Antologia di Spoon River

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Di

Editore: Mondadori

4.4
(8183)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 583 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000107727 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Cofanetto , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
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  • 5

    Il testo inglese per una traduzione personale

    Sono brevi poesie in versi sciolti, ambientate nel Midwest del primo ‘900, ispirate a Edgar Lee Masters dall’”Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi ed epitaffi greci. Pubblicate in America ne ...continua

    Sono brevi poesie in versi sciolti, ambientate nel Midwest del primo ‘900, ispirate a Edgar Lee Masters dall’”Antologia Palatina”, una raccolta di epigrammi ed epitaffi greci. Pubblicate in America nel 1915, amate da Pavese, tradotte x la prima volta in Italia nel 1943 da Fernanda Pivano, le poesie descrivono personaggi reali vissuti nei villaggi in cui l’autore trascorse l’infanzia e la giovinezza; solo i nomi sono stati cambiati. Gli abitanti di Spoon River non sono illuminati dalla verità dopo la morte, ma conservano sentimenti e risentimenti terreni, e raccontano la loro versione dei fatti, come li conobbero in vita. Così ci sono i racconti contraddittori di assassini e vittime, traditi e traditori, accuse e giustificazioni. Lee Masters lancia anche un messaggio etico e sociale: ci sono operai e contadini sfruttati fino a morire, come l’uomo che precipitò dalla torre dell’acqua mentre lavorava, quello bruciato nello scoppio di un serbatoio di benzina, il rapinatore impiccato x omicidio, contrapposti a banchieri e politici senza scrupoli. Ho acquistato questa edizione con il testo originale inglese e la traduzione a fronte di Antonio Porta, per fare una mia versione, e nella lettura più lenta in una lingua straniera apprezzare meglio il contenuto delle poesie e sentirle più vicine. Ho ripiegato gli angoli delle pagine con le poesie che ritenevo più espressive, come già avevo sottolineato i passi preferiti nella mia prima versione dell’ “Antologia”, con la traduzione di Fernanda Pivano: molti sono gli stessi, ma alcuni sono cambiati, come oggi ne evidenzierei altri ancora, perché i morti di Spoon River raccontano anche la nostra vita, che è in continua evoluzione, e cambiano interessi e sentimenti.

    ha scritto il 

  • 5

    La morte è il fine ultimo della vita

    Nel paesino di Spoon River, Illinois, dal cimitero i morti raccontano la loro storia: chi furono, come vissero o morirono, parlano dei loro rimpianti, desideri, rimorsi, ricordi, segreti. E, ora, tutt ...continua

    Nel paesino di Spoon River, Illinois, dal cimitero i morti raccontano la loro storia: chi furono, come vissero o morirono, parlano dei loro rimpianti, desideri, rimorsi, ricordi, segreti. E, ora, tutti dormono, dormono sulla collina, i ricchi accanto ai poveri, i giusti a fianco degli ingiusti, le vittime e gli assassini. In pochi versi Edgar Lee Masters scolpisce un ritratto degli abitanti del villaggio che resta inciso nell’animo del lettore. Perché tutti possiamo riconoscerci in un personaggio: l’ateo picchiato a morte x le sue idee blasfeme, la poetessa derisa per il fisico deforme, il chimico che aborrì amore e matrimonio, il medico che sì dedicò alla cura gratuita dei poveri, l’uomo che, temendo delusioni, si ritrasse dalla vita in solitudine. E c’è l’amore, idealistico o carnale, che può dare felicità e significato alla vita, o, più spesso, condurre alla disperazione, al suicidio o all’omicidio. E tutti, bambini e anziani, giudici inflessibili, religiosi integerrimi, libertini e prostitute, banchieri e beoni, tutti dormono sulla collina. Perché la morte è la livella che ci attende, il fine ultimo della vita. A queste storie si è ispirato Fabrizio De André nell’album monotematico “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, suo capolavoro poetico e musicale, che ha segnato un’intera generazione, ribelle, anticonformista, libertaria. E’ questo l’unico volume di poesie della mia libreria, nella celebre traduzione di Fernanda Pivano, che per prima fece conoscere Lee Masters in Italia. Acquistato nei primi anni ’70, il libro mi ha accompagnato negli anni dell’università, con le sue sottolineature a matita dei passi che ritenevo più espressivi, nelle notti al whisky delle prime delusioni, di una visione cinica e pessimistica della vita.

    ha scritto il 

  • 3

    Ne ho sentito parlare un gran bene di questa antologia. In realtà, per quello che ho letto, (l'ho mollata a p. 151 di 491) non sono rimasta entusiasta. Non è una lettura che mi attiri più di tanto... ...continua

    Ne ho sentito parlare un gran bene di questa antologia. In realtà, per quello che ho letto, (l'ho mollata a p. 151 di 491) non sono rimasta entusiasta. Non è una lettura che mi attiri più di tanto...

    ha scritto il 

  • 5

    Dormono sulla collina.

    C'era un popolo raccolto nella piazza vicino al fiume e che oltre la porta di pietra stabilì la sua dimora per mostrare ai viandanti ciò che in vita sua non aveva mai mostrato. Uno fu sorpreso dal suo ...continua

    C'era un popolo raccolto nella piazza vicino al fiume e che oltre la porta di pietra stabilì la sua dimora per mostrare ai viandanti ciò che in vita sua non aveva mai mostrato. Uno fu sorpreso dal suo assassino nella notte. Un altro morì di una malattia di cuore. Un chimico saltò in aria. Due litigarono per il compenso di un morto. Entrambi ricorsero al giudice per avere la sentenza. Una donna aspettò il suo uomo dalla guerra, ma lui non ritornò. Tutti dormono sulla collina.

    ha scritto il 

  • 3

    Per alcuni tratti geniale e per altri noioso. Ormai impossibile leggerlo non pensando a De Andrè che ha saputo creare un cd fantastico con alcuni degli epitaffi più belli di questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    William e Emily. Masters

    C’è qualcosa nella Morte
    che ricorda l’amore.
    Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
    e la vampa del giovane amore,
    dopo anni di vita comune,
    sentite spegnersi la fiamma;
    e così insieme ...continua

    C’è qualcosa nella Morte
    che ricorda l’amore.
    Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
    e la vampa del giovane amore,
    dopo anni di vita comune,
    sentite spegnersi la fiamma;
    e così insieme svanite,
    a poco a poco, soavemente,
    per così dire abbracciati,
    nella stanza consueta —
    c’è, fra gli spiriti, un unisono
    che ricorda l’amore!

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/03/25/william-e-emily-masters/

    ha scritto il 

  • 5

    All’ombra de’ cipressi

    Sono tante le storie racchiuse tra le pagine di questa celeberrima antologia. Storie di rimpianti, disillusioni, recriminazioni; alcune sono come pugni nello stomaco, altre malinconiche carezze di poe ...continua

    Sono tante le storie racchiuse tra le pagine di questa celeberrima antologia. Storie di rimpianti, disillusioni, recriminazioni; alcune sono come pugni nello stomaco, altre malinconiche carezze di poesia.
    Opera decisamente originale, questa di E.L. Masters che finalmente ho avuto occasione di leggere, nella quale si dà voce a coloro che voce più non hanno, e che forse, a seconda dei casi, non l’ebbero mai. Davanti agli occhi del lettore sfila una umanità variegata, al di là di ogni tempo e luogo, poco importa che lo sfondo sia quello dell’America puritana tra Otto e Novecento: timorati di Dio e ministri del culto dediti all’alcool, idealisti e avidi di denaro, soldati caduti pro patria che avrebbero preferito finire i loro giorni lontano dal fronte, poeti e scrittori o aspiranti tali, vittime e carnefici, calpestati senza alcuna speranza di riscatto e derisi a cui arride la rivincita, chi non ha compreso niente della vita e chi, infine, tutto… come la buonanima che così sentenzia:

    “Da giovane le mie ali erano forti e instancabili
    ma non conoscevo le montagne.
    Da vecchio conoscevo le montagne,
    ma le mie ali stanche non potevano seguire la visione –
    Il genio è saggezza e gioventù.”

    E intanto “Tutti, tutti, dormono sulla collina”, mentre l’inarrestabile scorrere del fiume Spoon lungo il suo corso, superba metafora dell’esistenza, si porta via tutte quelle piccole storie di ordinario vivere (e morire) per consegnarle all’eternità.

    ha scritto il 

  • 0

    Un'antologia dolente, dove i versi sono lasciati declamare da una serie di spettri del cimitero di Spoon River. Ho amato alcune poesie dove gli afflati lirici a mio parere si distinguono in particolar ...continua

    Un'antologia dolente, dove i versi sono lasciati declamare da una serie di spettri del cimitero di Spoon River. Ho amato alcune poesie dove gli afflati lirici a mio parere si distinguono in particolar modo, acquisendo anche connotazioni mitologiche.

    Ad esempio:
    "Io seguii il sentiero e vi dico questo:
    sulla strada del bosco incontrerete le Parche,
    con gli occhi d'ombra, intente sul telaio.
    Sostate un momento, e se vedete
    il filo della vendetta balzare dalla spola+strappate veloci ad Atropo
    le forbici e tagliatelo, per timore che i vostri figli,
    e i loro figli e i figli di questi
    indossino la tunica avvelenata."
    Ritengo che la voce di questi spettri risuoni ancora vividamente degli appetiti e delle brame e degli struggimenti che hanno caratterizzato gli stessi durante la loro vita. C'è tutto un inventario di caratteri che attraverso i loro epigrammi raccontano le traversie passate.
    Un frammento che emblematizza l'amore sofferto con un lirismo semplice ed efficace è il seguente:

    "Questo è il dolore della vita:
    che si può essere felici solo in due;
    e che i nostri cuori sono attratti dalle stelle
    che non ci vogliono."

    Come questo vi sono altri componimenti che danno eco ad una poesia molto ben godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Non al denaro non all'amore né al cielo

    Mi sono accostata a questa raccolta - lo ammetto - dapprima incuriosita solo dal fatto che Fabrizio De André (il cielo l'abbia in gloria ♥) avesse composto un album con nove canzoni tutte ispirate da ...continua

    Mi sono accostata a questa raccolta - lo ammetto - dapprima incuriosita solo dal fatto che Fabrizio De André (il cielo l'abbia in gloria ♥) avesse composto un album con nove canzoni tutte ispirate da nove poesie contenute nell'Antologia.
    Ho quindi cominciato il libro non ben sapendo cosa mi aspettasse, con curiosità e qualche dubbio (non che non mi piaccia la poesia, ma non la prediligo come genere. Mi piacciono alcune cose selezionate) e per la prima cinquantina circa di componimenti non avevo ben chiaro se mi stesse piacendo o meno; ero un po' confusa.
    Non è poesia "classica", non mi trasmetteva l'idea di poesia solita. Si tratta di epitaffi immaginari che raccontano ognuno la vita degli abitanti di questo paesino chiamato Spoon River. Alcuni erano più belli di altri, altri mi trasmettevano meno o poco... Non capivo.
    Dopo la prima cinquantina di poesie, però, è scattato qualcosa. Ho smesso di ricercare il tipo di poesia a cui son più abituata in questi stralci di vita e mi sono concentrata solo sulle storie degli abitanti di Spoon River, tutte legate fra loro. Ho finito col fare quello che son solita fare quando mi trovo al cimitero: leggere nomi ed epitaffi altrui mentre passeggio per recarmi verso il luogo che mi interessa.
    Ho trovato l'idea di base di questa raccolta geniale. Ho ovviamente riascoltato l'album Non al denaro non all'amore né al cielo di De André e contemporaneamente lodavo la Pivano per il bellissimo lavoro di traduzione.
    Concludo riportando le mie due poesie preferite in assoluto:

    "George Gray

    Molte volte ho studiato
    la lapide che mi hanno scolpito:
    una barca con vele ammainate, in un porto.
    In realtà non è questa la mia destinazione
    ma la mia vita.
    Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
    il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
    l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
    Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
    E adesso so che bisogna alzare le vele
    e prendere i venti del destino,
    dovunque spingano la barca.
    Dare un senso alla vita può condurre a follia
    ma una vita senza senso è la tortura
    dell'inquietudine e del vano desidero —
    è una barca che anela al mare eppure lo teme."
    ***
    "Dorcas Gustine

    Non ero amato dagli abitanti del villaggio,
    tutto perché dicevo il mio pensiero,
    e affrontavo quelli che mancavano verso di me
    con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo
    segreti affanni o rancori.
    È assai lodato l'atto del ragazzo spartano,
    che si nascose il lupo sotto il mantello,
    lasciandosi divorare, senza lamentarsi.
    È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo
    e lottare con lui all'aperto, magari per strada,
    tra polvere e ululi di dolore.
    La lingua è magari un membro indisciplinato —
    ma il silenzio avvelena l'anima.
    Mi biasimi chi vuole — io son contento."

    ha scritto il 

  • 4

    E se i morti potessero parlare cosa direbbero?

    La risposta ce la fornisce Edgar Lee Master...
    Raccolta di poesie, in forma di epitaffio.
    Per ogni abitante di Spoon River c'è un epitaffio in cui il defunto rivela un retroscena della sua vita terren ...continua

    La risposta ce la fornisce Edgar Lee Master...
    Raccolta di poesie, in forma di epitaffio.
    Per ogni abitante di Spoon River c'è un epitaffio in cui il defunto rivela un retroscena della sua vita terrena...un'ingiustizia, una verità, un sopruso, una violenza, un amore, un'ipocrisia...

    Inoltre questa antologia ha un carattere universale ed è fortemente attuale, in ogni paese possiamo ritrovare le storie ed i personaggi di Spoon River.
    Da leggere.

    Un assaggio:

    ▪Francis Turner

    Da bambino non potevo correre
    né giocare.
    Da grande, potevo solo sorseggiare
    non bere -
    perché la scarlattina mi aveva fatto ammalare di cuore.
    Eppure giaccio qui consolato da un segreto che conosce solo Mary:
    c'è un giardino di acacie,
    di catalpe, e di dolci vigne,
    là quel pomeriggio di giugno
    al fianco di Mary -
    mentre la baciavo con l'anima sulle labbra
    l'anima all'improvviso
    mi abbandonò volandosene via.

    ▪Mrs. Sibley

    Il segreto delle stelle: la gravitazione.
    Il segreto della terra: strati di rocce.
    Il segreto del suolo: ricevere il seme.
    Il segreto del seme: il germoglio.
    Il segreto dell'uomo: il seminatore
    Il segreto della donna: il suolo.
    Il mio segreto: sotto un tumulo che non troverete mai.

    ha scritto il 

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