Antologia di Spoon River

Di

Editore: Einaudi (Gli Struzzi, 13)

4.4
(8172)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: A000011770 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Curatore: Fernanda Pivano

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Cofanetto , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Da quando Cesare Pavese la presentò nel 1941 nella bella traduzione di Fernanda Pivano, Spoon River Anthology non ha conosciuto soste nella fortuna presso il pubblico dei lettori italiani. E il segreto sta probabilmente nella poetica, universale verità dei personaggi di quella che è stata definita la commedia umana degli Stati Uniti. Spoon River è qualcosa infatti tra la lirica e la narrativa. La storia di una piccola città americana con le sue mille vite, ognuna chiusa nel suo dramma e raccontata attraverso le lapidi del suo cimitero.
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  • 3

    Ne ho sentito parlare un gran bene di questa antologia. In realtà, per quello che ho letto, (l'ho mollata a p. 151 di 491) non sono rimasta entusiasta. Non è una lettura che mi attiri più di tanto... ...continua

    Ne ho sentito parlare un gran bene di questa antologia. In realtà, per quello che ho letto, (l'ho mollata a p. 151 di 491) non sono rimasta entusiasta. Non è una lettura che mi attiri più di tanto...

    ha scritto il 

  • 5

    Dormono sulla collina.

    C'era un popolo raccolto nella piazza vicino al fiume e che oltre la porta di pietra stabilì la sua dimora per mostrare ai viandanti ciò che in vita sua non aveva mai mostrato. Uno fu sorpreso dal suo ...continua

    C'era un popolo raccolto nella piazza vicino al fiume e che oltre la porta di pietra stabilì la sua dimora per mostrare ai viandanti ciò che in vita sua non aveva mai mostrato. Uno fu sorpreso dal suo assassino nella notte. Un altro morì di una malattia di cuore. Un chimico saltò in aria. Due litigarono per il compenso di un morto. Entrambi ricorsero al giudice per avere la sentenza. Una donna aspettò il suo uomo dalla guerra, ma lui non ritornò. Tutti dormono sulla collina.

    ha scritto il 

  • 3

    Per alcuni tratti geniale e per altri noioso. Ormai impossibile leggerlo non pensando a De Andrè che ha saputo creare un cd fantastico con alcuni degli epitaffi più belli di questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    William e Emily. Masters

    C’è qualcosa nella Morte
    che ricorda l’amore.
    Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
    e la vampa del giovane amore,
    dopo anni di vita comune,
    sentite spegnersi la fiamma;
    e così insieme ...continua

    C’è qualcosa nella Morte
    che ricorda l’amore.
    Se con qualcuno con cui avete conosciuto la passione,
    e la vampa del giovane amore,
    dopo anni di vita comune,
    sentite spegnersi la fiamma;
    e così insieme svanite,
    a poco a poco, soavemente,
    per così dire abbracciati,
    nella stanza consueta —
    c’è, fra gli spiriti, un unisono
    che ricorda l’amore!

    https://correzionedibozze.wordpress.com/2016/03/25/william-e-emily-masters/

    ha scritto il 

  • 5

    All’ombra de’ cipressi

    Sono tante le storie racchiuse tra le pagine di questa celeberrima antologia. Storie di rimpianti, disillusioni, recriminazioni; alcune sono come pugni nello stomaco, altre malinconiche carezze di poe ...continua

    Sono tante le storie racchiuse tra le pagine di questa celeberrima antologia. Storie di rimpianti, disillusioni, recriminazioni; alcune sono come pugni nello stomaco, altre malinconiche carezze di poesia.
    Opera decisamente originale, questa di E.L. Masters che finalmente ho avuto occasione di leggere, nella quale si dà voce a coloro che voce più non hanno, e che forse, a seconda dei casi, non l’ebbero mai. Davanti agli occhi del lettore sfila una umanità variegata, al di là di ogni tempo e luogo, poco importa che lo sfondo sia quello dell’America puritana tra Otto e Novecento: timorati di Dio e ministri del culto dediti all’alcool, idealisti e avidi di denaro, soldati caduti pro patria che avrebbero preferito finire i loro giorni lontano dal fronte, poeti e scrittori o aspiranti tali, vittime e carnefici, calpestati senza alcuna speranza di riscatto e derisi a cui arride la rivincita, chi non ha compreso niente della vita e chi, infine, tutto… come la buonanima che così sentenzia:

    “Da giovane le mie ali erano forti e instancabili
    ma non conoscevo le montagne.
    Da vecchio conoscevo le montagne,
    ma le mie ali stanche non potevano seguire la visione –
    Il genio è saggezza e gioventù.”

    E intanto “Tutti, tutti, dormono sulla collina”, mentre l’inarrestabile scorrere del fiume Spoon lungo il suo corso, superba metafora dell’esistenza, si porta via tutte quelle piccole storie di ordinario vivere (e morire) per consegnarle all’eternità.

    ha scritto il 

  • 0

    Un'antologia dolente, dove i versi sono lasciati declamare da una serie di spettri del cimitero di Spoon River. Ho amato alcune poesie dove gli afflati lirici a mio parere si distinguono in particolar ...continua

    Un'antologia dolente, dove i versi sono lasciati declamare da una serie di spettri del cimitero di Spoon River. Ho amato alcune poesie dove gli afflati lirici a mio parere si distinguono in particolar modo, acquisendo anche connotazioni mitologiche.

    Ad esempio:
    "Io seguii il sentiero e vi dico questo:
    sulla strada del bosco incontrerete le Parche,
    con gli occhi d'ombra, intente sul telaio.
    Sostate un momento, e se vedete
    il filo della vendetta balzare dalla spola+strappate veloci ad Atropo
    le forbici e tagliatelo, per timore che i vostri figli,
    e i loro figli e i figli di questi
    indossino la tunica avvelenata."
    Ritengo che la voce di questi spettri risuoni ancora vividamente degli appetiti e delle brame e degli struggimenti che hanno caratterizzato gli stessi durante la loro vita. C'è tutto un inventario di caratteri che attraverso i loro epigrammi raccontano le traversie passate.
    Un frammento che emblematizza l'amore sofferto con un lirismo semplice ed efficace è il seguente:

    "Questo è il dolore della vita:
    che si può essere felici solo in due;
    e che i nostri cuori sono attratti dalle stelle
    che non ci vogliono."

    Come questo vi sono altri componimenti che danno eco ad una poesia molto ben godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Non al denaro non all'amore né al cielo

    Mi sono accostata a questa raccolta - lo ammetto - dapprima incuriosita solo dal fatto che Fabrizio De André (il cielo l'abbia in gloria ♥) avesse composto un album con nove canzoni tutte ispirate da ...continua

    Mi sono accostata a questa raccolta - lo ammetto - dapprima incuriosita solo dal fatto che Fabrizio De André (il cielo l'abbia in gloria ♥) avesse composto un album con nove canzoni tutte ispirate da nove poesie contenute nell'Antologia.
    Ho quindi cominciato il libro non ben sapendo cosa mi aspettasse, con curiosità e qualche dubbio (non che non mi piaccia la poesia, ma non la prediligo come genere. Mi piacciono alcune cose selezionate) e per la prima cinquantina circa di componimenti non avevo ben chiaro se mi stesse piacendo o meno; ero un po' confusa.
    Non è poesia "classica", non mi trasmetteva l'idea di poesia solita. Si tratta di epitaffi immaginari che raccontano ognuno la vita degli abitanti di questo paesino chiamato Spoon River. Alcuni erano più belli di altri, altri mi trasmettevano meno o poco... Non capivo.
    Dopo la prima cinquantina di poesie, però, è scattato qualcosa. Ho smesso di ricercare il tipo di poesia a cui son più abituata in questi stralci di vita e mi sono concentrata solo sulle storie degli abitanti di Spoon River, tutte legate fra loro. Ho finito col fare quello che son solita fare quando mi trovo al cimitero: leggere nomi ed epitaffi altrui mentre passeggio per recarmi verso il luogo che mi interessa.
    Ho trovato l'idea di base di questa raccolta geniale. Ho ovviamente riascoltato l'album Non al denaro non all'amore né al cielo di De André e contemporaneamente lodavo la Pivano per il bellissimo lavoro di traduzione.
    Concludo riportando le mie due poesie preferite in assoluto:

    "George Gray

    Molte volte ho studiato
    la lapide che mi hanno scolpito:
    una barca con vele ammainate, in un porto.
    In realtà non è questa la mia destinazione
    ma la mia vita.
    Perché l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
    il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
    l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
    Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
    E adesso so che bisogna alzare le vele
    e prendere i venti del destino,
    dovunque spingano la barca.
    Dare un senso alla vita può condurre a follia
    ma una vita senza senso è la tortura
    dell'inquietudine e del vano desidero —
    è una barca che anela al mare eppure lo teme."
    ***
    "Dorcas Gustine

    Non ero amato dagli abitanti del villaggio,
    tutto perché dicevo il mio pensiero,
    e affrontavo quelli che mancavano verso di me
    con chiara protesta, non nascondendo né nutrendo
    segreti affanni o rancori.
    È assai lodato l'atto del ragazzo spartano,
    che si nascose il lupo sotto il mantello,
    lasciandosi divorare, senza lamentarsi.
    È più coraggioso, io penso, strapparsi il lupo dal corpo
    e lottare con lui all'aperto, magari per strada,
    tra polvere e ululi di dolore.
    La lingua è magari un membro indisciplinato —
    ma il silenzio avvelena l'anima.
    Mi biasimi chi vuole — io son contento."

    ha scritto il 

  • 4

    E se i morti potessero parlare cosa direbbero?

    La risposta ce la fornisce Edgar Lee Master...
    Raccolta di poesie, in forma di epitaffio.
    Per ogni abitante di Spoon River c'è un epitaffio in cui il defunto rivela un retroscena della sua vita terren ...continua

    La risposta ce la fornisce Edgar Lee Master...
    Raccolta di poesie, in forma di epitaffio.
    Per ogni abitante di Spoon River c'è un epitaffio in cui il defunto rivela un retroscena della sua vita terrena...un'ingiustizia, una verità, un sopruso, una violenza, un amore, un'ipocrisia...

    Inoltre questa antologia ha un carattere universale ed è fortemente attuale, in ogni paese possiamo ritrovare le storie ed i personaggi di Spoon River.
    Da leggere.

    Un assaggio:

    ▪Francis Turner

    Da bambino non potevo correre
    né giocare.
    Da grande, potevo solo sorseggiare
    non bere -
    perché la scarlattina mi aveva fatto ammalare di cuore.
    Eppure giaccio qui consolato da un segreto che conosce solo Mary:
    c'è un giardino di acacie,
    di catalpe, e di dolci vigne,
    là quel pomeriggio di giugno
    al fianco di Mary -
    mentre la baciavo con l'anima sulle labbra
    l'anima all'improvviso
    mi abbandonò volandosene via.

    ▪Mrs. Sibley

    Il segreto delle stelle: la gravitazione.
    Il segreto della terra: strati di rocce.
    Il segreto del suolo: ricevere il seme.
    Il segreto del seme: il germoglio.
    Il segreto dell'uomo: il seminatore
    Il segreto della donna: il suolo.
    Il mio segreto: sotto un tumulo che non troverete mai.

    ha scritto il 

  • 5

    La vita dei morti non è mai stata così simile alla nostra. Chi ha finito di vivere non ha più nulla da perdere e può raccontare se stesso in tutta sincerità, con tutte le consapevolezze, i rimpianti e ...continua

    La vita dei morti non è mai stata così simile alla nostra. Chi ha finito di vivere non ha più nulla da perdere e può raccontare se stesso in tutta sincerità, con tutte le consapevolezze, i rimpianti e i rimorsi che si schiudono. Le parole di Masters sono amare, eppure si accolgono come un abbraccio d'addio, quelli che non vorresti ma che devi accettare perché inevitabili.

    Lyman King

    Forse pensi, viandante, che il Destino
    sia un trabocchetto esterno
    che puoi schivare usando
    previdenza e saggezza.
    Così puoi credere osservando la vita degli altri
    come chi, alla maniera di Dio, si piega su un formicaio
    e saprebbe evitarne gli ostacoli.
    Ma entra nella vita:
    e vedrai che il Destino a suo tempo
    ti si avvicina in forma della tua immagine allo specchio:
    o mentre siedi al focolare, solo,
    d'improvviso la sedia accanto a te conterrà un Ospite
    e tu conoscerai quest'ospite,
    potrai leggergli il messaggio negli occhi.

    ha scritto il 

  • 5

    “A che serve liberarsi del mondo, quando nessun’anima può mai sfuggire all’eterno destino della vita?”

    Opera di assoluta genialità, ineguagliabile nel concepimento e nella stesura, Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters travalica quello che è il comune sentire della morte, dove molti di noi pens ...continua

    Opera di assoluta genialità, ineguagliabile nel concepimento e nella stesura, Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters travalica quello che è il comune sentire della morte, dove molti di noi pensano che tutto finisca, e crea un prolungamento ad hoc per dar modo ai suoi ineffabili personaggi di continuare in qualche modo quello che è stato nella vita anche nell’aldilà.
    Il risultato di questa invenzione letteraria è sicuramente notevole; i morti che parlano non sono da meno dei vivi e ce n’è per tutti i gusti: da quelli che si lamentano per la propria lapide e per quello che c’è scritto sopra a quelli che si lamentano per il “vicinato” che non è all’altezza, da quelli che dispensano saggezza ricavata dalla loro esperienza della morte a quelli che rimpiangono qualcosa di non aver fatto quando erano in vita e, ancora, da quelli discreti che si limitano semplicemente a dire come finì la propria esistenza terrena a quelli apertamente polemici con tutti a cui non sta nemmeno bene quello che ne è stato di quanto lasciarono in eredità.
    Il quadro che viene raffigurato è per certi aspetti desolante, nel senso che, anche se non mancano autentiche ventate di ottimismo come nel caso di “Dippold l’ottico”, riportata sotto e altre mirabili eccezioni, per la maggior parte di chi parla si tratta di rivangare molti aspetti di quella che è stata la loro vita e fioccano accuse di ogni tipo, portando alla luce quella che è, sempre e purtroppo, la vera natura umana fatta di: invidia, ipocrisia, accidia, falso moralismo, bigottismo sfrenato e falsità di sentimenti e credo di non sbagliare pensando che Edgar Lee Masters era proprio in quella direzione che voleva attirare l’attenzione con il suo lavoro: un’umanità irrimediabilmente persa nella vita, ancora prima che nella morte…

    George Gray

    Molte volte ho studiato
    il marmo che mi hanno scolpito
    una nave con la vela piegata in riposo nel porto.
    In verità non ritrae la mia destinazione
    ma la mia vita.
    Poiché l’amore mi venne offerto ed io fuggii alla sua delusione;
    il dolore bussò alla mia porta, ma io avevo paura;
    l’ambizione mi chiamò, ma io ero atterrito dai suoi rischi.
    Pure tutto il tempo avevo fame di un significato nella vita.
    E ora so che dobbiamo innalzare la vela
    e cogliere i venti del destino
    ovunque essi guidino la nave.
    Dare significato alla vita può sortire follia,
    ma la vita senza significato è la tortura
    dell’irrequietezza e del desiderio vago
    è una nave che anela il mare eppur lo teme.

    Mrs. Sibley

    Il segreto delle stelle: la gravitazione.
    Il segreto della terra: strati di rocce.
    Il segreto del suolo: ricevere il seme.
    Il segreto del seme: il germoglio.
    Il segreto dell'uomo: il seminatore
    Il segreto della donna: il suolo.
    Il mio segreto: sotto un tumulo che non troverete mai.

    Dippold l’ottico

    Che cosa vedi adesso?
    Globi di rosso, giallo,viola.
    Un momento! E adesso?
    Mio padre e mia madre e le mie sorelle.
    Sì! E adesso?
    Cavalieri in armi, donne bellissime, volti gentili.
    Prova questa.
    Un campo di grano- una città.
    Molto bene! E adesso?
    Una giovane donna con degli angeli chini su di lei.
    Una lenta più spessa. E ora?
    Molte donne con gli occhi luminosi e le labbra aperte.
    Prova questa.
    Solo una coppa su un tavolo.
    Oh, capisco! Prova questa lente!
    Solo uno spazio aperto- non vedo niente in particolare.
    Bene, adesso!
    Pini, un lago, un cielo d'estate.
    Così va meglio. E adesso?
    Un libro.
    Leggine una pagina.
    Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
    Prova questa lente.
    Profondità d'aria.
    Ottimo! e adesso?
    Luce, solo luce, che trasforma tutto il mondo in giocattolo.
    Molto bene, faremo gli occhiali così.

    Questo è il link alla canzone di Fabrizio de Andrè ispirata alla poesia che apre la silloge: La collina

    https://www.youtube.com/watch?v=hQnyac8YMRI

    ha scritto il 

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