Arrivano i NAM

Inediti d'autore, 7

Di

Editore: Corriere della Sera

2.9
(146)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 60 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Se non avete mai spezzato le gambe a qualcuno, non potete capire. Noi lo sappiamo cosa si prova, perché a sprangare e a sputare sangue, ad ammazzarci per le strade di Milano, noi c'eravamo. Uno dei nostri all'ospedale, uno dei loro all'obitorio. E viceversa. Era una guerra, sapete, ma la si combatteva in nome degli ideali. A guardare indietro, oggi che tutto è liquido, indistinto, quelli erano i tempi esaltanti e terribili. Gli anni Settanta, gli anni vissuti pericolosamente della nostra gioventù.
Oggi.. bè, oggi stiamo ancora sulla breccia. Un po' ingrigiti, è vero, con qualche acciacco di troppo, ma la missione di giustizia, la legge dell'occhio per occhio, del cinque contro uno, è un fuoco che brucia dentro come allora. Rossi, neri... sono colori sbiaditi a cui nessuno guarda più,siamo anche diventati quasi amici, si è fatto fronte comune. Perché ora il nemico non è più il politico, ecco, rispetto alla nostra epoca è cambiata la scala. Chi l'avrebbe detto, negli anni del piombo e della lotta, noi che volevamo rifare il mondo. Bei tempi, erano quelli. Credevamo noi.
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  • 2

    Ronde di sinistra?

    Ci sono questi gialli scaricabili dal sito dell'ATM di Milano, tutti di scrittori milanesi con ambientazione milanese. Se vai in metro puoi fotografare il codice a barre e scaricare il libro sullo sma ...continua

    Ci sono questi gialli scaricabili dal sito dell'ATM di Milano, tutti di scrittori milanesi con ambientazione milanese. Se vai in metro puoi fotografare il codice a barre e scaricare il libro sullo smartphone ma io ho preferito il metodo classico per leggerli sul mio kindle.
    Questo racconto di Colaprico, di cui non avevo letto ancora nulla, mi ha lasciato un po' perplesso. Riesco a sopportare l'idea della giustizia fai da te solo quando leggo Tex.

    ha scritto il 

  • 3

    Colaprico usa una linguaggio semplice, ha una scrittura scorrevole e, un po' come tutti gli "Inediti d'autore" si legge facilmente tutto in meno di un'ora.
    Il tema sono le guerriglie di strada, gli st ...continua

    Colaprico usa una linguaggio semplice, ha una scrittura scorrevole e, un po' come tutti gli "Inediti d'autore" si legge facilmente tutto in meno di un'ora.
    Il tema sono le guerriglie di strada, gli stessi protagonisti ricordano quando la guerra se la facevano tra compagni e camerate ma ora che sono cresciuti i problemi sono ben altri, e complice una giustizia assente, è tempo di mettere da parte la politica ed agire tutti assieme apoliticamente, apartiticamente, contro i problemi che vedono protagonista una Milano di decine di anni fa.

    ha scritto il 

  • 4

    quando i nonni prendono le armi

    Bel racconto di Colaprico che vede un gruppo di nonno ex-brigatisti e non solo riprendere le armi per sistemare qualche piccolo guaio di città...
    Certo si comportano come dei giustizieri, ma risultano ...continua

    Bel racconto di Colaprico che vede un gruppo di nonno ex-brigatisti e non solo riprendere le armi per sistemare qualche piccolo guaio di città...
    Certo si comportano come dei giustizieri, ma risultano comunque simpatici e qualche scrupolo morale se lo fanno.
    Molto carino

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura decisamente diversa dalle mie abituali ma questa serie di racconti è l'ideale per sperimentare autori e generi. Mi è piaciuto, l'ho trovato scorrevole ed acuto, molto chiaro su certe realt ...continua

    Una lettura decisamente diversa dalle mie abituali ma questa serie di racconti è l'ideale per sperimentare autori e generi. Mi è piaciuto, l'ho trovato scorrevole ed acuto, molto chiaro su certe realtà contemporanee.

    ha scritto il 

  • 3

    L’inverno degli inediti estivi/1 - 08 dic 11

    Continuo a leggere racconti e romanzi brevi di Colaprico, anche perché non riesco a trovare la trilogia del commissario Binda. Ma prima o poi… Si vede bene che il nostro buon giornalista è aduso a fre ...continua

    Continuo a leggere racconti e romanzi brevi di Colaprico, anche perché non riesco a trovare la trilogia del commissario Binda. Ma prima o poi… Si vede bene che il nostro buon giornalista è aduso a frequentazioni sia di malavita (d’altra parte continua a lavorare in nera) sia di quel mondo che sembra ben descritto nei suoi libri a quattro mani con Pietro Valpreda. Qui, sfrutta la forma racconto per tirar fuori un paradosso ed affrontare un problema. Il paradosso viene dal fatto che, per fronteggiare “torti vari” si trovano a lavorare gomito a gomito (ma con le stesse armi di prima) una quarantina d’anni dopo ex-brigatisti, fiancheggiatori dei Nuclei Armati Proletari, ex-Ordine Nuovo ed altre frange un tempo ferocemente contrapposte. Con quella filosofia di fondo, un po’ risorgimentale, che si, si avevano (e si hanno) idee diverse, ma tutti si voleva cambiare il mondo. In fondo, noi credevamo (come diceva la Banti). Purtroppo, si credeva in cose che erano a volte traballanti, e che la storia a poi, più o meno, stritolato. Il problema è quello costituito non dagli immigrati cosiddetti “buoni”, quelle che vengono a fare lavori che l’italiano medio ora rifiuta. Ma da quelli cattivi. Quelli che organizzano giri di spaccio. Quelli che fanno lavorare altri operai in nero. Quelli che costringono i ragazzi all’accattonaggio. E che sono, purtroppo, arabi, cinesi, rumeni, e via citando nazioni non a caso. E poiché nessuno sembra prendere sul serio questi nuovi “cattivi”, ci pensano i nostri ex-estremisti di destra e di sinistra a riprendere tirapugni ed altre armi improprie, e da bravi sessantenni ancora sulla cresta dell’onda, si mettono in testa di raddrizzare questi torti privati. Visto che i torti pubblici sono rimasti impuniti. Così che scendono in piazza i NAM (e non vi dico che cosa vuol dire). A volte Colaprico tende a guardare con un occhio troppo benevolmente ironico chi durante gli anni settanta non sempre si è comportato “comme il faut”. E questa ironia non sempre rende piacevole lo scritto. Ma i due punti di sopra rimangono. Soprattutto quello del cercare di risolvere in qualche modo questi “torti privati”. Insomma, scorrevole senza dubbio, ma di un onesto medio livello. Poteva affondare un po’ di più. Ma come lettura estivo - inedita va più che bene.

    ha scritto il