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Aprile spezzato

Di

Editore: Longanesi

3.9
(78)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8830426040 | Isbn-13: 9788830426047 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Flavia Celotto

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Fra le montagne dell'interno dell'Albania è in atto da più generazioni una faida tra famiglie. Per rispettare gli obblighi ferrei imposti dalla bessa, un rigoroso codice d'onore che regola le morti e le vendette, il giovane protagonista deve uccidere il membro di una famiglia rivale. E dal giorno dell'assassinio (una metà d'aprile di un anno imprecisato, ma sicuramente prima dell'avvento del comunismo in Albania) sa che la sua vita è spezzata, che deve aspettare la vendetta e la morte. Prima dovrà compiere un lungo viaggio fra le montagne dove incontra uno scrittore e la sua giovane, bellissima moglie in viaggio di nozze: sarà anche per seguire lei che si avventurerà lungo strade proibite dalla bessa, trovando infine la morte.
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  • 4

    Kanun-Besa-Kulla-Castello di Oroch-Imposta del sangue......
    non stiamo parlando di un pianeta sperso in una galassia ai confini dell'universo di un fantasy.
    Il Kanun è il ferreo,crudele codice che governava le faide in una regione del nord dell'Albania,ho usato l'imperfetto perchè spe ...continua

    Kanun-Besa-Kulla-Castello di Oroch-Imposta del sangue......
    non stiamo parlando di un pianeta sperso in una galassia ai confini dell'universo di un fantasy.
    Il Kanun è il ferreo,crudele codice che governava le faide in una regione del nord dell'Albania,ho usato l'imperfetto perchè spero oggi sia fuorilegge o di molto mitigato.
    Se all'inizio i rituali le leggi,possono suscitare un fascino perverso,al capitolo IV dedicato a "Mark Intendente del sangue"si innoridisce perchè la"Besa"è ricchezza per pochi(perchè si!!!!il diritto di uccidere o esere uccisi si paga con la vita e fior di soldi)
    Leggerlo è l'impatto con una cultura a noi completamente estranea.
    La fine mi risulta incomprensibile e inaccettabile,si puo morire per rivedere per la seconda volta lo sguardo di una donna sconosciuta???

    ha scritto il 

  • 4

    Il sempre ottimo Kadarè ci trascina nel bel mezzo degli altipiani albanesi, in una comunità rurale del secolo scorso, governata dalla sacra legge non scritta del Kanun. In particolare, il Kanun imponeva la sacralità dell’ospitalità e di vendicare il sangue col sangue, fino a che fosse stato possi ...continua

    Il sempre ottimo Kadarè ci trascina nel bel mezzo degli altipiani albanesi, in una comunità rurale del secolo scorso, governata dalla sacra legge non scritta del Kanun. In particolare, il Kanun imponeva la sacralità dell’ospitalità e di vendicare il sangue col sangue, fino a che fosse stato possibile. Assistiamo quindi all’anima dilaniata del protagonista, un ragazzo costretto suo malgrado ad uccidere per vendetta un ragazzo di una famiglia rivale, per un torto subito decenni prima; assistiamo alla sua odissea nell’attesa di essere assassinato egli stesso, vittima triste di leggi più potenti di quelle di dio e degli uomini, perché radicate nella terra. Nonostante tenda ad essere didascalico, Kadarè riesce nel miracolo di penetrarci con l’angoscia del protagonista, sbattendoci in faccia un mondo remoto come solo i grandi sanno fare.

    ha scritto il 

  • 4

    E' vero, come qualcun altro ha già fatto notare, che in questo libro l'aspetto didascalico è preponderante su quello narrativo. E' però molto interessante per farsi almeno una vaga idea di quello che è il Kanun, il codice che regola gli altipiani nel nord dell'Albania. Interessante anche l ...continua

    E' vero, come qualcun altro ha già fatto notare, che in questo libro l'aspetto didascalico è preponderante su quello narrativo. E' però molto interessante per farsi almeno una vaga idea di quello che è il Kanun, il codice che regola gli altipiani nel nord dell'Albania. Interessante anche la visione da tre punti di vista, del montanaro, che null'altro conosce, dell'uomo di città e di cultura, un po' presuntuoso e a suo modo affascinato da un sistema di leggi terribile e grandioso allo stesso tempo e quello del difensore del codice, abitato da timori per il futuro.

    ha scritto il 

  • 3

    La sorgente dell'odio

    Le pieghe della terra sull’Altipiano albanese del Nord sono forre dell’anima, precipizi dai quali non si può uscire, dove si coltiva un odio secolare e muto per il nemico.
    Mica frutto dell’impeto o dell’ira, no, qui il sangue che sgorga dalla vittima designata, è solo l’ultimo rapace segno ...continua

    Le pieghe della terra sull’Altipiano albanese del Nord sono forre dell’anima, precipizi dai quali non si può uscire, dove si coltiva un odio secolare e muto per il nemico.
    Mica frutto dell’impeto o dell’ira, no, qui il sangue che sgorga dalla vittima designata, è solo l’ultimo rapace segno d’un cerimoniale addobbato dalle funeree ghirlande di un codice d’onore atavico, ferino.
    Sconvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    la vita tra le montagne albanesi, dove tutto e sottoposto al kanun, antico codice che regola tutto, dove la besa, l'onore-rispetto-leatà, viene prima di tutto, anche della vita. interessante

    ha scritto il 

  • 3

    Didascalico

    Pregio e limite di questo libro: è istruttivo, ma lo è troppo per convincere come romanzo. Attraverso i pensieri e le parole dei personaggi dà comunque un'idea di cosa sia il Kanun, il codice consuetudinario albanese. Insieme di norme complesso e contraddittorio, che da una parte ha permesso (im ...continua

    Pregio e limite di questo libro: è istruttivo, ma lo è troppo per convincere come romanzo. Attraverso i pensieri e le parole dei personaggi dà comunque un'idea di cosa sia il Kanun, il codice consuetudinario albanese. Insieme di norme complesso e contraddittorio, che da una parte ha permesso (imposto) il perpetuarsi di faide secolari, ma dall'altra ha fatto dell'Albania uno dei pochi paesi in cui gli ebrei, durante la Shoah, hanno goduto di un'ospitalità e di una protezione quasi unici.

    ha scritto il 

  • 2

    Scrittura molto piacevole, l'albania con le sue faide e il suo rigido sistema di Kanun è descritta con dovizia di particolari; è interessante dal punto di vista etnografico, tuttavia la storia non è particolamente avvincente e quindi una volta finito, mi è rimasto un senso di insoddifazione, perc ...continua

    Scrittura molto piacevole, l'albania con le sue faide e il suo rigido sistema di Kanun è descritta con dovizia di particolari; è interessante dal punto di vista etnografico, tuttavia la storia non è particolamente avvincente e quindi una volta finito, mi è rimasto un senso di insoddifazione, perché mi ero immaginata come la storia di questi due coniugi, partiti per un viaggio di nozze in una regione isolata dell'albania, potesse evolversi nel contatto (invece appena accennato) col protagonista del libro, un giovane che ha appena ucciso l'uccisore di suo fratello per rispettare la "legge non scritta" albanese.

    ha scritto il 

  • 3

    molto triste

    non so se la storia sia vera/verosimile.... ma leggere questo racconto di queste faide mi ha messo una tristezza incredibile dentro. Bel libro, bella introspezione...ma è brutta sapere che in 30 giorni la tua vita dovrà finire....
    non si capisce bene cosa succede a Diana...la storia è incom ...continua

    non so se la storia sia vera/verosimile.... ma leggere questo racconto di queste faide mi ha messo una tristezza incredibile dentro. Bel libro, bella introspezione...ma è brutta sapere che in 30 giorni la tua vita dovrà finire....
    non si capisce bene cosa succede a Diana...la storia è incompiuta da quel lato....

    ha scritto il