Aria sottile

Di

Editore: TEA

4.3
(1169)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Ceco , Olandese , Catalano

Isbn-10: 885021460X | Isbn-13: 9788850214600 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lidia Perria

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura , Viaggi

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Descrizione del libro
Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.
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  • 4

    Il reportage di Krakauer, scrittore-alpinista effettivamente presente nella drammatica spedizione sull'Everest del 1996, parte piano per presentare il contesto, poi d'improvviso getta il lettore nel b ...continua

    Il reportage di Krakauer, scrittore-alpinista effettivamente presente nella drammatica spedizione sull'Everest del 1996, parte piano per presentare il contesto, poi d'improvviso getta il lettore nel bel mezzo della tragedia e non lo lascia più, togliendogli il fiato come se fosse anche lui esposto all'aria senza ossigeno degli ottomila metri. Perché scalare l'Everest, racconta Krakauer, è il sogno di una vita, ma quando sei in vetta c'è così poco ossigeno che non si riesce nemmeno bene a capire cosa stia succedendo.

    ha scritto il 

  • 4

    E' la cronaca, scritta in soggettiva da un partecipante, della disastrosa scalata all'Everest, tentata in contemporanea da diverse spedizioni nel 1996. Al di là delle numerose polemiche sulla responsa ...continua

    E' la cronaca, scritta in soggettiva da un partecipante, della disastrosa scalata all'Everest, tentata in contemporanea da diverse spedizioni nel 1996. Al di là delle numerose polemiche sulla responsabilità del disastro, Krakauer scrive bene ed in maniera avvincente e ci invita a riflettere sull'esagerato sfruttamento turistico di queste montagne una volta inviolabili ed ora accessibili in maniera relativamente facile a (quasi) chiunque possa permettersi di pagare cifre considerevoli per togliersi lo sfizio. E' un libro per la montagna e a chiunque ami l'avventura, magari anche solo per meditare sulla fragilità umana di fronte alla forza improvvisa della natura. Lo trovo molto vero e al tempo stesso assurdo: il fascino dell'estremo vale il prezzo della vita? Credo che sia proprio questo che l'autore ancora oggi non si spiega. Un ottimo esempio di giornalismo, uno dei libri di montagna meglio scritti e una storia che ti tiene incollata al libro come una calamita. Krakauer avrà i suoi difetti, ma ha scritto un reportage tecnicamente impeccabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Siete nel mezzo della vostra esistenza. Benestanti, con una famiglia, un lavoro interessante, amici, una vita di relazioni intense.
    E un tarlo che vi rode.
    Quel tarlo non ha, come la maggior parte dei ...continua

    Siete nel mezzo della vostra esistenza. Benestanti, con una famiglia, un lavoro interessante, amici, una vita di relazioni intense.
    E un tarlo che vi rode.
    Quel tarlo non ha, come la maggior parte dei tarli, un nome.
    Poi, un giorno, leggendo un articolo di giornale il vostro tarlo prende un nome e si chiama: Everest. Volete a tutti i costi scalare l'Everest.

    C'è un piccolo particolare. Una persona su dieci tra quelli che ci provano non tornano a raccontarlo. Una roulette russa con un revolver a dieci colpi. E voi, per partecipare, pagate. Pagate profumatamente.

    C'è un altro particolare. Per partecipare a quella roulette soffrirete. Fisicamente. Probabilmente più di quanto abbiate mai fatto in vita vostra, per settimane. Freddo, sonno, stanchezza, mal di stomaco, mal di testa. Immersi in un aria troppo rarefatta per un essere umano, in temperature troppo basse per un essere umano.

    Questo libro è il resoconto di una di questa missioni alla ricerca del Santo Graal sulla cima dell montagna più alta del mondo. Scalare l'Everest perchè è là, perchè in fondo è questo che fanno gli uomini, per vivere. Sfidarsi.

    Il libro è scritto molto bene, con la lucidità permessa da ricordi offuscati dall'anossia. Con l'onestà intellettuale di chi non teme di enunciare i suoi piccoli momenti di vigliaccheria ma non fa neanche sconti agli altri. I protagonisti della vicenda ne escono tutti bene, quelli vivi, perchè tanti altri ne escono morti, anzi non ne escono affatto visto che i loro cadaveri congelati sono ancora lassù, ai bordi del sentiero. Ne escono bene perchè superato il terzo Campo Base c'è una regola sola: sopravvivere. E chi sopravvive non è criticabile, ha fatto le scelte giuste, tutto qua.

    La montagna: silenziosa, fredda, indifferente, gigantesca. Troppo per chiunque di noi. Assiste. Uccide con un suo soffio. Guarda.

    Un pezzo di me sarebbe pronto a partire domani. Stanotte? D'accordo, stanotte.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro mi era stato consigliato e prestato dal mio capo ufficio. L'ho letteralmente divorato! Tratto da una storia vera e scritto molto bene, tiene incollato il lettore fino alla fine, facendo a ...continua

    Questo libro mi era stato consigliato e prestato dal mio capo ufficio. L'ho letteralmente divorato! Tratto da una storia vera e scritto molto bene, tiene incollato il lettore fino alla fine, facendo anche riflettere sui rischi che si corrono durante le spedizioni commerciali.
    Consigliatissimo anche ai non appassionati di montagna.
    Nel 2015 è uscito anche il film "Everest" tratto da questo libro. Bello, ma secondo me un po' sotto le aspettative.

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande documento

    Pur essendo un discreto lettore, era da tempo che non mi capitava di stare sveglio la notte per leggere un libro. Nonostante la storia fosse ben nota, grazie anche al film tratto dal libro e recenteme ...continua

    Pur essendo un discreto lettore, era da tempo che non mi capitava di stare sveglio la notte per leggere un libro. Nonostante la storia fosse ben nota, grazie anche al film tratto dal libro e recentemente presentato alla mostra di Venezia. Per un appassionato di storie vere come me, siamo ai massimi livelli.

    ha scritto il 

  • 0

    Strani incroci a Seattle

    Jon Krakauer pubblica questo libro nel 1998.Eddie Vedder dei Pearl Jam scrive più o meno nello stesso periodo una canzone chiamata "Thin air" cioè aria sottile, come il titolo di questo libro, anche s ...continua

    Jon Krakauer pubblica questo libro nel 1998.Eddie Vedder dei Pearl Jam scrive più o meno nello stesso periodo una canzone chiamata "Thin air" cioè aria sottile, come il titolo di questo libro, anche se le tematiche della canzone sono totalmente diversa da quelle trattate dal libro. Nel 2000 Jon Krakauer pubblica "Nelle terre estreme" da cui poi è stato tratto il film "Into the wild" diretto da Sean Penn. Eddie Vedder si occuperà di comporre e registrare la colonna sonora di "Into the Wild".

    ha scritto il 

  • 3

    Immagino l'Everest e lo associo a degli alpinisti esperti che preparano una "conquista" di tale portata con cura maniacale e precisione. Questa lettura mostra che non è proprio così e ciò mi colpisce ...continua

    Immagino l'Everest e lo associo a degli alpinisti esperti che preparano una "conquista" di tale portata con cura maniacale e precisione. Questa lettura mostra che non è proprio così e ciò mi colpisce più delle sofferenze e delle morti che purtroppo fanno parte di avventure così estreme.
    I troppi nomi e troppi dettagli delle vite private dei protagonisti a volte fanno perdere un po' il filo rendendo la lettura pesante. A parte questo mi è sembrata una ricostruzione veritiera di quanto accaduto, senza sconti per nessuno.
    Lettura consigliata.

    ha scritto il 

  • 4

    Amo la montagna ma leggere questo resoconto della scalata all'Everest nel 1996 mi ha angosciato. Mi chiedo perché correre così tanti rischi!! Capisco l'amore per la montagna, l'avventura e il rischio, ...continua

    Amo la montagna ma leggere questo resoconto della scalata all'Everest nel 1996 mi ha angosciato. Mi chiedo perché correre così tanti rischi!! Capisco l'amore per la montagna, l'avventura e il rischio, però c'è un limite a tutto.
    A parte le mie personali considerazioni, un bel libro, molto ben particolareggiato con perfette descrizioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Viaggio sul tetto del mondo.

    Avvincente come se si trattasse di un romanzo, purtroppo invece è vita vissuta. Unica pecca la difficoltà di tenere traccia dei vari personaggi (se mi scusate il termine), ognuno di loro ha nome reali ...continua

    Avvincente come se si trattasse di un romanzo, purtroppo invece è vita vissuta. Unica pecca la difficoltà di tenere traccia dei vari personaggi (se mi scusate il termine), ognuno di loro ha nome reali e non sempre facilmente identificabili dal lettore. Comunque assolutamente consigliato anche per chi di arrampicate non sa nulla.

    ha scritto il 

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