Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Aprile è il più crudele dei mesi

Di

Editore: Meridiano Zero

3.7
(241)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8882370704 | Isbn-13: 9788882370701 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Filippo Patarino

Disponibile anche come: Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

Ti piace Aprile è il più crudele dei mesi?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Un cadavere viene scoperto in un magazzino abbandonato, tagliato accuratamente a pezzi, bollito al di là di ogni possibilità di identificazione, e sigillato in cinque sacchetti di plastica. Il caso viene assegnato al sergente della Factory, a Scotland Yard, un solitario che si trova spesso a indagare su delitti esecrandi e ripugnanti. Il sergente trova rapidamente la pista giusta ma scopre che l'omicidio è solo l'inizio di una catena di eventi in cui il governo non vuole che nessuno vada a mettere il naso.
Ordina per
  • 5

    Terzo romanzo della serie della Factory. Dopo Dora Suarez è probabilmente il più riuscito: il caso di un uomo ritrovato a pezzi e bollito ben impacchettato in sacchi della spesa. Straordinaria, in particolare, la caratterizzazione di un killer psicopatico micidiale ma lucifericamente affascinante ...continua

    Terzo romanzo della serie della Factory. Dopo Dora Suarez è probabilmente il più riuscito: il caso di un uomo ritrovato a pezzi e bollito ben impacchettato in sacchi della spesa. Straordinaria, in particolare, la caratterizzazione di un killer psicopatico micidiale ma lucifericamente affascinante. E' forse il libro migliore per avviare la scoperta di Derek Raymond per un lettore che ancora non lo conoscesse.

    ha scritto il 

  • 3

    Allora, di questo giallo, o noir, come volete, mi è piaciuto sicuramente il protagonista, con la vita tormentata che non può mancare, per un noir/giallo che si rispetti. La sua è anche più terribile del solito, a mio modesto parere. Ah, e anche Londra non è male, sarà che non ci sono mai stata e ...continua

    Allora, di questo giallo, o noir, come volete, mi è piaciuto sicuramente il protagonista, con la vita tormentata che non può mancare, per un noir/giallo che si rispetti. La sua è anche più terribile del solito, a mio modesto parere. Ah, e anche Londra non è male, sarà che non ci sono mai stata e sta lì nell'iperuranio dei miei sogni.
    Poi, per quanto riguarda la trama, non mi ha convinto, dico sinceramente di essermi persa un bel po' di volte, e non so, mi ha lasciato una sensazione di incompiutezza, mi aspettavo qualcosa di più che non è mai arrivato.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi è piaciuta molto la parte noir del libro: cadavere bollito, tagliato e chiuso nei sacchetti... Molto macabra e agghiacciante ma scorrevole e ben dettagliata. Quello che mi ha dato prurito e mi ha fatto dare solo tre stelline è la parte che parla dello spionaggio, storia che si snoda in paralle ...continua

    Mi è piaciuta molto la parte noir del libro: cadavere bollito, tagliato e chiuso nei sacchetti... Molto macabra e agghiacciante ma scorrevole e ben dettagliata. Quello che mi ha dato prurito e mi ha fatto dare solo tre stelline è la parte che parla dello spionaggio, storia che si snoda in parallelo a quella della prima scena del crimine.

    ha scritto il 

  • 4

    Nero come il fuoco dopo che è passato

    Ci sono modi e modi di dire nero. Il nero è indubbiamente un colore. O forse è l’assenza del colore.


    Ma è anche molte altre cose. È l’umore tetro; è l’orlo delle nuvole cariche di pioggia; è la sofferenza dei vestiti di chi ha perso una persona cara; è il vuoto di una stella collassata; è ...continua

    Ci sono modi e modi di dire nero. Il nero è indubbiamente un colore. O forse è l’assenza del colore.

    Ma è anche molte altre cose. È l’umore tetro; è l’orlo delle nuvole cariche di pioggia; è la sofferenza dei vestiti di chi ha perso una persona cara; è il vuoto di una stella collassata; è un certo senso dello humor che non a tutti si addice; è l’eleganza di un tubino in una sera carica di aspettative; è il bagaglio giornaliero di uno spazzacamino; è la fame, quella vera; è la notte senza stelle; è il pessimismo più cupo; è il fondo di una padella; è la morte che vince la sua partita a scacchi; è il brutto anatroccolo; è il registro delle persone sospette; è il pane integrale; è il sangue rappreso.

    Poi però, c’è un altro tipo di nero. Il nero che si accompagna al bianco, il chiaroscuro che evidenzia l’abbronzatura in coincidenza col segno del costume. Quello è il nero che acceca, perché è quello che inconfondibilmente spiega.

    Adesso prendete una foto, preferibilmente desaturata, preferibilmente felice, magari della vostra infanzia. Ora bruciatela ai bordi. Una cosa del genere.

    http://3.bp.blogspot.com/-BxFZDf-UkI8/UXRRZ2ExnQI/AAAAAAAACJM/GpOdxj_Sxj0/s1600/tumblr_m52rf8WZkn1qbxm37o1_500.jpg

    Vedete quel nero irregolare della bruciatura che avanza? Quella tristezza che vi prende quando il nero mangia i vostri ricordi? Riuscite a cogliere il momento in cui vorreste tornare indietro al momento in cui forse, avreste anche potuto non trovare l’accendino a portata di mano? Riuscite a cogliere il cinismo che vi si condensa nella bocca quando vedendo che il passato è andato, dite a mezza voce “macchissenefrega”?

    Quello è il nero. Il contrasto netto tra il passato e il presente, tra i ricordi e il futuro, tra la nostalgia e il disinteresse tagliente.

    Un'eleganza fumosa e tetra che ti divora mentre ti accoccoli sulla sedia vuota e ancora calda delle illusioni in frantumi. Questo è il noir. Non un noir qualsiasi, ma il noir di Raymond.

    ha scritto il 

  • 4

    Factory 2

    Londra. Un cadavere viene scoperto in un magazzino abbandonato, tagliato accuratamente a pezzi, bollito al di là di ogni possibilità di identificazione, e sigillato in cinque sacchetti di plastica.
    Il caso viene assegnato al sergente della Factory, un solitario che si trova spesso a indagar ...continua

    Londra. Un cadavere viene scoperto in un magazzino abbandonato, tagliato accuratamente a pezzi, bollito al di là di ogni possibilità di identificazione, e sigillato in cinque sacchetti di plastica.
    Il caso viene assegnato al sergente della Factory, un solitario che si trova spesso a indagare su delitti esecrandi e ripugnanti. Il sergente trova rapidamente la pista giusta, ma scopre che l'omicidio è solo l'inizio di una catena di eventi in cui il governo non vuole che nessuno vada a mettere il naso.
    Seconda indagine del Sergente senza nome della Factory (la stazione di polizia di Chelsea) presso la sezione “Delitti irrisolti”, che si occupa di “quei casi in cui le vittime sono state dichiarate in alto loco come trascurabili”.
    Con il consueto stile scarno Raymond scava nell’animo dei suoi personaggi e ci mostra un’immagine di una Londra cinica, corrotta, putrida, marcia. Per dirla con una frase che egli stesso amava ripetere: "La funzione del romanzo nero è di impedire alle persone di dimenticare l’orrore che regna".
    Se è davvero così, allora i libri di Raymond realizzano perfettamente tale compito.

    ha scritto il 

  • 3

    Forse l'ho letto nel momento "sbagliato", ma dopo aver amato certi autori mi sono trovato a considerare questo libro abbastanza convenzionale sia nella descrizione del poliziotto sia nella delineazione del suo antagonista. Il marcio e la follia purtroppo sembrano qualcosa di già visto e non colpi ...continua

    Forse l'ho letto nel momento "sbagliato", ma dopo aver amato certi autori mi sono trovato a considerare questo libro abbastanza convenzionale sia nella descrizione del poliziotto sia nella delineazione del suo antagonista. Il marcio e la follia purtroppo sembrano qualcosa di già visto e non colpiscono per nulla.

    ha scritto il 

  • 3

    beh..

    Raymond mi piace. Tanto. Al punto che ho deciso di leggere tutti i suoi romanzi. Questo secondo me non è il migliore. La prima parte è bella, drammatica e cupa come ci si aspetta da lui, ma dopo si involve un po', diventando un susseguirsi di eventi con poco pathos e mi ha dato l'idea di un andar ...continua

    Raymond mi piace. Tanto. Al punto che ho deciso di leggere tutti i suoi romanzi. Questo secondo me non è il migliore. La prima parte è bella, drammatica e cupa come ci si aspetta da lui, ma dopo si involve un po', diventando un susseguirsi di eventi con poco pathos e mi ha dato l'idea di un andare avanti in parte meccanico verso una obbligatoria conclusione. Non raggiunge a mio avviso la grandezza di "Il mio nome era Dora Suarez" e "Come vivono i morti".

    ha scritto il 

  • 2

    Dunque:è un noir. E del noir ha tutti gli elementi: un pessimismo e una negatività di fondo, personaggi cupi e cattivi, protagonista- eroe-non eroe solo contro tutti, famiglia sfasciata alle spalle, fuori dagli schemi, odiato e mal visto da tutti i colleghi ma chissenefrega io sono il migliore... ...continua

    Dunque:è un noir. E del noir ha tutti gli elementi: un pessimismo e una negatività di fondo, personaggi cupi e cattivi, protagonista- eroe-non eroe solo contro tutti, famiglia sfasciata alle spalle, fuori dagli schemi, odiato e mal visto da tutti i colleghi ma chissenefrega io sono il migliore.... Insomma, come si intuisce la trama non brilla certo per originalità, ma il peggio, quel che proprio non mi è andato giù sono i dialoghi. Un qualcosa di involontariamnte comico a metà tra Gin e Fizz di Ale e Franz e il Doctor House...una tristezza! Quindi, personaggi stereotipati, trama non propriamente originale e scritto pure male...perdibilissimo!!!

    ha scritto il