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Arcobaleni

Di

Editore: Guanda (Le Fenici Tascabili)

3.5
(110)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860887941 | Isbn-13: 9788860887948 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lidia Origlia

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 3

    Una piacevole e tranquilla storia del rapporto tra due sorellastre e tra queste e loro padre. Parzialmente si introduce anche la presenza di una terza sorellastra (tutte e tre figlie dello stesso ...continua

    Una piacevole e tranquilla storia del rapporto tra due sorellastre e tra queste e loro padre. Parzialmente si introduce anche la presenza di una terza sorellastra (tutte e tre figlie dello stesso padre ma di 3 madri diverse). Il tutto nello sfondo del Giappone dell'immediato secondo dopoguerra. Carino, tranquillo, piacevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Elegante e lontano come una stampa giapponese, riesce a essere coinvolgente pur mantenendo una raffinatezza estrema. La raffinatezza è una caratteristica che la letteratura occidentale contemporanea ...continua

    Elegante e lontano come una stampa giapponese, riesce a essere coinvolgente pur mantenendo una raffinatezza estrema. La raffinatezza è una caratteristica che la letteratura occidentale contemporanea ignora o ha sostituito, quasi in toto, con la volgarità. Un viaggio in un universo delicato, rarefatto, bello e necessario per ricordarsi che l'eleganza esiste. In sintesi: un libro che ricorda come sia possibile essere coinvolgenti senza essere voyeuristici e volgari.

    ha scritto il 

  • 4

    "Le grandi malattie non riguardano il solo corpo ma anche l'anima". Agli arcobaleni che appassionano Asako si contrappongono le nebbie che riempiono le giornate della sorella maggiore, Momoko. Astio, ...continua

    "Le grandi malattie non riguardano il solo corpo ma anche l'anima". Agli arcobaleni che appassionano Asako si contrappongono le nebbie che riempiono le giornate della sorella maggiore, Momoko. Astio, dolore, tristezza, ribellione, orgoglio non sono gli unici binari sui quali immettere un destino segnato da eventi sconvolgenti.

    ha scritto il 

  • 0

    il retaggio di noi vivi, e le colpe dei morti.

    si possono interpretare a proprio arbitrio non soltanto le parole umane ma anche quelle divine. E in qualsiasi frangente è possibile trovare infinite parole per scusarsi, per giustificarsi. ma è ...continua

    si possono interpretare a proprio arbitrio non soltanto le parole umane ma anche quelle divine. E in qualsiasi frangente è possibile trovare infinite parole per scusarsi, per giustificarsi. ma è nelle vivide esperienze che le parole assumono una vivida realtà.

    ha scritto il 

  • 2

    Mi sono sforzata, ancora una volta, di apprezzare l'estetismo sofisticato degli scrittori giapponesi e la loro cultura profonda. Non capisco e la lettura mi lascia quindi insoddisfatta....riproverò. ...continua

    Mi sono sforzata, ancora una volta, di apprezzare l'estetismo sofisticato degli scrittori giapponesi e la loro cultura profonda. Non capisco e la lettura mi lascia quindi insoddisfatta....riproverò.

    ha scritto il 

  • 3

    Nel retro copertina c'è scritto: “In una narrazione ora rarefatta, ora densissima lo stile di Kawabata si offre in questo romanzo al culmine della sua maturità”. Beh, se mi dovessi fidare di ...continua

    Nel retro copertina c'è scritto: “In una narrazione ora rarefatta, ora densissima lo stile di Kawabata si offre in questo romanzo al culmine della sua maturità”. Beh, se mi dovessi fidare di questo commento e credere che questo romanzo sia davvero uno dei culmini dell'opera di Kawabata credo non mi verrebbe voglia di leggere altro di quest'autore. Non so effettivamente cosa commentare di questo libro: la trama l'ho trovata banale e poco interessante, i personaggi non vengono approfonditi più di tanto ed è difficile provare simpatia per qualcuno di loro, forse con due o tre eccezioni, ed in generale non succede molto nella storia. Momoko, la “protagonista”, è una ragazza molto fredda, difficile da apprezzare, che non fa che crearsi il vuoto intorno per poi lamentarsene per buona parte del libro e in generale l'ho trovata davvero insopportabile, viziata e piena di sè; molto più interessante la sorella Asako o il giovane Natsuji, personaggi però che restano sullo sfondo. Le traduzioni di Lydia Origlia di solito sono delle garanzie, ma questa volta un po' mi ha deluso: nel testo si trovano davvero troppo spesso le stesse parole (a pagina 37 ripete la parola “neve” per ben quattro volte in pochissime frasi), creando un effetto ridondante a volte molto fastidioso. In definitiva l'ho trovato un libro un po' scialbo, in cui l'unica cosa notevole è il magnifico stile di Kawabata, capace di incantare e di tenere il lettore interessato anche ad una storia così banale: alcune descrizioni e alcune frasi sono davvero sublimi, anche se non riescono a riscattare l'intero libro. Certo, Kawabata scriveva benissimo, ma per il resto non saprei cos'altro dirvi su questo libro; insomma, un primo approccio un po' deludente con quest'autore, spero che altre sue opere riescano a convincermi di più.

    Voto: 6.5/10

    ha scritto il 

  • 3

    Momoko l'insopportabile

    Elegante come sempre ma non il migliore Kawabata. Forse la centralita' dell'insopportabile Momoko finisce per provocare uno strabismo nella valutazione del libro, che offre comunque alcune pagine ...continua

    Elegante come sempre ma non il migliore Kawabata. Forse la centralita' dell'insopportabile Momoko finisce per provocare uno strabismo nella valutazione del libro, che offre comunque alcune pagine sempre bellissime.

    ha scritto il