Appuntamento con la paura

Di

Editore: Mondadori

3.6
(369)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 272 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804411465 | Isbn-13: 9788804411468 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 2

    La Signora del Giallo 5 - 10 apr 16

    Sono ancora dei racconti, e come ho sovente ribadito, la Signora del Giallo, pour avendone scritti innumerevoli, mai mi è sembrata a suo agio con questa misura di scrittura. Non solo, ritengo anche, c ...continua

    Sono ancora dei racconti, e come ho sovente ribadito, la Signora del Giallo, pour avendone scritti innumerevoli, mai mi è sembrata a suo agio con questa misura di scrittura. Non solo, ritengo anche, contrariamente a molte opinioni su questi scritti, che laddove non compaiano i due grandi interpreti della scrittrice, la tensione (e le idee) tendono a calare. Inoltre la metà dei racconti proviene da vecchi scritti editi negli anni Venti, ed anche qui si sente la differenza della scrittura tra gli esordi e queste ultime prove, della piena maturità dello scrivere (ma anche della stanchezza e della difficoltà di trovare nuove trame). Più che andare in ordine, preferisco allora pensarli per protagonista. Cominciando da Hercule Poirot, c’è “Doppia colpa (Double Sin)” del 1929 dove il nostro ispettore indagando sul furto di alcune preziose miniature, aggirandosi per la campagna inglese, riesce a capovolgere la truffa iniziale, smascherando così la vera coppia colpevole. Già meno riuscito “Nido di vespe (Wasp's Nest)” sempre del 1929, dove Poirot, con un insolito tampinamento riesce a sventare un omicidio, facendone anche capire l’inutilità allo strano personaggio centrale. Il terzo racconto è quello che ha spinto l’editore a pubblicare la raccolta. In “L'avventura del dolce di Natale (The Adventure of the Christmas Pudding)” del 1960 Poirot viene coinvolto in un tradizionale pranzo natalizio, dove vengono serviti, come appunto tradizione vuole, dolci vari, tra cui il Pudding natalizio. È il racconto più lungo, ed anche se abbiamo modo di conoscere meglio i vari personaggi, poca sorpresa ci fa la soluzione del mistero del furto del prezioso rubino, sventato per uno scambio inopinato di dolci natalizi. Poirot ritorna poi in un altro racconto, anch’esso doppio nel titolo “Doppio indizio (The Double Clue)”, ed anch’esso proveniente dai primi, essendo stato scritto nel 1925. In una festa in cui partecipava l’alta società inglese vengono rubati dei gioielli. Due indizi convergono verso un colpevole, ma, come dice Poirot un indizio può farci indagare in una direzione, due sembrano messi a posta per fuorviare. Cosa che a lui non accade, anche se per risolvere il mistero dovrà utilizzare l’alfabeto cirillico, e sarà facile capire il mistero per chi lo conosce. Curiosità del racconto, vi compare la contessa Vera Rossakoff, che Poirot dice di ammirare per la sua astuzia e che pensa di ritrovare in futuro. Con il senno di poi gli diamo ragione, visto che comparirà nel racconto “La cattura di Cerbero” della raccolta “Le fatiche di Hercule” e nel romanzo “Poirot e i quattro”. Lasciamo allora Poirot, e passiamo ai due con la nostra Miss Marple. Nel primo “La follia di Greenshaw (Greenshaw's Folly” del 1957) la nostra simpatica vecchietta viene a capo della morte di un’anziana signora benché tutti i sospettati siano apparentemente coperti da alibi di ferro. Peccato che l’impianto sia ripreso da un vecchissimo racconto di cui era protagonista Poirot, edito nel lontano 1925, “Il mistero di Hunter's lodge”. C’è poi l’inutile conclusione con “Asilo (Sanctuary)” del 1954, dove Miss Marple risolve il mistero di un omicidio avvenuto in una chiesa. Finiamo con i due senza i nostri eroi. Che ho trovato veramente scarsi di nota. “La bambola della sarta (The Dressmaker's Doll” del 1959) cerca di scavare nel sovrannaturale, facendo umanizzare una bambola che a poco a poco si impadronisce della casa di una sarta. Un racconto che potrebbe figurare in una raccolta minore di E. A. Poe. Infine c’è uno dei più antichi “L'ultima séance (The Last Seance)” in cui una medium viene assassinata nel bel mezzo di una seduta spiritica attraverso la fuga del suo spirito in un corpo infantile. Un racconto decisamente infantile, con l’unico elemento di curiosità derivato dal fatto che la trama prende spunto da un avvenimento accaduto realmente alla Christie. Ma continuo a ripetere, troppo brevi i racconti per creare tensione. E senza mordente, anzi allegramente inutili quelli senza Poirot e senza Miss Marple. Agatha sta invecchiando, e riesce difficilmente, in queste prove, a farci rivivere sensazioni forti di partecipazione come in molti altri e meglio riusciti scritti precedenti.

    ha scritto il 

  • 2

    2+
    Devo dire che è il primo libro della zia Agatha che non mi entusiasma!! Ok, forse la colpa è dei racconti, è un genere che non adoro molto, però alcuni racconti non mi hanno detto proprio nulla!!
    S ...continua

    2+
    Devo dire che è il primo libro della zia Agatha che non mi entusiasma!! Ok, forse la colpa è dei racconti, è un genere che non adoro molto, però alcuni racconti non mi hanno detto proprio nulla!!
    Sicuramente ha scritto cose migliori!!!

    ha scritto il 

  • 0

    Avevo già letto e straletto tutti i raccconti di questo libro con protagonisti sia il mio caro Poirot che la vecchia pettegola Marple...ma...sono rimasta sorpresa da 3 racconti che mai avrei immaginat ...continua

    Avevo già letto e straletto tutti i raccconti di questo libro con protagonisti sia il mio caro Poirot che la vecchia pettegola Marple...ma...sono rimasta sorpresa da 3 racconti che mai avrei immaginato scritti dalla Christie: La Bambola della sarta, davvero bislacco, L'Ultima sèance, veramente mooolto inquietante (a quanto pare per un istante la nostra Agatha è stata vittima della mania spiritista del suo collega Doyle; pazzesco re e regina del giallo contagiati entrambi dallo spiritismo...) e Asilo, un raccontino con protagonista la mia vecchietta Marple.
    Il libro è stato regalato ad altri. Va bene così

    ha scritto il 

  • 2

    Peccato, questa raccolta di racconti della intramontabile Agatha mi ha deluso.
    Quattro sono notevoli( La follia di Greenshaw, La bambola della sarta, L'ultima seance e Asilo ) mentre gli altri non si ...continua

    Peccato, questa raccolta di racconti della intramontabile Agatha mi ha deluso.
    Quattro sono notevoli( La follia di Greenshaw, La bambola della sarta, L'ultima seance e Asilo ) mentre gli altri non si discostano molto da un livello piuttosto piatto e modesto.
    Nei quattro che ho apprezzato è ammirevole la capacità di far serpeggiare inquietudine nel lettore senza grandi mezzi o trovate, ma col solo abile uso dei dettagli. In qualche caso davvero un brivido corre lungo la schiena, seppur fugace.
    Il resto dei racconti sembrano sinceramente romanzi abortiti , non riescono a catturare , o a sorprendere, nemmeno per una pagina. La media complessiva perciò è bassa, come votazione finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Per un paio di ore di relax, se si apprezzano lo stile scarno, la semplicità e l'intelligenza di Agatha Christie.
    Ho aggiunto la quarta stellina perché Agatha Christie conosce i suoi limiti e li sa va ...continua

    Per un paio di ore di relax, se si apprezzano lo stile scarno, la semplicità e l'intelligenza di Agatha Christie.
    Ho aggiunto la quarta stellina perché Agatha Christie conosce i suoi limiti e li sa valorizzare.

    ha scritto il 

  • 3

    Qualche raccontino per passare una giornata, niente a che vedere con i misteri a cui ci ha abituato la geniale scrittrice. Il migliore è di sicuro "L'avventura del dolce di Natale", il più strutturato ...continua

    Qualche raccontino per passare una giornata, niente a che vedere con i misteri a cui ci ha abituato la geniale scrittrice. Il migliore è di sicuro "L'avventura del dolce di Natale", il più strutturato, il più lungo, quello, quindi, in cui si notano a meglio le caratteristiche stilistiche dell'autrice che ho sempre amato e in cui si apprezza il carattere, non sempre simpatico, ma fenomenale di quella macchietta che è Hercule Poirot!

    ha scritto il 

  • 3

    Passatempo

    E' un po' come la settimana enigmistica, una serie di piccoli episodi con tutti i maggiori interpreti delle saghe di Agatha, semplici e brevi, per passare la giornata

    ha scritto il 

  • 0

    Effetto Christie.

    Ho letto quasi tutto quello che Agatha Christie ha scritto. Ora non so dire esattamente perché, visto che ho finito di leggerla circa venti anni fa e in vent’anni molte sono cambiate dentro e fuori di ...continua

    Ho letto quasi tutto quello che Agatha Christie ha scritto. Ora non so dire esattamente perché, visto che ho finito di leggerla circa venti anni fa e in vent’anni molte sono cambiate dentro e fuori di me. Ricordo però nettamente di averla letta soprattutto in momenti in cui mi sono sentita mancare la terra sotto i piedi e le mie certezze si sono sbriciolate. Quando stavo male, insomma, abbastanza da diventare impenetrabile a qualunque altrui storia, divoravo le “salcicce” inglesi di Agatha Christie (era lei a definire così i suoi gialli) una dopo l’altra. Dentro c'erano sempre storie in cui la vita di uomini e donne veniva improvvisamente devastata e distrutta, ma dove qualcuno (di solito un presuntuoso investigatore belga o un’anziana zitella di provincia) era sempre in grado di individuare il colpevole ed estirparlo da quella vita, riportandola alla normalità. L’orrore veniva rinchiuso sotto il coperchio del passato, l’ordine e il senso tornavano a scandire le ore e i giorni. Funzionava sempre.
    Ora che grazie ad Anobii ho messo in ordine le mie librerie e ritrovato i suoi gialli, proverò a rileggerne uno, così, per riconoscenza e nostalgia.

    ha scritto il