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Antigone - Edipo re

I classici del pensiero libero Greci e latini, 3

Di ,

Editore: RCS Quotidiani

4.4
(88)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 217 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Franco Ferrari

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
Testo greco a fronte.
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  • 4

    Contro il cinismo dell'ateo moderno

    [EDIPO RE]


    Da un pò che non lo leggevo, ripreso in mano dopo la lettura de La morte della Pizia di Durrenmatt.


    Per noi sciatti moderni, cinici e sintetici, suona meglio lo svizzero che Sofocle. Il che, credo, non deve far gridare allo scandalo: ma nemmeno far pensare a qual ...continua

    [EDIPO RE]

    Da un pò che non lo leggevo, ripreso in mano dopo la lettura de La morte della Pizia di Durrenmatt.

    Per noi sciatti moderni, cinici e sintetici, suona meglio lo svizzero che Sofocle. Il che, credo, non deve far gridare allo scandalo: ma nemmeno far pensare a qualcuno di riscrivere l'Edipo Re in salsa pop, stile moderno.

    Baricco, sì, mi rivolgo a te. E pure a tutti i bariccanti barocchi che s'aggirano pretenziosi nell'aere letterario.

    Colgo l'occasione per citare lo straordinario explicit dell'opera, pietra tombale sull'aspirazione umana di fabbricarsi da sé la propria felicità:

    Fissa il tuo occhio al giorno estremo e non dire felice uomo mortale, prima che abbia varcato il termine della vita senza aver patito dolore.

    E calò il sipario. Applausi.

    **********************************************************

    [ANTIGONE]

    Prima lettura. Interessante, ma la storia di Edipo è ben più complessa, enigmatica, universale. Attraente nella sua sdrucciolevole ambiguità.

    Qui tutto s'impernia intorno al dubbio su quali legge convenga osservare: quelle umane o quelle divine. E Antigone, figlia del disgraziatissimo Edipo, rigetta le prime abbracciando le seconde, seppellendo il cadavere del fratello (che s'era ribellato alla città di Tebe) contro le disposizioni del re della città, lo zio Creonte, sapendo perfettamente di andare incontro alla morte.

    Per noi cinici atei moderni la risposta sarebbe stata scontata e immagino poche Antigone farsi avanti fra la folla. Siamo ancora figli di Hegel dopotutto. E dello Stato, superiore a Dio.

    Sul fatto, poi, che sia il primo che il secondo stiano battendo, in questi anni, in ritirata, non mi pronuncio.

    Comunque, dato l'ambiente familiare, non sorprende che tutto finisca nel sangue, visto che alla fine muoiono tutti. Tanto per ricordarci che Shakespeare con l'Amleto non ha inventato niente.

    Così come Tarantino con le Iene (chiusura pop).

    ha scritto il 

  • 5

    Due testi meravigliosi

    Ho trovato entrambi i testi meravigliosi.
    Non conoscevo 'Antigone', ma ne ho apprezzato la struttura, la scrittura, i dialoghi e, ovviamente, i personaggi descritti mirabilmente per mezzo delle proprie idee e azioni.
    Avevo già letto 'Edipo re' e, in questa rilettura, ho apprezzato ancora di più l ...continua

    Ho trovato entrambi i testi meravigliosi. Non conoscevo 'Antigone', ma ne ho apprezzato la struttura, la scrittura, i dialoghi e, ovviamente, i personaggi descritti mirabilmente per mezzo delle proprie idee e azioni. Avevo già letto 'Edipo re' e, in questa rilettura, ho apprezzato ancora di più la maestria con cui la tragedia viene descritta, il dipanarsi dell'equivoco, la consapevolezza del protagonista che culmina in pura disperazione e l'immortalità di questa vicenda. Insomma, entrambe le tragedie vanno lette assolutamente, non sono per nulla pesanti e lasciano nel lettore un sentimento di pura ammirazione per Sofocle.

    ha scritto il 

  • 5

    Conflitto totale: l'etica di Antigone

    Il nucleo della tragedia greca è il conflitto. Non il dolore, non la morte, non la punizione: essi ne sono la conseguenza. Il dramma nasce da uno scontro che può riguardare le intenzioni, i sentimenti, le civiltà, la morale, l'orgoglio. Le tragedie più riuscite sono, infatti, quelle in cui i conf ...continua

    Il nucleo della tragedia greca è il conflitto. Non il dolore, non la morte, non la punizione: essi ne sono la conseguenza. Il dramma nasce da uno scontro che può riguardare le intenzioni, i sentimenti, le civiltà, la morale, l'orgoglio. Le tragedie più riuscite sono, infatti, quelle in cui i conflitti si manifestano in maniera più forte, dimostrandosi insolubili, non permettendoci di prendere una posizione chiara in favore di una o dell'altra parte. La morte e la punizione costituiscono quasi sempre l'esito di una vicenda tragica, ma non sono necessariamente presenti. Antigone è senza dubbio uno dei drammi che meglio inscenano il conflitto tragico. Il dramma di Sofocle, presentato alle Grandi Dionisie del 442 a.C., inscena l'epilogo della saga mitica tebana, apertasi con le note vicende di Edipo; costui è ormai morto e il trono di Tebe è divenuto oggetto di contesa fra i due figli maschi da lui generati con la madre Giocasta. In un sanguinoso scontro presso le porte della città, Eteocle, regnante in carica, e Polinice, che cinge d'assedio Tebe, si danno la morte vicendevolmente; a causa della gravità dell'affronto di Polinice, Creonte, fratello di Giocasta, decreta che solo Eteocle debba ricevere onori funebri, mentre Polinice dovrà essere lasciato allo scempio delle bestie. Ma Antigone non può permettere che il corpo del fratello sia esposto alla vergogna e condannato a non trovare la pace eterna e, sola, senza nemmeno il supporto della sorella Ismene, offre al morto una simbolica sepoltura e una libagione funebre. Scoperta dalle guardie e condotta di fronte al giudizio di Creonte, ella rimane irremovibile nella sua decisione di onorare Polinice, votandosi al destino di morte stabilito dal reggente, il quale sostiene che le ragioni delle leggi familiari e dei riti divini (tali erano considerati, infatti, gli onori tributati ai defunti) non possano in alcun modo avere la meglio sulle leggi cittadine, poiché in tal caso lo stesso fondamento della correttezza, dell'ordine pubblico e della stessa salvezza della comunità verrebbero sovvertiti. Antigone viene murata in una grotta e destinata a morire di fame, ma la sorte del re tebano non sarà migliore. La tragedia si nutre di diversi conflitti: quello che costituisce il fulcro del dramma, si consuma fra Antigone e Creonte, ed è un conflitto totale: donna contro uomo, giovane contro vecchio, ma, soprattutto, leggi non scritte della pietas (devozione alla famiglia e agli dei) e leggi scritte della città. Ogni aspetto della vita umana è messo sotto pressione, incrinato, stirato e lacerato nei versi in cui la ragazza e lo zio si affrontano.

    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2013/06/conflitto-totale-letica-di-antigone.html

    ha scritto il 

  • 5

    L'Antigone rappresenta il primo 'conflitto' tra legge positiva e legge naturale. I due fratelli di Antigone, Eteocle e Polinice, si uccidono l'uno per mano dell'altro durante una battaglia. Creonte, sovrano di Tebe e zio di tutti e 3, vieta però la sepoltura del secondo, concedendo il rito funebr ...continua

    L'Antigone rappresenta il primo 'conflitto' tra legge positiva e legge naturale. I due fratelli di Antigone, Eteocle e Polinice, si uccidono l'uno per mano dell'altro durante una battaglia. Creonte, sovrano di Tebe e zio di tutti e 3, vieta però la sepoltura del secondo, concedendo il rito funebre solo al primo. Chiunque tenterà di infrangere tale editto sarà condannato a morte. A compiere il gesto illegale è proprio Antigone che, una volta scoperta, si giustifica dicendo che esistono delle leggi superiori a quelle scritte dagli uomini. Creonte invece ritiene che la legge vada rispettata comunque, pena il degenerare nell'anarchia. L'Edipo Re tratta invece del tema della colpa. Può Edipo, che uccide suo padre e sposa sua madre, dalla quale avrà ben 4 figli/fratelli, essere considerato incolpevole solo perché ha agito in buona fede?

    ha scritto il 

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