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Apologia della Storia

o Mestiere di storico

Di

Editore: Piccola Biblioteca Einaudi

4.3
(393)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 254 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8806200666 | Isbn-13: 9788806200664 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: History , Philosophy , Social Science

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Descrizione del libro
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  • 5

    La Storia vista dalla parte di ...

    Prima di parlare di Storia sarebbe opportuno affrontare il dilemma di che cosa si intenda per "Storia", ovvero come ci si ponga di fronte alle fonti documentali, ai testimoni, ai differenti punti di vista che ci si trova a dover interpretare. Non è più e solo una problematica di linguaggi o di te ...continua

    Prima di parlare di Storia sarebbe opportuno affrontare il dilemma di che cosa si intenda per "Storia", ovvero come ci si ponga di fronte alle fonti documentali, ai testimoni, ai differenti punti di vista che ci si trova a dover interpretare. Non è più e solo una problematica di linguaggi o di termini scientifici. E' viceversa il comprendere l'uomo calato nella sua essenza e nel suo periodo. Un libro bellissimo ed un autore morto tragicamente ma che pur in un testo incompleto, conserva una lucidità rara.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il bravo storico, proprio lui, somiglia all'orco della fiaba. Là dov'egli fiuta la carne umana, là egli sa che è la sua preda".

    Semplicemente, un capolavoro della storiografia.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuto ma non l'ho trovato illuminante. Forse le mie aspettative erano troppo alte: scoprire l'opinione di uno degli storici più autorevoli sul mestiere dello storico pensavo mi avrebbe aperto nuovi orizzonti. Si è rivelata una piacevole "chiacchierata" con uno studioso eccezionale, che pe ...continua

    Mi è piaciuto ma non l'ho trovato illuminante. Forse le mie aspettative erano troppo alte: scoprire l'opinione di uno degli storici più autorevoli sul mestiere dello storico pensavo mi avrebbe aperto nuovi orizzonti. Si è rivelata una piacevole "chiacchierata" con uno studioso eccezionale, che però rivela più il suo lato umano che quello professionale. Da questo punto di vista, ci sono pochi contenuti: ma appunto, evidentemente mi aspettavo io qualcosa di diverso.

    ha scritto il 

  • 0

    se uno fosse capace di spiegarlo bene, questo
    libro, perché l'ha letto e riletto e conosce

    anche gli altri libri di bloch, e conosce bene
    gli anni trenta francesi, e gli anni quaranta

    e conosce quindi il fine ottocento francese, e l'
    oltremare, e in una riga dell'a ...continua

    se uno fosse capace di spiegarlo bene, questo
    libro, perché l'ha letto e riletto e conosce

    anche gli altri libri di bloch, e conosce bene
    gli anni trenta francesi, e gli anni quaranta

    e conosce quindi il fine ottocento francese, e l'
    oltremare, e in una riga dell'apologia della

    storia vede quello che il discretissimo Bloch
    mette in sospensione, come un'autobiografia

    che non potrai fare perché non ci saranno altri
    anni, ma insieme vedi il discretissimo e militante

    prof. Bloch
    che parla di storia

    ha scritto il 

  • 5

    Una pietra miliare nella libreria di ogni appassionato di storia.
    Bloch realizza quanto puntualmente fallisce a gran parte dei professori/ scrittori universitari: conciliare tematiche complesse con stile tanto leggero quanto poetico, mantenendo al contempo una chiarezza di fondo lodevole. < ...continua

    Una pietra miliare nella libreria di ogni appassionato di storia.
    Bloch realizza quanto puntualmente fallisce a gran parte dei professori/ scrittori universitari: conciliare tematiche complesse con stile tanto leggero quanto poetico, mantenendo al contempo una chiarezza di fondo lodevole.

    ha scritto il 

  • 5

    Non è un normale saggio...

    Quando si sente parlare di saggio, l'idea che si forma nella mente ci riporta ai terribili saggi brevi delle scuole superiori, o a lunghi, incomprensibili e sofistici testi scritti da asociali professori, avulsi dalla realtà che li circonda, apparentemente scritti solo per bearsi della propria ab ...continua

    Quando si sente parlare di saggio, l'idea che si forma nella mente ci riporta ai terribili saggi brevi delle scuole superiori, o a lunghi, incomprensibili e sofistici testi scritti da asociali professori, avulsi dalla realtà che li circonda, apparentemente scritti solo per bearsi della propria abilità letteraria.
    Questo libro presenta significative differenze: Marc Bloch scrive Apologia della Storia prima di tutto per mantenere vivo il suo legame con il collega e amico Lucien Fevre (si legge infatti nella dedica “E tutto ciò creerà, fra noi, un legame in più”); Marc Bloch è sì un professore, ma presente nel suo tempo, tanto da partecipare alla Resistenza francese; Marc Bloch fa iniziare il suo libro con le parole “Papà, spiegami allora a che serve la storia”.
    Preparatevi dunque ad un libro di saggistica capace di sorprendervi.
    Per capire bene il significato di questo libro servono ancora un paio di coordinate prima di passare ai contenuti.

    La frase di apertura pone la questione che ha portato alla creazione di quest'opera: la legittimità della storia.
    Tutti noi sentiamo l'importanza della medicina e del medico, della biologia e del biologo, dell'ingegneria e dell'ingegnere, ma la storia e lo storico, sono necessari? La storia che, magistra vitae, non era riuscita nemmeno a preannunciare il terribile fenomeno nazista, e lo storico che vuole ricostruire i millenni a partire dai dei cocci, possono essere affidabili? Marc Bloch, scrivendo proprio negli anni del dominio nazista in Germania, vuole rispondere a tutto questo.

    Una frase interessante che si sente spesso dire agli studenti è “a scuola si fa storia della filosofia e filosofia della storia”, per quanto sia armoniosa e abbastanza realistica, Marc Bloch si discosta anche da questa schematizzazione. Così, per presentarvi il singolare approccio dell'autore e per darvi un assaggio della sua scrittura, cito testualmente un pezzo dell'introduzione: “Ora, questo studio dei metodi in sé costituisce, a suo modo, una specializzazione, i cui tecnici si chiamano 'filosofi'. È un titolo che m'è proibito pretendere. Per questa lacuna della mia formazione di base, il presente saggio, senza dubbio, perderà molto: in precisione di linguaggio, come ampiezza di orizzonte. Non posso presentarlo se non per quello che è: il memento di un artigiano che ha sempre amato meditare sul proprio compito quotidiano, il taccuino di un operaio che ha lungamente adoperato filo a piombo e livella, senza con ciò credersi un matematico”

    Grazie a queste premesse posso affermare (e quindi spiegare) che Apologia della Storia è caratterizzato da 3 elementi fondamentali: costituito da 3 anime: l'amore per la storia, il ritmo poetico, l'approccio scientifico.

    Amore della storia
    Questo saggio non è la semplice descrizione del mestiere dello storico e della sua materia, ma è la presentazione dello studio storia come un organismo vivo che si trasforma nel tempo, è l'analisi del “passato in funzione del presente” e del “presente in funzione del passato”, è la scienza degli uomini nel tempo.
    La Storia permea e rende coinvolgente il libro. Infatti vi troviamo aneddoti reali pronti renderci partecipi del tempo: dai tristi interrogativi degli intellettuali francesi contemporanei che si chiedevano,dopo l'entrata tedesca a Parigi, “Bisogna credere che la storia ci abbia ingannato?”; all'avvincente lotta per lo smascheramento dello spregiudicato e letterariamente prolifico falsario Vrain-Lucas.

    Il ritmo poetico
    Questa caratteristica è fondamentale per la presa del libro sul lettore, infatti le varie sezioni non hanno una struttura rigida e regolare, ma seguono il pensiero e la passione dell'autore.
    Così troviamo definizioni, dibattiti storiografici, storia della storiografia, aneddoti di storia contemporanea, analisi metodologiche, riflessioni dell'autore, critiche sulle definizioni, frasi statuarie, citazioni, aneddoti di storia passata; in ogni capitolo amalgamati in modi differenti. Potrebbe sembrare una dodecafonia disorientante; invece è come, riprendendo l'apertura del libro, un dialogo tra padre e figlio: non segue schemi rigida ma, nel modo più chiaro e appassionante possibile, scaturisce seguendo la mente e il cuore.

    L'approccio scientifico
    Questo libro rimane in ogni caso un saggio, non un romanzo, quindi deve portare il lettore a condividere le tesi dell'autore. Da qui nasce un'organizzazione semplice e progressiva dell'opera;
    a volte si possono proprio riconoscere i passaggi di una dimostrazione matematica:si passa dalla spiegazione della nascita del libro, alla metodologia usata, ai pensieri insiti nell'animo umano riguardo alla memoria, alla dimostrazione della storia come scienza umana neonata ed in cammino, fino alla dimostrazione della dannosità delle assunzioni aprioristiche.

    Molte cose appena dette potrebbero sembrare contraddittorie; così, prima si passare ai concreti contenuti dell'opera, mi piaceva descrivere questo libro come un'appassionata poesia di scienza: infatti il lettore deve essere avvertito di avere un animo disponibile ad entrare in sintonia con il battito dell'opera, ad essere “museo di curiosità”, a credere che “le piccole gioie del bric-à-brac possano figurare alla culla di più di un orientamento di studi”.
    L'unica cosa assolutamente non necessaria, è una particolare passione per la storia: con le giuste premesse, sarà il saggio stesso a farla nascere.

    L'opera segue percorsi simili ad una dimostrazione matematica, quindi sarebbe impossibile descriverne i contenuti a pezzi, perché ogni paragrafo parte dalle conclusioni del precedente, come è impensabile proporvi un riassunto.
    Vi mostro dunque come riflessioni del libro possano coinvolgere questioni (intellettuali) della nostra vita.

    Prendiamo ad esempio un giornalista di cronaca estera, che nei suoi articoli deve scrivere riguardo le istituzioni, gli usi e costumi, le etnie e tutto ciò che avviene di rilevante in un territorio. Il giornalista dovrà utilizzare i nomi originali, o cercare il corrispondente nella propria lingua? E se il corrispondente mancasse?
    Marc Bloch affronta (in una parte del capitolo quarto) il problema della nomenclatura, scrivendo “Non appena invece appaiono istituzioni credenze, costumi che sono più profondamente partecipi della vita propria della società, la trasposizione in un'altra lingua, fatta a immagine di una società differente, diventa un'impresa carica di rischi”.

    Oppure leggere di come le rigide schematizzazioni: gli storici si occupano del passato, i giornalisti del presente, siano molto superficiali in quanto “l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato. Ma non è forse meno vano affaticarsi nel comprendere il passato, se non si sa comprendere il presente”, ci rende molto più coscienti di come confrontarci con la realtà che ci circonda

    Ancora, leggere “ 'con l'inchiostro, chiunque può scrivere qualunque cosa' ”, “la frode, per sua natura genera altra frode” e che “l'unico modo per avvicinarsi alla verità è confrontare le testimonianze”, tutto non postulato, ma dimostrato, ti apre la mente per vivere meglio la nostra realtà

    In ogni caso, l'uomo non vive di solo pane, e trovando “Che cos'è in effetti il presente? Nell'infinito della durata, un punto minuscolo che fugge senza posa; un istante che appena nato, muore”, c'è qualcosa nel nostro animo che si sente appagato.

    Concludo una frase emblematica dello spirito di Marc Bloch e del suo saggio: “Senza dubbio, anche se la storia dovesse essere giudicata incapace d'altri compiti, rimarrebbe da far valere, in suo favore, ch'essa è divertente”.

    ha scritto il 

  • 5

    meraviglioso, illuminante saggio sul mestiere dello storico e sul valore della storia come disciplina. letto ormai diversi anni fa, merita di essere ripreso in mano.

    ha scritto il 

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