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Antony and Cleopatra

By William Shakespeare

(15)

| Paperback | 9788809020856

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Book Description

Complete and unabridged.

48 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ennesima puntata delle mie letture shakesperiane ed ennesima nottata di veglia nel leggere questo capolavoro.
    Immagino che chiunque conosca la storia di Antonio e Cleopatra, mi sembrerebbe ridondante stare qui a sottolineare ancora concetti che dovre ...(continue)

    Ennesima puntata delle mie letture shakesperiane ed ennesima nottata di veglia nel leggere questo capolavoro.
    Immagino che chiunque conosca la storia di Antonio e Cleopatra, mi sembrerebbe ridondante stare qui a sottolineare ancora concetti che dovrebbero già essere nella testa di ognuno. Dico solo che in questo caso, la storia parte con la coppia innamorata che inizia ad affrontare l'avanzare dei primi problemi, e si conclude con la sconfitta della flotta egiziana per mano di Cesare Ottaviano e la morte di Antonio, prima, e di Cleopatra poi.
    E' un altro dei capolavori indiscussi di Cesare. Puoi sentire la tensione che sale man mano che la vicenda va avanti e sale la contrapposizione tra Roma e l'Egitto. Le figure degli amanti protagonisti, Cleopatra regina di Egitto e Antonio a metà, tra la Roma a cui deve obbedienza e la sua nuova casa,l'Egitto. Ma il destino è contro di loro. Antonio è romano e come tale deve servire la sua patria e non la regina straniera. Davanti a Roma ogni ragione cede, e la morte degli amanti ne è la prova.
    Antonio si uccide per la vergogna di non essere riuscito a proteggere l'Egitto (e Cleopatra), Cleopatra si fa pungere dall'aspide per l'orgoglio che le impedisce di accettare di essere parte del trionfo di Cesare Ottaviano a Roma. Amanti in vita, uniti nella morte.

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    Hella said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    CLEOPATRA
    Ma non adesso, no, datemi la lenza,
    andremo giù al fiume, con la mia musica
    che suona di lontano. Adescherò
    pesci dalle pinne scure, l'amo ricurvo
    trapasserà le loro guance viscide,
    e tirandoli su, penserò che ognuno
    sia un Antonio, e di
    ...(continue)

    CLEOPATRA
    Ma non adesso, no, datemi la lenza,
    andremo giù al fiume, con la mia musica
    che suona di lontano. Adescherò
    pesci dalle pinne scure, l'amo ricurvo
    trapasserà le loro guance viscide,
    e tirandoli su, penserò che ognuno
    sia un Antonio, e dirò: <<Ah, ah, sei preso!>>

    (Atto II, scena quinta)

    CLEOPATRA
    Come, niente più cerimoniale? Vedete,
    donne, dinanzi alla rosa sfiorita
    si turano il naso anche quelli che prima
    ne adoravano i boccioli.

    (Atto III, scena tredicesima)

    ENOBARBO
    O sovrana signora della malinconia,
    il venefico umidore della notte
    còlami addosso, affinché la vita
    ribelle alla mia stessa volontà
    più non mi stia attaccata. Scaglia il mio cuore
    contro la dura pietra della mia colpa,
    che seccata dal dolore si sbricioli
    e ponga termine ai cupi pensieri.

    (Atto IV, scena nona)

    CLEOPATRA
    Dovranno issarmi in alto e mostrarmi
    alla plebaglia urlante di Roma austera?
    Meglio mi sia tomba pietosa un fosso
    in Egitto, meglio giacermi nuda
    nella melma del Nilo, enfiarmi pei morsi
    delle zanzare fino a sfigurarmi: meglio
    fare dell'alte piramidi del mio paese
    una forca e impiccarmi in catene.

    (Atto V, scena seconda)

    CLEOPATRA
    Sguaiati littori ci abbrancheranno
    come zòccole, e rozzi rimatori
    ci porranno in ballate stonate.
    Subito, improvvisando, i commedianti
    ci metteranno in scena presentando
    i nostri conviti ad Alessandria.
    Antonio verrà portato ubriaco
    alla ribalta, ed io dovrò vedere
    un ragazzo squittente nei panni di Cleopatra
    svilire la mia grandezza in pose da puttana.

    (Atto V, scena seconda)

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    Macbetto said on Mar 7, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Incredibile come la fatua Cleopatra cambi completamente e diventi incredibilmente dignitosa nell'atto finale.

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    Sirycyae said on Sep 22, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Certo che Shakespeare è buffo: spazia da un genere all'altro con una facilità inumana, e poi già che c'è scrive anche qualcosa che non importa come la guardi, ad inquadrarla proprio non ci riesci.
    E a quel punto, questo scritto che non sembra stare d ...(continue)

    Certo che Shakespeare è buffo: spazia da un genere all'altro con una facilità inumana, e poi già che c'è scrive anche qualcosa che non importa come la guardi, ad inquadrarla proprio non ci riesci.
    E a quel punto, questo scritto che non sembra stare da nessuna parte, puoi solo odiarlo perchè non è né carne né pesce o amarlo perchè tutti gli schemi gli stanno stretti.

    Antonio e Cleopatra sono famosi come Romeo e Giulietta, con il valore aggiunto che il loro amore è stato reale. Abbastanza reale da far abbandonare ad Antonio Roma, da fargli lasciare il campo di battaglia per seguire la sua regina, da fargli buttare nel cesso un terzo del mondo conosciuto.
    Cleopatra è giustamente famosa anche in singolo, fosse solo per come è riuscita a giocarsi due degli uomini più potenti del suo tempo, in un tempo dove il mondo era degli uomini. Sarà stata anche bellissima ed indubbiamente brava a letto, ma di certo non era scema.
    Sono affascinanti, questi due amanti le cui vicende superano la fantasia, e di certo non potevano non attirare il supremo bardo.

    Shakespeare non è un novellino, credo non lo sia stato neanche quando ha preso per la prima volta la penna in mano, e con Antonio e Cleopatra decide di fare una cosa degna di un grande: non vincere facile. Quanto sarebbe stato facile fare di questo lavoro una tragedia in senso stretto, dei protagonisti due eroi sventurati, di Ottaviano un crudele politico? Troppo, in effetti, e quindi ci sono tante scene divertenti, tanti difetti negli "eroi", tutti i personaggi che possono essere interpretati in un modo e nel suo completo opposto.
    I due protagonisti sono simpatetici, ma più si va avanti più diventa chiaro che sì, sono i protagonisti e sì, sono destinati ad una fine orribile... ma sul serio, lasciate che a governare sia qualcuno di più competente, perchè voi due state facendo un macello.
    Antonio è un grande uomo, ma è preda delle sue pulsioni: tutto passa in secondo piano di fronte alla passione, ed è sinceramente incapace di fare un piano a lungo termine. È un uomo combattuto tra la lealtà verso la sua casa e quella verso la sua donna, tra la razionalità e l'irrazionalità. Quando sceglie la seconda, è chiaro che il suo genio militare ne sarà colpito perchè ha scelto la parte più egoista di sé.
    Cleopatra non è meglio di lui, capricciosa e manipolatrice, credo abbia fatto voto di non dire mai le cose come stanno: se vuole un bicchiere d'acqua non lo chiederà, ordirà una trama che porti qualcuno a prendere dell'acqua per motivi X e dargliela per motivi Y. Anche se chiederla sarebbe stato più semplice e il risultato migliore.

    Sono due protagonisti per cui è difficile provare simpatia perchè Shakespeare mette in mostra quanto siano egoisti, quanto siano ciechi, quanto permettano all'impeto del momento di ottenebrare la ragione e senza la scusa di avere tredici anni. Riescono ad incarnare la bellezza dei due stati dell'uomo: lo slancio della passione, e la grandezza della razionalità... perchè quando sono separati, quello è il momento in cui vedi perchè sono passati alla storia, perchè ci ricordiamo i loro nomi oltre al loro amore. Così come quando vediamo perchè ci ricordiamo anche del loro amore, quando sono insieme.

    Quindi non abbiamo eroi, perchè di difetti questi due ne hanno fin troppi per essere eroi tragici. E non abbiamo neanche una storia d'amore classica: loro litigano. Litigano da morire. Sono persone complesse e complicate, e quindi non è tutto rose e fiori: non c'è tranquillità, non c'è pace... c'è ricerca continua di prove dei sentimenti perchè sì, per avere certezza continua che non hai tirato troppo la corda, che l'altro non ha deciso che basta, potrebbe anche non valerne la pena.
    Ma c'è anche la consapevolezza che invece è proprio quella, la persona per te. Non è solo desiderio carnale, è sapere che stai rinunciando ad un regno, portando il mondo in guerra, andando incontro alla morte perchè è davvero l'unica cosa da fare, se l'alternativa è non stare più insieme.

    Gli ostacoli sono prettamente politici: ad Ottaviano non importa niente dell'amore tra Antonio e Cleopatra. Gli importa che Antonio ha disonorato sé stesso e di riflesso Roma, la regina per lui è una vittima secondaria, un modo per dimostrare al mondo la sua superiorità.

    Ottaviano è freddo, il ragazzino sottovalutato perchè giovane ma abbastanza intelligente da muovere tutti come pedine. È contro di lui che Cleopatra, per la prima volta, dimostra di essere una Regina: lei è l'unica che riesce a sconvolgere i suoi piani: dimostra il suo acume vedendo sotto le sue parole gentili e le sue promesse, gli impedisce la vittoria completa togliendosi dalla scacchiera.
    Perchè il suicidio di Cleopatra non è il modo di ricongiungersi al suo amore ma il modo di mostrarsi sconfitta ma non vinta, di andarsene in piedi, di conservare orgoglio e di dichiarare la resa alle proprie condizioni.

    Insomma, non è proprio una tragedia, non è proprio una storia d'amore, non abbiamo proprio due protagonisti per cui tifare e non abbiamo proprio un cattivo.
    E di certo non abbiamo una storia banale che chiunque altro avrebbe potuto scrivere.

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    Katerina said on Jun 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Shakespeare davvero non delude mai.
    Ho visto molte recensioni dove quest'opera è definita una delle non-migliori (dire peggiori non mi sembra proprio il caso!) ma non sono d'accordo.
    E' vero, le parti più politiche o riguardanti le battaglie mi hanno ...(continue)

    Shakespeare davvero non delude mai.
    Ho visto molte recensioni dove quest'opera è definita una delle non-migliori (dire peggiori non mi sembra proprio il caso!) ma non sono d'accordo.
    E' vero, le parti più politiche o riguardanti le battaglie mi hanno un pochino annoiata, ma penso sia questione di gusti personali, e soprattutto forse ho faticato a seguirle a causa della mia ignoranza in materia. Le parti però sull'amore tra Antonio e Cleopatra sono divine, non troppo numerose, in modo da non stancare il lettore, forti ma non sdolcinate, passionali ma vere, quotidiane.
    Cleopatra è una regina ma, prima di tutto, è una donna coi suoi capricci e pensieri (forse Shakespeare potrebbe sembrare un tantino maschilista in alcuni punti, a me è sembrato solo molto realista e sincero) e credo che molte donne si possano identificare in lei con facilità, io per prima.
    E' un mix perfetto tra il teatro elisabettiano, la Roma antica e la modernità dei giorni nostri.

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    Hesperia said on Apr 21, 2013 | Add your feedback

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