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Archangel

By

Publisher: AudioGO Limited

3.5
(513)

Language:English | Number of Pages: 448 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , German

Isbn-10: 0754012689 | Isbn-13: 9780754012689 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Audio Cassette , Audio CD , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Book Description
Fluke Kelso, a former Oxford historian is in Moscow to attend a conference. Kelso is visited in his hotel room by a former body-guard of the secret police chief, Lavrenty Beria, who claims to have been at Stalin's dacha on the night Stalin had his fatal stroke. Kelso decides to use his last morning in Moscow to check out the old man's story.
Sorting by
  • 3

    Non male, peccato che il racconto per la sua complessità sia durato poco.
    Forse sono troppo affezionata al classico HAnnibal, ma mi ha preso molto di più della Mosca di Stalin.
    Peccato perchè come storia aveva tutti i presupposti.

    said on 

  • 4

    Babushka Russia

    Alla morte di Stalin, il diario del dittatore sparisce dalla sua cassaforte. Cosa poteva esservi scritto da generare tanti timori? Evidentemente qualcosa che può avere grandi ripercussioni in Russia e nel mondo intero....
    Molto interessante la parte relativa a Stalin e quella relativa alla ...continue

    Alla morte di Stalin, il diario del dittatore sparisce dalla sua cassaforte. Cosa poteva esservi scritto da generare tanti timori? Evidentemente qualcosa che può avere grandi ripercussioni in Russia e nel mondo intero....
    Molto interessante la parte relativa a Stalin e quella relativa alla Russia anni 90', ormai ex-superpotenza in declino.
    Come al solito Harris parte da un fatto storico per poi stravolgerlo e piegarlo ai suoi voleri!
    Dall’ambientazione nazista di Fatherland siamo passati al regime comunista di Archangel sempre però con lo stesso risultato: romanzo avvincente e personaggi ben delineati.

    said on 

  • 4

    I libri di Harris hanno il potere di farmi dimenticare che si tratta pur sempre di fiction. In altre parole: di roba inventata. E questa è una cosa che, a ben vedere, costituisce un pregio non da poco.
    Protagonista di Archangel è uno  storico americano di nome Kelso,  che troviamo, nella se ...continue

    I libri di Harris hanno il potere di farmi dimenticare che si tratta pur sempre di fiction. In altre parole: di roba inventata. E questa è una cosa che, a ben vedere, costituisce un pregio non da poco.
    Protagonista di Archangel è uno  storico americano di nome Kelso,  che troviamo, nella seconda metà degli anni novanta, sulle tracce di un misterioso quadernetto nero appartenuto a Stalin. Un quadernetto per cui, come dice un personaggio del romanzo "varrebbe la pena di morire." Un quadernetto che nasconde un grande mistero.
    Una qualità indubbia di Harris è che non ricama. Scrive quello che è essenziale scrivere. Niente lirismi dilettanteschi e stucchevoli, niente considerazioni filosofiche da quattro soldi. La sua è una prosa sobria, che dà una piacevole impressione di naturalezza: è ars - nel senso di tecnica, mestiere, perizia - che sa nascondere se stessa, ars capace di celare artem. 
    Eccellente, come nel romanzo "Il ghostwriter", l'ambientazione: lì la piovosa isola di Martha's Vineyard, qui una livida Mosca post comunista e, poi, la glaciale tundra attorno alla città di Archangel. Efficace e coinvolgente il clima di complotto che, pagina dopo pagina, si dipana attorno a Kelso. Tagliente il ritratto a distanza dello stalinismo, delle sue follie e delle sue nefandezze.
    I personaggi e i dialoghi di questo romanzo, a dirla tutta, tendono ogni tanto a conformarsi ad una "maniera", la maniera, per intenderci, dei libri noir: lo storico-investigatore disilluso e bevitore incallito, la donna affascinante e misteriosa, l'assassino fanatico e crudele, il giornalista privo di scrupoli. Ma si tratta di una maniera leggera, persino godibile nella sua leggerezza.
    Come tutti o quasi i libri di Harris, anche questo - potendo - andrebbe letto tutto d'un fiato.

    said on 

  • 4

    È ufficiale: adoro Robert Harris.
    Anche questa volta (in realtà è un titolo del '98 che mi era scappato), l'autore riesce a mettere su una storia con le controballe.
    Per quasi mezzo libro, gira intorno al nocciolo vero e proprio, divertendosi a dipingere uno scenario della Russia Post ...continue

    È ufficiale: adoro Robert Harris.
    Anche questa volta (in realtà è un titolo del '98 che mi era scappato), l'autore riesce a mettere su una storia con le controballe.
    Per quasi mezzo libro, gira intorno al nocciolo vero e proprio, divertendosi a dipingere uno scenario della Russia Post-muro davvero desolante, ma proprio per questo molto vero e credibile.
    A un certo punto, però, sembra rendersi conto che il lettore ormai "ha capito", e passa a una fase due più d'azione, ma mai troppo facilona.
    Il protagonista è infatti uno storico, e appena resomi conto della cosa già me lo vedevo lanciarsi da elicotteri o fare altre cose "alla Langdon" e invece - Harris è davvero bravo in questo - rimane un po' vittima delle situazioni, trascinato dal giornalista che non è un altro indiana jones quanto piuttosto un deficiente tipico di certi cliché.
    La storia non ha rallentamenti né discese di livello in nessun momento della narrazione.
    Il romanzo è solido, veloce, ben scritto. Non perde tempo, ti dice le cose come stanno e poi chiude.
    Ecco, in verità la chiusura, un po' troppo affrettata, fa perdere la quinta stella al romanzo, che per il resto - come detto - è solido e credibile come pochi.

    Un bel pezzo di letteratura.

    said on