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Appuntamenti in nero

Le strade del giallo n. 26

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.1
(202)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 234 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000079570 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuseppe Lippi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Nero, nero, nero.
    Un grande amore che scatena una sete di vendetta inarrestabile e fissata con dei mortali rendez-vous. Tensione dalla prima pagina: fluido, scorrevole e intrigante. Pagine scritte olt ...continua

    Nero, nero, nero.
    Un grande amore che scatena una sete di vendetta inarrestabile e fissata con dei mortali rendez-vous. Tensione dalla prima pagina: fluido, scorrevole e intrigante. Pagine scritte oltre mezzo secolo fa, che ti sembrano scritte ieri e che rischiano di farti perdere la fermata giusta del treno o del bus… Il tempo non ha scalfitto minimamente la scrittura di Woolrich. Appuntamenti in nero decisi con metodica e premeditata lucidità nel minimo dettaglio da un cuore ferito, perchè gli incontri col destino sono ineluttabili e non si possono fermare…
    Adrenalinico e disperato.

    ha scritto il 

  • 4

    Certe zone dell'anima, quando si ammalano, non guariscono più: e il dolore sprofondò nella mente, nella ragione

    Ho visto la serie tv tanti, tantissimi anni fa e benché ovviamente non possa ricordare tutto, quello che non sono proprio riuscita a dimenticare sono le circostanze della morte di Dorothy e il “metodo ...continua

    Ho visto la serie tv tanti, tantissimi anni fa e benché ovviamente non possa ricordare tutto, quello che non sono proprio riuscita a dimenticare sono le circostanze della morte di Dorothy e il “metodo” di una delle vendette. E questo sta a significare che con un colpo di genio si riesce a stupire e a colpire anche con una trama già “letta”. Nonostante il libro sia stato scritto nel lontano 48 non ho trovato la scrittura datata come invece mi è capitato con altri autori e la lettura quindi risulta scorrevole e avvincente; si alternano momenti di dolore come quello in cui Johnny incredulo di fronte alla morte della sua amata rimane ad aspettarla fino a notte fonde e continua ad aspettarla per giorni e giorni allo stesso posto nella stessa ora, a momenti di tensione quando come un ragno tesse la sua rete intorno ai colpevoli.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo non eccelso, dove trovano spazio soprattutto i difetti di Woolrich/Irish: trama implausibile ai limiti della fantascienza, romanticismo "nero" un po' di maniera, personaggi che sembrano usciti ...continua

    Romanzo non eccelso, dove trovano spazio soprattutto i difetti di Woolrich/Irish: trama implausibile ai limiti della fantascienza, romanticismo "nero" un po' di maniera, personaggi che sembrano usciti da un melodrammone hollywoodiano.
    Certamente è una lettura molto piacevole, e fortunatamente non mancano grosse dosi di ironia a stemperare le pagine più patetiche. C'è una galleria di personggi (per lo più femminili) che al lettore di oggi risultano insostenibili nel loro sentimentalismo, e una figura di omicida psicopatico che non suona credibile neanche per un secondo, ma i libri di Woolrich vanno "vissuti" così, in b/n, con lo stesso stato d'animo con cui si guardano certi vecchi film di Hollywood: passando sopra a esagerazioni e implausibilità, immergendosi nella scorrevolezza e nel ritmo di un racconto gradevolmente episodico e avvincente.
    In ogni caso l'autore ha fatto di meglio sia in quanto a meccanismo narrativo (La donna fantasma) che a romanticismo disperato (Ho sposato un ombra).

    ha scritto il 

  • 4

    Il nero sipario di Cornell

    Ineluttabile. Come la nebbia di novembre in pianura padana...densa, veloce, silenziosa come la scrittura di Cornell Woolrich, le sue notti dal sapore di ruggine e pioggia, i suoi portici soli quanto l ...continua

    Ineluttabile. Come la nebbia di novembre in pianura padana...densa, veloce, silenziosa come la scrittura di Cornell Woolrich, le sue notti dal sapore di ruggine e pioggia, i suoi portici soli quanto la loro lunghezza, quanto la loro metropoli, quanto il nero più nero dei capolavori di uno scrittore da Motel e dei suoi solisti ossessionati, dai nervi fragili, dalle paure senza nome, dalle fughe dal nulla o dalle sorprese che cambiano le cose, cambiano i colori, negli inferni personali di ogni appuntamento...ovviamente in nero. Woolrich pensò al colore più scuro dal 1930 al 1950; ci lasciò quindi veri capolavori e ridefinì le tonalità del noir francese e non solo, anche la pellicola in bianco e nero divenne più noir e talmente empatica da influenzarci nei tempi nelle percezioni nelle debolezze come nei lati che ancora non conoscevamo...è la celebrazione di una condizione moderna o post-moderna, quello stato di stress estremo in cui ognuno può perdersi e sconfinare nel buco nero del caso. "Lacerante come un urlo nella notte" la tensione dei racconti neri è calibrata da tempi velocissimi, da scadenze continue, da autentiche essenze di dolore ansia e sofferenza ma anche dallo stile fuggente, etereo, o invasivo e assoluto di colui che veniva da molti considerato l'autentico "poeta" del noir...Corny Wool, dalla vita disastrata e nera come la sua scrittura, dal fascino tanto oscuro quanto umano, di un'umanità spezzata, di una solitudine eternamente presente, proprio come il nero di questo sipario, al termine della notte.

    ha scritto il 

  • 4

    “Che cos’è l’amore se non impossibilità, se non il protendersi verso un’illusione?”. Questa emblematica frase è posta quasi in chiusura, a mo’ di suggello, di questo romanzo più nero che mai, opera di ...continua

    “Che cos’è l’amore se non impossibilità, se non il protendersi verso un’illusione?”. Questa emblematica frase è posta quasi in chiusura, a mo’ di suggello, di questo romanzo più nero che mai, opera di uno scrittore che deve aver conosciuto ben poco amore nella propria esistenza. E’ proprio il fatto che la morte assuma le sembianze dell’amore a rendere così crudele ed avvincente la storia.
    Nel mondo cupo descritto da Woolrich può accadere di morire per la più tragica fatalità, una ragazza alla vigilia del matrimonio può rimanere uccisa da una bottiglia lanciata per gioco da un aereo, il suo mite fidanzato può impazzire di dolore fino al punto di diventare il più lucido ed implacabile omicida seriale, tornare ad uccidere l’amore tante volte quante ne richiede il suo desiderio di vendetta. Alla fine, malgrado tutto, si può ancora provare un po’ di compassione per lui.
    Una curiosità: il protagonista si chiama Johnny Marr, non so se è da qui che il chitarrista degli Smiths ha tratto il suo pseudonimo, fatto sta che fra le sue vittime c’è anche una ragazza precedentemente fidanzata con un tale di nome Morrissey, col quale ha pure una colluttazione…

    ha scritto il 

  • 5

    Anni Quaranta. Un uomo e una donna che si amano da sempre, si vedono ogni sera alle otto davanti a una drogheria. Una sera, lui ha qualche minuto di ritardo e scopre che una donna è stata uccisa, prop ...continua

    Anni Quaranta. Un uomo e una donna che si amano da sempre, si vedono ogni sera alle otto davanti a una drogheria. Una sera, lui ha qualche minuto di ritardo e scopre che una donna è stata uccisa, proprio a pochi passi dal loro punto d'incontro. La vede, è lei, ma nega a sé stesso che lo sia, per cui l'aspetta, quella sera e tante altre.
    Un uomo, che capiamo essere il protagonista, si fa assumere cambiando nome ogni volta e per motivi che non ci vengono spiegati, in varie compagnie aeree, presso le quali lavora per soli pochi mesi. Finché non scopre un elenco di cinque nomi d'uomo.
    Da questo punto il romanzo viene narrato come cinque racconti con un denominatore comune che, in qualche modo, rimanda alla ragazza morta nelle prime pagine.
    Non c'è pietà per nessuno, c'è solo una missione da compiere.
    Ogni azione è perfettamente programmata e realizzata, nessun dettaglio è casuale, ogni parola scritta significa qualcosa, ci verrà spiegata o troverà il proprio incastro prima o dopo.

    Sembra di vedere uno di quei bel film di una volta, con gente elegante che scende scaloni di case ricche, donne che organizzano ricevimenti, gioielli, uomini impeccabili nei loro abiti da sera. Si immaginano James Stewart, Grace Kelly e Cary Grant. E viene anche in mente la lista di nomi di Kill Bill, quella specie di breviario di morte con cui Uma Thurman si fa giustizia da sé.
    È un romanzo pieno di cinema e infatti molti registi si sono ispirati a Woolrich, al suo stile, ai suoi numerosi racconti.
    Questo romanzo è bellissimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Gialli duri o letterari? - 13 nov 11

    Capisco che quando si raggiunge un bel successo con un particolare tipo di storia, si è portati a ripeterlo per andare sul sicuro. Qui però mi sembra un po’ troppo scontato. Prima della Seconda Guerra ...continua

    Capisco che quando si raggiunge un bel successo con un particolare tipo di storia, si è portati a ripeterlo per andare sul sicuro. Qui però mi sembra un po’ troppo scontato. Prima della Seconda Guerra Mondiale, Woolrich aveva avuto un successo esagerato con “La sposa in nero” che era un tal ben congegnato meccanismo che, come ho scritto nella relativa trama, fu portato con successo sullo schermo da Truffaut nel 1968. Allora, 8 anni dopo, Woolrich prova a ribaltare la trama, passando dal maschile al femminile. Il povero Johnny Marr vede morire la sua fidanzata il 31 di maggio per una bottiglia lanciata da un piccolo aereo volante a bassa quota sulla cittadina. Lì era una macchina in corsa, ma il meccanismo si ripete. Johnny decide di vendicare Dorothy non uccidendo le persone sull’aereo (troppo poco doloroso), ma uccidendone le spose, le figlie, le amanti. Insomma uccidendo la donna più cara alla persona presente sul velivolo. Iniziano così 5 storie nere, man mano più intricate, perché mentre all’inizio si pensa a casualità, il commissario Cameron sembra vedere uno schema nelle varie morti. Ed inizia a collegare i fatti. E collegando i fatti, ceca di arrivare prima dell’assassino alla protezione delle future vittime. Quasi fossero 5 racconti indipendenti, con delle limitazioni ad imbuto (cioè sempre più strette), si dipanano le storie: prima la morte per tetano, poi la morte dell’amante. Poi c’è il tradimento della moglie al marito soldato. Poi la sparizione della figlia. Infine, la fuga con l’amante non vedente. Mentre sulle prime Cameron arriva a morte avvenute, sulle ultime ormai è lui in vantaggio, è lui che arriva prima alle famiglie, perché sa chi era presente sull’aereo. Non sa però chi sia l’assassino, e quindi brancola nel buio (specialmente nell’episodio della cieca, ah ah). Qui il meccanismo di Woolrich si fa un pochino più interessante. Si mettono degli ostacoli e si cerca di capire come fare perché l’assassino continui la sua mattanza. Tuttavia il meccanismo non è che sia particolarmente brillante, né con idee particolarmente nuove. Tant’è che un meccanismo è facilmente decrittabile da chi avesse letto (e penso che siano in molti) il “Giro del mondo in 80 giorni” di Verne. La storia si trascina stancamente verso la fine. Il commissario Cameron, finalmente, capisce che forse se si fa dare le coordinate di viaggio dell’aereo riesce a capire su quali cittadine è passato. Magari se lo avesse fatto 5 anni prima si sarebbe risparmiato bei mal di testa. Ma alla fine, tutti i nodi vengono al pettine, si trova il bandolo di Johnny Marr e della sua Dorothy, e ci si domanda chi doveva essere punito per quella morte. Sarà stata realmente accidentale? Johnny riuscirà ad uccidere le cinque persone che ha in mente? Cameron riuscirà a fermarlo prima? Domande la cui risposta lascio ai lettori di questo comunque ben fatto libro. Non esaltante come il primo, con i meccanismi un po’ arrugginiti, ma una prova onesta. Certo, forse ci si poteva aspettare di più da quello che è considerato il padre del romanzo “noir” e che ci ha dato anche quel capolavoro da cui Hitchcock trasse l’altrettanto bellissimo film “Una finestra sul cortile”.
    “Non si fanno [mai] le cose che si desiderano veramente.” (42)

    ha scritto il