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Arcipelago Gulag (3 volumi)

Saggio di inchiesta narrativa. (1918-1956)

By Aleksandr Isaevic Solženicyn

(221)

| Paperback | 9788804393306

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Book Description

77 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un pugno allo stomaco

    Straordinario libro di denuncia che dovrebbero far leggere in tutte le scuole. Sappiamo tutto (o molto) sui campi di concentramento nazisti, ma quasi nulla ci viene detto sui gulag. L'orrore, la violenza e la disperazione sono identiche.

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    Phileas Fogg said on Oct 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Questo libro è il capolavoro di Solženicyn. Se volete farvi un'idea di cosa fosse l'arcipelago Gulag sovietico, quali fossero le condizioni dei prigionieri, come avvenissero gli arresti e i trasporti, in maniera cruda e diretta, questo libro è irrinu ...(continue)

    Questo libro è il capolavoro di Solženicyn. Se volete farvi un'idea di cosa fosse l'arcipelago Gulag sovietico, quali fossero le condizioni dei prigionieri, come avvenissero gli arresti e i trasporti, in maniera cruda e diretta, questo libro è irrinunciabile.

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    Knecht said on Dec 10, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    La prima cosa che si prova leggendolo è lo stupore, perché delle stragi e del regime poliziesco ai tempi dell’Urss se ne parla poco e mai in termini così drammatici. E’ gravissimo che sia tutto passato sotto silenzio o quantomeno ridimensionato. Ma c ...(continue)

    La prima cosa che si prova leggendolo è lo stupore, perché delle stragi e del regime poliziesco ai tempi dell’Urss se ne parla poco e mai in termini così drammatici. E’ gravissimo che sia tutto passato sotto silenzio o quantomeno ridimensionato. Ma cosa c’è stato di diverso da un vero e proprio genocidio nei confronti del popolo russo? Polemicamente e giustamente, con la forza di chi ha vissuto l’orrore, S. può permettersi di scavare a fondo nel denunciare il nuovo potere come peggiore del precedente. Consideriamo infatti che gli zar, nelle loro persecuzioni, riconoscevano agli oppositori lo status di politici mentre il regime comunista nega loro ogni dignità morale e spirituale fino a consegnarli alle angherie dei delinquenti comuni. L’autore parla degli oppositori politici come degli estranei. Gli estranei sono tali al regime, sono coloro che non si collocano in esso, sia pure ai margini o violando le sue leggi ma accettando il suo sistema di potere, dunque sono piante nocive, pericolose, da estirpare. Viene così descritto scientificamente, in tutta la sua forza e il suo terrore, il meccanismo del pensiero unico. Chi non lo condivide, ma gli si oppone, non ha posto nella società pianificata, nella città ideale, e deve essere eliminato. Se consideriamo lo spirito di tali concezioni ci accorgiamo come dobbiamo sempre tenerci vigili e stare in guardia. Oggi il pensiero unico, le ricette del progresso, hanno altre forme, altri mezzi coercitivi, ma il fine resta lo stesso, l’eliminazione di ogni opposizione. Nelle metropoli della tecnica non vi è posto per chi non partecipa al meccanismo della produzione e del consumo, e non è sufficiente prendervi parte svogliatamente, per poche ore al giorno, bisogna farlo a tempo pieno, sacrificare a tale idea la propria vita. Da un punto di vista di tecnica letteraria, resta poi l’efficacia di un racconto corale che procede attraverso l’incastro di testimonianze e voci che provengono da ogni parte dell’invisibile eppure tangibilissimo, freddo e labirintico Arcipelago contribuendo così a illuminare alcuni fili della sua ragnatela.

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    Antox said on Oct 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Straordinario racconto delle ingiustizie che un popolo ha dovuto subire a causa di folli leader e della cattiveria umana che si sfoga dietro la pavidità dell'essere umano

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    Andriolomarco22 said on Aug 22, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E' vero, allora, che gli animali sono migliori di certi individui?

    Ho chiuso questo libro ieri sera,sul tardi, con un brivido. Mi ha letteralmente sfinita e mi ha lasciato addosso una rabbia infinita, potente, indescrivibile. Rabbia nei confronti di uomini meschini e crudeli, capaci di aberrazioni senza pari; rabbia ...(continue)

    Ho chiuso questo libro ieri sera,sul tardi, con un brivido. Mi ha letteralmente sfinita e mi ha lasciato addosso una rabbia infinita, potente, indescrivibile. Rabbia nei confronti di uomini meschini e crudeli, capaci di aberrazioni senza pari; rabbia nei confronti di un sistema giudiziario corrotto("Scrissero che era stata una vergognosa commedia giudiziaria, basata sulle deposizioni di provocatori e di infelici imputati costretti a ciò col terrore. Che la maggior parte di questi aveva abbandonato il partito da oltre dieci anni e non vi era mai più tornata"); rabbia nei confronti delle istituzioni russe; rabbia verso chi ha distrutto anche la più elementare delle libertà. "Come avrebbero potuto non desiderare una repubblica democratica?" Già, come, mi domando io?
    All'interno di queste pagine ho respirato un senso di irrealtà, sentivo nettamente la falsità e la macchinazione e non volevo, o forse non potevo, credere che un simile abominio potesse macchiare la storia dell'umanità.

    Vorrei porre l'attenzione, signori, sull'istruttoria russa accompagnata da torture che "avrebbero stretto il cranio con un cerchio di ferro, immerso un uomo in un bagno di acidi, tormentato altri, nudi e legati, con formiche e cimici, cacciato nell'ano una bacchetta metallica arroventata su un fornello a petrolio (marchio segreto), schiacciato lentamente i testicoli con uno stivale, e, come forma più blanda, suppliziato per settimane con l'insonnia, la sete, percosso fino a ridurre un uomo a polpa insanguinata, non uno dei drammi cechoviani sarebbe giunto alla fine, tutti i protagonisti sarebbero finiti in manicomio."
    Vedete, riflette, sentite, tutto ciò un tempo era realtà, un tempo uomini, donne e anziani venivano sottoposti regolarmente a tutto questo schifo, perché di schifo si tratta. Come classificare, ad esempio, questi giochetti? Mezzo sonoro, solletico, spegnere una sigaretta sulla pelle del detenuto, botte che non lasciano segni, spezzare la spina dorsale, costringere i malcapitati a non dormire, rompere le articolazioni, dilaniare la carne dei fianchi, strappare le unghia, rompere i denti, camicia di forza, imbrigliatura, continuo? Potrei andare avanti ancora per un po'; ho evitato di descrivere, nei particolari, queste pratiche vergognose e abominevoli.

    Vi lascio con le parole di Solženicyn.
    "Quanto abbiamo esposto dovrebbe dimostrare, parrebbe, che nello sterminio di milioni e nel popolamento del Gulag v'era stata una successione freddamente calcolata e una tenacia mai affievolita. Che non avemmo mai prigioni VUOTE: erano o piene o troppo piene. Che mentre voi vi occupavate a piacere dei misteri, scevri da pericolo, del nucleo atomico, dell'influenza di Heidegger su Sartre e collezionavate riproduzioni di Picasso, partivate in villeggiatura in comode carrozze ferroviarie o finivate di costruirvi una "dacia" nei dintorni di Mosca, i furgoni carcerari scorrazzavano senza posa per le strade e gli agenti della K.G.B. bussavano e suonavano alle porte. Questa esposizione dimostra anche, credo,che gli "Organi" non erano mai stati dei mangiapane a ufo."

    Un grande libro, un grande scrittore, fortunatamente sopravvissuto al Gulag per poter raccontare il dramma di coloro che hanno subìto tutta questa malvagità da parte di coloro che si facevano promotori di una libertà falsa, meschina e insignificante.

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    Gigho said on Aug 19, 2013 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Abbandonato forse perché non è il massimo da portarsi in vacanza... Di sicuro la pesantezza e la lunghezza del racconto non aiutano. Non so giudicarlo.
    Prima o poi lo riprenderò. Forse.

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    Luigi M.B. said on Apr 2, 2013 | Add your feedback

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