Apologia di Socrate

Per le Scuole superiori

Di

Editore: La Scuola

4.1
(2100)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 128 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Catalano , Inglese

Isbn-10: 8835072891 | Isbn-13: 9788835072898 | Data di pubblicazione:  | Edizione 14

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Tascabile economico , Copertina rigida , eBook

Genere: Storia , Filosofia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 4

    Manifesto dell'oratoria

    Non ci sono pervenuti scritti di Socrate, pertanto siamo costretti a basarci su quanto riportato da altri, riguardo alle sue idee.
    Qui, siamo nelle medesime condizioni: non abbiamo riscontro di cosa d ...continua

    Non ci sono pervenuti scritti di Socrate, pertanto siamo costretti a basarci su quanto riportato da altri, riguardo alle sue idee.
    Qui, siamo nelle medesime condizioni: non abbiamo riscontro di cosa disse esattamente Socrate al suo processo, ma abbiamo quanto riportato da Platone, in una primissima edizione di giornalismo giudiziario.
    Eppure, anche in un contesto così particolare, si evince parte delle idee del filosofo ateniese, guardando al modo in cui presenta le proprie argomentazioni, in sua difesa.
    Il concetto del "non conoscere", prima che arrivasse John Snow ad incarnarlo, è fortissimo, insieme alla forte tendenza al conoscere, proprio in quanto ignoranti.
    È la rivendicazione al diritto di pensare e di vivere secondo le proprie inclinazioni. Un'opera epocale.

    ha scritto il 

  • 5

    Sentite il Maestro parlare dei vecchi accusatori che l’hanno trascinato a giudizio:
    […] E il fatto più sconcertante è che di costoro, con l’eccezione di qualche commediografo, non si riesce neanche a ...continua

    Sentite il Maestro parlare dei vecchi accusatori che l’hanno trascinato a giudizio:
    […] E il fatto più sconcertante è che di costoro, con l’eccezione di qualche commediografo, non si riesce neanche a sapere e dire i nomi. Dopo avervi messo su con l’invidia e la calunnia (alcuni persuadendo altri dopo essere stati essi stessi persuasi), si sono resi tutti irreperibili: di fatto non riesco a farne venire nessuno in tribunale per confutarlo, costretto a difendermi proprio come se combattessi con delle ombre, e a confutare senza che alcuno risponda.[…]

    Ombre che poi si allungano sulla città di Atene offuscandone la gloria e la sapienza. E lì solo, seduto, lo possiamo quasi vedere, resta Socrate come un tafano fedele alla propria bestia (patria, leggi) il quale cerca di spronarla e farla ragionare quotidianamente.

    ha scritto il 

  • 5

    Socrate è ormai in età avanzata, ma deve difendersi davanti ai giudici dalle accuse che gli sono state mosse da Meleto e da altre persone Ateniesi.

    Egli è accusato di non credere negli dèi e di insegn ...continua

    Socrate è ormai in età avanzata, ma deve difendersi davanti ai giudici dalle accuse che gli sono state mosse da Meleto e da altre persone Ateniesi.

    Egli è accusato di non credere negli dèi e di insegnare ai giovani il Male.

    Davanti ai giudici Socrate farà ricorso alla sua arte oratoria per dimostrare la falsità delle accuse che gli sono state mosse perchè egli, attraverso la ricerca, di un uomo più sapiente di sé, ha suscitato nei suoi confronti invidie e inimicizie.
    Un’ottima lettura, anche se risulta un po’ complessa l’esposizione e, ogni tanto, si deve tornare indietro per rileggere un passaggio. Ma d’altro canto è un testo antico e bisogna pur aspettarselo.

    La parte che mi ha colpita di più è quella che riguarda il pensiero sulla morte come benedizione per tutti gli uomini e non è trascurabile nemmeno l’affermazione che ad un uomo retto è impossibile accada qualcosa di male, poichè gli dèi non potrebbero permetterlo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Lettura interessante

    Come da titolo, reputo la "Apologia di Socrate" un testo molto interessante. Fa riflettere quanto un singolo uomo fosse disprezzato (lecitamente) dai suoi avversari politici tanto da ricorrere, pur di ...continua

    Come da titolo, reputo la "Apologia di Socrate" un testo molto interessante. Fa riflettere quanto un singolo uomo fosse disprezzato (lecitamente) dai suoi avversari politici tanto da ricorrere, pur di eliminarlo, ad ogni mezzo, anche all'illecita corruzione. Nonostante, com'è risaputo, Socrate perse la causa e di conseguenza la vita, il suo monologo per liberarsi dalle accuse rivoltegli risulta magistrale, impeccabile.

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ero ripromesso di dare 5 stelle soltanto ad Oscar Wilde, l'autore più importante della mia vita, ma limitarmi ad un "Bello" per la dilogia "Apologia - Critone" mi sembrava quanto meno riduttivo, se ...continua

    Mi ero ripromesso di dare 5 stelle soltanto ad Oscar Wilde, l'autore più importante della mia vita, ma limitarmi ad un "Bello" per la dilogia "Apologia - Critone" mi sembrava quanto meno riduttivo, se non offensivo nei confronti tanto del maestro della filosofia delle idee quanto del suo mentore e figura di riferimento, il protagonista nonché autore per mano di Platone delle due opere, tale Socrate.

    ha scritto il 

  • 5

    chiarisce il pensiero di Socrate ...

    Socrate applica il suo pensiero ai molti aspetti che caratterizzano la società del suo tempo; l'aspetto religioso in particolare mi ha interessato e aperto gli occhi perché Socrate nel suo dialogo met ...continua

    Socrate applica il suo pensiero ai molti aspetti che caratterizzano la società del suo tempo; l'aspetto religioso in particolare mi ha interessato e aperto gli occhi perché Socrate nel suo dialogo mette il luce l'illogicità di attribuire alle divinità degli attributi umani e poi porsi tali divinità come guida . Per lui l'uomo non deve cercare sé stesso ma deve cercare il bene, che in parte gli è connaturato ma in parte no. L'uomo può sbagliare ma non può continuare, giustificandosi con il fatto che gli dei fanno lo stesso. Divinità così non hanno ragione di esistere. Ma gli dei giustificavano l'esistenza della civiltà greca la quale, minacciata, si è sbarazzata del corpo di Socrate; se le azioni si giudicassero dalle conseguenze, direi che hanno fatto bene, perché così hanno reso immortali le sue idee. ma questo mi fa capire che anche ammettendo che esista un giudizio su un'azione umana così da definirla assolutamente buona o assolutamente cattiva, per l'uomo tale giudizio sarà sempre una questione di punti di vista, perché bene e male assoluti sono atemporali e quindi incomprensibili a noi esseri terreni. Socrate e i suoi giudici compresi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Socrate dell'Apologia è un filosofo curioso, che “sa di non sapere” e guarda al mondo interrogandolo e interrogandosi. Non accetta luoghi comuni, verità imposte o scelte di comodo, ma sceglie la lo ...continua

    Il Socrate dell'Apologia è un filosofo curioso, che “sa di non sapere” e guarda al mondo interrogandolo e interrogandosi. Non accetta luoghi comuni, verità imposte o scelte di comodo, ma sceglie la logica come unica guida. Per queso era inevitabile che finisse sotto processo come pericoloso disturbatore dello status quo. Un pensatore originale, in grado di far presa sui giovani, coerente con le proprie idee e indisponibile ai compromessi al punto di essere disposto a sacrificare anche la vita in nome della ricerca della verità: era personaggio troppo scomodo per i potenti di turno.
    Fin qui tutto bene, il fatto è che l'Apologia è anche il dialogo platonico che meglio si presta ad una lettura nietzschiana della figura di Socrate. Sì perché il Socrate dell'Antologia è un personaggio – diciamocelo – piuttosto antipatico. Si sminuisce negando di essere un abile parlatore e poi subito dopo afferma con poca modestia che da lui si udrà solo la verità (“perché io ho la convinzione di non dir nulla che non sia giusto”). Il suo understatement è solo di facciata, in realtà si comporta in tutto e per tutto da sofista sottoponendo politici, poeti ed artisti ad una specie di quarto grado finalizzato a svelare la loro insipienza. Sostiene che il suo compito è persuadere la gente a prendersi cura dell'anima, a diventare virtuosi (come dire: quello che faccio lo faccio solo per voi, per il vostro bene), aggiungendo che è il dio ad avergli ordinato di vivere filosofando per conoscere se stesso e gli altri e che quindi non potrebbe interrompere la sua missione neppure sotto minaccia di morte (in sintesi: se mi condannate andate contro la volontà divina), arrivando a dire di essere in contatto diretto con il dio (“c'è dentro di me non so che di spirito divino e dionisiaco. Ed è come una voce che ho in me fino da fanciullo”). Insomma un attore che indossa una maschera da basso profilo dietro la quale si nasconde un furbo, saccente e presuntuoso.
    Detto questo però, è anche necessario riconoscere che probabilmente queste considerazioni sono un po' “tagliate con l'accetta” e che un dialogo come l'Apologia deve esser letto prima di tutto contestualizzandolo. Il “sapere di non sapere”, ma anche la dignità dimostrata nell'accettare la condanna a morte ci restituiscono tutta la grandezza di una personalità fondamentale per la storia del pensiero, ma – come detto sopra – qualche dubbio sul dialogo rimane.

    ha scritto il 

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