciò che non possono essere, non potranno mai essere: di quel punto in cui l'arte vien meno. Temi azzardati, ai quali il genio di Bernhard sa dare una prodigiosa immediatezza. Non solo : variando su di essi, egi riesce ad inscenare, con verve sinistra e al tempo stesso liberatoria, quella che egli definisce, nel sottotitolo, una " commedia".
" Grazie alla musica salvarsi ogni giorno di nuovo, tirarsi fuori da tutte le nefandezze e le cose disgustose, è questo il trucco, disse, ritrovare ogni giorno la salvezza grazie alla musica, ridiventare ogni giorno, di primo mattino, un vero essere umano che pensa e sente, mi capisce! disse. Ma sì, disse Reger, l'arte anche se la malediciamo e se a volte ci sembra del tutto pleonastica, e se anche siamo costretti ad ammmettere che essa in realtà non vale un accidente, se osserviamo, qui, i quadri di questi cosiddetti Antichi Maestri, che molto spesso, e com'è naturale sempre di più con il passare degli anni, ci sembrano senza senso e senza scopo, nient'altro che maldestri tentativi di piazzarsi artisticamente sulla faccia della terra, malgrado tutto non c'è nient'altro che salvi la gente della nostra fatta se non proprio quest'arte maledetta e dannata, e spesso funesta e disgustosa da far vomitare".

34 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Una lettura estenuante, nella quale Bernhard distrugge con la sua prosa ipnotica pressocchè tutto: nazioni e popoli (l'Austria e gli austriaci, in primis: "l'austriaco è sempre un essere umano fallito"), religioni, scrittori (Adalbert Stifter, tra gl ...(continue)

    Una lettura estenuante, nella quale Bernhard distrugge con la sua prosa ipnotica pressocchè tutto: nazioni e popoli (l'Austria e gli austriaci, in primis: "l'austriaco è sempre un essere umano fallito"), religioni, scrittori (Adalbert Stifter, tra gli altri), musicisti (quasi tutti, con una certa predilezione per Bruckner. Del resto il personaggio principale, del quale riferisce l'io narrante, è un anziano critico musicale), filosofi (memorabili le pagine su Heidegger, "il filosofo tedesco più blandito del secolo, e nello stesso tempo il più insignificante"), pittori, le folle che frequentano i musei e le sale da concerto "per le ragioni sbagliate". La possibilità che un'opera d'arte lo sia veramente sta nella capacità di pensarla per frammenti, di individuarne il punto morto, il difetto. A riflessioni di questa fatta è appunto giunto Reger, l'autore di questa interminabile invettiva che, avendo invitato Atzbacher, il narratore, nella sala Bordone, nella quale egli da trent'anni, un giorno sì e uno no si apparta, quando le comitive glielo consentono, su una panca per rimirare il Ritratto dell'Uomo con la barba bianca del Tintoretto - Atzbacher è stato invitato in un giorno nel quale, di norma, Reger non andrebbe alla pinacoteca! - gli propone di accompagnarlo ad assistere a una rappresentazione de "La brocca rotta" di von Kleist, perché egli, da solo, non ci sarebbe mai andato. "Prenda il biglietto e divida con me il piacere di questa perversa follia", lo prega. L'io narrante irresistibilmente chioserà, nell'ultimo periodo del romanzo, che "lo spettacolo era tremendo".

    Is this helpful?

    Kiko said on Jun 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Faticoso

    Reger è un personaggio che ti entra in testa, si scolpisce per diventare l'esempio di tante discussioni che faremo ...
    E' un uomo anziano, vecchio stile e snob; non accetta tutto quello che c'è di nuovo e rifiuta la gioventù. E' scontento praticament ...(continue)

    Reger è un personaggio che ti entra in testa, si scolpisce per diventare l'esempio di tante discussioni che faremo ...
    E' un uomo anziano, vecchio stile e snob; non accetta tutto quello che c'è di nuovo e rifiuta la gioventù. E' scontento praticamente di qualunque cosa, dell'Austria, dei giovani, dei politici, dei teatri, della cultura.
    Reger è un ossessivo: passa ore e ore fissando un dipinto del Tintoretto e meditando. La tesi è semplice quanto violenta: l'arte, per quanto sopraffina, mostra sempre dei difetti e ti lascia solo. Non potrai lenire una perdita con l'arte, in qualunque espressione.
    A leggerla in positivo c'è da osservare che nel Tintoretto non mostra trovare il difetto fatale e potrebbe essere un segno di speranza.
    In ogni caso un libro faticoso da leggere; una modalità ripetitiva, ossessiva appunto, che mi ha fatto pensare più volte all'abbandono. Sarebbe stato un peccato perchè avrei perso alcune riflessioni e considerazioni decisamente notevoli. E' il mio secondo libro di Bernhard: al momento non penso ce ne sarà un terzo.

    Is this helpful?

    Giusrag said on Jan 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    «D'altra parte, se non ci suicidiamo subito non ci suicidiamo più, è questa l'infamia, disse.»

    Is this helpful?

    lauromanieri said on Dec 11, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    molto originale la trama; quanto alla scrittura è la stessa di "il soccombente": sembra una spirale ossessiva come il bolero di ravel

    Is this helpful?

    Petek said on Nov 4, 2013 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful

    L'arte della fuga

    Inopinatamente mi è piaciuto, questo Bernhard da romanzo con le sue complicate e avviluppanti considerazioni inattuali sull'arte.Il fatto di aver letto questo romanzo alla luce della sua autobiografia mi ha permesso di ritrovare proprio la voce narra ...(continue)

    Inopinatamente mi è piaciuto, questo Bernhard da romanzo con le sue complicate e avviluppanti considerazioni inattuali sull'arte.Il fatto di aver letto questo romanzo alla luce della sua autobiografia mi ha permesso di ritrovare proprio la voce narrante in prima persona che di Bernhard ho tanto amato in quei cinque volumetti.
    Onnipresente, sempre, esplicito o sottinteso, il discorso sulla musica e sulla volontà di fare della propria compagna di vita un recipiente inerte in cui riversare il proprio sapere, temi centra li anche ne La fornace ;la musica che poi si insinua nella struttura stessa della frase di Bernhard, che come la forma della fuga dispiega infinatamente sempre lo stesso tema che insegue se stesso.
    E quanto a quel che le ho detto oggi a proposito della fuga, diceva ieri, non c’è stato un solo compositore, neppure tra i più grandi, che abbia composto una fuga compiuta, nemmeno Bach c’è riuscito, che pure era la calma e la purezza, la limpidezza compositiva in persona. Non esiste un quadro compiuto, e non esiste un libro compiuto e non esiste un pezzo musicale compiuto, diceva Reger, la verità è questa, e questa verità fa sì che una mente come la mia, che pure, per tutta la vita, non è stata altro che una mente disperata, continui a esistere. La mente dev’essere una mente che cerca, una mente che cerca gli errori, gli errori dell’umanità, una mente che cerca il fallimento. Una mente diventa effettivamente una mente umana soltanto quando cerca gli errori dell’umanità. La mente umana non è veramente umana se non si mette alla ricerca degli errori dell’umanità, diceva Reger.

    Is this helpful?

    Dragoval said on Oct 7, 2013 | 8 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Settimo libro di Bernhard che leggo. Tutto d'un fiato, e sono ancora senza fiato.
    Grandissimo, grandissimo scrittore.
    Incalzante, ossessivo, ipnotico, musicalissimo come una Fuga di Bach.
    E' sempre, sempre la musica di Bach che mi risuona in testa ...(continue)

    Settimo libro di Bernhard che leggo. Tutto d'un fiato, e sono ancora senza fiato.
    Grandissimo, grandissimo scrittore.
    Incalzante, ossessivo, ipnotico, musicalissimo come una Fuga di Bach.
    E' sempre, sempre la musica di Bach che mi risuona in testa, tutte le volte che leggo Bernhard...E non fatevi ingannare quando il Nostro, ad un certo punto, definisce (per bocca di Reger, il protagonista) il musicista da lui tanto amato come "quel ciccione puzzolente di Bach": non fatevi prendere in giro...

    In questo libro che ha per tema "l'insopportabilità del tutto e del perfetto", che parla dell'impossibilità dell'arte a colmare il vuoto lasciato dalla perdita di una persona amata, in questo libro che pure non è un'autobiografia "dichiarata" Bernhard ci rivela molte cose di se stesso.

    Per esempio quando, sempre per bocca di Reger, dice che
    "il mondo intero [...] va ridotto in caricatura", "purché si sia in grado di ridicolizzare, perché non sempre siamo in grado di ridicolizzare, e se non siamo in grado di farlo, allora ci assale la disperazione e ci troviamo all'inferno".

    Is this helpful?

    Gabrilu said on Sep 29, 2013 | 5 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (449)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 198 Pages
  • ISBN-10: 8845909441
  • ISBN-13: 9788845909443
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 1992-01-01
Improve_data of this book

Groups with this in collection

Margin notes of this book

Page 7 , 21 , 29 , 31 , 32 , 33 , 71 , 117 , 146 , 156 , 173 , 184