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Aristotele e l'anello di bronzo

Di

Editore: Sellerio di Giorgianni

3.5
(222)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 157 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838919046 | Isbn-13: 9788838919046 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Coci

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Blepiro, reduce di guerra e menomato in battaglia, è accusato dal cuginoKremes di simulare l'infermità per ottenere una pensione di invalidità.Blepiro è un bronzista, e nella sua bottega accoglie "una banda di genteindecente", "una manica di ex schiavi e puttane", e questa compagnia sregolatasi attira l'ostilità dei benpensanti e soprattutto le critiche accese di unpolitico in carriera. Ma c'è un che di esagerato nell'accanimento e il primotentativo di uccidere Blepiro - una colata di metallo fuso che per fortuna loferisce soltanto orrendamente - sembra, ad Aristotele e al suo assistenteStefanos, più il culmine di un complotto mal riuscito che la conseguenza diuna campagna d'odio.
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  • 4

    Più lineare e semplice dei precedenti romanzi su Aristotele della Doody, è scorrevole ed intrigante, ma la filosofia ha qui un ruolo meno importante rispetto ai volumi precedenti. Il giallo dietro l'aggressione a Blepiro non è particolarmente intricato, di conseguenza il finale non appaga più di ...continua

    Più lineare e semplice dei precedenti romanzi su Aristotele della Doody, è scorrevole ed intrigante, ma la filosofia ha qui un ruolo meno importante rispetto ai volumi precedenti. Il giallo dietro l'aggressione a Blepiro non è particolarmente intricato, di conseguenza il finale non appaga più di tanto. Inferiore alle avventure che lo hanno preceduto, questo "Aristotele e l'anello di bronzo" si legge comunque con piacere. Le mie quattro stelle sarebbero in realtà tre stelle e mezzo.

    ha scritto il 

  • 1

    Dov'è Aristotele?

    Non chiedetemi perché sono partito da questo perché non lo so e non me lo ricordo.
    Pessima esperienza, non credo che leggerò più nulla della Doody.


    Sapevo che non era il primo della serie e che quindi molte cose le aveva già probabilmente dette nei libri precedenti, me la sono cercata. Per ...continua

    Non chiedetemi perché sono partito da questo perché non lo so e non me lo ricordo. Pessima esperienza, non credo che leggerò più nulla della Doody.

    Sapevo che non era il primo della serie e che quindi molte cose le aveva già probabilmente dette nei libri precedenti, me la sono cercata. Però è pur sempre un giallo, e si dovrebbe reggere da solo! La storia era banale, niente di particolare.

    La cosa che mi ha particolarmente disturbato è che, cavolo, scegli un'ambientazione originalissima, scegli un personaggio come Aristotele, puoi fare veramente fuochi d'artificio. E invece tutto è posticcio. Il detective poteva chiamarsi tranquillamente Tizio, Caio o Topo Gigio, non aveva nulla di particolare. Qua e là ci sono delle lezioncine di filosofia davvero terra terra. Non mi aspetto il trattato filosofico ma una conoscenza un po' più profonda. Per assurdo non è necessario che Aristotele detective citi le sue teorie filosofiche, ma il punto forte dovrebbe essere la sua capacità di ragionamento e la sua curiosità!

    Poi devo dire che mi fanno innervosire questi romanzi che pretendono di avere vaghi fini istruttivi, o in cui si deve dimostrare di aver fatto quattro ricerche storiche in croce. Avesse piuttosto scritto un giallo come si deve ...

    Insomma, questa Doody mi sa di scrittrice furba.

    ha scritto il 

  • 4

    Citazione

    Forse dovremmo riflettere tutti sulla condizione dell'anima che vorremo rivendicare. E rivolgere l'occhio della nostra mentre al cerchio - il prototipo di ciò che è Forma e non Materia. Perché a volte fa bene pensare - ciò che non può soddisfare l'appetito, ciò che non si può comprare, né per ...continua

    Forse dovremmo riflettere tutti sulla condizione dell'anima che vorremo rivendicare. E rivolgere l'occhio della nostra mentre al cerchio - il prototipo di ciò che è Forma e non Materia. Perché a volte fa bene pensare - ciò che non può soddisfare l'appetito, ciò che non si può comprare, né persuadere, né blandire, né attaccare, né mangiare.

    ha scritto il 

  • 4

    Continuano a piacermi le avventure ateniesi di Aristotele e Stefanos: dall'indagine su Forma e Materia, al mitico anello dell'invisibilità, alle trame intorno alla bottega di un bronzista storpio. Tra casette di prostituti e scene di simposio, fughe notturne e travestimenti diurni, farabutti e fi ...continua

    Continuano a piacermi le avventure ateniesi di Aristotele e Stefanos: dall'indagine su Forma e Materia, al mitico anello dell'invisibilità, alle trame intorno alla bottega di un bronzista storpio. Tra casette di prostituti e scene di simposio, fughe notturne e travestimenti diurni, farabutti e filosofi, anche stavolta vincono il ragionamento e la prontezza di metterlo in pratica. Un cerchio perfetto.

    ha scritto il 

  • 3

    La Doody continua imperterrita, con ostinazione probabilmente degna di miglior causa, il suo tentativo di esporre la filosofia aristotelica per vie traverse.


    Ma lei ci crede e infatti la lezione sulla forma fatta da Aristotele all'inizio del libro e' probabilmente la cosa migliore di ques ...continua

    La Doody continua imperterrita, con ostinazione probabilmente degna di miglior causa, il suo tentativo di esporre la filosofia aristotelica per vie traverse.

    Ma lei ci crede e infatti la lezione sulla forma fatta da Aristotele all'inizio del libro e' probabilmente la cosa migliore di questo romanzo breve. Per il resto e' sfoggio un po' freddo di erudizione, personaggi abbozzati ma non sviluppati e una vicenda con un finale tipico di chi e' arrivato a un punto morto e qualcosa si deve pure inventare per chiudere una vicenda che altrimenti sarebbe potuta divenire imbarazzante, per la scrittrice soprattutto.

    ha scritto il 

  • 0

    Trova il libro nell'OPAC delle bilbioteche mantovane:
    http://mantova.on-line.it/SebinaOpac/Opac?action=search…

    Un tuffo nell’Atene di Aristotele filosofo nei panni di Sherolck Holmes e del suo allievo prediletto, il fedele Wat ...continua

    Trova il libro nell'OPAC delle bilbioteche mantovane: http://mantova.on-line.it/SebinaOpac/Opac?action=search&thTitoloBase2=Aristotele+e+l%27anello+di+bronzo&startat=0

    Un tuffo nell’Atene di Aristotele filosofo nei panni di Sherolck Holmes e del suo allievo prediletto, il fedele Watson; un giallo, un risultato sicuramente curioso.

    ha scritto il 

  • 2

    questo aristotele non mi è andato tanto giù...molto più carini i comprimari, molto umani, ma lui sembra non far parte di quella umanità, in tutti i sensi. altero e distaccato. la parte gialla è caruccia.

    ha scritto il 

  • 4

    Nella botte piccola c'è il vino buono

    Questo breve romanzo appartenente alla saga di Aristotele e Stefanos mi è piaciuto molto ed è stato una piacevole boccata d'aria fresca dopo la lettura del corposo precedente (che proprio non mi aveva entusiasmato).
    La storia non è particolarmente articolata (non può esserlo data la brevità) ma è ...continua

    Questo breve romanzo appartenente alla saga di Aristotele e Stefanos mi è piaciuto molto ed è stato una piacevole boccata d'aria fresca dopo la lettura del corposo precedente (che proprio non mi aveva entusiasmato). La storia non è particolarmente articolata (non può esserlo data la brevità) ma è strutturata correttamente e in modo chiaro. Alla fine tutti i fili tornano, condizione imprescindibile per un buon giallo, e Aristotele si comporta da vero detective, prevedendo le mosse dei suoi avversari e neutralizzandole sapientemente.

    Uno neo... Romanzo dopo romanzo Stefanos diventa sempre più una piaga: pavido e smidollato, lagnoso e preoccupato soltanto di sfigurare agli occhi dell'Atene che conta. Insomma, una noia mortale. Spero davvero che, se non è previsto un suo miglioramento caratteriale, muoia entro la fine della saga.

    ha scritto il 

  • 3

    Il filosofo indaga...

    Il filosofo indaga o, per meglio dire, continua ad indagare: “Aristotele e l’anello di bronzo”, infatti, è il quinto episodio di una ‘saga’ seriale composta, finora, da otto romanzi. Margaret Doody, canadese, ha il merito di essersi inventata un Aristotele detective – deduttivo, intuitivo, sapien ...continua

    Il filosofo indaga o, per meglio dire, continua ad indagare: “Aristotele e l’anello di bronzo”, infatti, è il quinto episodio di una ‘saga’ seriale composta, finora, da otto romanzi. Margaret Doody, canadese, ha il merito di essersi inventata un Aristotele detective – deduttivo, intuitivo, sapiente e logico, bontà sua -, e di aver ambientato le sue storie in epoca classica e in una polis ateniese all’interno della quale l’autrice si muove con una facilità disinvolta e una naturalezza che solo la conoscenza approfondita e lo studio possono assicurare. La storia, nella fattispecie, è un giallo ‘classico’ - due volte ‘classico’, quindi -, con un omicidio (Polieutto, prostituto), un tentato omicidio (Blepiro, bronzista), un mistero da svelare e un’indagine alla ricerca di colpevoli e movente. Aristotele indaga, deduce e aziona con logica, appunto, aristotelica: gli assassini, meschini e sfortunati, hanno le ore contate. Fra i validi aiutanti del filosofo, ci sono, oltre a Stefanos, il suo assistente, anche una coppia di prostituti, fratello e sorella: Formisio e Stratola, simpatici, coraggiosi , determinati e scaltri. Nell’interlinea della narrazione aleggia, impalpabile e appena visibile, il fantasma della metafisica aristotelica e del dibattito riguardante l’essenza, la sostanza, la forma e la materia: questioni in origine complesse, ma qui nebulizzate, ridotte ad aerosol. Lettura semplice, rapida, (è un ‘sellerino’) e piacevole, ambientazione storica eccellente, profili dei personaggi, invece, un po’ approssimativi; meccanismi di sviluppo dell’azione discretamente funzionanti ed efficaci. Aristotele resta fedele a se stesso e, insieme, a un modello fortunato di detective, della migliore tradizione del genere: non è un mostro di simpatia, perciò, e sfodera un’intelligenza devastante, indipendente, schiva; a tratti, indisponente. Un Aristotele solista e solitario, tendenzialmente Narciso, che risolve il caso difficile di turno come il grande Holmes: pensa a se stesso pensante, guardandosi allo specchio.

    ha scritto il