Appunti di un venditore di donne

Di

Editore: Mondadori

3.8
(2838)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 331 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Portoghese , Catalano

Isbn-10: 8860738636 | Isbn-13: 9788860738639 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Tra ristoranti di lusso, discoteche, bische clandestine e cabaret - dove cresce una nuova generazione di uomini di spettacolo destinata a rivoluzionare la comicità italiana - che fa i suoi affari un uomo enigmatico, affascinante, reso cinico da una menomazione inflittagli per uno «sgarbo». Si fa chiamare Bravo. Il suo settore sono le donne. Lui le vende. La sua vita è una lunga notte bianca che trascorre in compagnia di disperati, come l'amico Daytona. L'unico essere umano con cui pare avere un rapporto normale è un vicino di casa, Lucio, formidabile chitarrista cieco con cui condivide la passione per i crittogrammi. La comparsa improvvisa di una ragazza, Carla, che per sfuggire alla povertà decide di entrare nel giro della prostituzione, risveglia dolorosamente in Bravo sensazioni che l?handicap aveva messo a tacere. Ma per lui non è l'inizio di una nuova vita, che comunque gli sarebbe preclusa, bensì di un incubo che lo trasformerà in un uomo braccato dalla polizia, dalla malavita e da un'organizzazione terroristica. Incastrato come capro espiatorio in una serie di omicidi e in una strage efferata, per salvarsi non potrà contare che su se stesso. Il mondo, cui aveva cercato di sottrarsi scegliendo l'oscurità alla luce del giorno, lo risucchia mettendolo faccia a faccia con la violenza del proprio tempo. Qualcosa di molto più grosso di lui che fa sembrare acqua cristallina i suoi traffici sporchi.
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  • 4

    Appunti di un venditore di donne
    Di Giorgio Faletti

    "Io mi chiamo Bravo e non ho il cazzo"
    Inizia così questo splendido romanzo che già dalla prima riga fa salire la curiosità alle stelle.
    Faletti ge ...continua

    Appunti di un venditore di donne
    Di Giorgio Faletti

    "Io mi chiamo Bravo e non ho il cazzo"
    Inizia così questo splendido romanzo che già dalla prima riga fa salire la curiosità alle stelle.
    Faletti genio della scrittura, ci ha lasciato prematuramente, aveva il dono di catturare il lettore dalla prima all'ultima riga.
    Lettura piacevole, ideale per questo periodo, mare, sole e tanto relax.
    Bravo vive la notte, dice che la notte lo rende sereno.
    Il suo è un lavoro particolare "venditore di donne".
    Troviamo di tutto, omicidi, innamoramenti, rivelazioni e tradimenti.
    La storia si svolge nel periodo delle brigate rosse, durante il rapimento è successivo omicidio di Moro.
    Tutto il contrario di tutto, quando pensi di capirci qualcosa lo scenario cambia, e vengono poste nuove domande.
    Avvincente, non c'è niente di scontato, tutto ha il suo perché...
    Li straconsiglio
    voto 10/10

    ha scritto il 

  • 2

    Faletti sembra allontanarsi dal solito formato del thriller in stile americano pieno di assassini seriali e duri senza macchia e si butta in un noir tutto italiano che rievoca un periodo difficile del ...continua

    Faletti sembra allontanarsi dal solito formato del thriller in stile americano pieno di assassini seriali e duri senza macchia e si butta in un noir tutto italiano che rievoca un periodo difficile della nostra storia ed elenca vizi e difetti del bel paese che oggi più che mai, in periodi di forte corruzione e di bunga-bunga, appaiono ben lungi dall’essere superati. Ma il libro presenta comunque delle lampanti pecche: trama un po' troppo confusionaria, finale scontato e poi sempre questi personaggi bellissimi, intelligentissimi, ricchissimi e che sanno sempre come cavarsela. Ma peggio di tutto una prosa fin troppo semplice, al limite della banalità, che se da un lato aiuta la scorrevolezza, dall’altro toglie qualsiasi fascino alla lettura

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Cuttura subito l'attenzione ma..

    Mi è piaciuto l'inizio molto avvincente. Immerso in una Milano molto affascinante e pericolosa in un contesto storico altrettanto pericoloso e misterioso. Quello che non mi è piaciuto è stata la ricer ...continua

    Mi è piaciuto l'inizio molto avvincente. Immerso in una Milano molto affascinante e pericolosa in un contesto storico altrettanto pericoloso e misterioso. Quello che non mi è piaciuto è stata la ricerca fin troppo ossessiva di colpi di scena che ad un certo punto hanno reso anche poco credibile il racconto, su tutto, il colpo di scena in cui viene rivelata la vera identità di bravo, mi è sembrato gratuito privo di senso come a voler ricorrere a tutti i costi al colpo di scena. In ogni caso è stata una lettura molto piacevole e leggera per le mie giornate di mare.

    ha scritto il 

  • 0

    Dopo "Io uccido" e "Io sono Dio" ero convinto che Faletti non mi piacesse come scrittore. Poi ho sentito tanti, anche giornalisti, entusiasti di questo romanzo e allora l'ho preso. Confermo la mia opi ...continua

    Dopo "Io uccido" e "Io sono Dio" ero convinto che Faletti non mi piacesse come scrittore. Poi ho sentito tanti, anche giornalisti, entusiasti di questo romanzo e allora l'ho preso. Confermo la mia opinione su Faletti scrittore, che scimmiotta i best writers americani con romanzi fotocopia nello scheletro narrativo, nelle battute ad effetto a ripetizione, nella volgarità gratuita pur di dare un po' di colore. Non leggerò più libri di Faletti, tre mi sembrano già troppi.

    ha scritto il 

  • 4

    A partire dal titolo non c'è nulla che non mi sia piaciuto: l'ambientazione nella Milano degli anni 70, il protagonista che fino alla fine non smette di sorprendere, l'intreccio malavita-mafia-politic ...continua

    A partire dal titolo non c'è nulla che non mi sia piaciuto: l'ambientazione nella Milano degli anni 70, il protagonista che fino alla fine non smette di sorprendere, l'intreccio malavita-mafia-politica che fa tanto anni 70/80/90...ecc, lo stile di scrittura che ti cattura dall'inizio, e la trama che tra qualche inverosimiglianza di troppo non lesina colpi di scena.
    Faletti era un artista poliedrico si sa, m a abbiamo troppo presto perso un Signor Scrittore!

    ha scritto il 

  • 3

    Diario di un pappone.

    Questa è la storia di Bravo, pappone milanese che vive di notte fra bische clandestine, ristoranti e cabaret nella Milano Bene di fine anni '70.
    Ci racconta la sua vita odierna fra ragazze che può sol ...continua

    Questa è la storia di Bravo, pappone milanese che vive di notte fra bische clandestine, ristoranti e cabaret nella Milano Bene di fine anni '70.
    Ci racconta la sua vita odierna fra ragazze che può solo vendere e non godere lui stesso dei loro "privilegi", i suoi pensieri sulla vita che conduce, ecc.
    Fino a quando il nostro protagonista conosce una donna, Carla, e gli fa risvegliare emozioni che credeva fossero sepolte per sempre dentro di lui.
    Ed è qui che iniziano i guai. In men che non si dica, Bravo passerà da tranquillo pappone che vive nell'ombra della Milano notturna e che si gode i suoi soldi e la sua vita pressoché povera (di sostanza, non di denaro), a uomo braccato da Polizia, Servizi Segreti e anche, ovviamente, dalle Brigate Rosse. Ma fra inganni, astuzie e anche una botta di fortuna (queste sono persone marce più di Bravo), egli riuscirà a togliersi dai guai diciamo all'ultimo secondo utile per salvarsi la pelle.

    Ok, il libro me lo sono praticamente divorato. Faletti scrive semplice e nonostante la trama non mi dava molto intrigo, l'ho voluto leggere e ne sono rimasta abbastanza soddisfatta.
    Ho preferito altri libri di Faletti, come Io uccido e Niente di vero tranne gli occhi, tuttavia, come già ho detto, non trovo punti negativi a questo libro. La storia c'è, non fa buchi nell'acqua ma certe volte ci si trova ad arricciare un po' il naso, il linguaggio è il tipico e semplice di Faletti e il pathos che ti invoglia a finire il libro c'è, anche se sono presenti un po' troppi colpi di scena verso la fine del libro e ciò rende meno credibile l'insieme che costituisce la storia.
    Mi aspettavo forse qualcosa in più, per questo giudico questo romanzo "solo" con tre stelle e, quindi, con un gran e bel buono per questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Bel romanzo, anche se all'inizio ho faticato un po ad entrare nella storia e a concentrarmi, ma forse perchè avevo appena terminato un tipo di lettura diversa, comunque poi scorre che è una meraviglia ...continua

    Bel romanzo, anche se all'inizio ho faticato un po ad entrare nella storia e a concentrarmi, ma forse perchè avevo appena terminato un tipo di lettura diversa, comunque poi scorre che è una meraviglia. Storia originale, personaggi non banali, mi è piaciuto soprattutto il protagonista, e mi è piaciuto molto anche l'ambientazione, la Milano degli anni 70, di cui non avevo mai letto niente mi sembra, ma nella quale purtroppo si possono trovare molte analogie con il presente quando si parla di potere, soldi e politica.
    Devo ammettere che del grande Giorgio ho preferito Io uccido e Niente di vero tranne gli occhi (finora ho letto solo questi), ma anche questo è un buon libro e merita di essere letto.

    ha scritto il 

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