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Apocalipsis Z: Los días oscuros

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Publisher: Plaza & Janés

3.6
(489)

Language:Español | Number of Pages: 384 | Format: Others | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 8401337402 | Isbn-13: 9788401337406 | Publish date: 

Also available as: Paperback

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Los supervivientes de Apocalipsis Z (primer libro de esa increíble aventura) consiguen llegar a las islas Canarias, una de las últimas zonas a salvo de los No Muertos. Pero lo que allí encuentran es un estado militar enzarzado en una guerra civil, con una población hambrienta y sin apenas recursos para sobrevivir.
Los altos mandos de Tenerife le piden al protagonista y a su inseparable compañero que junto a un equipo de soldados lleven a cabo una misión casi suicida: saquear el hospital La Paz de Madrid, uno de los primeros Puntos Seguros en caer, donde se almacenan toneladas de medicamentos imprescindibles para los supervivientes. Deberán decir adiós a la seguridad de la isla y volver a un infierno inimaginable: un Madrid posapocalíptico, lleno de zombis agresivos que volverán a poner a prueba el coraje de los protagonistas.
Pero lo que no imaginan es que la maldad de un hombre pondrá en peligro los restos de la civilización que han dejado atrás…
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  • 4

    Con ésta segunda novela me ha sucedido lo contrario que en la primera, esperaba algo más de lo que me encontré en la de referencia y me ha decepcionado ligeramente.


    Por suerte no tenemos un libro que se limite a repetir lo que funcionó sin más, aquí el autor sabe darle algo de profundidad ...continue

    Con ésta segunda novela me ha sucedido lo contrario que en la primera, esperaba algo más de lo que me encontré en la de referencia y me ha decepcionado ligeramente.

    Por suerte no tenemos un libro que se limite a repetir lo que funcionó sin más, aquí el autor sabe darle algo de profundidad a la situación política en las islas, así como hacernos un cuadro muy visual de cómo es vivir en esa sociedad post apocalíptica. La lástima es que luego, cuando pasamos a la narración en sí, da la sensación de que ya hemos estado allí antes.

    Por si fuera poco, el ritmo de la novela lo encuentro bastante más forzado, con pasajes que parecen menos trabajados que lo ya visto o simplemente con capítulos que se hacen bastante pesados, haciendo que la novela se ralentice y no alcance para nada el nivel de enganche que recordaba de la anterior.

    Es como si los elementos estuvieran ahí pero la magia que hacía que funcionaran se hubiera desgastado, dejando un libro entretenido pero algo decepcionante (y que puntúo con un puntito menos que el anterior). Es una pena, no sé si por querer seguir con el mismo personaje (casi hubiera preferido ver lo sucedido a otro superviviente) pero el caso es que no me interesa tanto lo que le vaya a pasar a él o a los que están a su alrededor.

    Veremos cómo acaba ésta saga de zombis, espero que remonte un poquito y me deje con mejor sabor de boca que éste Días Oscuros.

    said on 

  • 5

    Somso bestias rabiosas. Nos volvemos unos contra otros a la mínima oportunidad, pero no podemos evitarlo. Estos malditos monstruos nos han robado la poca humanidad que nos quedaba.

    said on 

  • 3

    Non ho gradito, in questo libro, principalmente la struttura su cui si regge, viziata da una frammentarietà causata fra le altre cose anche dalla frequentissima variazione dei punti di vista cui l’autore ricorre, con logiche forse più cinematografiche che letterarie. Essa risulta cresciuta male, ...continue

    Non ho gradito, in questo libro, principalmente la struttura su cui si regge, viziata da una frammentarietà causata fra le altre cose anche dalla frequentissima variazione dei punti di vista cui l’autore ricorre, con logiche forse più cinematografiche che letterarie. Essa risulta cresciuta male, e non sembra figlia di un’idea coerente con sé stessa dall’inizio alla fine della fase di stesura del racconto. I personaggi del libro, non solo quelli secondari ma gli stessi protagonisti, non appaiono necessariamente approfonditi anzi piuttosto stereotipizzati, e con essi l’autore mi sembra più che si sia divertito ad immaginare sé stesso alle prese con un mondo vittima di un’apocalisse zombie (uno dei personaggi è chiaramente un alter ego “romanzato” dell’autore stesso) che altro (cosa di per sé non necessariamente da denigrarsi ma che dovrebbe essere un punto di partenza da cui sviluppare una storia, non il suo punto d’arrivo). La storia narrata mi ha appassionato e mi è piaciuta, ma presenta dei “bug” importanti che avrebbero necessitato ben altra struttura logica e carisma psicologico dei personaggi, per essere risolti (ad un certo momento della vicenda, ad esempio, uno dei personaggi principali viene picchiato a sangue, ma dalla pagina successiva esso pare godere di ottima salute e quasi aver dimenticato la vicenda, senza che l’episodio provochi alcuna reazione nel suo comportamento), evidenziando così una, credo, eccessiva “supereroizzazione” dei suoi interpreti principali. Fermo restando che si tratta di un libro tutto inserito nel suo genere e che va interpretato come tale, tutto sommato quando ne ho iniziato la lettura, a livello di contenuti, ho trovato esattamente quello che mi aspettavo e che volevo leggere: se non si hanno pretese, può essere un buon compagno di qualche ora, per chi ama il tema degli zombie.

    said on 

  • 4

    Gli zombi sono ancora tra noi!

    Anche questo secondo capitolo è ben strutturato:c'è la solita buona dose di suspence, i personaggi sono ormai collaudati e gli zombi fanno ancora paura! L'unica pecca rispetto al precedente è che si è perso lo stile narrativo tipo "blog" per far spazio ad un racconto più classico. E poi....perché ...continue

    Anche questo secondo capitolo è ben strutturato:c'è la solita buona dose di suspence, i personaggi sono ormai collaudati e gli zombi fanno ancora paura! L'unica pecca rispetto al precedente è che si è perso lo stile narrativo tipo "blog" per far spazio ad un racconto più classico. E poi....perché Viktor non parla più il suo mitico slang ucraino!!??

    said on 

  • 4

    Secondo libro della trilogia dedicata alle avventure del nostro avvocato senza nome alle prese con il disperato tentativo di sopravvivere in un mondo non più fatto per gli uomini, un mondo duro, senza confort ne sicurezze di nessun tipo, dove non esistono più governi ne autorità e dove l’unica re ...continue

    Secondo libro della trilogia dedicata alle avventure del nostro avvocato senza nome alle prese con il disperato tentativo di sopravvivere in un mondo non più fatto per gli uomini, un mondo duro, senza confort ne sicurezze di nessun tipo, dove non esistono più governi ne autorità e dove l’unica regola valida è rimanere in vita il più a lungo possibile. Qui ritroviamo i nostri protagonisti, l’impavido avvocato, suor Cecilia, l’adolescente Luisa, lo stoico Viktor Pritchenko e il peloso Lucullo intenti a sorvolare l’Africa settentrionale nel disperato ma intrepido sforzo di raggiungere Tenerife, con la speranza che esso sia veramente il luogo sicuro e non colpito dall’epidemia dove poter ricominciare a vivere quantomeno in maniera sicura e umana. Ed effettivamente l’isola sembrerebbe proprio confermare queste aspettative se non fosse però divorata al suo interno da una lotta civile sempre più aspra, da un sovraffollamento sempre più grande, da una scarsità di viveri e materie prime per potersi rimettere in piedi e arrivare a sbarcare il giorno successivo, da un equilibrio governativo che si regge sul filo del rasoio. Se nel libro precedente si era cercato di mettere in risalto il declino del mondo ad opera del virus e tutte le conseguenze partorite da questo “apocalisse” , in questo libro l’autore si concentra su un altro aspetto importante da considerare in un mondo dominato dai non-morti e dal più totale caos: gli uomini. Come si comporterebbe una comunità di esseri umani ad affrontare questo nuovo mondo? Siamo sicuri che le bestie e i nemici più pericolosi sono gli zombie e che l’unione di più persone in una situazione di così totale confusione e panico sia la un’ancora di salvezza e sicurezza?
    L’autore abbandona lo stile narrativo del diario e si assiste al racconto in prima persona sia del protagonista che di altri personaggi che ci raccontano la storia a mano a mano che essa procede.
    Anche questo secondo libro mi ha coinvolto, divertito, appassionato ed elettrizzato anche se devo dire di essere rimasta più soddisfatta dal primo dove regnava un pochino più di azione. Forse, come spesso accade, i libri di mezzo servono più che altro da anello di congiunzione tra il primo e il terzo.
    Un finale da lasciare letteralmente sulle spine!!!
    In sintesi assolutamente consigliato agli appassionati del genere apocalittico/ zombie e a tutti coloro che si sono lasciati stregare dalla storia di Loureiro.

    said on 

  • 3

    Secondo volume della saga e ritrovo gli stessi stereotipi e banalità, ma anche qualche aspetto stimolante (come la spiegazione della nascita e diffusione del virus). Purtroppo rimane nella serie dei libri "sopra le righe" e non parlo per la presenza degli zombies, ma delle avventure che capitano ...continue

    Secondo volume della saga e ritrovo gli stessi stereotipi e banalità, ma anche qualche aspetto stimolante (come la spiegazione della nascita e diffusione del virus). Purtroppo rimane nella serie dei libri "sopra le righe" e non parlo per la presenza degli zombies, ma delle avventure che capitano ai protagonisti.

    Recensione più ampia nel mio blog: http://amacadieuterpe.wordpress.com/2013/12/19/apocalisse-z-i-giorni-oscuri-di-m-loureiro/

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Dove sono gli zombie?

    Se il primo volume della trilogia aveva fatto scattare il mio interesse, il secondo lo ha quasi spento.
    Questo dovrebbe essere un romanzo incentrato su un'apocalisse zombie, e non sulla pochezza della razza umana. Invece quanto emerge dal racconto sono solo complotti politici e uomini idiot ...continue

    Se il primo volume della trilogia aveva fatto scattare il mio interesse, il secondo lo ha quasi spento.
    Questo dovrebbe essere un romanzo incentrato su un'apocalisse zombie, e non sulla pochezza della razza umana. Invece quanto emerge dal racconto sono solo complotti politici e uomini idioti che picchiano gente a caso.
    Dunque mi chiedo: dove sono gli zombie? Solo in poche e rare occasioni arrivano a terrorizzare i nostri protagonisti, e benché mi renda conto che alla lunga gli attacchi zombie possono diventare ripetitivi, mi sembra che il nostro caro Loureiro abbia ormai esaurito le cartucce e, non sapendo più cosa scrivere sull'epidemia, abbia ripiegato sulle tragedie umane. E anche qui, mi chiedo: ma perché tutti i sopravvissuti che l'avvocato incontra sono degli psicopatici senza cervello? Già nel primo volume non aveva avuto proprio una delle esperienze migliori, ma qui si sfiora l'assurdo.
    Gli unici compagni "sani" dell'avvocato sono una ragazzina strafiga copia-incollata da milioni di altri romanzetti rosa, un eroico ucraino dalla personalità stereotipata ma tutto sommato simpatico, e infine un'adorabile suora, l'unica un po' fuori dal coro, che naturalmente muore. Ah, dimenticavo un gatto probabilmente narcotizzato che viene sballottato da una parte all'altra della Spagna e dintorni per un romanzo intero e non fa una piega.
    La struttura generale della saga è buona, ma sfruttata male: stereotipi inverosimili, colpi di scena allucinanti e uno stile non troppo buono ne abbassano un bel po' il livello.
    La scrittura da diario del primo volume era un po' fastidiosa e poco realistica, ma almeno il protagonista aveva un po' di cervello, che perde completamente ogni volta che ne "I giorni oscuri" si mette a parlare di Lucìa. Ti prego, ti prego, basta sproloquiare su quanto lei sia meravigliosa, sulle sue braccia morbide e sulla sua invidiabile bellezza, se poi non ci racconti nemmeno un episodio che possa farci anche solo vagamente appassionare alla vostra storia d'amore. Sembra quasi che l'autore abbia inventato il personaggio di Lucìa solo per soddisfare le proprie fantasie (visto che già il protagonista pare ispirato alla sua persona: avvocato trentenne in Galizia). E la povera moglie morta? Boh, caduta nel baratro dell'oblio.
    Insomma, il primo romanzo tutto sommato si faceva anche leggere volentieri, le vicende erano piuttosto appassionanti; questo seguito si fa leggere e basta, solo per la curiosità di conoscere l'evolversi degli eventi. E questa è la stessa motivazione che mi spingerà a leggere anche il terzo e ultimo, sebbene il mio cervello mi dica che sarà già una delusione.

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  • 4

    2° capitolo della trilogia Apocalisse Z: Durante gli avvenimenti del 1° libro, al fianco del nostro avvocato si sono uniti Viktor Pritchenko, indomito pilota ucraino; Suor Cecilia, la tenace infermiera e Lucìa, un'impulsiva adolescente; oltre che all'immancabile presenza di Lucullo.
    Il grup ...continue

    2° capitolo della trilogia Apocalisse Z: Durante gli avvenimenti del 1° libro, al fianco del nostro avvocato si sono uniti Viktor Pritchenko, indomito pilota ucraino; Suor Cecilia, la tenace infermiera e Lucìa, un'impulsiva adolescente; oltre che all'immancabile presenza di Lucullo.
    Il gruppo, dopo parecchie peripezie, raggiunge in volo l'isola di Tenerife, nelle Canarie, dove sogna di poter restare al sicuro e lontano dall'incubo degli zombie.
    Ma la realtà è ben diversa da come l'hanno immaginata: Tenerife è sovrappopolata e caotica, dove la gente tenta di ricostruire un governo stabile.
    Non solo, c'è anche il rischio di una guerra tra Tenerife e Gran Canaria per i rifornimenti.
    Arrivati a Tenerife, il gruppo viene diviso: Viktor e l'avvocato vengono nuovamente portati nei territori infestati a caccia di rifornimenti, mentre Lucìa resta sull'isola insieme a Suor Cecilia, dove scoprono che esiste qualcosa di assai più pericoloso e violento degli zombie...

    Come in ogni Zombie Apocalypse, le persone sono confuse, frustrate e sopratutto terrorizzate.
    Non c'è da meravigliarsi quindi se, in quello stato, possono commettere qualsiasi tipo di azzardo.
    Si è passati dall'inferno della fuga agli zombie del primo volume ad un altro inferno: quello dei vivi.
    Perché, si sa, a volte i vivi fanno più paura dei morti.

    Emrys
    http://pescepirata.it
    http://pescepirata.it/aspiranti_scrittori/viewtopic.php?f=43&t=3097

    said on 

  • 3

    3 -

    Nel secondo atto dell'Apocalisse Z (i temi dominanti del quale sono il militarismo e la crudeltà intrinsecamente posseduta dall'Uomo) la trama è giostrata in maniera abbastanza sapiente da garantire un corretto livello di divertimento e di distrazione, e da far desiderare di continuare ad ...continue

    Nel secondo atto dell'Apocalisse Z (i temi dominanti del quale sono il militarismo e la crudeltà intrinsecamente posseduta dall'Uomo) la trama è giostrata in maniera abbastanza sapiente da garantire un corretto livello di divertimento e di distrazione, e da far desiderare di continuare ad assistere alle gesta dei protagonisti negli eventuali sequel.
    Dal punto di vista espressivo si constata però una certa povertà; già nel libro antecedente le doti di Loureiro risultavano essere limitate, ma se allora il romanzo era reso irresistibile da un palpabile senso di genuino entusiasmo (nonchè dal ricorso alla forma diaristica e da una speciale scelta dei personaggi), qui gli elementi convincenti iniziano a scarseggiare e non poche sono le situazioni liquidate troppo sbrigativamente.

    said on