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Antony and Cleopatra

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Publisher: Giunti

4.0
(686)

Language:English | Number of Pages: 156 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Catalan , Portuguese

Isbn-10: 8809020855 | Isbn-13: 9788809020856 | Publish date: 

Curator: Luciana Pirè

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Library Binding , Audio Cassette , Others , Unbound , Softcover and Stapled , eBook

Category: Fiction & Literature , History , Romance

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Book Description
Complete and unabridged.
Sorting by
  • 3

    PerchéAntonio, triumviro di Roma insieme ad Ottaviano e a Marco Emilio Lepido, si è fermato in Egitto dopo essersi innamorato della regina Cleopatra. Antonio riceve la notizia che sua moglie, Fulvia, si è ribellata contro Ottaviano, ed è morta. Ora il triumvirato è minacciato da Sesto Pompeo, fig ...continue

    PerchéAntonio, triumviro di Roma insieme ad Ottaviano e a Marco Emilio Lepido, si è fermato in Egitto dopo essersi innamorato della regina Cleopatra. Antonio riceve la notizia che sua moglie, Fulvia, si è ribellata contro Ottaviano, ed è morta. Ora il triumvirato è minacciato da Sesto Pompeo, figlio del Pompeo avversario di Giulio Cesare. Pompeo ha raccolto una flotta, insieme ai pirati Menecrate e Mena e controlla la Sardegna e la Sicilia. A causa di questa situazione, Antonio è consapevole che deve tornare a Roma. Nonostante l'opposizione di Cleopatra, parte.
    Tornato a Roma, Ottaviano convince Antonio a sposare sua sorella, Ottavia, per saldare i legame tra i due generali. Il luogotenente di Antonio, Enobarbo, sa che Ottavia non potrà appagarlo, dopo esser stato con Cleopatra. In un famoso passo, egli descrive il fascino di Cleopatra con un'iperbole: "L' età non può appassirla, né l'abitudine rendere insipida la sua varietà infinita: le altre donne saziano i desideri che esse alimentano, ma ella affama di sé laddove più si prodiga: poiché le cose più vili acquistano grazia in lei, così che i sacerdoti santi la benedicono nella sua lussuria."
    Un indovino mette in guardia Antonio: "se giochi con lui ad un gioco qualunque, sei sicuro di perdere"
    In Egitto, Cleopatra viene a sapere del matrimonio di Antonio, e mette in atto una terribile vendetta nei confronti del messaggero che le riferisce la notizia. La sua collera si placa solo quando le sue cortigiane le assicurano che Ottavia è brutta, almeno secondo i canoni estetici elisabettiani: bassa, rozza, con il viso rotondo e con capelli sciupati.
    I triumviri discutono con Pompeo, e gli offrono un accordo: egli può mantenere il controllo della Sicilia e della Sardegna ma deve aiutarli a "liberare tutto il mare dai pirati" e mandargli un tributo in grano. Dopo qualche esitazione, Pompeo accetta. I generali s'intrattengono in un festino sulla galea di Pompeo. Mena consiglia a Pompeo di uccidere i triumviri per diventare condottiero di Roma, ma egli non accetta. Più tardi, Ottaviano e Lepido rompono la tregua con Pompeo, e i combattimenti ripartono. Questa decisione è disapprovata da Antonio, che è furente.
    Una volta ritornato ad Alessandria, Antonio incorona se stesso e Cleopatra sovrani dell'Egitto e del terzo orientale dell'impero romano, che era il territorio posseduto da Antonio in quanto triumviro. Egli accusa Ottaviano di non aver spartito con lui le terre conquistate a Pompeo, ed è arrabbiato che Lepido, imprigionato da Ottaviano, è stato escluso dal triumvirato. Ottaviano cede all'ultima richiesta, ma è molto deluso dal comportamento di Antonio.
    Antonio si prepara a dare battaglia ad Ottaviano. Enobarbo lo spinge a dare battaglia sulla terraferma, dove egli sarebbe avvantaggio, anziché in mare, dove le navi di Ottaviano sono più leggere e meglio condotte. Antonio rifiuta, in quanto era stato sfidato da Ottaviano ad una battaglia navale. Cleopatra s'impegna a mettere la sua flotta a disposizione di Antonio; ma, durante la battaglia navale, la regina abbandona il campo con le sue sessanta navi. Antonio la insegue causando così la disfatta del suo esercito. Vergognandosi per i suoi gesti, dovute all'amore che egli prova per Cleopatra, Antonio la richiama per averlo fatto sembrare un codardo, ma pone anche il suo amore sopra ogni altra cosa, dicendo "datemi un bacio, questo basta a compensarmi."
    Ottaviano manda un messaggero a chiedere a Cleopatra di consegnargli Antonio, e di allearsi con lui. Ella esita, e flirta col messaggero; nel frattempo, Antonio entra in scena e, rabbioso, condanna il comportamento della principessa. Fa frustare il messaggero, e finalmente perdona Cleopatra, e le promette di combattere un'altra battaglia per lei, questa volta sulla terraferma.
    Alla vigilia della battaglia, i soldati di Antonio odono strani oracoli, che interpretano come la perdita di protezione per il loro condottiero, da parte del dio Ercole. Inoltre, Enobarbo, lo storico luogotenente di Antonio, lo abbandona per passare dalla parte del nemico. Invece di confiscare i beni di Enobarbo, che erano stati lasciati presso Antonio durante la fuga da Ottaviano, Antonio ordina che tali beni siano riportati a Enobarbo. Enobarbo è talmente colpito dalla generosità di Antonio, e così pieno di vergogna per la sua infedeltà, che si suicida.
    La battaglia comincia bene per Antonio, finché Ottaviano non la tramuta in una battaglia navale. Ancora una volta, Antonio perde, la sua flotta si arrende, ed egli denuncia Cleopatra: "questa infame egiziana mi ha tradito."
    Antonio decide allora di uccidere la regina per il suo ennesimo tradimento. Cleopatra capisce che l'unico modo per riconquistare l'amore di Antonio, è quello di fargli credere che si è uccisa, col nome di Antonio come ultime parole. Ella si rinchiude nel suo mausoleo, e aspetta il ritorno di Antonio.
    Il suo piano, però, fallisce: invece che correre per vedere Cleopatra morta, con il cuore pieno di rimorso, Antonio decide che la sua vita non ha più senso. Chiede a Erote, uno dei suoi più intimi amici, di trapassarlo con una spada; Erote non riesce però ad uccidere il suo generale, e si suicida. Antonio ammira il coraggio di Erote e cerca di morire allo stesso modo, ma si ferisce solamente. In uno stato di dolore lancinante, scopre che, in realtà, Cleopatra è ancora viva. Si trascina fino al suo mausoleo, e muore tra le sue braccia.

    Il suicidio di Cleopatra, busto in marmo di Claude Bertin, 1690 circa, Louvre, Parigi.
    Ottaviano si reca da Cleopatra e cerca di convincerla ad arrendersi. Ella però rifiuta orgogliosa, per non essere trascinata in trionfo per le vie di Roma come una schiava qualsiasi. La cortigiana Ira descrive la loro probabile sorte: "istrioni di pronto ingegno improvviseranno commedie su di noi, rappresentando i nostri conviti alessandrini; Antonio sarà raffigurato ubriaco, ed io vedrò qualche giovanotto travestito da stridula Cleopatra avvilire la mia grandezza in atteggiamento ." Questo discorso è intriso di ironia drammatica, perché, al tempo di Shakespeare, la parte di Cleopatra era veramente recitata da un "giovanotto travestito", e la tragedia di Shakespeare, raffigura i festini di un Antonio ubriaco.
    Cleopatra decide di suicidarsi, insieme alle sue ancelle Carmiana e Ira, usando il veleno di un aspide. Muore serena, pensando di rivedere Antonio nell'aldilà. Ottaviano scopre i corpi morti e ordina che sia data loro sepoltura con un funerale solenne.

    said on 

  • 4

    Shakespeare non si smentisce mai. Anche in quelle che vengono considerate opere minori c'è sempre il suo inconfondibile tocco e la sua maestria. "Antonio e Cleopatra" ne è la conferma finale visto che viene unanimemente considerata non all'altezza delle altre grandi tragedie shakespeariane ma non ...continue

    Shakespeare non si smentisce mai. Anche in quelle che vengono considerate opere minori c'è sempre il suo inconfondibile tocco e la sua maestria. "Antonio e Cleopatra" ne è la conferma finale visto che viene unanimemente considerata non all'altezza delle altre grandi tragedie shakespeariane ma nonostante questo i tratti tragici quali la passione sfrenata e l'abbandonarsi completamente alle emozioni raggiungono picchi altissimi anche in questa tragedia. Bellissima la mutazione di Cleopatra dalla fredda e crudele manipolatrice degli inizi alla fiera sovrana del finale. C'è poco da dire, leggere Shakespeare è sempre un piacere e soprattutto è sempre fonte di spunti per riflessioni interessanti.

    said on 

  • 3

    CLEOPATRA
    Ma non adesso, no, datemi la lenza,
    andremo giù al fiume, con la mia musica
    che suona di lontano. Adescherò
    pesci dalle pinne scure, l'amo ricurvo
    trapasserà le loro guance viscide,
    e tirandoli su, penserò che ognuno
    sia un Antonio, e dirò: &
    ...continue

    CLEOPATRA
    Ma non adesso, no, datemi la lenza,
    andremo giù al fiume, con la mia musica
    che suona di lontano. Adescherò
    pesci dalle pinne scure, l'amo ricurvo
    trapasserà le loro guance viscide,
    e tirandoli su, penserò che ognuno
    sia un Antonio, e dirò: <<Ah, ah, sei preso!>>

    (Atto II, scena quinta)

    CLEOPATRA
    Come, niente più cerimoniale? Vedete,
    donne, dinanzi alla rosa sfiorita
    si turano il naso anche quelli che prima
    ne adoravano i boccioli.

    (Atto III, scena tredicesima)

    ENOBARBO
    O sovrana signora della malinconia,
    il venefico umidore della notte
    còlami addosso, affinché la vita
    ribelle alla mia stessa volontà
    più non mi stia attaccata. Scaglia il mio cuore
    contro la dura pietra della mia colpa,
    che seccata dal dolore si sbricioli
    e ponga termine ai cupi pensieri.

    (Atto IV, scena nona)

    CLEOPATRA
    Dovranno issarmi in alto e mostrarmi
    alla plebaglia urlante di Roma austera?
    Meglio mi sia tomba pietosa un fosso
    in Egitto, meglio giacermi nuda
    nella melma del Nilo, enfiarmi pei morsi
    delle zanzare fino a sfigurarmi: meglio
    fare dell'alte piramidi del mio paese
    una forca e impiccarmi in catene.

    (Atto V, scena seconda)

    CLEOPATRA
    Sguaiati littori ci abbrancheranno
    come zòccole, e rozzi rimatori
    ci porranno in ballate stonate.
    Subito, improvvisando, i commedianti
    ci metteranno in scena presentando
    i nostri conviti ad Alessandria.
    Antonio verrà portato ubriaco
    alla ribalta, ed io dovrò vedere
    un ragazzo squittente nei panni di Cleopatra
    svilire la mia grandezza in pose da puttana.

    (Atto V, scena seconda)

    said on 

  • 5

    An incredible take on the power of politics and the many ways it can change a man, and on the definition of love, and of the actual existence of a definition for love.

    Featured in my Top 5 Shakespearean Tragedies: http://www.youtube.com/watch?v=EX6rxhK4s2o

    said on 

  • 5

    Certo che Shakespeare è buffo: spazia da un genere all'altro con una facilità inumana, e poi già che c'è scrive anche qualcosa che non importa come la guardi, ad inquadrarla proprio non ci riesci.
    E a quel punto, questo scritto che non sembra stare da nessuna parte, puoi solo odiarlo perchè ...continue

    Certo che Shakespeare è buffo: spazia da un genere all'altro con una facilità inumana, e poi già che c'è scrive anche qualcosa che non importa come la guardi, ad inquadrarla proprio non ci riesci.
    E a quel punto, questo scritto che non sembra stare da nessuna parte, puoi solo odiarlo perchè non è né carne né pesce o amarlo perchè tutti gli schemi gli stanno stretti.

    Antonio e Cleopatra sono famosi come Romeo e Giulietta, con il valore aggiunto che il loro amore è stato reale. Abbastanza reale da far abbandonare ad Antonio Roma, da fargli lasciare il campo di battaglia per seguire la sua regina, da fargli buttare nel cesso un terzo del mondo conosciuto.
    Cleopatra è giustamente famosa anche in singolo, fosse solo per come è riuscita a giocarsi due degli uomini più potenti del suo tempo, in un tempo dove il mondo era degli uomini. Sarà stata anche bellissima ed indubbiamente brava a letto, ma di certo non era scema.
    Sono affascinanti, questi due amanti le cui vicende superano la fantasia, e di certo non potevano non attirare il supremo bardo.

    Shakespeare non è un novellino, credo non lo sia stato neanche quando ha preso per la prima volta la penna in mano, e con Antonio e Cleopatra decide di fare una cosa degna di un grande: non vincere facile. Quanto sarebbe stato facile fare di questo lavoro una tragedia in senso stretto, dei protagonisti due eroi sventurati, di Ottaviano un crudele politico? Troppo, in effetti, e quindi ci sono tante scene divertenti, tanti difetti negli "eroi", tutti i personaggi che possono essere interpretati in un modo e nel suo completo opposto.
    I due protagonisti sono simpatetici, ma più si va avanti più diventa chiaro che sì, sono i protagonisti e sì, sono destinati ad una fine orribile... ma sul serio, lasciate che a governare sia qualcuno di più competente, perchè voi due state facendo un macello.
    Antonio è un grande uomo, ma è preda delle sue pulsioni: tutto passa in secondo piano di fronte alla passione, ed è sinceramente incapace di fare un piano a lungo termine. È un uomo combattuto tra la lealtà verso la sua casa e quella verso la sua donna, tra la razionalità e l'irrazionalità. Quando sceglie la seconda, è chiaro che il suo genio militare ne sarà colpito perchè ha scelto la parte più egoista di sé.
    Cleopatra non è meglio di lui, capricciosa e manipolatrice, credo abbia fatto voto di non dire mai le cose come stanno: se vuole un bicchiere d'acqua non lo chiederà, ordirà una trama che porti qualcuno a prendere dell'acqua per motivi X e dargliela per motivi Y. Anche se chiederla sarebbe stato più semplice e il risultato migliore.

    Sono due protagonisti per cui è difficile provare simpatia perchè Shakespeare mette in mostra quanto siano egoisti, quanto siano ciechi, quanto permettano all'impeto del momento di ottenebrare la ragione e senza la scusa di avere tredici anni. Riescono ad incarnare la bellezza dei due stati dell'uomo: lo slancio della passione, e la grandezza della razionalità... perchè quando sono separati, quello è il momento in cui vedi perchè sono passati alla storia, perchè ci ricordiamo i loro nomi oltre al loro amore. Così come quando vediamo perchè ci ricordiamo anche del loro amore, quando sono insieme.

    Quindi non abbiamo eroi, perchè di difetti questi due ne hanno fin troppi per essere eroi tragici. E non abbiamo neanche una storia d'amore classica: loro litigano. Litigano da morire. Sono persone complesse e complicate, e quindi non è tutto rose e fiori: non c'è tranquillità, non c'è pace... c'è ricerca continua di prove dei sentimenti perchè sì, per avere certezza continua che non hai tirato troppo la corda, che l'altro non ha deciso che basta, potrebbe anche non valerne la pena.
    Ma c'è anche la consapevolezza che invece è proprio quella, la persona per te. Non è solo desiderio carnale, è sapere che stai rinunciando ad un regno, portando il mondo in guerra, andando incontro alla morte perchè è davvero l'unica cosa da fare, se l'alternativa è non stare più insieme.

    Gli ostacoli sono prettamente politici: ad Ottaviano non importa niente dell'amore tra Antonio e Cleopatra. Gli importa che Antonio ha disonorato sé stesso e di riflesso Roma, la regina per lui è una vittima secondaria, un modo per dimostrare al mondo la sua superiorità.

    Ottaviano è freddo, il ragazzino sottovalutato perchè giovane ma abbastanza intelligente da muovere tutti come pedine. È contro di lui che Cleopatra, per la prima volta, dimostra di essere una Regina: lei è l'unica che riesce a sconvolgere i suoi piani: dimostra il suo acume vedendo sotto le sue parole gentili e le sue promesse, gli impedisce la vittoria completa togliendosi dalla scacchiera.
    Perchè il suicidio di Cleopatra non è il modo di ricongiungersi al suo amore ma il modo di mostrarsi sconfitta ma non vinta, di andarsene in piedi, di conservare orgoglio e di dichiarare la resa alle proprie condizioni.

    Insomma, non è proprio una tragedia, non è proprio una storia d'amore, non abbiamo proprio due protagonisti per cui tifare e non abbiamo proprio un cattivo.
    E di certo non abbiamo una storia banale che chiunque altro avrebbe potuto scrivere.

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  • 5

    Shakespeare davvero non delude mai.
    Ho visto molte recensioni dove quest'opera è definita una delle non-migliori (dire peggiori non mi sembra proprio il caso!) ma non sono d'accordo.
    E' vero, le parti più politiche o riguardanti le battaglie mi hanno un pochino annoiata, ma penso sia ...continue

    Shakespeare davvero non delude mai.
    Ho visto molte recensioni dove quest'opera è definita una delle non-migliori (dire peggiori non mi sembra proprio il caso!) ma non sono d'accordo.
    E' vero, le parti più politiche o riguardanti le battaglie mi hanno un pochino annoiata, ma penso sia questione di gusti personali, e soprattutto forse ho faticato a seguirle a causa della mia ignoranza in materia. Le parti però sull'amore tra Antonio e Cleopatra sono divine, non troppo numerose, in modo da non stancare il lettore, forti ma non sdolcinate, passionali ma vere, quotidiane.
    Cleopatra è una regina ma, prima di tutto, è una donna coi suoi capricci e pensieri (forse Shakespeare potrebbe sembrare un tantino maschilista in alcuni punti, a me è sembrato solo molto realista e sincero) e credo che molte donne si possano identificare in lei con facilità, io per prima.
    E' un mix perfetto tra il teatro elisabettiano, la Roma antica e la modernità dei giorni nostri.

    said on 

  • 5

    Betrayal, manipulation, evil women causing so much damage to their men

    Reading this I can't help to think about all those men that are mistreated by their women. There are so many campaigns against gender violence, but all of them that I am aware of focus on the bad men who hurt women. How about the other way around? There are really evil women out there, and they g ...continue

    Reading this I can't help to think about all those men that are mistreated by their women. There are so many campaigns against gender violence, but all of them that I am aware of focus on the bad men who hurt women. How about the other way around? There are really evil women out there, and they get away with it every day, abusing their husbands, harassing them, manipulating them, and making this world even worse day by day. I think that all those campaigns must also consider the violence from women to men. It might not leave physical signs in most cases, but it is equally, if not more harmful than the other way around.

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  • 0

    cleopatra pazzerella è ottobre
    ma prendi l'ombrella

    se devi uscire pensaci bene
    non è l'era glaciale

    ma l'acqua scenderà come l'immissario
    nel lago - e ciccino,

    nell'acqua poi non distingui più il fiume
    dal lago [per dirla con una stocca(r)t(d)a ...continue

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    cleopatra pazzerella è ottobre
    ma prendi l'ombrella

    se devi uscire pensaci bene
    non è l'era glaciale

    ma l'acqua scenderà come l'immissario
    nel lago - e ciccino,

    nell'acqua poi non distingui più il fiume
    dal lago [per dirla con una stocca(r)t(d)a

    la lunga notte in cui tutte le vacche
    sono nere

    eh, dici tu, buon giorno notte
    ma guarda, che non basta mica una emily

    di passaggio per chi in emilia ha ancora
    ricordi freschi]

    un fucile carico sulla mensola
    questa mi piace di più

    la propongo come manifesto per l'8 marzo
    come metafora, s'intende

    said on 

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