Un racconto costruito da un gruppo di amici che da decenni ama passare una settimana sulle Dolomiti. Persone diverse, per mestiere, età e cultura, che trovano il piacere naturale di portare a sintesi le differenze, facendole diventare integrazione e ricchezza, non divisione. "Armentarola – FalzaregoContinue
Un racconto costruito da un gruppo di amici che da decenni ama passare una settimana sulle Dolomiti. Persone diverse, per mestiere, età e cultura, che trovano il piacere naturale di portare a sintesi le differenze, facendole diventare integrazione e ricchezza, non divisione. "Armentarola – Falzarego e ritorno" è una storia soffice, fragrante di profumi di cibo, corroborante di buon vino che scalda , una mano _ consumata che stringe la tua per sancire una nuova amicizia. Le emozioni non sbandierate, una camminata sotto le stelle, stare sdraiati sulla neve, vicino alla cascata di ghiaccio a guardar nevicare, sono un filo rosso che lega i diversi episodi. Ma il sentimento che emerge più degli altri, non in contrasto con una malinconia sotto traccia, è la voglia e la tenacia di divertirsi. Ridere e far ridere, è una dello dati più alte dell'umanità, e questi ragazzi e non più ragazzi hanno capito quanto faccia bene una risata: anche in questo caso non una risata qualunque, ma una risata insieme, una risata che riempie la pancia, una risata che "faceva stare bene perché gonfiava i polmoni di aria buona”. Alla fine del racconto immaginiamo i personaggi della storia che continuano a ridere, a pensare, a stare insieme, a godersi quella bella neve, e ci portiamo dietro la voglia di fare le stesse cose.