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Apocalittici e integrati

Comunicazioni di massa e teorie della cultura di massa

Di

Editore: Bompiani (Saggi tascabili, 26)

4.1
(467)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 385 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8845220265 | Isbn-13: 9788845220265 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , eBook

Genere: Non-fiction , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
Quando questo libro è apparso in prima edizione nel 1964 “Apocalittici e integrati” era solo un titolo. Da allora è diventata una espressione di uso corrente, una opposizione quasi proverbiale. Quando il libro è apparso, applicare strumenti di indagine rigorosa ad argomenti come il fumetto, la canzone di consumo, la narrativa popolare, suonava, alle orecchie di molti, quasi oltraggioso: oggi nessuno potrebbe avanzare alcun dubbio sul fatto che l’enorme diffusione dei mezzi di comunicazione di massa abbia trasformato il cuore della nostra società, ne abbia permeato l’ideologia, e fornisca a tutti strumenti che fanno ormai parte del modo di parlare e di pensare quotidiano. Molti di questi saggi sono entrati nelle bibliografie internazionali sull’argomento, anche se alcuni risentono del clima e della problematica di quegli anni.
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  • 4

    Uau. (Gulp! Crash!)

    Ne ho letto per ora solo un assaggio, ma è notevole considerare che è stato scritto negli anni '60: per come me li immagino io, gli anni '60, erano davvero avanti, questi studiosi dei mass media ed osservatori dei cambiamenti sociologici. Per altre cose invece appare estremamente datato (riferime ...continua

    Ne ho letto per ora solo un assaggio, ma è notevole considerare che è stato scritto negli anni '60: per come me li immagino io, gli anni '60, erano davvero avanti, questi studiosi dei mass media ed osservatori dei cambiamenti sociologici. Per altre cose invece appare estremamente datato (riferimenti, per quanto tangenziali, al marxismo, suonano preistorici al giorno d'oggi), ma comunque la scrittura di Eco è veramente un'altra cosa. Ed è bello, di tanto in tanto, cimentarsi con qualcosa di più complesso, e anche più significativo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il bambino pensa di aver inventato un qualche nuovo meccanismo salvo poi, un giorno, rendersi conto che da sempre invece l'uomo lo conosce e lo impiega. Lo stesso stupore miscugliato di delusione di non aver scoperto nulla di nuovo, e serenità di avere la condivisione altrui e il non essere auton ...continua

    Il bambino pensa di aver inventato un qualche nuovo meccanismo salvo poi, un giorno, rendersi conto che da sempre invece l'uomo lo conosce e lo impiega. Lo stesso stupore miscugliato di delusione di non aver scoperto nulla di nuovo, e serenità di avere la condivisione altrui e il non essere autonomo pensatore, che ho provato a leggere alcuni passi di questa bella raccolta di echi di Eco.
    In assoluto i passaggi più condivisi sono sull'appiattimento culturale alla "gastronomia" dei desiderata più bassi (e quindi più ampi) della massa (e quindi della fetta più numerosa del pubblico), col compiacimento autorafforzante di dimostrare poi che quel che si propina "piace di più" [in termini di share] e "rende di più" [in termini di punto.contatto per gli investitori], ed essenzialmente obbligare poi tutta l'altra offerta a livellarsi all'ingiù per rendersi, quantitativamente, competitiva.
    Interessantissimi gli spunti sulla non-sostituzione di mezzo televisivo a radio e stampa, e le considerazioni sul medium relativamente nuovo [nel 1964]: varranno anche, mutatis mutandis, per Internet &co?

    ha scritto il 

  • 5

    Cultura di Massa. Libro di Esercizi.

    Li dove Morin scrive un libro breve denso e ricco di definizioni, che ci da l'idea di cosa sia la cultura di massa, da un punto di vista squisitamente sociologico, e solo accidentalmente estetico, Eco ci pone il problema da tutte le prospettive possibili, riassume e coglie l'essenza di ogni posiz ...continua

    Li dove Morin scrive un libro breve denso e ricco di definizioni, che ci da l'idea di cosa sia la cultura di massa, da un punto di vista squisitamente sociologico, e solo accidentalmente estetico, Eco ci pone il problema da tutte le prospettive possibili, riassume e coglie l'essenza di ogni posizione del problema, e con buon senso e gusto della polemica e una certa dose di ironia (non rido mai per un saggio ma con Eco mi capita spesso), propone delle analisi plausibili, delle interpretazioni possibili, delle suluzioni pratiche.

    Li dove Morin era organico e categorico Eco è possibilista, ammette che tutto quello che scrive è scritto al "condizionale" e che magari certe volte gli capita di contraddire se stesso, e ci mostra il ragionamento critico "in progress", e in definitiva ci insegna a ragionare.

    Da Morin ne esci sapendo più cose, e sai interpretare un sacco di fatti secondo un dato schema valido e utile. Da Eco ne esci che sai come smontare una questione, coglierne l'essenziale, e magari pure immaginare dove e come è il caso di operare.

    ha scritto il 

  • 4

    Raccolta di saggi di Eco sulla società dei media.
    Si parla di tutto, dalla letteratura alla televisione, ai fumetti.
    Nell'ultima parte, quella appunto intitolata Apocalittici e integrati, si parla della figura del venditore di apocalisse. Egli è quell'intellettuale che vive in un epoc ...continua

    Raccolta di saggi di Eco sulla società dei media.
    Si parla di tutto, dalla letteratura alla televisione, ai fumetti.
    Nell'ultima parte, quella appunto intitolata Apocalittici e integrati, si parla della figura del venditore di apocalisse. Egli è quell'intellettuale che vive in un epoca di cambiamenti (oggi come oggi non ha quasi più senso parlare in questi termini, ogni momento è forte cambiamento) e non riesce ad adattarsi, per cui, mentre prima era esperto di una cosa e lavorava grazie alla sua conoscenza di questa, ora che la cosa è cambiata e lui non è riuscito a seguire il cambiamento, ad evolversi insieme alla sua materia, ora egli diviene detrattore della "cosa nuova" e rientra nella società in questa nuova veste, cioé egli parla del tempo passato, di quanto fosse migliore e predice tempi nefasti: è diventato un venditore di apocalisse, questo è il suo nuovo mestiere.

    ha scritto il 

  • 4

    sembra scritto oggi...e invece sono passati 50 anni o quasi!!!
    la cosa incredibile è il buco che i mass media sono riusciti a creare si è allargato a dismisura sfociando in un conflitto d'interessi che ancora paralizza l'italia e contro il quale eco ancora lotta!!!!!!1

    ha scritto il 

  • 5

    Fondamentale

    Non sono certo io ad aver scoperto questo libro, che ha ormai più di 40 anni alle spalle. Eppure, credo che rimanga un'opera fondamentale che ha come unico difetto quello di aver inciso poco nello stantio ambiente culturale italiano. Libro tanto famoso quanto inutilizzato e disatteso. Basta veder ...continua

    Non sono certo io ad aver scoperto questo libro, che ha ormai più di 40 anni alle spalle. Eppure, credo che rimanga un'opera fondamentale che ha come unico difetto quello di aver inciso poco nello stantio ambiente culturale italiano. Libro tanto famoso quanto inutilizzato e disatteso. Basta vedere, e mi perdonino tutti gli insegnanti di lettere, come congelata sia rimasta la scuola proprio nell'affrontare la letteratura.

    ha scritto il