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Arendt

Le origini del totalitarismo

Di

Editore: A. Mondadori (I Classici del pensieo n. 121)

4.4
(255)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 710 | Formato: Cofanetto | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Amerigo Guadagnin ; Prefazione: Alberto Martinelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: History , Philosophy , Political

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Descrizione del libro
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  • 5

    Una scoperta illuminante

    Hannah Arendt divide la sua analisi sul totalitarismo in tre parti: lo studio dell’antisemitismo, l’imperialismo e gli effetti della prima guerra mondiale in Europa con la nascita dei pan-movimenti slavo e tedesco, e infine la disamina puntuale dei due regimi totalitaristi della storia: il nazism ...continua

    Hannah Arendt divide la sua analisi sul totalitarismo in tre parti: lo studio dell’antisemitismo, l’imperialismo e gli effetti della prima guerra mondiale in Europa con la nascita dei pan-movimenti slavo e tedesco, e infine la disamina puntuale dei due regimi totalitaristi della storia: il nazismo e lo stalinismo. La Arendt distingue infatti nettamente queste due forme di governo, che definisce nuove, dagli altri regimi dittatoriali che li hanno preceduti e/o seguiti. Perché nessun altro governo ha mirato al controllo totale della sfera privata oltre che pubblica della vita e perché nessun altro governo ha avuto come obbiettivo il movimento permanente per la conquista del mondo.

    Se la parte relativa all’antisemitismo, seppur molto dettagliata, non racconta nulla di particolarmente nuovo, per me è stata decisamente sorprendente e illuminante la seconda parte, la disamina storica degli inizi del secolo, l’imperialismo, la prima guerra mondiale e le sue conseguenze: la fine degli imperi russo e asburgico, e la conseguente nascita di stati nazionali nell’Europa dell’est, stati costruiti a tavolino, che costrinsero centinaia di migliaia di europei ad emigrare dalle loro città verso territori sconosciuti, o ancora peggio a diventare apolidi. E’ quel pezzo di storia a noi italiani quasi sconosciuto, descritto con il linguaggio della letteratura nell’ultima parte de “I fratelli Ashkenazi” di Israel Singer, che qui la Arendt racconta minuziosamente, e le cui conseguenze politiche l’Europa sta scontando ancora. Basta ricordare con le guerre balcaniche in anni recenti, o la rivolta di Crimea proprio in questi giorni. E sono impressionanti le analogie tra l’Europa degli anni ’20 e quella di oggi, con il trionfo di un capitalismo senza umanità che, per usare la terminologia della Arendt, riduce le masse in plebe, una quantità crescente di popolazione sradicata e mal tollerata, una rabbia cieca, alimentata dalla propaganda, contro i sistemi politici parlamentari, percepiti come impotenti e corrotti.

    Infine la terza parte descrive minuziosamente i meccanismi del potere totalitario, la costruzione di una realtà parallela, la logica ferrea all’interno di questa realtà, la polizia segreta, l’arbitrarietà delle promozioni e delle purghe, l’indispensabilità del capo, l’antieconomicità. Leggendolo mi sono domandata se i Fratelli Cohen pensavano all’essenza dello stato totalitario quando hanno girato “Non è un paese per vecchi”. Il personaggio interpretato da Javier Bardem, con la sua logica, la sua arbitrarietà (ricordate, tira i dadi per decidere se uccidere o no), la sua efferatezza, la sua capacità di controllare ogni cosa sembra la metafora delle teorie della Arendt.

    Colpisce in tutto il libro la lucidità estrema con cui la Arendt ha affrontato un capitolo così doloroso e nuovo nella storia d’Europa, a pochi anni di distanza dalla fine dei regimi che descrive. Una lucidità che ci indica, ahimè, che la follia vissuta può accadere ancora, perché è figlia della società di massa e del capitalismo sfrenato.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è un libro facile per molte ragioni, ma si tratta di un ottimo saggio su un fenomeno moderno.
    L'ho trovato ben scritto e convincente; le situazioni descritte che, necessariamente, si riferiscono alle due guerre mondiali e al contesto immediatamente precedente o successive, tratteggiano, ...continua

    Non è un libro facile per molte ragioni, ma si tratta di un ottimo saggio su un fenomeno moderno.
    L'ho trovato ben scritto e convincente; le situazioni descritte che, necessariamente, si riferiscono alle due guerre mondiali e al contesto immediatamente precedente o successive, tratteggiano, a mio avviso, inquietanti paralleli con la situazione attuale.
    Una buona lettura.

    ha scritto il 

  • 5

    Hannah Arendt, in questo celebre saggio, porta avanti un'approfondita analisi storica, politica, filosofica riguardante la genesi, lo sviluppo e il modus operandi dei regimi totalitari nazista e stalinista.


    E' una riflessione che si impone come necessaria, poiché il Totalitarismo fu una t ...continua

    Hannah Arendt, in questo celebre saggio, porta avanti un'approfondita analisi storica, politica, filosofica riguardante la genesi, lo sviluppo e il modus operandi dei regimi totalitari nazista e stalinista.

    E' una riflessione che si impone come necessaria, poiché il Totalitarismo fu una tragica novità nella storia dell'uomo. E la fine di troppe vite è addebitabile ad esso.

    Una volta giunti al potere, i movimenti totalitari, hanno la possibilità di creare quel mostro famelico che si ciba di vite umane, si basa sulle menzogne, sul terrore e sul completo annientamento della personalità e spontaneità umana.
    Non esistono opinioni, intenzioni, amici, nemici... ogni categoria è annullata. Tutto e tutti divengono sacrificabili in nome dell'ideologia, interpretata a capriccio del leader.
    La realtà stessa perde significato, poiché il regime totalitario ne stabilisce una propria, fittizia; ed opera in modo coerente con la sua perversione, eliminando dall’esistenza tutto ciò che di volta in volta ritiene nemico.

    Come dice la Arendt, forse è la dimostrazione che tutto è possibile e che l'Inferno (incarnato dai campi di sterminio) può essere ricreato sulla terra senza che il cielo ci cada addosso o che il suolo sul quale poggiamo i piedi si squarci e ci inghiotta.

    Più si va a fondo, e più aumentano gli interrogativi. E più si sa e più si rimane allibiti e col bisogno di ricordare a se stessi che si, è accaduto, è tutto vero.

    Saggio complesso, necessario, vitale.

    ha scritto il 

  • 0

    我很悲傷的想到我會在未來一一去驗證作者的說法。現在我無法能夠對這本書理解更多,只能單就社會現象開始慢慢的,去了解以及剖析事件,也許我們或多或少都陷入了極權主義之中,不只是政治上的,而是精神上的。

    ha scritto il 

  • 2

    Opera giudicata fondamentale per la teoria politica contemporanea
    Personalmente non condivido l'impostazione teorica sull totalitarismo e la carenza di analisi sovrastrutturale, spesso si annoda su se stessa senza fornire una lucida esposizione delle teorie preannuciate.

    ha scritto il 

  • 4

    http://it.wikipedia.org/wiki/Le_origini_del_totalitarismo

    Rimando al sito di Wikipedia per un'illustrazione adeguata di un'opera fondamentale nella biblioteca di qualsiasi amante della storia e della politica.
    Non mi sento all'altezza di cotal commento!

    ha scritto il 

  • 4

    Un pò pesante ma molto interessante

    é un libro filosofico che parla delle teorie della Arendt....io l'ho letto per la mia tesina delle superiori...è un pò pesante ma mi è piaciuto parecchio!

    ha scritto il 

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