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Architettura dell'informazione

Trovabilità: dagli oggetti quotidiani al Web

By Luca Rosati

(191)

| Others | 9788850326686

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Book Description

L'architettura dell'informazione, cioè la strutturazione e l'organizzazione dei dati e degli strumenti che ne consentono l'impiego, non si applica solo alle pagine web, ma a ogni oggetto appartenente alla quotidianità. Spesso non ce ne si accorge, ab Continue

L'architettura dell'informazione, cioè la strutturazione e l'organizzazione dei dati e degli strumenti che ne consentono l'impiego, non si applica solo alle pagine web, ma a ogni oggetto appartenente alla quotidianità. Spesso non ce ne si accorge, abituati come si è a determinate soluzioni, determinate forme, ma quando l'informazione diventa più densa e complessa, legandosi magari a oggetti (o siti web) nuovi, allora la sua architettura fa la differenza tra ciò che funziona o meno. Lo scopo del libro è quindi mostrare la trasversalità di molti concetti di architettura dell'informazione, dagli oggetti e gli ambienti quotidiani fino al Web. Solo attraverso la comprensione di questi concetti chiave, il designer (sia esso architetto, webmaster, artigiano...) può progettare e creare soluzioni funzionali, ma allo stesso tempo facili, per le quali l'utente, pur provenendo da contesti diversi, non debba re-imparare a utilizzare un nuovo modello.

14 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un buon libro per stimolare la curiosità nei confronti di questa materia

    Un libro interessante per chi si avvicina all'information architecture. Una panoramica ampia e multidisciplinare sulla materia, che rende evidente l'importanza di questa disciplina non solo all'interno del web. Un approccio che avvicina mondo digital ...(continue)

    Un libro interessante per chi si avvicina all'information architecture. Una panoramica ampia e multidisciplinare sulla materia, che rende evidente l'importanza di questa disciplina non solo all'interno del web. Un approccio che avvicina mondo digitale e mondo reale per integrarli insieme e rendere più fluido il passaggio dall'una all'altra dimensione verso un'architettura dell'informazione 3.0. Una visione che cerca di passare dall'analisi dell'artefatto a quella del processo per guidare l'utente attraverso un'esperienza a 360 gradi in cui il confine tra web e realtà e tra le sue interfacce è sempre meno definito.

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    Maria Capitano said on Nov 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    materia interessante

    spinge ad approfondirla ma non illumina d'immenso, anzi, spesso le intuizioni vengono lasciate li...

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    Studio Cappello said on Feb 24, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bel saggio che spiega in maniera chiara l'importanza dell'architettura dell'informazione sia nei luoghi fisici che in quelli digitali. Qua e là qualche digressione di troppo ma che non ne inficia il valore

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    leoditri said on Feb 12, 2012 | Add your feedback

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    1) "MI CONTRADDICO? EBBENE SÌ, MI CONTRADDICO. SONO VASTO, CONTENGO MOLTITUDINI" WALT WHITMAN


    Tra un’asse orizzontale e uno verticale c’è una rappresentazione
    bidimensionale della realtà che ha ben più di due dimensioni e
    infiniti tratti pertinenti. Franco Farinelli, in un bell’articolo
    comparso qualche mese fa sulla Repubblica racconta i li ...(continue)


    Tra un’asse orizzontale e uno verticale c’è una rappresentazione
    bidimensionale della realtà che ha ben più di due dimensioni e
    infiniti tratti pertinenti. Franco Farinelli, in un bell’articolo
    comparso qualche mese fa sulla Repubblica racconta i limiti della
    rappresentazione bidimensionale cartografica:

    “Lo diceva Strabone, all’inizio dell’era volgare: prima dei filosofi
    c’erano i geografi (...) coloro che avevano messo a punto i primi modelli
    con i quali tentare di venire a patto con il mondo. Era un modo per
    renderlo domestico (...) e il paradosso è che oggi abbiamo ancora più
    bisogno di questi modelli perché il mondo resti tale.”

    La riflessione del geografo serve da esempio. I modi di attraversare
    un dato sono innumerevoli, Rosati ne fa una rassegna veloce 1, ne
    elenca le potenzialità ma non entra nella complessità della
    questione, nei limiti della logica nell’abbracciare le moltitudini del
    reale. In fondo una mappa è una realtà a se, se ben riuscita
    dovrebbe riportare moltitudini ma non contraddizioni e in questo
    quanto perde della fetta di mondo che dovrebbe riportare ? Se è una
    nostra propensione naturale (come di fatti è) quella di gestire la
    complessità con la logica, che dire del taglio di un nodo intricato
    con un colpo netto, ancora cattivo presagio? Soluzioni da
    condottiero Macedone, ma non è questa quella che altri
    definirebbero creatività ?

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    Romanzo Che Cambia La Vita said on Mar 30, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Architettura dell’informazione”: sapere (e sapersi) orientare nel mondo fisico e digitale

    Sebbene non abbia trovato particolarmente interessante proprio l’aspetto ‘organizzativo’ del testo di Rosati (molto spesso più una “raccolta di citazioni” e testi altri che un punto di vista personale dell’autore), ho trovato il tema principale del l ...(continue)

    Sebbene non abbia trovato particolarmente interessante proprio l’aspetto ‘organizzativo’ del testo di Rosati (molto spesso più una “raccolta di citazioni” e testi altri che un punto di vista personale dell’autore), ho trovato il tema principale del libro molto interessante e, soprattutto, di estrema attualità per quanto riguarda la progettazione ‘contemporanea’.
    Sorvolando sugli aspetti negativi e di eccessiva ‘elencazione’ degli argomenti da parte dell’autore stesso, credo che “Architettura dell’informazione” possa risultare molto utile alla figura del progettista se preso come una sorta di “manuale” sulle regole primarie da rispettare di fronte alla progettazione di ambienti informativi (sia fisici che digitali). L’aderenza al contesto sociale e alle esigenze dell’utente, la coerenza tra l’artefatto/servizio/interfaccia/spazio e informazione, la creazione di percorsi di ricerca alternativi e tematici, fornire spunti di navigazione contestuali, evitare il fenomeno dello stress da eccesso di scelta, garantire una continuità nel passaggio da un contesto all’altro (esperienza-ponte) e infine “organizzare”, “raggruppare”, “correlare”, “interconnettere” e far interagire in modo attivo gli utenti appaiono, oggi come non mai, elementi essenziali per chi progetta, da tenere sempre più in conto soprattutto quando si ha a che fare con le “infrastrutture” (fisiche e digitali) dell’informazione. E visto che da tempo ormai al centro di ogni scambio e spazio contemporaneo (sociale, economico, ecc…) sembra porsi come predominante il ruolo dell’informazione (intesa nel suo senso più ampio) non possiamo più, come progettisti, prescindere da queste ‘regole fondamentali’ (come da quelle di altre filosofie della progettazione come lo user experience, lo user centred design e il design for all, tanto per citarne alcune).
    Soffermandomi sul disordine e sul ‘caos’ che sempre di più contraddistingue la nostra società, gli spazi che ogni giorni viviamo e le stesse relazioni personali e professionali che si vengono a creare tra gli individui, sempre più instabili e precarie a causa forse della mancanza di punti fermi e ‘orientamento’, mi viene da chiedermi se, per caso, una tipologia di progettazione più ‘ragionata’ e attenta alle problematiche legate alla gestione e all’organizzazione delle informazioni in ambienti fisici e virtuali, non possa anche contribuire a restituire un minimo di ‘ordine’ e stabilità, non sono nell’interazione degli utenti con questi spazi informativi, ma nella loro stessa vita privata.

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    Marta Pacini said on Mar 29, 2011 | Add your feedback

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    Ricco di citazioni e di riferimenti ma privo di contenuti, per usare un clichè “tanto fumo e poco arrosto”. Rosati traccia una panoramica molto interessante sulla materia e sui possibili sviluppi ma non arriva quasi mai a descrivere un corpus di legg ...(continue)

    Ricco di citazioni e di riferimenti ma privo di contenuti, per usare un clichè “tanto fumo e poco arrosto”. Rosati traccia una panoramica molto interessante sulla materia e sui possibili sviluppi ma non arriva quasi mai a descrivere un corpus di leggi che possa essere utilizzato dal designer nel suo inter progettuale. Tutto è nella mani di colui che decide come strutturare le informazioni, dell’architetto. Più volte viene ripetuto come non esista una classificazione sbagliata ma solo un fruitore non consapevole delle scelte di organizzazione dei dati; sembrerebbe che basti un pò di buon senso per riuscire a realizzare architetture informative complesse di facili consultazione, peccato che ancora oggi interfacce digitali e siti internet smentiscano tale assunto. Il testo si presenta quindi come un introduzione alla problematica della gestione dell’informazione in vari contesti, che però a mio avviso non riesce a giungere al dunque della questione. Interessante la riflessione sul design del processo che dovrebbe essere accompagnato a quello del design dell’identità visiva di una azienda.

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    Lorenzo Moschi said on Mar 29, 2011 | Add your feedback

Book Details

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  • Others 161 Pages
  • ISBN-10: 8850326688
  • ISBN-13: 9788850326686
  • Publisher: Apogeo
  • Publish date: 2007-01-01
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