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Around the World in Eighty Days

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Publisher: Dalmatian Press

4.0
(4841)

Language:English | Number of Pages: | Format: Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi traditional , Italian , German , Japanese , Korean , Swedish , Portuguese , Greek , Catalan , Norwegian , Dutch , Basque , Danish , Czech , Chi simplified , Romanian

Isbn-10: 1403793964 | Isbn-13: 9781403793966 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Library Binding , Mass Market Paperback , Hardcover , Audio Cassette , School & Library Binding , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Book Description
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  • 5

    Che dire!
    C'è bisogno di dire qualcosa?
    Ho centellinato questo capolavoro letterario, mi sono gustata ogni pagina, ogni parola di questa avventura, spulciando google maps per vedere sulla cartina il percorso seguito da Mr. Fogg e il fedele Passepartout,tracciando una linea immaginaria come nei fi ...continue

    Che dire! C'è bisogno di dire qualcosa? Ho centellinato questo capolavoro letterario, mi sono gustata ogni pagina, ogni parola di questa avventura, spulciando google maps per vedere sulla cartina il percorso seguito da Mr. Fogg e il fedele Passepartout,tracciando una linea immaginaria come nei film di Indiana Jones. Lo consiglio a tutti!

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  • 5

    Il giro del mondo in ottanta giorni passa per Torino

    Il 4 ottobre 1872, a due giorni dalla partenza da Londra, Phileas Fogg e il suo maggiordomo attraversano il Moncenisio in ferrovia, arrivando a Torino alle 6.35 del mattino, per ripartire poche ore dopo - destinazione Brindisi.
    Da pochi mesi infatti il traforo del Frejus ha reso possibile ...continue

    Il 4 ottobre 1872, a due giorni dalla partenza da Londra, Phileas Fogg e il suo maggiordomo attraversano il Moncenisio in ferrovia, arrivando a Torino alle 6.35 del mattino, per ripartire poche ore dopo - destinazione Brindisi. Da pochi mesi infatti il traforo del Frejus ha reso possibile il passaggio sul territorio italiano della "Valigia delle Indie" sottraendola all'itinerario di Marsiglia. La Valigia delle Indie (in inglese: Indian Mail) era il nome italiano del treno che da Modane a Brindisi attraversava la penisola italiana trasportando posta e viaggiatori da Londra a Bombay, grazie all'apertura del canale di Suez, inaugurato appena tre anni prima nel 1869. Ebbene sì: "Il giro del mondo in ottanta giorni" di Jules Verne passa per Torino! Il 4 ottobre 1872, a due giorni dalla partenza da Londra, Phileas Fogg e il suo maggiordomo attraversano il Moncenisio in ferrovia, arrivando a Torino alle 6.35 del mattino, per ripartire poche ore dopo - destinazione Brindisi. Da pochi mesi infatti il traforo del Frejus ha reso possibile il passaggio sul territorio italiano della "Valigia delle Indie" sottraendola all'itinerario di Marsiglia. La Valigia delle Indie (in inglese: Indian Mail) era il nome italiano del treno che da Modane a Brindisi attraversava la penisola italiana trasportando posta e viaggiatori da Londra a Bombay, grazie all'apertura del canale di Suez, inaugurato appena tre anni prima nel 1869.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Rileggere Jules Verne a 50 anni ha un sapore particolare, pervaso di sana diffidenza, piacevole stupore, gustosa fragranza del racconto. Eh si, mi sono appassionato al libro come quando ero ragazzino, gustandolo maggiormente nelle diverse sfaccettature che Verne riserva ai suoi personaggi. Oltre ...continue

    Rileggere Jules Verne a 50 anni ha un sapore particolare, pervaso di sana diffidenza, piacevole stupore, gustosa fragranza del racconto. Eh si, mi sono appassionato al libro come quando ero ragazzino, gustandolo maggiormente nelle diverse sfaccettature che Verne riserva ai suoi personaggi. Oltre ai protagonisti, tra cui il principale rimane Passepartout piuttosto che Fogg, ho immaginato il "brutto" Mr. Fix, eroe incompreso del racconto che fornisce con la sua goffa azione l'intreccio centrale dell'avventura. Ho letto tutto d'un fiato la conclusione che pur conoscevo, ma che mi ha dato grandi sorrisi pensando a Verne che probabilmente ha tratto la sua ispirazione del racconto pensando ad un giro del mondo verso est anzichè verso ovest. Godibilissimo, lo consiglio anche ai cinquantenni come me. Personalmente mi sono impegnato nella riscoperta dei classici dell'avventura ed iniziare da qui mi sembra proprio un bel punto di partenza.

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  • 4

    MODERNO

    Rilettura piacevolissima. Un tuffo alle origini della tecnica, l'Inglese che gira il mondo non come visitatore, ma come utilizzatore di "modernità". Secondo Verne l'uomo è passato dal "fare" allo "usare", questo per lui è modernità, e lo è anche per noi.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Amo Verne, amo i libri di avventura e di viaggio.
    Solo, non avendolo mai letto prima (ebbene sì) mi immaginavo che vivesse veramente il viaggio. Fogg, con tutte le sue qualità, mi ricorda il turista medio che va nei villaggi turistici, dicendo di essere passato di là mentre di fatto non ha visto ...continue

    Amo Verne, amo i libri di avventura e di viaggio. Solo, non avendolo mai letto prima (ebbene sì) mi immaginavo che vivesse veramente il viaggio. Fogg, con tutte le sue qualità, mi ricorda il turista medio che va nei villaggi turistici, dicendo di essere passato di là mentre di fatto non ha visto niente. In realtà colui che ha viaggiato veramente è il suo servitore fedele, che coglie occasione per gettare un'occhiata qua e là ovunque vadano. Nonostante questo però, il gruppo (perché partono in due, ma aumentano con l'andare avanti della storia) vive notevoli avventure, quindi pure che Fogg non possa vantare di aver visitato i grandi monumenti, può annoverare nella sua lista delle cose fatte nella vita un percorso attraversato sulla groppa di un elefante, aver salvato una vedova indiana dal rogo, una lotta contro gli indiani, aver guidato cannibalizzando una nave, l'Henrietta, e in realtà potremmo pure contare qualche ora in galera. Finendo il tutto con un matrimonio che, presumibilmente, non aveva messo in conto prima di allora. Le apparenze ingannano!

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  • 4

    Delizioso e ironico (e da voto massimo) fino alla parte in Asia, poi perde un po' il ritmo e diventa un po' troppo didascalico, per questo si prende le mie 4 stelline.

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