Appunti di un giovane medico

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(358)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817167940 | Isbn-13: 9788817167949 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: E. Guercetti

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Medicina

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Descrizione del libro
Questi racconti tesi, asciutti, drammatici, percorsi da una vena sottile diumorismo narrano, in prima persona, alcuni episodi vissuti dall'autore in unangolo sperduto della provincia russa a contatto con un'umanità primitiva esuperstiziosa. Essi sono la trasposizione letteraria della durissima "provainiziatica" subita dal giovane Bulgakov, appena uscito dalla facoltà dimedicina e spedito a dirigere un ospedale rurale e ad affrontare, da solo,casi clinici spesso sconvolgenti. Costituiscono inoltre il punto d'incontrodella duplice personalità scientifica e artistica di Michail Afanas'evic etestimoniano il suo passaggio dall'attività medica all'attività di scrittore.
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  • 4

    Sono di parte, e in più proprio adoro come si faceva la medicina una volta, nei villaggi. Ma vale la lettura. Anche solo i primi due racconti la varrebbero. Tutti i pensieri e le paure di questo dotto ...continua

    Sono di parte, e in più proprio adoro come si faceva la medicina una volta, nei villaggi. Ma vale la lettura. Anche solo i primi due racconti la varrebbero. Tutti i pensieri e le paure di questo dottore laureatosi l'altro ieri e subito scaraventato nel mondo, lui che dice "tutto ma non i parti con presentazione anomala" e la prima cosa che gli arriva è un parto con presentazione anomala. Lui che mentre l'infermiera prepara il campo corre di nascosto a casa a leggersi il manuale, che assorbe avidamente quello che gli dicono del suo predecessore, che in quei casi faceva così e così, che opera con una concentrazione sudata e inumana fingendo risolutezza mentre si chiede dove diavolo è finita la trachea, che dovrebbe essere proprio lì sotto il suo bisturi e invece non c'è, che alla fine si sente dire dall'infermiera "che mano ferma, dottore, è stato molto bravo, ne deve avere fatte di amputazioni..." e le cerca sul volto l'ombra dello scherno e del riso ma invece non li trova, e capisce che sta dicendo sul serio. Nel nostro piccolo - e pur con tutte le tutele dei nostri giorni, ci siamo passati e ci stiamo ancora passando tutti. Quindi sorridiamo.
    Ma a parte questo: è scritto bene. Lo definirei un romanzo di formazione, anche se son racconti.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere le memorie di un medico che ha curato e salvato vite in un posto che, per come viene descritto, più che un ospedale sembra un incubo... mi fanno (nell'ordine) ringraziare il cielo di lavorare ...continua

    Leggere le memorie di un medico che ha curato e salvato vite in un posto che, per come viene descritto, più che un ospedale sembra un incubo... mi fanno (nell'ordine) ringraziare il cielo di lavorare in un ospedale del 21° secolo e ammirare quello che lui è riuscito a fare.

    La vita in un ospedale della campagna russa del 1917, dove i giornali arrivavano con giorni di ritardo, descritta con tutti i colori delle gioie e dei dolori, delle vittorie e delle sconfitte. La capacità che Bulgakov ha dimostrato nel dipingere così bene quegli spaccati di vita quotidiana credo diano la dimensione del genio, della caratura letteraria del loro scrittore forse anche meglio di altre sue opere, più famose e scritte in un periodo più maturo.
    I loved it!!!

    ha scritto il 

  • 4

    La prima esperienza sul campo del dottore Bomgard in Appunti di un giovane medico si svolge in un ambiente surreale (e ovattato-ricordiamo che il contesto storico viene toccato appena) dove la luce ri ...continua

    La prima esperienza sul campo del dottore Bomgard in Appunti di un giovane medico si svolge in un ambiente surreale (e ovattato-ricordiamo che il contesto storico viene toccato appena) dove la luce risulta perennemente in conflitto con il buio. Il buio della notte russa e del continuo freddo. Il buio dell'ignoranza di un popolo che per vivere lavora la terra e macina il lino. La luce, invece, é rappresentata da quella rincuorante piccola lanterna posta sopra il portone del piccolo ospedale di Mur'e. La luce é la scienza, la medicina, il sapere colto e approfondito del medico, delle ostetriche e dell'infermiere che ci lavorano e che ogni giorno devono confrontarsi con le false idee e superstizioni di un popolo contadino (che crede, ad esempio, che per attirare il bambino e facilitarne la nascita occorra posizionare delle zollette di zucchero nella vagina, oppure, che mangiare capelli semplifichi il parto). Il dottor Bomgard é un ragazzo di ventitré anni, quando, il 17 settembre del 1917, inizia a dirigere il piccolo ospedale immerso nella desolata campagna. Inizialmente appare come un giovane inesperto, pieno di incertezze e dubbi (nonostante si fosse laureato a pieni voti nella prestigiosa università nella capitale). Durante la narrazione egli cresce, matura. Le insicurezze divengono certezze, il carattere si evolve: già a metà del romanzo troviamo un Bomgard più esperto, più consapevole del proprio sapere e più capace di dominare le proprie emozioni. Muta fisicamente: gli occhi diventano più severi e inquieti e la bocca più virile. Dobbiamo ricordare che egli é la personificazione dello stesso autore, Bulgakov, il quale nel 1916 fu inviato a dirigere un ospedale in un villaggio della provincia di Smolensk.
    Gli ultimi due capitoli dell'opera vanno considerati semi-indipendenti. In Morfina i personaggi sono gli stessi ma l'inizio si ripete. Ritroviamo di nuovo, ad esempio, le perplessità e le domande di Bomgard che pareva fossero sparite. Vengono trascritte le pagine del diario di Poljakov (medico e caro amico del nostro protagonista), dalle quali emerge l'estenuante battaglia (che porterá al deterioramento sia fisico che psichico) contro questa droga che dà nome all'ultima parte del romanzo. Poljakov sostituirá la morfina con la cocaina (che definirà "il diavolo in una fiala") con l'intento di disintossicarsi, ma l'esito, come ben presto si potrà capire, non sarà quello voluto.
    Io ho ucciso, invece, è basato su un interessante dialogo tra cinque dottori il cui tema ruota attorno all'uccisione involontaria di alcuni pazienti in cura. Sará Jašvin, però, che introdurrà nel colloquio l'altra variabile: l'uccisione volontaria, premeditata, voluta. All'apparenza un uomo di bell'aspetto, elegante, fortunato e colto scopriremo poi, che dietro questa maschera ingannevole, si nasconde un assassino che per ira "ha ucciso".
    Romanzo spettacolare che invoglia il lettore già dalle prime pagine, consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il giovane Bulgakov

    Oltre che un immortale scrittore Bulgakov era un medico. Dopo la laurea in medicina nel 1918 venne spedito in una zona periferica dell'impero zarista presso un piccolo ospedale di provincia. In questo ...continua

    Oltre che un immortale scrittore Bulgakov era un medico. Dopo la laurea in medicina nel 1918 venne spedito in una zona periferica dell'impero zarista presso un piccolo ospedale di provincia. In questo volume sono riassunti i suoi diari, le sue prime operazioni da neo laureato, i suoi approcci con un mondo a lui, cittadino moscovita, completamente estraneo. Tracheotomie, parti difficoltosi, amputazioni e malattie veneree. Opera minore ma veramente interessante e appassionante.

    Piccolo manuale per chi volesse intraprendere la professione medica.

    ha scritto il 

  • 3

    Bulgakov, giovane medico

    Che Bulgakov anomalo ho trovato in questi racconti (interessantissimi ma, appunto, almeno per quanto riguarda lo stile, spaesanti!). Se avete letto e amato "Il maestro e Margherita" o "Cuore di cane" ...continua

    Che Bulgakov anomalo ho trovato in questi racconti (interessantissimi ma, appunto, almeno per quanto riguarda lo stile, spaesanti!). Se avete letto e amato "Il maestro e Margherita" o "Cuore di cane" dimenticatevi lo sberleffo, l'ironia e la ricchezza di cui trasudava quel tipo di narrazione.
    Questo giovane medico, che è poi lo stesso Bulgakov ( sì, trattasi di vicende semi-biografiche), parla in modo totalmente diverso: i racconti hanno tutti uno stile asciutto, concreto. Non ci viene risparmiata (oddio!) la descrizione, a volte anche cruenta, di quello che accade in sala operatoria.
    Se quindi "fantasia" è la parola d'ordine delle opere mature di Bulgakov, per forza di cose in questi racconti non si può fare altro che parlare di "realtà" nuda e cruda.
    Altra cosa che ho notato è che nelle narrazioni del giovane medico sembra non esserci spazio per i sentimentalismi: per capirci, non troverete storie d'amore o tradimenti tra queste pagine.
    Le storie si concentrano sulla fotografia realistica di una realtà rurale arretrata in cui un ragazzo appena laureato, ricco di esperienza teorica ma non pratica, si ritrova gravato sotto il peso di una missione tutt'altro che facile da portare a termine: combattere,attraverso la scienza e il progresso (di cui si fa,in un certo qual senso, portavoce) le tenebre della barbarie e dell'ignoranza.
    Il giovane medico si troverà più e più volte a fare i conti con credenze popolari assurde ( devo citare, scusatemi, la donna che si inserisce le zollette di zucchero dove non batte il sole XD per "attirare il bambino fuori dalla pancia"...ma come! XD) e con personaggi che non accettano la propria malattia perchè di essa non sanno nulla e non ne comprendono, quindi, la gravità.
    Il personaggio del medico è splendidamente costruito. Egli è un personaggio "vivo" , giovane e inesperto, a volte spaventato. Il lettore vive con lui tutti i tormenti e i dubbi legati alla sua professione, il peso della solitudine e i rimpianti che gli si presentano quando i casi clinici non si concludono esattamente nel migliore dei modi.
    Se dovessi consigliare questo libro, ve lo consiglierei (perchè amo tantissimo Bulgakov) ma vi direi di leggerlo dopo le sue opere più famose.
    Rimane una raccolta di racconti piacevole da leggere e ben scritta ed anche un curioso ed interessante documento a testimonianza di quel periodo di svolta, in cui un "giovane medico" si trasformò in scrittore (e che scrittore, signori!).

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Se uno non ha mai viaggiato su un carro a cavalli per le strade vicinali che collegano villaggi sperduti, è inutile stargli a raccontare che cosa significhi........

    http://www.incipitmania.com/incipit ...continua

    Se uno non ha mai viaggiato su un carro a cavalli per le strade vicinali che collegano villaggi sperduti, è inutile stargli a raccontare che cosa significhi........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-autore/aut-b/bulgakov-michail-a/i-racconti-di-un-giovane-medico-michail-a-bulgakov/

    ha scritto il 

  • 4

    LA MEDICINA UN SECOLO FA

    LETTO IN EBOOK
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    Mia figlia sta per cominciare l’ultimo anno di Liceo e presto dovrà scegliere come proseguire i propri studi. Tra le possibili Facoltà sta considerando Medicina. Sce ...continua

    LETTO IN EBOOK
    ___________________
    Mia figlia sta per cominciare l’ultimo anno di Liceo e presto dovrà scegliere come proseguire i propri studi. Tra le possibili Facoltà sta considerando Medicina. Scelta con luci e ombre, ma che sto valutando se caldeggiare.
    Vorrei farle leggere qualcosa sulla professione medica, così ho individuato alcuni titoli che potrebbero aiutarla a capire cosa possa voler dire occuparsi di questa disciplina.
    Tra i possibili volumi ho individuato gli “Appunti di un giovane medico” (tradotto anche come “Racconti di un giovane medico”), scritti da uno dei miei autori preferiti, Mikhail Bulgakov, il genialissimo autore de “Il Maestro e Margherita”, “Cuore di cane” e “Le uova fatali” nonché de “La Guardia bianca” e “Romanzo Teatrale”.
    Sebbene sia lettura appassionante e interessante oltre che veloce, non sarei dell’idea di suggerirla a chi sia in procinto di decidere tra gli studi medici e altre strade.
    Il protagonista è un medico giovanissimo (23 anni!) appena laureato che svolge il suo primo incarico in totale isolamento in uno sperduto villaggio della campagna russa, affrontando in un anno migliaia di casi diversissimi l’uno dall’altro e molti anche piuttosto complessi. Armato delle sue conoscenze teoriche e di un notevole coraggio, affronta un clima inclemente, con tormente e bufere di neve, contadini ignoranti, che non seguono le sue prescrizioni, e mezzi scarsi. Ne esce quasi sempre vittorioso e sempre più esperto e sicuro. In questo il volume è senz’altro una buona lettura per chi debba affrontare per la prima volta la professione, perché mostra come con impegno e, lo ripeto, coraggio, si possa risolvere ogni situazione, ottenendone poi una grande soddisfazione personale e un immenso riconoscimento sociale.
    Perché allora non consigliarlo a una moderna studentessa? Perché i casi narrati sono difficili e cruenti e gli strumenti per affrontarli del giovane medico sono totalmente diversi da quelli moderni. Il romanzo si svolge, infatti, nel 1917, l’anno della Rivoluzione Russa, e ormai si parla di un secolo fa! La medicina oggi è cosa molto diversa, i pazienti non sono più gli sprovveduti contadini della campagna russa, ma, soprattutto, in nessun caso un medico moderno opererebbe nell’assoluto isolamento del personaggio di Bulgakov, se non altro perché potrebbe consultare internet, contattare colleghi telefonicamente, spostarsi rapidamente in luoghi più adatti all’intervento o far arrivare ambulanze, eli-ambulanze, altri medici e medicinali in modi impensabili un secolo fa.
    Far credere dunque a un ragazzo che la medicina oggi si eserciti nei modi in cui la praticavano ai tempi della Rivoluzione Russa, significherebbe ingannarlo, nel bene e nel male. Lo si ingannerebbe, perché la medicina non è più eroica, fantasiosa, creativa come allora ma anche perché difficilmente un solo medico deve oggi assumersi tutte le responsabilità e prendere tutte le decisioni completamente da solo.
    La medicina descritta potrebbe forse somigliare piuttosto a quella pratica dal mio trisnonno Carlo Ruata (da cui indirettamente ho preso il nome), che a quanto raccontava mio zio, anche egli medico, si era trovato ad affrontare nella sua attività di medico situazioni che potrebbero ricordare quelle narrate da Bulgakov, tipo operazioni fatte con le posate!
    Il romanzo, comunque, rimane una lettura quanto mai gradevole e mostra già la nascita di un grande autore, che qui racconta episodi probabilmente tratti dalla propria esperienza personale, essendosi egli stesso laureato in medicina a Kiev nel 1916 ed essendo poi stato inviato a Nikol'skoe nel governatorato di Smolensk, come dirigente medico dell'ospedale del circondariato.

    ha scritto il 

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