Antigone

Di

Editore: Einaudi

4.3
(854)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 46 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Portoghese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Francese

Isbn-10: 8806188763 | Isbn-13: 9788806188764 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Storia , Non-narrativa , Filosofia

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Descrizione del libro
"Il 'bando' di Antigone "condanna" Ismene all'ordine della pólis; solo lìpotrà abitare, non importa sotto quali leggi, suddita per sempre. Nel tempodella pólis dovranno instancabilmente cercare occasionali compromessi laprudenza degli anziani e la volontà di potenza dei regnanti, la timorosapietas di Ismene e la paura servile della prima guardia, immagine di quelladel plethos, della plebe disprezzata da Antigone. Qui sarà chiamato asopravvivere Creonte, sconfitto insieme al cieco Tiresia. Dura legge e duraprova, la cui necessità la parola tragica enuncia senza ombra di consolazione.E perciò il pathos che suscita fa sapere - e solo nel sapere 'guarisce'."(dall'introduzione di Massimo Cacciari)
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  • 5

    Antigone: vecchie tragedie per valori e sentimenti immortali.

    “Non per odiare io sono nata, ma per amare”

    Che bella, bella, bella tragedia!
    La frase che ho riportato potrebbe sembrare troppo "facile", eppure quando mettiamo mano ad una qualunque legge, o quando ...continua

    “Non per odiare io sono nata, ma per amare”

    Che bella, bella, bella tragedia!
    La frase che ho riportato potrebbe sembrare troppo "facile", eppure quando mettiamo mano ad una qualunque legge, o quando creiamo un'Istituzione, dovremmo tenerla più presente. Un legislatore non dovrebbe mai dimenticare che il potere che esercita non è fine a se stesso, ma volto alla felicità e prosperità della comunità... E questa non può esistere e non si riesce a creare se ci si dimentica che esistono leggi morali universali che, se messe a tacere a causa del proprio particolarismo, troveranno sempre un'Antigone pronta a non negarle mai, riportandole, con la coerenza del proprio agire, al centro della coscienza politica di un paese.
    Ogni "Male" si ritroverà sempre a fare i conti con se stesso.
    Non importa quanto tempo ci vorrà. Ma accadrà.
    E' successo a Creonte, è successo a Hitler, a Mussolini, all'Unione Sovietica... e accadrà sempre. Perché come scrive qui Sofocle: "E' diritta sempre la verità".

    Ps: Un difetto? E' troppo breve... argh! Avrei voluto durasse almeno 10 volte di più!

    ha scritto il 

  • 4

    L'uomo a metà

    la frattura dell'uomo - questo l'aspetto più intenso per me, tra i mille significati e evocazioni che questo libro senza tempo può ispirare. La lotta insanabile, lo scontro irreparabile tra Creonte e ...continua

    la frattura dell'uomo - questo l'aspetto più intenso per me, tra i mille significati e evocazioni che questo libro senza tempo può ispirare. La lotta insanabile, lo scontro irreparabile tra Creonte e Antigone rappresentano perfettamente la rottura insita nell'uomo, la tensione traumatica e inguaribile tra i due poli: da un parte la pietà, il diritto naturale, l'aspirazione al sublime e all'eterno, dall'altra il senso pratico, il potere necessario, l'ordine a cui non si può rinunciare pena il caos, la responsabilità in un mondo materiale.
    Splendida traduzione di Cacciari, aderente al testo, forse un pò ostica nel vari stasimi - una lettura che richiede tempo e concentrazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Contro il pensiero unico, fin da Sofocle: < ...continua

    Contro il pensiero unico, fin da Sofocle: <<E non portare, adesso, in te, l'impronta di quell'unico pensiero: che giusto sia soltanto ciò che affermi tu, null'altro. Colui che crede avere senno lui solo, e solo lui parole e sentimenti che non ha nessuno: se lo apri, troverai il vuoto. Ma per un uomo, sia pur savio, apprendere molto dagli altri, né tendere l'arco fino a spezzarlo, non è mai vergogna>>.

    ha scritto il 

  • 5

    Lo scricciolino di ragazza e il tiranno

    È talmente breve (si legge in un pomeriggio), eppure è in grado di suscitare moltissime riflessioni: sul conflitto tra legge umana e legge naturale, sull'arroganza del potere, specie se si tratta di p ...continua

    È talmente breve (si legge in un pomeriggio), eppure è in grado di suscitare moltissime riflessioni: sul conflitto tra legge umana e legge naturale, sull'arroganza del potere, specie se si tratta di potere maschile, sulla questione femminile. Una donna, uno "scricciolino di ragazza" (copyright di Maria Francesca) si oppone all'arroganza del tiranno Creonte, seppellisce il fratello lasciato in pasto ai cani per decreto, e affronta le conseguenze a testa alta. C'è Tiresia che ammonisce il tiranno e profetizza sventure, ma Creonte troppo tardi si ravvede. A seguire, le sventure profetizzate si verificano e il cerchio della tragedia si chiude.
    I cori raggiungono vette di lirismo incredibili e trascendono a tratti la vicenda narrata aprendosi, mostrando prospettive quasi sopra umane. I dialoghi partono verbosi e finiscono serrati (mi dicono si chiami "sticomitia"). In questa tragedia la gente parte a dialogare con giudizio, ma immancabilmente finiscono tutti per perdere le staffe.
    La traduzione di Cacciari "risuona greca" e permette di confrontare il modo di costruire le frasi proprio dei greci col nostro.
    Una gran lettura, un bel gruppo di lettura: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3241131#new_thread

    ha scritto il 

  • 5

    Più o meno fra 10 giorni sarò seduta al teatro greco di Siracusa a vederla rappresentata. Mica poco no?
    ***
    In teatro le tragedie guadagnano tantissimo, ti bruciano proprio addosso. Un'esperienza bell ...continua

    Più o meno fra 10 giorni sarò seduta al teatro greco di Siracusa a vederla rappresentata. Mica poco no?
    ***
    In teatro le tragedie guadagnano tantissimo, ti bruciano proprio addosso. Un'esperienza bellissima.

    ha scritto il 

  • 4

    leggetela!

    tra i grandi tragici trovo che sofocle sia il migliore. la trama è incalzante, i dialoghi sono fantastici, la tragedia si legge in un fiato e ti lascia col fiato sospeso. personaggi costruiti stra ben ...continua

    tra i grandi tragici trovo che sofocle sia il migliore. la trama è incalzante, i dialoghi sono fantastici, la tragedia si legge in un fiato e ti lascia col fiato sospeso. personaggi costruiti stra bene. la fine poi.. mi sono venuti i brividi. che figo sofocle

    ha scritto il 

  • 5

    Affascinante mito greco che ci fa riscoprire l'eroina Antigone, divisa tra l'amore verso il fratello Polinice e l'obbligo di ubbidire alla legge di Stato. E' giusto celebrare solo la morte di Eteocle, ...continua

    Affascinante mito greco che ci fa riscoprire l'eroina Antigone, divisa tra l'amore verso il fratello Polinice e l'obbligo di ubbidire alla legge di Stato. E' giusto celebrare solo la morte di Eteocle, ucciso dal fratello Polinice perché non gli ha lasciato il regno come da previsto accordo? I due fratelli sono morti l'uno per mano dell'altro e Antigone decide di rendere onore a entrambi. Si deve battere contro la volontà del re Creonte, che riconosce come infame Polinice. Ma si sa che nel mondo greco non è la legge terrena che vige, bensì quella divina: Antigone verrà esaltata come martire, Creonte sarà punito per superbia.

    ha scritto il 

  • 0

    Una splendida contrapposizione al mito socratico del Critone: quando le leggi umane sono contrarie alle leggi della *natura* - ovvero del sentimento umano di giustizia più profondo e radicato, come la ...continua

    Una splendida contrapposizione al mito socratico del Critone: quando le leggi umane sono contrarie alle leggi della *natura* - ovvero del sentimento umano di giustizia più profondo e radicato, come la necessità di rendere onore a un fratello morto - è dovere dei giusti infrangerle e affrontare la punizione. Socrate decise di abbandonarsi alla morte - per quale motivo? Per insegnarci che bisogna piegarsi anche alle leggi dei peggiori tiranni? Che la nostra vita vale così poco da gettarla via per colpa di una giustizia perversa, pur essendo innocenti, pur avendo la possibilità di salvarci? Per insinuare il senso di colpa nel cuore dei suoi concittadini? Per diventare un martire? Sette volte onoriamo Antigone, perché è stato l'amore fraterno a spingerla nell'Ade; perché è morta *agendo*, rendendo giustizia agli Dei, e non lasciandosi uccidere sprezzantemente!

    ha scritto il 

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