Armance

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

3.5
(168)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8817038539 | Isbn-13: 9788817038539 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Piero Bianconi ; Prefazione: Francesco Spandri

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 4

    Nella strana incoerenza del periodo della Restaurazione francese quando i nobili impoveriti ,che avevano resistito alle lusinghe di Napoleone, erano stati ricompensati da Carlo X per la loro fedeltà a ...continua

    Nella strana incoerenza del periodo della Restaurazione francese quando i nobili impoveriti ,che avevano resistito alle lusinghe di Napoleone, erano stati ricompensati da Carlo X per la loro fedeltà ai Borboni si muove il giovane Octave, un cliché aristocratico.Ma la sua esistenza è oscurata da un segreto che non diventa mai abbastanza chiaro nel romanzo : i più sostengono si tratti di impotenza sessuale a mio avviso, invece, Octave è affetto da una sorta di ripugnanza per l'innamoramento e, per reticente e velata che sia, da una passione incestuosa nei confronti di sua madre, ombra che compare e si stende su tutta la vicenda. " Anomalie" caratteriali che giustificherebbero l'accenno alla necessità di una passione folle da parte di Octave. Anche in questa sorprendente e misteriosa opera Stendhal non si smentisce, raccontando la vicenda con l'urgenza e la conoscenza della natura umana che caratterizzerà le sue opere successive: il disordine del mondo ridotto alla miserabile scala di una inquietudine privata.

    ha scritto il 

  • 2

    Tutta la trama si basa su un elemento fondamentale "la coglionaggine dei protagonisti", vale benissimo come memento per quando vi viene voglia di essere nati in altri tempi, per farvela passare. ...continua

    Tutta la trama si basa su un elemento fondamentale "la coglionaggine dei protagonisti", vale benissimo come memento per quando vi viene voglia di essere nati in altri tempi, per farvela passare.

    ha scritto il 

  • 4

    Verité romanesque

    "Siamo come i preti degli idoli..." [p. 91]

    Armance m'ha sempre fatto paura. Non l'ho mai avvicinata senza sentire che comparivo davanti al padrone... [p. 189]

    "Ah! mi sottometterò...mio nobile amico, ...continua

    "Siamo come i preti degli idoli..." [p. 91]

    Armance m'ha sempre fatto paura. Non l'ho mai avvicinata senza sentire che comparivo davanti al padrone... [p. 189]

    "Ah! mi sottometterò...mio nobile amico, mio caro Octave" [p. 53]

    ha scritto il 

  • 5

    Strane condizioni e antri sibillini...

    Un sottile, imbarazzante problema, che mai è davvero nominato né tanto meno discusso, serve da spunto a Stendhal per scrivere una storia dalle possibili letture simboliche – in senso tutto politico, p ...continua

    Un sottile, imbarazzante problema, che mai è davvero nominato né tanto meno discusso, serve da spunto a Stendhal per scrivere una storia dalle possibili letture simboliche – in senso tutto politico, per carità, non psicologico... come sempre in lui!
    Così, si può leggere un bellissimo romanzo, dalla strana atmosfera – che insegna, tra l’altro, quanta bravura sia necessaria a parlare di qualcosa, parlando d’altro: quale maggior sottigliezza di pensiero ci sia in un indovinello condotto con pudore filosofico, rispetto alla nostra odierna spregiudicatezza, alla nostra psicologia stracciona e fissata...

    ha scritto il 

  • 4

    Stendhal un po' insolito

    Preso in prestito in biblioteca per rivalutare Stendhal, dopo la mia brutta esperienza con Il Rosso e Il Nero, e ne esco vittoriosa!

    Armance, primo romanzo dell'autore, si presenta come la storia d'am ...continua

    Preso in prestito in biblioteca per rivalutare Stendhal, dopo la mia brutta esperienza con Il Rosso e Il Nero, e ne esco vittoriosa!

    Armance, primo romanzo dell'autore, si presenta come la storia d'amore tra due cugini: Armance, orfana e senza una lira, e Octave, un reietto della società che ha un modo particolare di vivere la vita.
    In realtà, ho visto più protagonista Octave, dalle prime pagine ci viene presentato come un amante dei libri, con un'insofferenza verso tutto il mondo, un carattere che tende alla tristezza e all'essere cupo, non un frequentatore assiduo dei salotti più importanti di Parigi(almeno fino a quando non inizia il rapporto d'amicizia con Armance), un rapporto d'amore con la madre e di rispetto con il padre ma di un odio sprezzante, ma mai visibile, verso lo zio colonnello.
    Armance è una ragazzina di diciotto anni, rimasta orfana durante la guerra, e senza denaro (fino più o meno alla fine), la dama di compagnia di Mme de Bonnivet (parente di entrambi i protagonisti), una ragazza silenziosa, riservata, che non crede troppo in sé stessa e che ha paura dell'opinione pubblica, ma con un cuore grande grande.

    Presentata così sembra che il libro tratti di una storia d'amore tra i due, ed è vero perchè così avverrà ma in realtà lo scopo di Stendhal era creare un opera su un tema che ai suoi tempi non era neanche possibile accennare ovvero l'impotenza.
    Diciamo che non so quanto ci sia riuscito perchè nel romanzo, del terribile segreto al quale accenna Octave si viene a parlare due volte sole ma senza capirne il significato.
    Il tema dell'impotenza viene fuori solo se si legge l'introduzione in cui troviamo alcune righe tratte da una lettera che il nostro autore scrisse a Mérimée e dove spiegò all'amico le sue scelte letteriare e stilistiche.
    (Per esempio il fatto che il romanzo doveva chiamarsi Olivier in principio, o che Stendhal voleva un finale diverso, e importantissima per i lettori la spiegazione della tematica fondamentale)

    Insomma, sono riuscita a rivalutare Stendhal perchè ho apprezzato molto questo suo primo libro che scorre molto velocemente e mi è piaciuta molto la vicenda tra i due giovani; l'unica pecca è che se non fosse esistita quella lettere credo che nessuno di noi avrebbe pensato all'impotenza come tema centrale.

    Ultima cosa, che mi stavo scordando, molto belle e originali l'epigrafi a inizio di ogni capitolo che annunciano il tema di quello che verrà narrato.

    Quattro stelline per Stendhal.

    ha scritto il 

  • 4

    “Per l’uomo grossolano e sordo la cui anima volgare non è sensibile che ai rozzi e meschini interessi della vita quotidiana, lo spettacolo di un essere nobile immerso nella disperazione dalla forza ir ...continua

    “Per l’uomo grossolano e sordo la cui anima volgare non è sensibile che ai rozzi e meschini interessi della vita quotidiana, lo spettacolo di un essere nobile immerso nella disperazione dalla forza irresistibile della passione non è che oggetto di sprezzo e di riso. – Deckar”

    E’ l’epigrafe al XXII capitolo e riassume bene il fulcro dell’opera: due anime pure e schiette che, per diversi motivi, lottano per non arrendersi alla tenera e innocente – ma ugualmente incontrollabile – passione che li unisce.

    Il romanzo, come avvenimenti, non è neanche gran che: tra i nobili frequentatori dei salotti parigini si svolge la complicata schermaglia amorosa tra i due che danno luogo, a ruoli alterni, ad un timido ma avvincente corteggiamento; già esitanti in cuor loro – Octave per il suo segreto e Armance per la sua povertà – sono sempre più spesso ed irrimediabilmente depistati dall’intromissione altrui nei loro rapporti. E se all’inizio sembra una commedia degli equivoci, il finale è tragico.

    Ma vero protagonista del romanzo, come detto prima, è il loro tormento, il loro conflitto interiore. Tuttavia Sthendal, fin troppo discreto, mai una volta esplicita l’opprimente segreto di Octave (è impotente) e tanto meno lo lascia intuire: lo si capisce solo leggendo una lettera di Stendhal indirizzata a Merimèè, di cui uno stralcio è riportato nell’introduzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Più di una novella e meno di un romanzo, Armance ha dell'ibrido in tutti i suoi aspetti e sopra ogni altro nella figura del protagonista, Octave.
    Ambivalente, contraddittorio, rigido, fanatico di una ...continua

    Più di una novella e meno di un romanzo, Armance ha dell'ibrido in tutti i suoi aspetti e sopra ogni altro nella figura del protagonista, Octave.
    Ambivalente, contraddittorio, rigido, fanatico di una virtù che non possiede e della cui carenza è in fondo consapevole, agisce con leggerezza e superficialità, pur serbando la pretesa di ispirare profondità e suscitare l'altrui stima.
    La sua dualità lo pone in una situazione di gravissimo disagio morale, non senza qualche manifestazione della più franca follia.
    E, per completare l'opera beffarda della natura, Octave è impotente...
    Tale condizione lo pervade interamente, riflettendosi su tutti i versanti della sua personalità, la cui caratterizzazione, magistralmente tracciata da Stendhal, fa da perno a tutto il racconto, elemento essenziale senza il quale la vicenda di per sé sarebbe poca cosa.

    Per una corretta interpretazione risulta indispensabile la conoscenza della lettera del 23 dicembre indirizzata a Mérimée, che in questa edizione viene parzialmente riportata nell'introduzione.


    Rilasciato da .•.•´*`•.•. LaFigliaDelPittore .•.•´*`•.•. con licenza CC Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

    ha scritto il 

  • 4

    Armance - Stendhal

    Un discreto classico della letteratura francese (epoca romantica).
    La storia è ambientata nei salotti parigini del primo Ottocento dove, contrariamente al titolo, il protagonista dell'opera sembra ess ...continua

    Un discreto classico della letteratura francese (epoca romantica).
    La storia è ambientata nei salotti parigini del primo Ottocento dove, contrariamente al titolo, il protagonista dell'opera sembra essere più Octave che Armance. Octave, gravato da impotenza fisica, si fa portatore di quell'impotenza e staticità vissuta dalla nobiltà francese a inizio secolo, dove i salotti poco fa citati sembrano calare l'alta casta in una dimensione avulsa dal tempo...
    Sublime, scorrevole non privo di colpi di scena!

    ha scritto il 

  • 4

    Sapevo quale fosse il segreto di Octave da prima di iniziare il libro, anzi volevo leggerlo apposta. Ho finalmente trovato il volume, in una vecchia edizione del Club degli editori, in una libreria de ...continua

    Sapevo quale fosse il segreto di Octave da prima di iniziare il libro, anzi volevo leggerlo apposta. Ho finalmente trovato il volume, in una vecchia edizione del Club degli editori, in una libreria dell'usato.

    Stendhal è sempre Stendhal. Mitici i suoi "ecc" a conclusione di frase. Non sai mai se lui, i suoi personaggi, li ami o li odi o entrambi. Se siano lui o no. E i finali rapidissimi che lasciano aperte un sacco di cose. Qui: ma Armance ha ricevuto la lettera di Octave?

    "Octave non ne aveva più. La sua decisione era ferma, e per le anime costanti, per dura che sia la decisione, essa dispensa dal riflettere sul destino e non domanda altro che il coraggio di essere puntualmente eseguita; il che è poca cosa". (p. 284)

    Sull'impotenza come situazione chiave della narrativa ottocentesca, si veda il magnifico saggio di Mario Domenichelli, "Le donne e i cavallier” nella narrativa europea tra Otto e Novecento, in F. Fiorentino e L. Carcereri (a cura di), Il personaggio romanzesco, Roma, Bulzoni, 1998, pp. 127-152, fondamentale anche per Ralph Touchett in Ritratto di signora.

    ha scritto il