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Apologia di Socrate

Di

Editore: Laterza

4.1
(1827)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 124 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese

Isbn-10: A000066930 | Data di pubblicazione:  | Edizione 19

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , eBook

Genere: History , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
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  • 0

    A quanto pare pop artist scrive sui muri. Mi sembra banale che scriva sui muri. Forse non è lui forse è un fan, un imitatore, qualche seguace. Per ora ho trovato due scritte, ma c'è qualcuno che sicuramente le sta già raccogliendo tutte.


    La prima fa:
    al di là del salato e del dolce è ...continua

    A quanto pare pop artist scrive sui muri. Mi sembra banale che scriva sui muri. Forse non è lui forse è un fan, un imitatore, qualche seguace. Per ora ho trovato due scritte, ma c'è qualcuno che sicuramente le sta già raccogliendo tutte.

    La prima fa: al di là del salato e del dolce è il pop corn La seconda invece fa: nel dubbio sorprenditi, nel dubbio pepe

    Questo pop artist mi è finalmente andato sul cazzo, cialtrone, nel dubbio pepe, fanculo, santone da quattro soldi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Lettura interessante

    Come da titolo, reputo la "Apologia di Socrate" un testo molto interessante. Fa riflettere quanto un singolo uomo fosse disprezzato (lecitamente) dai suoi avversari politici tanto da ricorrere, pur di eliminarlo, ad ogni mezzo, anche all'illecita corruzione. Nonostante, com'è risaputo, Soc ...continua

    Come da titolo, reputo la "Apologia di Socrate" un testo molto interessante. Fa riflettere quanto un singolo uomo fosse disprezzato (lecitamente) dai suoi avversari politici tanto da ricorrere, pur di eliminarlo, ad ogni mezzo, anche all'illecita corruzione. Nonostante, com'è risaputo, Socrate perse la causa e di conseguenza la vita, il suo monologo per liberarsi dalle accuse rivoltegli risulta magistrale, impeccabile.

    ha scritto il 

  • 5

    chiarisce il pensiero di Socrate ...

    Socrate applica il suo pensiero ai molti aspetti che caratterizzano la società del suo tempo; l'aspetto religioso in particolare mi ha interessato e aperto gli occhi perché Socrate nel suo dialogo mette il luce l'illogicità di attribuire alle divinità degli attributi umani e poi porsi tali divini ...continua

    Socrate applica il suo pensiero ai molti aspetti che caratterizzano la società del suo tempo; l'aspetto religioso in particolare mi ha interessato e aperto gli occhi perché Socrate nel suo dialogo mette il luce l'illogicità di attribuire alle divinità degli attributi umani e poi porsi tali divinità come guida . Per lui l'uomo non deve cercare sé stesso ma deve cercare il bene, che in parte gli è connaturato ma in parte no. L'uomo può sbagliare ma non può continuare, giustificandosi con il fatto che gli dei fanno lo stesso. Divinità così non hanno ragione di esistere. Ma gli dei giustificavano l'esistenza della civiltà greca la quale, minacciata, si è sbarazzata del corpo di Socrate; se le azioni si giudicassero dalle conseguenze, direi che hanno fatto bene, perché così hanno reso immortali le sue idee. ma questo mi fa capire che anche ammettendo che esista un giudizio su un'azione umana così da definirla assolutamente buona o assolutamente cattiva, per l'uomo tale giudizio sarà sempre una questione di punti di vista, perché bene e male assoluti sono atemporali e quindi incomprensibili a noi esseri terreni. Socrate e i suoi giudici compresi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Socrate dell'Apologia è un filosofo curioso, che “sa di non sapere” e guarda al mondo interrogandolo e interrogandosi. Non accetta luoghi comuni, verità imposte o scelte di comodo, ma sceglie la logica come unica guida. Per queso era inevitabile che finisse sotto processo come pericoloso distu ...continua

    Il Socrate dell'Apologia è un filosofo curioso, che “sa di non sapere” e guarda al mondo interrogandolo e interrogandosi. Non accetta luoghi comuni, verità imposte o scelte di comodo, ma sceglie la logica come unica guida. Per queso era inevitabile che finisse sotto processo come pericoloso disturbatore dello status quo. Un pensatore originale, in grado di far presa sui giovani, coerente con le proprie idee e indisponibile ai compromessi al punto di essere disposto a sacrificare anche la vita in nome della ricerca della verità: era personaggio troppo scomodo per i potenti di turno. Fin qui tutto bene, il fatto è che l'Apologia è anche il dialogo platonico che meglio si presta ad una lettura nietzschiana della figura di Socrate. Sì perché il Socrate dell'Antologia è un personaggio – diciamocelo – piuttosto antipatico. Si sminuisce negando di essere un abile parlatore e poi subito dopo afferma con poca modestia che da lui si udrà solo la verità (“perché io ho la convinzione di non dir nulla che non sia giusto”). Il suo understatement è solo di facciata, in realtà si comporta in tutto e per tutto da sofista sottoponendo politici, poeti ed artisti ad una specie di quarto grado finalizzato a svelare la loro insipienza. Sostiene che il suo compito è persuadere la gente a prendersi cura dell'anima, a diventare virtuosi (come dire: quello che faccio lo faccio solo per voi, per il vostro bene), aggiungendo che è il dio ad avergli ordinato di vivere filosofando per conoscere se stesso e gli altri e che quindi non potrebbe interrompere la sua missione neppure sotto minaccia di morte (in sintesi: se mi condannate andate contro la volontà divina), arrivando a dire di essere in contatto diretto con il dio (“c'è dentro di me non so che di spirito divino e dionisiaco. Ed è come una voce che ho in me fino da fanciullo”). Insomma un attore che indossa una maschera da basso profilo dietro la quale si nasconde un furbo, saccente e presuntuoso. Detto questo però, è anche necessario riconoscere che probabilmente queste considerazioni sono un po' “tagliate con l'accetta” e che un dialogo come l'Apologia deve esser letto prima di tutto contestualizzandolo. Il “sapere di non sapere”, ma anche la dignità dimostrata nell'accettare la condanna a morte ci restituiscono tutta la grandezza di una personalità fondamentale per la storia del pensiero, ma – come detto sopra – qualche dubbio sul dialogo rimane.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro scelto da me medesima per suicidare il Gruppo di Lettura. E invece proprio mia sorella, la mia opposta e contraria, lo scoglio contro cui devo continuamente infrangermi per capire quanto io abbia ragione, insomma proprio lei che rifiuta ogni tipo di lettura impegnata mi ringrazia per questa ...continua

    Libro scelto da me medesima per suicidare il Gruppo di Lettura. E invece proprio mia sorella, la mia opposta e contraria, lo scoglio contro cui devo continuamente infrangermi per capire quanto io abbia ragione, insomma proprio lei che rifiuta ogni tipo di lettura impegnata mi ringrazia per questa scelta. E così Socrate ritorna ad insegnare , ad educare le coscienze, a sviluppare il pensiero critico che deve dubitare per capire. Con la forza della dirittura morale vince la calunnia ponendo le basi su cui appoggiare i nostri piedi. Verrebbe solo da chiedersi dove ci siamo persi. E come si può fare per ritrovare la strada verso l'agorà .

    ha scritto il 

  • 5

    Una lezione di vita per tutti i tempi

    La celebre autodifesa socratica presso il tribunale davanti al quale è stato condotto da detrattori e nemici del modo di filosofare del maestro di Platone. Che riporta il tutto in modo particolareggiato e con un certo trasporto, legato ad amarezza e indignazione per il trattamento (e la sorte) ri ...continua

    La celebre autodifesa socratica presso il tribunale davanti al quale è stato condotto da detrattori e nemici del modo di filosofare del maestro di Platone. Che riporta il tutto in modo particolareggiato e con un certo trasporto, legato ad amarezza e indignazione per il trattamento (e la sorte) riservato a un Socrate che più di tutti può dirsi filosofo e politico, nel senso più positivo del termine. Grande lezione di vita, oltre che di filosofia, l'Apologia si conferma un classico di tutti i tempi che non può mancare nelle biblioteche non già dei filosofi o degli studiosi di filosofia, ma anche (soprattutto?) in quelle delle persone lontane da questi temi, che potrebbero trarre giovamento dalla lettura di un testo che emana dignità ad ogni parola.

    ha scritto il 

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