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Antologia palatina

Di

Editore: Mondadori

4.5
(31)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 304 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804356235 | Isbn-13: 9788804356233 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Salvatore Quasimodo

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
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  • 5

    Non amo la poesia comune e odio la strada aperta a chiunque. Odio un amante goduto da tutti e non bevo a una pubblica fontana. Odio ogni cosa divisa con altri. Certo, Lisània è bello! Bello! E ancora non l'ho detto che un'eco già ripete: « È anche di un altro. »

    Callimaco (XII, 43)

    ha scritto il 

  • 4

    una suggestione difficilmente esprimibile, quella regalata dai componimenti antologizzati in questo volume...resta chiara la grandezza di un poeta come Paolo Silenziario, con un nome che è da solo degno di un racconto, e riecheggia nella mia memoria costantemente...

    ha scritto il 

  • 4

    Rose in Grecia

    "Non c'è nulla più dolce dell'amore/Quale dolcezza lo supera? Sputo/anche il miele.Così Nosside dice./Solo chi non è amata da Cipride/non sa quali rose siano i suoi fiori."

    La traduzione è di Quasimodo, ancora più bella quella di Paduano nella BUR:
    Niente è più dolce d'amore; ogni alt ...continua

    "Non c'è nulla più dolce dell'amore/Quale dolcezza lo supera? Sputo/anche il miele.Così Nosside dice./Solo chi non è amata da Cipride/non sa quali rose siano i suoi fiori."

    La traduzione è di Quasimodo, ancora più bella quella di Paduano nella BUR:
    Niente è più dolce d'amore; ogni altra felicità viene dopo/ al suo confronto perfino il miele sputo di bocca./ Così dice Nosside: ma chi da Afrodite non viene amato/ non può sapere quali rose siano i suoi fiori.

    Cipride è ovviamente la dea dell'amore. Curiosamente le antologie puritane, che spesso citano questo epigramma famoso, omettono un dettaglio fondamentale per capirne il senso: le rose sono il fiore sacro alla dea dell'amore, specie se rosse e vabbè. Ma la rosa è anche un modo elegante per definire l'organo genitale femminile, per questo colei che non è amata dall'amore non sa a cosa servono...

    ha scritto il 

  • 5

    I PIACERI DI CIPRIDE

    Salvatore Quasimodo traduce 245 composizioni scelte tra i 4000 epigrammi che furono trovati nella Biblioteca di Heidelberg nel 1607. Sono tra le più rappresentative lungo un arco di tempo che va dal IV° secolo a.c al VI° secolo d.c. Fiori e poeti; ad ogni poeta il suo fiore: gigli per Anite, il ...continua

    Salvatore Quasimodo traduce 245 composizioni scelte tra i 4000 epigrammi che furono trovati nella Biblioteca di Heidelberg nel 1607. Sono tra le più rappresentative lungo un arco di tempo che va dal IV° secolo a.c al VI° secolo d.c. Fiori e poeti; ad ogni poeta il suo fiore: gigli per Anite, il giacinto di Alceo, l' anemone per Asclepiade ; fiori che si intrecciano a formare "La corona di Meleagro", il primo e più prezioso nucleo dell' Antologia. ( dalla postfazione di Caterina Vassalini )

    Asclepiade

    Tu difendi la tua verginità.
    E perchè ? Nell' Ade non troverai
    un solo amante. Sono qui, tra i vivi,
    i piaceri di Cipride:
    là, sulle rive di Acheronte, o vergine,
    ossa saremo e cenere.

    ha scritto il 

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