Aria sottile

Di

Editore: TEA

4.3
(1157)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Francese , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Ceco , Olandese , Catalano

Isbn-10: 885021460X | Isbn-13: 9788850214600 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Lidia Perria

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura , Viaggi

Ti piace Aria sottile?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell'Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l'autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere "la Montagna", scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all'Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.
Ordina per
  • 5

    Questo libro mi era stato consigliato e prestato dal mio capo ufficio. L'ho letteralmente divorato! Tratto da una storia vera e scritto molto bene, tiene incollato il lettore fino alla fine, facendo a ...continua

    Questo libro mi era stato consigliato e prestato dal mio capo ufficio. L'ho letteralmente divorato! Tratto da una storia vera e scritto molto bene, tiene incollato il lettore fino alla fine, facendo anche riflettere sui rischi che si corrono durante le spedizioni commerciali.
    Consigliatissimo anche ai non appassionati di montagna.
    Nel 2015 è uscito anche il film "Everest" tratto da questo libro. Bello, ma secondo me un po' sotto le aspettative.

    ha scritto il 

  • 0

    Un grande documento

    Pur essendo un discreto lettore, era da tempo che non mi capitava di stare sveglio la notte per leggere un libro. Nonostante la storia fosse ben nota, grazie anche al film tratto dal libro e recenteme ...continua

    Pur essendo un discreto lettore, era da tempo che non mi capitava di stare sveglio la notte per leggere un libro. Nonostante la storia fosse ben nota, grazie anche al film tratto dal libro e recentemente presentato alla mostra di Venezia. Per un appassionato di storie vere come me, siamo ai massimi livelli.

    ha scritto il 

  • 0

    Strani incroci a Seattle

    Jon Krakauer pubblica questo libro nel 1998.Eddie Vedder dei Pearl Jam scrive più o meno nello stesso periodo una canzone chiamata "Thin air" cioè aria sottile, come il titolo di questo libro, anche s ...continua

    Jon Krakauer pubblica questo libro nel 1998.Eddie Vedder dei Pearl Jam scrive più o meno nello stesso periodo una canzone chiamata "Thin air" cioè aria sottile, come il titolo di questo libro, anche se le tematiche della canzone sono totalmente diversa da quelle trattate dal libro. Nel 2000 Jon Krakauer pubblica "Nelle terre estreme" da cui poi è stato tratto il film "Into the wild" diretto da Sean Penn. Eddie Vedder si occuperà di comporre e registrare la colonna sonora di "Into the Wild".

    ha scritto il 

  • 3

    Immagino l'Everest e lo associo a degli alpinisti esperti che preparano una "conquista" di tale portata con cura maniacale e precisione. Questa lettura mostra che non è proprio così e ciò mi colpisce ...continua

    Immagino l'Everest e lo associo a degli alpinisti esperti che preparano una "conquista" di tale portata con cura maniacale e precisione. Questa lettura mostra che non è proprio così e ciò mi colpisce più delle sofferenze e delle morti che purtroppo fanno parte di avventure così estreme.
    I troppi nomi e troppi dettagli delle vite private dei protagonisti a volte fanno perdere un po' il filo rendendo la lettura pesante. A parte questo mi è sembrata una ricostruzione veritiera di quanto accaduto, senza sconti per nessuno.
    Lettura consigliata.

    ha scritto il 

  • 4

    Amo la montagna ma leggere questo resoconto della scalata all'Everest nel 1996 mi ha angosciato. Mi chiedo perché correre così tanti rischi!! Capisco l'amore per la montagna, l'avventura e il rischio, ...continua

    Amo la montagna ma leggere questo resoconto della scalata all'Everest nel 1996 mi ha angosciato. Mi chiedo perché correre così tanti rischi!! Capisco l'amore per la montagna, l'avventura e il rischio, però c'è un limite a tutto.
    A parte le mie personali considerazioni, un bel libro, molto ben particolareggiato con perfette descrizioni.

    ha scritto il 

  • 5

    Viaggio sul tetto del mondo.

    Avvincente come se si trattasse di un romanzo, purtroppo invece è vita vissuta. Unica pecca la difficoltà di tenere traccia dei vari personaggi (se mi scusate il termine), ognuno di loro ha nome reali ...continua

    Avvincente come se si trattasse di un romanzo, purtroppo invece è vita vissuta. Unica pecca la difficoltà di tenere traccia dei vari personaggi (se mi scusate il termine), ognuno di loro ha nome reali e non sempre facilmente identificabili dal lettore. Comunque assolutamente consigliato anche per chi di arrampicate non sa nulla.

    ha scritto il 

  • 5

    Premettendo che io e l'alpinismo non abbiamo mai avuto il piacere di incontrarci, questo libro, che è l'essenza dell'alpinismo, (perchè l'Everest, essendo la vetta più alta del mondo, è ambita da tutt ...continua

    Premettendo che io e l'alpinismo non abbiamo mai avuto il piacere di incontrarci, questo libro, che è l'essenza dell'alpinismo, (perchè l'Everest, essendo la vetta più alta del mondo, è ambita da tutti gli scalatori) mi è piaciuto tantissimo, perchè l'ho trovato molto coinvolgente ed emozionante.
    Partendo per gradi: io credo che il punto di forza di questo resoconto, della scalata al tetto del mondo più catastrofica che sia mai avvenuta, è che essendo stato scritto da un "reduce", si sentono subito, nelle prime pagine, gli stati d'animo autentici di uno che ha vissuto un'esperienza che gli ha cambiato la vita per sempre.
    Poi il fatto di non essersi soffermato molto sugli aspetti tecnici della scalata e dell'attrezzatura, ma focalizzandosi di più sull'aspetto emotivo e relazionale della spedizione, ha fatto sì che la lettura fosse più scorrevole.
    Ma quello che più di tutti mi ha coinvolto, è stata quella sensazione di essere lì, di essere un altro compagno della spedizione, di essere presente anch'io a quell'incontro con la natura più selvaggia ed estrema, di vedere il mondo dall'alto e di avere l'impressione di toccare il cielo con un dito.
    Ho conosciuto gli sherpa, che fino ad ora (forse sono l'unico) mi erano sconosciuti. I disegni ad ogni inizio capitolo sono stupendi e le foto di repertorio al centro del libro mi hanno rivelato alcuni punti della scalata e soprattutto alcuni dei visi dei partecipanti ed un brivido lungo la schiena mi ha fatto vibrare come se stessi ad un passo dal precipizio.
    Insomma una lettura di rara emozionalità e carica di un fascino per l'ignoto che solo alcuni eventi possono creare e l'Everest mi sembra uno dei posti, insieme all'Antartide, più intriganti che esista...

    "Diffido delle sintesi, di ogni genere di carrellata nel tempo, di ogni pretesa eccessiva di tenere sotto controllo ciò che si racconta; a mio parere, chi pretende di comprendere pur essendo palesemente tranquillo, chi sostiene di scrivere tenendo a freno l'emotività, è uno sciocco e un bugiardo. Capire significa tremare. Rievocare significa rientrare nei fatti e farsene lacerare... Ammiro l'autorità dell'inginocchiarsi di fronte all'evento." - Harold Brodkey - Manipulations

    ha scritto il 

  • 4

    dopo aver visto il film del 2015 (che mi è piaciuto molto), un'amica mi ha detto: devi assolutamente leggere il libro, spiega molto meglio la vicenda, che nel film appare confusa.
    devo dire che anche ...continua

    dopo aver visto il film del 2015 (che mi è piaciuto molto), un'amica mi ha detto: devi assolutamente leggere il libro, spiega molto meglio la vicenda, che nel film appare confusa.
    devo dire che anche nel reportage di krakauer la vicenda non è chiarissima, anche perché non è chiarissima nemmeno per i protagonisti stessi della tragedia.
    la scrittura di krakauer è asciutta quanto basta per ricordarci che si tratta di un reportage giornalistico, ma ovviamente trasuda le emozioni, le paure e le angosce di quel 10 maggio e giorni successivi.
    le descrizioni dell' "assalto" alla vetta, degli effetti dell'altitudine, del freddo e della mancanza di ossigeno, sono molto precise ed è difficile non farsi coinvolgere dapprima dalla "febbre dell'everest" e dopo dalla fatica e infine dall'angoscia.
    ottimo reportage, per una vicenda terribile, che forse si poteva evitare, senza dimenticarsi che l'alpinismo a quelle quote ha sempre una forte componente di rischio e che non può mai essere considerato di routine, men che mai da persone poco esperte o poco allenate.

    ha scritto il 

Ordina per