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Aracoeli

Di

Editore: Einaudi (Supercoralli)

3.9
(391)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 328 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8806054848 | Isbn-13: 9788806054847 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 0

    Adaltavoce, legge Paolo Lombardi

    FINITO!!! La scrittura è della Morante, ma la storia di questo borghese sfigato che vive in un mondo mostruoso e si piange addosso dall'inizio alla fine è difficilmente sopportabile.

    ha scritto il 

  • 0

    Non ce l'ho fatta , l'ho abbandonato,peccato perché lo stile è molto bello e originale, ma non ce l'ho proprio fatta. Troppo morboso, frustrante, torbido , vi prevale un'atmosfera di putrefazione mentale, affettiva e carnale è la negazione della vita e dell'amore!

    ha scritto il 

  • 5

    Mi ha graffiato l'anima

    Tanto per cominciare Aracoeli è bellissimo.
    So che l'esordio mio è perentorio ma è per me un libro denso, anche complesso che affronta temi delicati come il rapporto madre-figlio: si allude sempre a questa nostalgia dell'assoluto e all'essenza del vivere come la accettazione del fatto che ...continua

    Tanto per cominciare Aracoeli è bellissimo.
    So che l'esordio mio è perentorio ma è per me un libro denso, anche complesso che affronta temi delicati come il rapporto madre-figlio: si allude sempre a questa nostalgia dell'assoluto e all'essenza del vivere come la accettazione del fatto che forse non può esistere mai un amore-simbiosi fra gli esseri umani. Ad esempio quando il protagonista scopre che sul corpo della madre può manifestarsi anche la corruzione e la violenza e nel frattempo ha perso quel poco che di buono poteva venire dall'amore concreto del padre che ritrova nel finale in una palinodia commovente.
    Credo che sia un romanzo disperato sul bisogno che abbiamo di essere amati incondizionatamente e della sua impossibilità di realizzarlo.

    ha scritto il 

  • 0

    Sono forse troppo "parziale", e troppo sfaccettata è la mia impressione, per votare semplicemente questo libro.
    Con questo, completo la mia lettura dei romanzi di Elsa Morante e, sebbene ne trovi la costruzione e il ritmo poco armonici, sebbene abbia conosciuto, per la prima volta con quest ...continua

    Sono forse troppo "parziale", e troppo sfaccettata è la mia impressione, per votare semplicemente questo libro.
    Con questo, completo la mia lettura dei romanzi di Elsa Morante e, sebbene ne trovi la costruzione e il ritmo poco armonici, sebbene abbia conosciuto, per la prima volta con quest'autrice, momenti di fatica e noia - il viaggio presente di Manuel, soprattutto nella prima metà del volume - alternati al piacere quasi totalizzante - il racconto dell'infanzia, e in particolare della discesa agli Inferi -, ecco, nonostante ciò l'ho letto con più piacere che "L'isola di Arturo".
    Per il resto, non potrei che ripetermi, nel lodare le doti di questa scrittrice Unica.

    ha scritto il 

  • 4

    Particolare.
    Nel leggerlo in alcuni momenti provavo un forte senso di fastidio, quasi di repulsione, in altri mi ritrovavo completamente invischiata nella storia-nonstoria. Alcune parti (come la descrizione della vecchia puttana) mi hanno riempito di pietà.
    Il protagonista abbastanza ...continua

    Particolare.
    Nel leggerlo in alcuni momenti provavo un forte senso di fastidio, quasi di repulsione, in altri mi ritrovavo completamente invischiata nella storia-nonstoria. Alcune parti (come la descrizione della vecchia puttana) mi hanno riempito di pietà.
    Il protagonista abbastanza insopportabile (quanto mi ha dato fastidio la storia degli occhiali!) ha acuito il dissidio.

    ha scritto il 

  • 5

    Alla ricerca delle proprie radici, di quella madre, Aracoeli, perduta per sempre. La madre era amore, era gioia di vivere, era tutto. E quest'uomo, solo, tremendamente solo ripercorre il suo cammino tornando alle origini fino ad Almeria, in un paesino di quattro casupole quasi dimenticato da Dio. ...continua

    Alla ricerca delle proprie radici, di quella madre, Aracoeli, perduta per sempre. La madre era amore, era gioia di vivere, era tutto. E quest'uomo, solo, tremendamente solo ripercorre il suo cammino tornando alle origini fino ad Almeria, in un paesino di quattro casupole quasi dimenticato da Dio. La voglia quasi senza scopo di viaggiare diventa un delirio, perché i ricordi affiorano come una tempesta impazzita e a volte l'ego della narrazione prende il sopravvento. Ciò che non vorresti mai leggere, ti viene rivelato senza alcuno filtro e resti lì, attonito e disarmato. Ti scorre davanti una pellicola dove un uomo quarantenne, frustrato, omosessuale e mezzo fallito fa i conti con il proprio passato. Rivivendo l'amore per una madre perfetta e combattendo con lo spettro oscuro della perdita. Ciò che l'umano pensiero abitualmente rigetta, non tiene il freno tirato. Scorrono i ricordi tra avventure e sogni, in allegorie e metafore che non fanno altro che mascherare sporcizia e desolazione. E' impeccabile la narrazione, non lascia respiro ed è perfettamente a incastro con la turbolenza dei sentimenti del protagonista. Non voglio svelare dettagli fondamentali sui contenuti per non sprecare la magia di questo romanzo, uno tra i più deliranti e struggenti che abbia mai letto. Per me è un capolavoro, altro che opera mal riuscita!

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo più bello...

    Il romanzo più bello e più delirante che io abbia mai letto!
    Dopo questo vi devo dire: la letteratura italiana non ha niente da invidiare a quella russa o quella inglese. Anzi, le supera di mille gradini.

    ha scritto il 

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